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di Tommaso Caldarelli

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Va bene, ma chi è Obama?

Il candidato democratico ieri ha vinto le elezioni presidenziali americane. Il che è normale, qualcuno vince, qualcuno perde; senonchè siamo tutti consapevoli di quello che sta davvero succedendo, oggi, nel mondo. Il prossimo presidente degli Stati Uniti non è un navigato politico di washington, ma non è neanche cinquantenne. Per di più ha la pelle nera.

E’ stata di certo infranta la famosa barriera razziale – ragazzi, un nero è capo del mondo, cerchiamo di intenderci. Tuttavia sono d’accordo con Luigi Bonanate, sull’Unità : mò, basta. Da questo momento in poi Barack Obama è chiamato a farci sognare non più perché è il giovincello nero che ha spaccato tutto, ha infranto tutti i nostri dubbi ed è diventato presidente degli Stati Uniti d’America( questo ce lo ricorderemo per sempre, sia beninteso ): ora Barack Obama deve farci vedere se e come sarà in grado di risolvere i problemi che gli si pongono davanti. Altrimenti tutto questo rischia di sprofondare in una abissale delusione.


Chi è Obama? Obama è innanzitutto un progressista. Parli quanto vuole chi dice che in realtà ci troviamo davanti al piu classico dei liberal white guy, anche un po’ snob e noioso.Il vero lui è nascosto, fra le righe, nel suo discorso davanti a tutta quella gente a Chicago, Grant Park.

Il New Deal: un’America abbattuta dalla crisi economica ha saputo risollevarsi grazie a un presidente lungimirante che ha abbandonato le speculazioni finanziarie per concentrarsi sulla valenza del lavoro, dell’impegno per una società migliore: dar da mangiare alla gente a costo, come fece Roosvelt, di prendere i disoccupati e dirgli ” andate a bonificarmi una palude “. Lo dice chiaro Obama, l’America si risolleva nel solo modo possibile : pezzo per pezzo e mattone per mattone.

Altro che mercato liberissimo e ricchezza autoprodotta. “Non possiamo avere una Wall Street che prospera mentre la Main Street soffre ” . Vedremo.

Libertà, diritti e inclusività: il suo richiamo alla lotta contro la segregazione razziale – coloro che si sono alzati per ottenere un posto sull’autobus, e che andavano a sentire un predicatore di Atlanta che cantava ” We shall Overcome “, alla fine trionferemo. E il fatto, non scontato, della semplice citazione degli elettori omosessuali, a cui dedica un pezzo di vittoria( mentre insieme ai voti valanga per Obama arriva la secca bocciatura delle nozze omosessuali in tre stati ); poi, si sa che Obama è un sostenitore della Roe Vs Wade, la sentenza che ha stabilito che la maggior parte delle leggi contro l’aborto violano l’autodeterminazione e il diritto alla Privacy costituzionalmente garantito. Vedremo.

Dell’Ambiente non fa menzione nel suo discorso, ma si sa cosa pensi: uscita veloce dell’America dalla sua dipendenza petrolifera, e fin qui è più necessario che altro, e lo prometteva piu o meno anche il Mac. Riduzione dell’ottanta per cento delle emissioni di CO2 – dico, 80%, non bucce d’arachidi. Vedremo

Un nuovo modo di intendere la politica, soprattutto, che diciamolo, è quello che ci ha fatto sognare. Un Predicatore Laico, scrive Concita de Gregorio su L’Unità, e in effetti ha ragione. Ma questo non vuol dire soltanto che Obama ha regalato a tutti quelli che lo osservavano il suo sogno, ha detto anche che bisogna lasciarsi alle spalle il passato e trascinarsi tutti, stanchi e meno stanchi, forti e deboli, verso un futuro nuovo. Nuovo, ma non generico: la fine del discorso è la piu emozionante. Come l’anziana centoseienne che ha votato oggi ha visto un secolo passare, cosa vedranno i nostri discendenti fra cento anni? La risposta è che vedranno quello che costruiremo noi, fra domani e dopodomani. E sarà meglio scegliere con cura le cose da costruire.

Noi ci crediamo, e da qui, piano piano, staremo a guardare. Sperando che tutto, ma proprio tutto, vada come abbiamo sperato : d’altronde, pare davvero che si possa fare.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

4 Commenti

  1. I piu’ impazienti potranno seguire i progressi del processo di transizione alla nuova amministraione Obama su: change.gov

  2. I piu’ impazienti potranno seguire i progressi del processo di transizione alla nuova amministraione Obama su: change.gov

  3. claudio

    Amante delle statistiche, guardavo i risultati di queste elezioni presidenziali stato per stato per cercare di dare una dimensione numerica piu’ concreta a questa trionfo elettorale di Obama.
    Obama ha migliorato tutti gli score relativi (percentuali) ottenuti da Kerry nel 2004, tranne in Arkansas (-6%), Lousiana (-2%),Tennesse (-1%), West Virginia (-1%).
    Ha poi strappato ai repubblicani il Nevada (+7% rispetto a Kerry), New Messico (+8%), Colorado (+6%), Iowa (+5%), Indiana (+11%), Ohio (+2%), Virginia (+6%), Florida (+4%) e ha pareggiato in Missouri (+3%) e North Carolina (+7%).
    Una valanga, senza contare ovviamente Hawaii con un +18%!!!
    Divertente il risultato a WDC:
    OBAMA: 93% (Kerry 90%)
    MCCAIN: 7% (Bush 9%)
    ‘Notte

  4. claudio, ancor meglio delle percentuali di voto è vedere i voti assoluti presi. In molti stati mccain ha preso più o meno gli stessi di bush, ma obama ne ha presi moolti di più di kerry.
    Esempio importante (perché swing state) la Florida.

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