A volte ci domandiamo perchè il PD abbia proposte deboli. Ora abbiamo sotto gli occhi un esempio del perché di tutto questo: in un anno nessuno ha chiesto a Irene Tinagli neanche un parere, nonostante sia una esperta di fama internazionale che aveva scelto di dare una mano alla causa del partito. Non possiamo che essere solidali con Irene Tinagli: condividiamo la sua frustrazione e i contenuti della sua analisi impietosa. Il patrimonio di competenze ed esperienze di tanti italiani che sono attivamente impegnati nella produzione di idee e che avevano aderito con entusiasmo alla missione del PD è rimasto inutilizzato. Si è preferito, invece, continuare nel solco delle vecchie abitudini, quelle che hanno portato il centrosinistra degli ultimi quindici anni a perdere elettori e credibilità, facendo enormi danni al partito nuovo e alla vita democratica del paese.
Segue il testo della lettera di Irene Tinagli, nella speranza che possa ripensarci: dobbiamo prendercelo insieme, il partito.
Caro Walter,
ti scrivo perche’ ho deciso di dimettermi dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacita’ del PD di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva detto di voler fare un anno fa. Un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti piu’ cruciali per la crescita del paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il PD. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il PD si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del PD su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i piu’ scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. E’ questa la linea nuova e riformista del PD? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti certe logiche di funzionamento anziche’ difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.
La mia delusione e’ tanto piu’ forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del PD e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalita’ di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (cosi’ mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del PD non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso ne’ me ne’, credo, le altre persone gia’ molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo pero’ come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto chiasso sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non e’ cambiato niente.
Inneggiare al cambiamento, all’idea di una societa’ e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su cio’ che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudichera’ per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilita’. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilita’ delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilita’ di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.Irene Tinagli
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





giustissimo, ma come invertire questa deriva?
mi pare tutto in una soffocante tenaglia di ipocrisia e dabbenaggine. In questi giorni anche peggio del solito.
Che fare?
sono d’accordo con il finale dell’introduzione: “nella speranza che possa ripensarci: dobbiamo prendercelo insieme, il partito”.
Insomma, Irene Tinagli è stata sopratutto lasciata sola. Ma mi sembra che sia stata lasciata un po’ sola anche da noi, insomma da tutti quelli che vorrebbero farlo, ‘sto partito nuovo.
Parliamo sempre di “fare rete”, ma spesso di rete ne facciamo poca, mentre altri sono ben più abituati a tesserla bene, la loro rete di ragno che ci avviluppa tutti e ci soffoca…
tre cose:
1. la lettera è tratta dal Riformista di oggi (magari mettiamolo nel testo del post: mi sembra corretto)
2. quoto corrado
3. e aggiungo:
Ieri ho scritto sul mio blog che “il problema della politica italiana è la mancanza di giovani in giro che abbiano voglia di conquistarsi la leadership dei rispettivi partiti senza aspettare il proprio turno educatamente in coda”. Irene Tinagli è una giovane donna (non a caso una donna) che ha capito che questo avrebbe dovuto fare per poter contare, forse, qualcosa: aspettare educatamente in coda, come dal salumiere. Evidentemente ha deciso che aspettare che venga chiamato il proprio numeretto non è esattamente la massima aspirazione che una persona normale possa avere nella vita.
L’altra ipotesi, quella della battaglia politica, ha deciso di scartarla a priori. Ed è su questo che chi ha a cuore il Pd dovrebbe veramente riflettere.
Perche’ non nominare I.Tinagli nuovo portavoce dei Mille, ad honorem? Sarebbe un bel gesto, oltre che una dichiarazione molto piu’ forte dello stanco “ripensaci” finale.
Maaa… se è un partito di bugiardi, i cui dirigenti non lasciano fare niente di niente, il cui segretario ha permesso il non cambiamento, perché rimanerci? E’ come tentare di far diventare l’UDC un po’ più di sinistra: basta cambiare partito e lasciare che l’UDC, il PD, ed il resto facciano la propria strada.
Irene Tinagli sarà a Parigi il 13 dicembre ad un’iniziativa del PD Parigi insieme a Maurizio Ferraris (un’Ikea di università, Cortina 2001).
E’ un circolo ESTERO del PD che l’ha chiamata a parlare di ricerca, valutazione e talenti svenduti. Un incontro che ha come fine la redazione di un documento da inviare al PD e al mondo dei ricercatori, dell’università, della formazione.
Continuiamo a lavorare, continuiamo a mettere pezzettino su pezzettino, io non ci posso credere che sia tempo buttato via. IL PD è anche altro per fortuna.
