In Brianza la mafia è “sotto casa”, sebbene non si noti

di Paolo Cambieri

mafia.JPGIn Brianza la ‘ndrangheta esiste, ed è fortemente radicata. Lo afferma a chiare lettere la relazione approvata lo scorso febbraio dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle criminalità organizzata.

Per focalizzare l’attenzione su un tema tanto importante e delicato, il circolo del Partito Democratico di Giussano ha promosso un incontro pubblico – moderato da Emanuela Beacco, Presidente del Consiglio Comunale – con due relatori d’eccezione, i senatori del PD Achille Serra e Luigi De Sena, due ex prefetti, oggi prestati alla politica con alle spalle curricula di alto profilo nella lotta alla criminalità.


Come può succedere che in un territorio ricco, produttivo e mediamente “sano” come quello Brianzolo, vengano scoperte, così dietro l’angolo, ben due discariche abusive di rifiuti tossici?

La risposta ce la forniscono i due esperti senatori, recentemente nominati componenti della commissione parlamentare antimafia: la storia della presenza delle cosche mafiose al nord, viene da lontano, dai primi anni ’70. Un’infiltrazione che, grazie ad un sistema ramificato e molecolare, si è sempre più radicata, fino ad arrivare a sviluppare sul territorio una sorta di “invisibile colonizzazione”.

Tratto peculiare della mafia moderna è il suo agire silenzioso; senza episodi eclatanti che possano attirare l’attenzione della pubblica opinione.

Dopo il periodo dei sequestri degli anni ’70 , e quello dei mercati della droga, della prostituzione, del gioco d’azzardo, oggi la ‘ndrangheta – camuffata sotto le spoglie di un’”impresa ripulita” – si infiltra nel mondo degli appalti, delle finanziarie, delle discariche. Creando un’imprenditoria illegale che con sempre più fatica distinguiamo da quella sana, con cui si confonde e si mimetizza.

E allora che fare per arrestare la sotterranea espansione delle mafie? Come ostacolarne la “normalizzazione”?

Il Senatore Serra ha le idee chiare. Occorre adoperarsi affinché il tema “sicurezza” non rimanga un mero strumento di propaganda politica, ma diventi patrimonio di tutti. E, al tempo stesso, puntare su lavoro e cultura. Ricorda l’ex prefetto che gli strumenti di controllo e prevenzione (come la magistratura e la polizia) usati fino ad oggi dallo Stato, non bastano: certo hanno dato ottimi risultati, ma con loro si possono vincere solo le battaglie, perché “la guerra contro le mafie può essere ottenuta solo attraverso il lavoro e l’istruzione. (la mafia ha trionfato dove ha potuto trovare terreno fertile come nel sud Italia, aree in cui il tasso di disoccupazione e di diserzione scolastica raggiunge da sempre livelli estremamente alti). ”

L’ex prefetto invita poi ad evitare l’errore di pensare che al nord non esista terreno fertile per la crescita del fenomeno mafioso. Tutt’altro, occorre vincere ogni contraria illusione perché una società opulenta e pigra può essere molto distratta e prestare il fianco ad organizzazioni pronte a sfruttarla.

Il Senatore De Sena, dal canto suo, invoca cittadini più attenti ed una politica che si sforzi di promuovere una sensibilizzazione della cittadinanza, grazie alla collaborazione di tutte le componenti della società: la pubblica amministrazione, i sindacati, il mondo della cultura e dell’informazione, il cui sinergico concorso, può sconfiggere una deriva che appare sempre più difficile da arginare

Il cittadino del nord non può più fingere di credere che il crimine sia sempre in un altrove e per cause extraterritoriali.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. Caro Paolo, cara Emanuela,
    bello l’articolo e il post. Solo una cosa: il Pd ha aperto uno sportello legalità da un mese, e ci sta lavorando seriamente, proprio in Brianza (primi comuni ad attivarsi: Lissone e Monza, prossimamente Desio). Per dire che, a volte, il Pd risponde con la massima serietà possibile alle questioni più importanti.

  2. bravi, bravi ed ancora bravi.

  3. Paolo Cambieri

    Caro Civati, Caro G.V.
    Fa piacere sapere che, insieme al Pd e alle associazioni, si coaguli un impegno per la lotta alle Mafie.
    Personalmente sono per concorrere tutti insieme agli impegni civili e progressisti che la società ci presenta.
    Nel caso specifico mi sto attivando per organizzare un incontro simile a Milano : sono certo che il successo deriverà dall’impegno di tutti noi.

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