Sacchetti di Sabbia contro l’Inondazione

di Raoul Minetti

sand.jpgIl benessere delle persone e’ una cosa seria. E la poverta’ lo e’ ancora di piu’. E vedere che pensionati indugiano davanti agli scaffali di un supermercato fa molto pensare. E ciononostante e’ ancora il tempo delle polemiche a palazzo. Tremonti vara rapidamente una serie di piccole “misure” di contenimento temporanee, Berlusconi invita al dialogo, rigorosamente ex post, Veltroni declina l’invito. Una sequenza gia’ vista varie volte dalle elezioni ad oggi.
In un interessante articolo pubblicato questa settimana sul Wall Street Journal,
John Taylor (professore di Economia a Stanford e sottosegretario al Tesoro americano dal 2001 al 2005) argomenta dati alla mano che le misure una tantum come molte di quelle appena approvate dal governo hanno purtroppo un effetto modesto durante una recessione. Taylor porta l’esempio dei rebate checks, cioe’ gli assegni inviati alle famiglie americane tra Maggio e Luglio come parte del piano di stimolo fiscale dell’amministrazione Bush.


Ebbene, i dati del Bureau of Economic Analysis rivelano che le famiglie americane hanno speso meno del 20% del reddito addizionale percepito con gli assegni, mentre hanno risparmiato il resto spesso tentando di limare il loro debito (si veda anche questa analisi di Martin Feldstein disponibile presso il National Bureau of Economic Research
L’obiettivo di rilanciare i consumi e’ quindi fallito. Questo fallimento non e’ sorprendente. Uno dei primi concetti basilari che si apprende in economia (ampiamente studiato da Milton Friedman e Franco Modigliani) e’ che le famiglie basano le loro decisioni di consumo sul loro reddito “permanente” – non su quello temporaneo – e quindi tendono a risparmiare piuttosto che a spendere un aumento temporaneo del reddito disponibile. Questo non sempre e’ vero – non entro in dettagli tecnici – ed e’ un po’ meno vero per i redditi bassi, ma in un periodo di forte incertezza e di declino atteso del loro reddito permanente e’ improbabile che le famiglie italiane si comporteranno molto diversamente da quelle americane. In parole povere, affrontare la recessione e la drammatica caduta della domanda con misure come il bonus familiare una tantum previsto per Gennaio sara’ come buttare dei sacchetti di sabbia per arginare un’inondazione.
John Taylor e innumerevoli altri studiosi ci rammentano che gli strumenti piu’ efficaci per stimolare l’economia in recessione sono i cosiddetti “stabilizzatori automatici” (aggiustamenti automatici di tasse e sussidi durante le recessioni) o un piano strutturale di sgravi e sussidi che siano “permanenti, diffusi e attesi dai consumatori”. Sfortunatamente nessuno dei tre aggettivi si addice alle misure appena prese dal governo che sono invece temporanee, limitate a qualche fascia di reddito e, non ultimo, lasciano le famiglie Italiane nell’ incertezza circa l’adozione di altre, analoghe misure nei prossimi mesi. Consci dei limiti degli interventi temporanei, Tito Boeri e altri studiosi de la Voce vanno proponendo da vari giorni una riflessione seria sulla riforma del sistema di ammortizzatori sociali. Gli studiosi de la Voce sostengono che il risparmio sulla spesa per interessi consentito dalla discesa dei tassi di interesse (4 miliardi di Euro secondo le loro stime) liberera’ per lo Stato risorse sufficienti per (i) introdurre un sussidio unico di disoccupazione o (ii) incrementare in modo permamente e significativo le detrazioni fiscali sul reddito da lavoro dipendente. Queste proposte sono in linea con quelle formulate da John Taylor, il quale suggerisce all’amministrazione Obama un tax credit permanente di circa il 6% del salario fino a 8000 dollari.
La serieta’ delle argomentazioni sarebbe dovuta bastare almeno per avviare un dibattito bipartisan, proprio come Taylor suggerisce di fare al Congresso Americano. Ma a palazzo sembra sempre il tempo delle polemiche.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Come al solito, complimenti per l’ottimo articolo :-)

  2. Filippo Zuliani

    Grande Raoul.

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