Ho intervistato Irene per L’Unita’ di domani e mi ha detto che si e’ dimessa dalla Direzione Nazionale, non dal Partito.
Ah vabbè, se s’è dimessa solo dalla direzione nazionale e non dal partito, allora è una buona notizia.
Più che militanti politici mi sembrate innamorati non corrisposti. Andrete avanti nel PD anche una volta fatta l’alleanza politica con l’UDC, e andrete avanti nel PD anche nel caso si alleasse al PDL, o entrasse a farne parte.
Non ha senso stare a discutere con gli innamorati.
Non si vuole proprio vedere la realtà di questo partito.
Nominate Irenbe Tenagli portavoce dei imille? Però prima ditegli che imille sono a “disposizione del partito” (decisione presa nel convegno di luglio) cioè di quel gruppo dirigente da cui Irene ha preso le distanze con le sue dimissioni.
Credo che Irene Tenagli abbia fatto bene.
E’ inutile farsi cooptare solo per irnfrescare l’immgaine incartapecorita del partito facendosi magari portare in giro come la madonn apellegrina, giusto per abbindolare i gonzi.
e nel frattempo il notro gruppo dirigente si combatte in questa indecente guerra fra bande non apertamente sulle idee, ma subdolamente sulle posizioni, lottando poltrona per poltrona come per le isole nella guerra del pacifico.
ci vuole qualcuno che sappia far da riferimento per le tante tenagli del pd, le energie migliori del partito, ma col coraggio di venire alo scoperto, e quindi che non abbia paura di perdere.
ci vuole un congresso dove la linea del partito, che ora è tutto e il suo esatto contrario, venga cmq democraticamente definita, e non riarrangiata giornalmente secondo i bollettini di guerra di cui sopra.
ci vuole qualcuno che sappia guidare questo processo, che è già tardi.
si fa troppo prima a mandare tutti affanculo, scusando il francesismo, che a combattere per la ragione sapendo che è inutile.
scusate lo sfogo.
Credo che Irene Tenagli abbia fatto bene.
E’ inutile farsi cooptare solo per irnfrescare l’immgaine incartapecorita del partito facendosi magari portare in giro come la madonn apellegrina, giusto per abbindolare i gonzi.
e nel frattempo il notro gruppo dirigente si combatte in questa indecente guerra fra bande non apertamente sulle idee, ma subdolamente sulle posizioni, lottando poltrona per poltrona come per le isole nella guerra del pacifico.
ci vuole qualcuno che sappia far da riferimento per le tante tenagli del pd, le energie migliori del partito, ma col coraggio di venire alo scoperto, e quindi che non abbia paura di perdere.
ci vuole un congresso dove la linea del partito, che ora è tutto e il suo esatto contrario, venga cmq democraticamente definita, e non riarrangiata giornalmente secondo i bollettini di guerra di cui sopra.
ci vuole qualcuno che sappia guidare questo processo, che è già tardi.
si fa troppo prima a mandare tutti affanculo, scusando il francesismo, che a combattere per la ragione sapendo che è inutile.
scusate lo sfogo.
Credo che Irene Tenagli abbia fatto bene.
E’ inutile farsi cooptare solo per irnfrescare l’immgaine incartapecorita del partito facendosi magari portare in giro come la madonn apellegrina, giusto per abbindolare i gonzi.
e nel frattempo il notro gruppo dirigente si combatte in questa indecente guerra fra bande non apertamente sulle idee, ma subdolamente sulle posizioni, lottando poltrona per poltrona come per le isole nella guerra del pacifico.
ci vuole qualcuno che sappia far da riferimento per le tante tenagli del pd, le energie migliori del partito, ma col coraggio di venire alo scoperto, e quindi che non abbia paura di perdere.
ci vuole un congresso dove la linea del partito, che ora è tutto e il suo esatto contrario, venga cmq democraticamente definita, e non riarrangiata giornalmente secondo i bollettini di guerra di cui sopra.
Cosa rimane giorno dopo giorno del Partito Democratico? La sua funzione ormai sembra esplicarsi esclusivamente nel distribuire delusioni e disaffezioni. Delusione sistematica di tutte le aspettative che in un anno, piu´ che riposte, erano state affastellate alla rinfusa nel “nuovo” (si fa per dire) contenitore politico.
Comprendo oggi la delusione della Tinagli e la sua decisione di uscire dalla Direzione ma, onestamente, per quanto io mi sforzi, non riesco a comprendere il passo precedente, quello di esserci entrata. Poiche´ per come e´ nato, cresciuto e sviluppato, il progetto palesemente non poteva corrispondere le sue aspettative. E´questa la domanda che veramente intriga: come e perche´ci si ostini a credere in una palese illusione. Forse per una forma di inconscio e, perche´ no, virtuoso interesse personale? Lo insinua qualcuno.
perdonate il triplo msg, ma l’invio sembrava non essere andato a buon fine. shame on me!
