riceviamo da Oleg Curci questo contributo di Giovani del PD Liguria.
Questo è il contributo di un gruppo di giovani liguri che si identificano nel progetto del Partito Democratico e vorrebbero vederlo crescere sempre più forte e partecipato. Non è un documento di corrente e tantomeno risponde a vecchie logiche interne o di provenienza che non ci appartengono.
Rappresenta piuttosto la nostra voglia di portare un contributo per un salto di qualità nel confronto e nell’azione politica locale. E’, in altre parole, il nostro andare oltre il consueto “vorremmo sapere, gentilmente, quando arriva il nostro turno”, per dire chiaramente: “pensiamo che sia arrivato il nostro turno, perché sentiamo che ci sono alcune cose da fare, che possiamo e dobbiamo fare tutti insieme, giovani e non, e vogliamo parlarne con voi”.
Il nostro partito, oggi più che mai ha bisogno di esperienza (intesa come competenze acquisite, conoscenza del territorio e dei suoi problemi, legame con una storia che vogliamo rinnovare, e non cancellare) e creatività (intesa come quell’apertura mentale che permette di cogliere sul nascere il cambiamento). E se la prima – importantissima – è patrimonio principalmente dei “vecchi” del partito, ci sono forze come la creatività, la vitalità e lo sguardo verso il futuro che da sempre sono prerogativa delle generazioni più giovani. Forze, queste, di cui un partito che si definisce democratico non può e non deve mai fare a meno.
Come creare un partito veramente nuovo e democratico, se si lasciano fuori i giovani? Come coinvolgere la società civile, interpretare i continui cambiamenti del mondo, come comunicare con un linguaggio e con gli strumenti propri del presente? I giovani sono coloro che credono con forza che le cose possano essere cambiate e hanno abbastanza energie da lottare per questo; sono coloro che vivono immersi nella realtà più di chiunque altro; coloro che hanno ancora la testa abbastanza “sgombra” da saper ascoltare davvero i “rumori” del mondo là fuori. A questo servono i giovani in un partito: a leggere la società in cui viviamo e ad aiutarlo a rimanervi, sempre, saldamente ancorato.
Noi siamo qui e con freschezza, entusiasmo e convinzione, ci proponiamo di guidare il cambiamento verso un futuro migliore. Vogliamo partecipare in maniera concreta e non vuota, con un contributo fattivo, con delle proposte. Con la nascita dei Giovani Democratici, il Partito ha già dato un primo impulso a questa voglia di rinnovamento, ma non vogliamo che ciò diventi una specie di “riserva” in cui relegare i giovani.
Questo documento nasce da una riflessione comune avviata tra noi negli ultimi tempi. Ci siamo detti: pensiamo ai temi che vorremmo il nostro partito avesse a cuore. Conosciamo bene i problemi di tutti i giorni, nostri e della gente che incontriamo, e la preoccupazione per un futuro che non riusciamo a pianificare. Pensiamo alla risposta che vorremmo sentire dal nostro partito e che vorremmo dare ai nostri coetanei, ma non abbiamo ancora sentito né dato. Siamo partiti in pochi, ma la grande voglia di partecipare ha spinto tanti altri ragazzi ad unirsi a noi e oggi siamo qui in oltre (inserire numero di persone che firmeranno questo documento).
Quello che segue è una sintesi di quanto emerso dalle nostre discussioni, pochi punti che riteniamo essere prioritari e per cui intendiamo lottare. Perché crediamo nel Partito Democratico e prima ancora nel valore della politica come strumento unico e imprescindibile per cambiare, in meglio, la società in cui viviamo.
Chiediamo che i diritti civili e umani delle persone vengano difesi sempre e con forza, rimanendo una priorità per il nostro Paese e soprattutto per il nostro partito: il diritto delle persone malate a rifiutare l’accanimento terapeutico e il dolore non necessario grazie allo strumento del “testamento biologico”; il diritto dei cittadini stranieri di scegliere la propria religione, di votare per gli amministratori delle città in cui vivono e di ottenere asilo; il diritto di due persone impegnate in una relazione stabile a vedere riconosciuta giuridicamente la loro unione, indipendentemente dal loro genere e/o orientamento sessuale; il diritto delle persone con disabilità alla parità di trattamento e a muoversi liberamente per le nostre città, grazie all’eliminazione (reale e non presunta) delle barriere architettoniche; ecc.