Credo che sia giusto dare alle persone di valore un opportunita’, e con la Tinagli il nostro partito lo ha fatto: ma bisogna anche che coloro a cui l’ opportunita’ viene data la sappiano trasformare in un progetto.
Non conosco nessuna organizzazione politica, economica, sociale o culturale in cui bastino le qualita’ intellettuali per imporsi. Tra l’ altro la Tinagli e’ una accademica, ossia abituata ad operare in un ambiente competitivo.
Mi dispiace, sinceramente, che rinunci a competere in politica. Ma non mi sembra ne’ un dramma, dato che il suo lavoro sara’ comunque fruibile, ne’ una responsabilita’ solo del partito
per una volta concordo con Gianni.
Non conosco bene la storia, ma a naso mi pare che lei si aspettava che “il partito” pendeva dalle sue labbra? E che non lo sapeva che era messa lì per fare immagine? Se voleva fare di più doveva combattere armi in pugno usando la sua posizione in direzione.
Invece mi pare che se questi sono i nuovi, i vecchi resteranno sempre al loro posto … ma spero di sbagliarmi.
Gianni, hai il vizio di parlare sempre di tutto e di tutti senza spesso avere informazioni.
Magari c’entra poco con la storia della Tinagli, ma leggevo l’altro giorno sul Corsera un articolo di Boeri che citava il regolamento per le primarie per l’elezione del coordinatore PD di Milano. Potevano partecipare solo i membri dei coordinamenti ed i vari soggetti che ricoprono incarichi elettivi nei vari enti pubblici (dal consiglio di circoscrizione al parlamento europeo, purché residenti a Milano). Quanti saranno stati gli elettori? 600? Ma il PD a Milano ha preso oltre 60.000 voti, quindi a scegliere il coordinatore è stato l’1% degli elettori? Come si fa a far valere le proprie idee sul territorio o in una direzione nazionale in questo modo? Come fa a nascere il mitico Obama de noantri? Nel frattempo dalemiani e veltroniani si scannano sulle cazzate.
Raul, ho tutte le informazioni che mi servono, grazie, comprese quelle per farmi una precisa opinione su di te che ho verificato direttamente essere molto comune e condivisa, e che il tuo patetico commento conferma pienamente.
Non rispondo al tuo commento offensivo e maleducato. Mi chiedo solo perche’ continui ad importunare questa comunita’ di persone civili. Internet e’ grande e sono sicuro che puoi trovare altri siti su cui polemizzare in liberta’.
Stempero il tono, ritiro il commento precedente e riformulo la mia domanda in modo piu’ costruttivo. Hai delle informazioni concrete per affermare che Irene non si e’ data da fare? Cioe’ per scrivere “Credo che sia giusto dare alle persone di valore un opportunita’, e con la Tinagli il nostro partito lo ha fatto: ma bisogna anche che coloro a cui l’ opportunita’ viene data la sappiano trasformare in un progetto.” Sulla base di quali informazioni/elementi scrivi questa frase?
Raul, il maleducato sei tu che intervieni con insulti e considerazioni personali su un commento del tutto normale e che ha anche riscosso consenso. E anche a seguito di questo tu non sei certamente in grado di parlare a nome di nessuna comunita’, meno che mai una fatta di persone civili.
La tua congenita incapacita’ di gestire non dico il dissenso, ma anche soltanto la diversita’ di opinioni, rappresenta il perfetto offset a Irene Tinagli sulle qualita’ culturali degli accademici italiani nel mondo. Peccato se ne vada lei.
Ti ho formulato una domanda mi sembra del tutto legittima: sulla base di cosa affermi che Irene Tinagli non ha trasformato in un progetto concreto l’incarico che le era stato assegnato? Cioe’ in parole povere “non si e’ data da fare”? Hai delle informazioni in merito? Stai facendo supposizioni? Non so, penso che se affermi una cosa cosi’ tu abbia delle informazioni. O lo affermi per supposizione? Mi sembra una domanda legittima, forse l’ho formulata in maniera un po’ stizzita inizialmente, ma la domanda rimane. Hai informazioni o fai supposizioni?
@Raoul: personalmente, non conosco Irene Tinagli, nè la sua storia, se non per quello che ha scritto lei o ha detto nell’intervista pubblicata successivamente da iMille. Da quello che ho letto, mi sono fatto l’impressione che ci sia un equivoco di fondo: in molti paesi occidentali, come ad es. negli USA, gli esperti di vari settori, provenienti specialmente dal mondo accademico, sono reclutati e consultati dalla politica per la formazione delle idee che poi diventano progetti politici portati avanti da chi riveste le cariche elettive.
Probabilmente Irene Tinagli si aspettava un incarico di questo tipo, si aspettava che qualcuno bussasse alla sua porta e la consultasse per poi trasformare le sue idee in mozioni, disegni di legge, campagne mediatiche, attività di lobbying, etc. Peccato che in Italia non funziona così. Salvo pochi “esperti” che sono stati messi nelle liste per le loro specifiche competenze e che oggi siedono in parlamento e fanno da soli attività di propaganda delle proprie idee (ad es. Pietro Ichino o Ignazio Marino), per la maggior parte le idee che diventano progetti politici crescono in un clima di fondamentale incompetenza, spesso per appoggiare questo o quel movimento ideologico, e sfortunatamente diventano leggi di pessima qualità.
In conclusione, se vogliamo migliorare l’Italia, dovremmo innanzitutto modificare il workflow attraverso cui le idee diventano azione politica.
Concordo Giacomo, penso tu abbia centrato il problema in pieno. Ad esempio mi chiedo come mai ad una persona competente del mondo universitario come Irene non sia stata chiesto un parere e un supporto nella preparazione di un documento serio del PD sulla riforma universitaria. E si sia invece scelta la strada di quattro pagine per lo piu’ generiche, retoriche e, ad eccezione di un paio di punti, prive di proposte concrete. 4 pagine che Ichino ha definito un “topolino partorito da una montagna”. In un momento di grande fermento e attenzione sullo stato sconsolante in cui versa l’istruzione (specie l’Universita’) in Italia questa latitanza progettuale del PD e’ sconcertante. Il responsabile dell’universita’ per il PD si e’ detto offeso da questa definizione di Ichino, ma francamente da persona senz’altro intelligente si sara’ senz’altro lui stesso reso conto che c’era poco di concreto e significativo in quel documento. Allora perche’ non coinvolgere Irene? Domande come sempre destinate a rimanere senza risposta.
Non faccio nessuna valutazione sull’ impegno di Irene Tinagli, non so da dove Raul tragga questa impressione. Parto anzi dal presupposto che quell’ impegno sia stato massimo, perche’ se qualcuno pensasse che ha fallito per paraculismo non so proprio perche’ ce ne dovremmo occupare. E’ un fatto pero’ che si tratta di un fallimento, sancito proprio dalle sue dimissioni, e mi interrogo sulle ragioni di questo fallimento.
Io continuo a pensare che Irene Tinagli sia una intellettuale di valore, ma e’ evidente che puo’ dare il suo migliore contributo alla societa’ in quel ruolo piuttosto che in un partito politico.
Se si volesse discutere pacatemente su questo episodio, adlila’ dei soliti, scontati disfattisimi tafazzisti di chi non ha le risorse culturali per dire niente di meglio, si potrebbe aprire un ragionamento sul fatto che forse i partiti sono ormai “strutturalmente” incapaci di produrre cultura politica.
Negli Stati Uniti, Irene Tinagli non sarebbe una dirigente del partito democratico: sarebbe invece a capo di un think tank o di una fondazione che produce contenuti per la politica. Dovremmo magari abituarci a pensare che i partiti non esauriscono l’ universo della politica, ma ne sono anzi una parte addiritura marginale. I partiti hanno esaurito la loro funzione identitaria con la fine delle ideologia, e la loro funzione pedagogica con la scolarizzazione di massa.
I partiti dovrebbero fare solo quello che sanno fare, ossia selezionare le persone piu’ rappresentative da mandare nelle istituzioni a realizzare programmi. Programmi che sono stati pensati e definiti da esperti (come Irene Tinagli) che lavorano in altri tipi di organizzazioni, meno legate alla contingenza politica o addiritura a quella parlamentare. Organizzazioni che da noi ancora non ci sono, o se ci sono sono solo allo stato embrionale.
Gianni, i) non mi sembra in effetti che Irene si sia in lamentata di non essere stata candidata a segretario del PD, ma di non essere stata utilizzata come risorsa ii) il principio secondo una persona con delle elevate competenze sia inadatta ad essere un leader politico mi sfugge, solo in Italia le competenze sono un demerito, una fonte di imbarazzo che renderebbe inadatti ad essere leader iii) questo riflette la strana alleanza che sistematicamente si crea in Italia tra la classe dirigente incompetente e le persone che credono nella base. I commenti di Maria Cascella ne sono un altro sintomo. I difensori della “base”, “della politica fatta nei circoli, con il sudore delle manifestazioni e con le mani unte di salsiccia”, preferiscono impallinare i competenti tacciandoli di snobismo e cosi’ tenersi gli incompetenti. Un paradosso tutto Italiano.
Raul,
i) Esatto. E’ lo stesso problema che mi pongo io: come utilizzare Irene come risorsa? E’ evidente che non viene propriamente utilizzata in questo partito politico: lo dice lei, non io. Secondo me questo mancato utilizzo avviene per le ragioni strutturali che ho cercato di argomentare poco sopra, che mi sembra una spiegazione piu’ convincente della solita favoletta qualunquista sugli apparatchnik che perseguitano gli ingenui idealisti (dopo averli nominati in direzione? boh). Ma mi rendo conto che ognuno abbia il proprio immaginario da accontentare.
A me piace come si fa politica negli USA, e sono certo che ha influenzato molto di piu’ il programma dei Democratici Paul Krugman che non Howard Dean. E che Krugman non si sente affatto frustrato per non essere utilizzato come risorsa. Bisognerebbe capire, ripeto, che i partiti non sono piu’ in grado di coprire tutto il dominio della politica, e che ci sono (in America) e ci dovrebbero essere (in Italia) altri luoghi in cui gli intellettuali e gli studiosi possano occuparsi dei contenuti della politica senza sorbirsi una riunione su Villari, che a loro magari non importa nulla e sulla quale tra l’ altro non hanno nulla da dire.
ii) Una persona con elevate competenze e’ adatta ad essere un leader politico se ha elevate competenze politiche. Che si esprimono nella capacita’ di definire una visione di insieme, di organizzare il proprio consenso, di negoziare alleanze e compromessi, di comunicare il proprio progetto, di ispirare le altre persone e di unirle su una idea di societa’. Questo e’ il mestiere del politico, che richiede specifiche competenze e capacita, e che utilizza il consenso come misura di successo. Mi sfugge perche’ un esperto in urbanistica abbia piu’ titoli a fare il politico di quanto un politico ne abbia a fare il neurochirurgo (o a scegliere i primari di medicina, per dire). Non credo che la politica professionale possa essere compiuta con strumenti dilettanteschi.
iii) Non so cosa significhi “credere nella base”, ma so che questo spossante dibattito tra fighettismo e salsiccisimo e’ di un livello talmente basso che non riesco ad arrivarci nemmeno chinandomi. Sorry.
Sai una cosa Gianni? Sto scorrendo i commenti a questo post. In 10 hanno commentato, di cui 4 “contro” Irene. In fondo se non ci fossi tu, il post sarebbe rimasto deserto. Poco, molto poco. Corrado ha ragione: “Irene Tinagli è stata sopratutto lasciata sola. Ma mi sembra che sia stata lasciata un po’ sola anche da noi, insomma da tutti quelli che vorrebbero farlo, ‘sto partito nuovo. Parliamo sempre di “fare rete”, ma spesso di rete ne facciamo poca”. I non commenti a questo post confermano la tesi di Corrado: Irene e’ stata lasciata sola.
roul mi spiace essere stata chiamata in causa , senza che tu mi abbia chiesto un parere, ma tant’è l’hai fatto e probabilmente mi hai letta in pd-obama.
giusto per chiarirci, non sono l’unica a rispettare il popolo delle salsicce, c’è anche chi ne ha fatto video e dibattito per esaltare l’operosità e l’analisi molto più matura e obiettiva dei tanti bigs del pd.
ma forse fa comodo richiamare la salamella quando fa comodo e non tenerne conto 365 giorni all’anno.
giusto per capirci , a luglio , a dispetto dei santi e di chi professava l’inutilità dell’assemblea costituente romana, mi sono recata e ho votato irene tinagli , cooptata personalmente da veltroni.ù
come vedi nelle risorse, nelle sue capacità, ci ho creduto e votato, pur rimettendoci nell’ordina una giornata di lavoro, era di venerdì, e 500 euro mai rimborsati, sono una dipendente a 1000 euro, con due figlie e separata, i voti che ho avuto alle primarie sono stati dati da gente che fa le salamelle , o che ci credevano nel rinnovamneto, compreso quello della tinagli, è con quei voti che ho potuto permettere la sua nomina, quindi non facciamo tanto i puristi per favore, se no la coerenza voleva che chi non gradiva non accettava la cooptazione e si ritirava da subito.
se sono bastati meno di 4 mesi, mi pare con una sola riunione di direzione, per decidere che il pd non risponde ai progetti ( di chi? da chi formulati? quando? ) , dove sono stati esposti? a chi si è chiesto di formalizzarli e sostenerli?
questa è la politica a cui ambisco raul, il resto è fuffa
roul mi spiace essere stata chiamata in causa , senza che tu mi abbia chiesto un parere, ma tant’è l’hai fatto e probabilmente mi hai letta in pd-obama.
giusto per chiarirci, non sono l’unica a rispettare il popolo delle salsicce, c’è anche chi ne ha fatto video e dibattito per esaltare l’operosità e l’analisi molto più matura e obiettiva dei tanti bigs del pd.
ma forse fa comodo richiamare la salamella quando fa comodo e non tenerne conto 365 giorni all’anno.
giusto per capirci , a luglio , a dispetto dei santi e di chi professava l’inutilità dell’assemblea costituente romana, mi sono recata e ho votato irene tinagli , cooptata personalmente da veltroni.ù
come vedi nelle risorse, nelle sue capacità, ci ho creduto e votato, pur rimettendoci nell’ordina una giornata di lavoro, era di venerdì, e 500 euro mai rimborsati, sono una dipendente a 1000 euro, con due figlie e separata, i voti che ho avuto alle primarie sono stati dati da gente che fa le salamelle , o che ci credevano nel rinnovamneto, compreso quello della tinagli, è con quei voti che ho potuto permettere la sua nomina, quindi non facciamo tanto i puristi per favore, se no la coerenza voleva che chi non gradiva non accettava la cooptazione e si ritirava da subito.
se sono bastati meno di 4 mesi, mi pare con una sola riunione di direzione, per decidere che il pd non risponde ai progetti ( di chi? da chi formulati? quando? ) , dove sono stati esposti? a chi si è chiesto di formalizzarli e sostenerli?
questa è la politica a cui ambisco raul, il resto è fuffa
raul mi spiace essere stata chiamata in causa , senza che tu mi abbia chiesto un parere in merito,ma dandomi dei giudizi che ritengo immeritati e pregiudizievoli, se non fossi passata per caso qui non avrei mai saputo di essere stata chiamata in causa, ma tant’è l’hai fatto e probabilmente mi hai letta in pd-obama.
giusto per chiarirci, non sono l’unica a rispettare il popolo delle salsicce, c’è anche chi ne ha fatto video e dibattito per esaltare l’operosità e l’analisi molto più matura e obiettiva dei tanti bigs del pd.
ma forse fa comodo richiamare la salamella quando fa comodo e non tenerne conto 365 giorni all’anno.
giusto per capirci , a luglio , a dispetto dei santi e di chi professava l’inutilità dell’assemblea costituente romana, mi sono recata e ho votato irene tinagli , cooptata personalmente da veltroni.
come vedi nelle risorse, nelle sue capacità, ci ho creduto e votato, pur rimettendoci nell’ordine una giornata di lavoro, era di venerdì, e 500 euro mai rimborsati, sono una dipendente a 1000 euro, con due figlie e separata, i voti che ho avuto alle primarie sono stati dati da gente che fa le salamelle , o che ci credeva nel rinnovamneto, compreso quello della tinagli, è con quei voti che ho potuto permettere la sua nomina, quindi non facciamo tanto i puristi per favore, se no la coerenza voleva che chi non gradiva non accettava la cooptazione e si ritirava da subito.
se sono bastati meno di 4 mesi, mi pare con una sola riunione di direzione, per decidere che il pd non risponde ai progetti ( di chi? da chi formulati? quando? ) , dove sono stati esposti? a chi si è chiesto di formalizzarli e sostenerli?
questa è la politica a cui ambisco raul, il resto è fuffa
Cara Maria, partiamo dalla considerazione che qui si rispetta l’attivita’ di tutti da chi si unge le mani di salamelle a chi se le unge di inchiostro. Cio’ detto 4 o 8 mesi nella vita di un paese di 60 milioni di abitanti in cui tutti i giorni ci sono problemi economici e sociali sono tanti, tantissimi. Torno a ripetere ad esempio che il documento retorico e fumoso di 4 pagine del PD sull’Universita’ e la scuola in tre mesi di dibattito, proteste, mobilitazione, non e’ all’altezza di un partito che rappresenta un terzo dell’elettorato. Non e’ all’altezza del problema “capitale umano”, che’ e’ di importanza vitale per la vita di un paese, non e’ all’altezza del compito del PD, non e’ all’altezza neanche del movimento studentesco e delle sue decine di manifestazioni, non e’ all’altezza del sudore di quelli che lavorano faticosamente a cuocere le salamelle. Non e’ all’altezza dei tuoi viaggi a Roma e dei tuoi 500 euro spesi su 1000 di salario. Il PD non puo’ permettersi (come nessun partito) la mediocrita’ nell’elaborazione di idee, progetti e proposte. Irene era una risorsa per superare la mediocrita’. Risorsa che e’ stata sprecata.
raul mi spiace essere stata chiamata in causa , senza che tu mi abbia chiesto un parere in merito,ma dandomi dei giudizi che ritengo immeritati e pregiudizievoli, se non fossi passata per caso qui non avrei mai saputo di essere stata chiamata in causa, ma tant’è l’hai fatto e probabilmente mi hai letta in pd-obama.
giusto per chiarirci, non sono l’unica a rispettare il popolo delle salsicce, c’è anche chi ne ha fatto video e dibattito per esaltare l’operosità e l’analisi molto più matura e obiettiva dei tanti bigs del pd.
ma forse fa comodo richiamare la salamella quando fa comodo e non tenerne conto 365 giorni all’anno.
giusto per capirci , a luglio , a dispetto dei santi e di chi professava l’inutilità dell’assemblea costituente romana, mi sono recata e ho votato irene tinagli , cooptata personalmente da veltroni.
come vedi nelle risorse, nelle sue capacità, ci ho creduto e votato, pur rimettendoci nell’ordine una giornata di lavoro, era di venerdì, e 500 euro mai rimborsati, sono una dipendente a 1000 euro, con due figlie e separata, i voti che ho avuto alle primarie sono stati dati da gente che fa le salamelle , o che ci credeva nel rinnovamneto, compreso quello della tinagli, è con quei voti che ho potuto permettere la sua nomina, quindi non facciamo tanto i puristi per favore, se no la coerenza voleva che chi non gradiva non accettava la cooptazione e si ritirava da subito.
se sono bastati meno di 4 mesi, mi pare con una sola riunione di direzione, per decidere che il pd non risponde ai progetti ( di chi? da chi formulati? quando? ) , dove sono stati esposti? a chi si è chiesto di formalizzarli e sostenerli?
questa è la politica a cui ambisco raul, il resto è fuffa
raul mi spiace essere stata chiamata in causa , senza che tu mi abbia chiesto un parere in merito,ma dandomi dei giudizi che ritengo immeritati e pregiudizievoli, se non fossi passata per caso qui non avrei mai saputo di essere stata chiamata in causa, ma tant’è l’hai fatto e probabilmente mi hai letta in pd-obama.
giusto per chiarirci, non sono l’unica a rispettare il popolo delle salsicce, c’è anche chi ne ha fatto video e dibattito per esaltare l’operosità e l’analisi molto più matura e obiettiva dei tanti bigs del pd.
ma forse fa comodo richiamare la salamella quando fa comodo e non tenerne conto 365 giorni all’anno.
giusto per capirci , a luglio , a dispetto dei santi e di chi professava l’inutilità dell’assemblea costituente romana, mi sono recata e ho votato irene tinagli , cooptata personalmente da veltroni.
come vedi nelle risorse, nelle sue capacità, ci ho creduto e votato, pur rimettendoci nell’ordine una giornata di lavoro, era di venerdì, e 500 euro mai rimborsati, sono una dipendente a 1000 euro, con due figlie e separata, i voti che ho avuto alle primarie sono stati dati da gente che fa le salamelle , o che ci credeva nel rinnovamento, compreso quello della tinagli, è con quei voti che ho potuto permettere la sua nomina, quindi non facciamo tanto i puristi per favore, se no la coerenza voleva che chi non gradiva non accettava la cooptazione e si ritirava da subito.
se sono bastati meno di 4 mesi, mi pare con una sola riunione di direzione, per decidere che il pd non risponde ai progetti ( di chi? da chi formulati? quando? ) , dove sono stati esposti? a chi si è chiesto di formalizzarli e sostenerli?
questa è la politica a cui ambisco raul, il resto è fuffa
chiedo a tutti scusa per la replica multipla, ma il mio pc mi dava non inviato.
m.
sprecata da chi raul? mache idea avete di chi fa politica? di chi deve mettere insieme l’immigrato , il tossico dipendente con il razzista, di chi deve andare nelle fabbriche dove non ci sono le norme di sicurezza? dei tetti delle scuole che crollano e uccidono i nostri ragazzi?
può una singola persona , pur meritevole o geniale mettere mani a un sistema malato e marcio fin nelle fondamenta?
senza un movimento, forte , autorovele, tinagli rimane per me una semplice studiosa, come altri milioni di scienziati in giro per il mondo
Maria, non sai neanche di cosa si occupa Irene e ti metti a giudicare quello che fa. E’ anche banale quello che dici, e’ ovvio che i movimenti sono composti da migliaia, milioni di persone e ogni persona svolge un ruolo piccolo. Rimane il fatto che nella direzione del PD ci sono alcune decine di persone, non milioni, e se c’e’ una persona competente a sviluppare proposte piuttosto che una incompetente questo e’ positivo. Le parole che usi “movimento, forte , autorovele” non significano niente se non le riempi di contenuti, ma sembri pensare che i contenuti e le proposte si sviluppino per magia. Sembri negare l’ovvieta’ che la partecipazione politica richiede sia la fase della partecipazione ampia e popolare che evidenzia problemi e esigenze sia quella dell’elaborazione progettuale che richiede competenze. O forse pensi che possa venire fuori una proposta approfondita e specifica di riforma di un sistema universitario durante una manifestazione di 100000 persone?
raul facciamo così, ti semplifico il tutto, papale papale, avverso da sempre i cooptati di partito,tenagli. lo si legge dalla sua lettera ha avuto sollecitazioni non corrisposte, senza ricorrere ad alcun movimento reale, nè con l’intenzione di crearlo, ha risposto con lettera diretta al segretario, di noi, del pd, della gente che ha contribuito ad eleggerla non se n’è curata affatto, almeno di sofri un documento, una presa di posizione ne abbiamo avuti prova, ma da luglio ad oggi io di irene tinagli so di una lettera sola, quella inviata a Veltroni, di politici così ne abbiamo già piena l’italia.
Maria,
Luca e Irene fanno due lavori diversi. Luca e’ un giornalista, ha un blog seguito, ha una trasmissione radiofonica. E’ quindi a contatto quotidiano con il pubblico e interagisce con esso. Irene e’ una ricercatrice, scrive libri, articoli scientifici, insegna. Non ha un contatto quotidiano con il pubblico. Chiedere a Irene di mettersi a sollecitare con lettere aperte l’opinione pubblica sarebbe come chiedere a me di imbarcarmi domani sullo Shuttle. Irene ha messo servizio la sua preparazione e intelligenza al servizio dell’elaborazione di progetti e proposte.
Discussione interessante, molto piu´che una semplice polemica.
E´ bene pero´ritornare a quelle che Irene ha scritto nella sua lettera di dimissioni. La Tinagli non lamenta l´abbandono di nessuno, quindi non comprendo perche´, Raoul, un qualcuno generico dovrebbe sentirsi responsabile di averla lasciata sola. Se di responsabilita´ si deve parlare questa e´relativa a quanto Irene lamenta: il fatto di essere rimasta per mesi “non interpellata” da chi l´aveva cooptata. E questa entita´, a quanto ne so, ha un nome ed un cognome. Ma se proprio vogliamo andare a cercare con il lanternino qualche peccato veniale, io mi sento di attribuirli proprio a quel gruppo che le proposte della Tinagli tiene in grande considerazione e che oggi “si scandalizza” Urbi et Orbi per le dimissioni. Quello stesso gruppo che in questi mesi ha guadagnato una consistente visibilita´ sulla stampa di partito e che non fa mistero dei successi elettronici di alcuni blog dei vari esponenti. Tra tutti gli interventi di “Tuttologia applicata” che Sofri & Associati hanno guadagnato su l`Unita´ (ad esempio), possibile che non c´era nemmeno uno strapuntino libero da dedicare alle proposte e alle idee della Tinagli?
@Raoul,
Irene e’ stata lasciata sola?
Irene Tinagli e’ stata invitata all’assemblea di luglio dei mille. Dopo allora ha mai bussato alla porta dei mille chiedendo, esempio, “ehy, ragazzi. Sono in direzione nazionale PD. Mi aiutate a elaborare le mie idee contrapposte alla Gelmini che ne facciamo uscire qualcosa di buono?” ?
Se si’ ed e’ stata respinta o ignorata allora direi che pubblicare questo post e’ ipocrita, soprattutto da parte di chi l’ha ignorata.
Se no, allora se ne conclude che l’operato di Irene e’ stato erroneo. Giusto che i dirigenti che sbagliano si dimettano, avrei preferito un “grazie dell’occasione” e non letterine “e’ colpa sua”.
grazie per la lettera.
il problema è che nessuno, nella direzione de PD, fa un passo indietro. Tutti pensano di essere lì per diritto divino. Pensano “Sì al cambiamento, basta che io stia lì, basta che io venga eletto”. Nessuno capisce che quasi tutti sono superati. Nessuno capisce che nell’Italia del 2000 una classe dirigente che ha detto tutto e il contrario di tutto non ha nessuna speranza di vincere le elezioni, nè di far nascere politiche innovative e “moderne”.