Pensiamo che tutte le limitazioni alle capacità, e dunque alle libertà degli individui di diventare “persone” debbano venire contrastate con fermezza, tramite la valorizzazione delle competenze e una buona e piena occupazione. Un Paese non può negare ai propri giovani la possibilità di diventare “grandi”, di formarsi una famiglia, di diventare genitori. Per questo, la forma normale di occupazione deve tornare ad essere, come è stato per tutte le generazioni precedenti, il lavoro a tempo indeterminato, poiché crediamo che tutte le persone, ancor più i giovani, debbano avere il diritto di costruirsi una prospettiva di vita e di lavoro serena, che gli permetta di guardare al futuro senza averne paura. Se è vero che un certo grado di flessibilità è un dato ineliminabile e necessario nell’attuale organizzazione del lavoro, essa deve però venire ripulita dalle sue forme più “precarizzanti” e, soprattutto, non deve sfociare in una “precarizzazione della vita” come avviene sempre più spesso.
Auspichiamo che si attuino politiche per l’abitazione, per permettere ai giovani e alle altre fasce “deboli” della popolazione di poter disporre di una casa, primo importantissimo passo verso l’indipendenza.
Riteniamo indispensabile rompere la struttura di una società fondata sul modello obsoleto di famiglia mono-reddito, per costruire una società che metta al centro le esigenze della famiglia di oggi. Non vogliamo rassegnarci ad un paese che affidi ai nonni l’allevamento dei figli, ma chiediamo un paese dove gli asili nido – esperienza preziosa per i bambini e le bambine e risorsa importante per i genitori – così come i contratti di lavoro part-time nei primi anni di vita dei figli, siano accessibili a tutte le famiglie che ne fanno richiesta.
Chiediamo che si investa veramente nella scuola, perché investire nella scuola vuol dire investire nei giovani e dunque investire nel futuro. Solo attraverso la promozione e, di questi tempi più che mai, la difesa dell’istruzione e della conoscenza sarà possibile realizzare pienamente l’equità e l’inclusione sociale nonché una vera modernizzazione del nostro Paese. Ciò vale naturalmente non solo per la scuola, ma anche e a maggior ragione per l’Università e gli enti di ricerca, luoghi primari della conoscenza e motore propulsivo per la crescita di un Paese. E’ necessario quindi supportare e difendere dai continui attacchi la formazione superiore e la ricerca libera, beni pubblici di fondamentale importanza, così come è importante non abbandonare quei giovani ricercatori che hanno a lungo lavorato e studiato con passione e si trovano ora davanti a un muro impenetrabile, alla frustrazione continua, spesso costretti ad andare all’estero per poter lavorare o a ricominciare tutto da capo, con un impiego che spesso implica la rinuncia alle competenze acquisite.
Riteniamo importante vivere in un Paese che scelga l’Europa e il processo di integrazione europea come ambito essenziale della propria politica. Crediamo infatti nella condivisione delle decisioni e nella costruzione di regole comuni, crediamo nella costruzione di soggetti capaci di influire sul piano internazionale, in una politica di pace e prevenzione dei conflitti. Pensiamo inoltre che il ruolo dell’Italia quale promotore della democrazia e dei diritti (umani, sociali, politici ed economici) vada rilanciato con decisione.
Quello che noi giovani chiediamo al nostro partito, in ultima analisi, è di avere coraggio.
Coraggio di aprirsi al mondo e di ascoltare finalmente la gente, affinchè tutti coloro che si avvicinano al PD – vecchi militanti e giovanissimi, neofiti e società civile – possano sentirsi legittimamente “a casa” e non ospiti in quella di qualcun altro.
Coraggio di prendere posizione su temi importanti e prioritari e di portare avanti con forza le proprie idee. Un partito che non è in grado di delineare la propria identità in modo chiaro e comprensibile, che non sa dare vita al proprio interno a una cultura, a idee e a valori comuni, è sicuramente perdente agli occhi dell’opinione pubblica e manca l’obiettivo della costruzione di un nuovo riferimento politico nella storia del nostro paese.
Coraggio di rinnovare e rinnovarsi, di buttare via quella che qualcuno ha definito con efficacia la “vecchia foto di famiglia” che da troppo tempo rappresenta il nostro gruppo dirigente, sempre lo stesso da quindici anni, per scattare una foto nuova, più colorata e affollata.
Coraggio di essere generosi, dunque di preoccuparsi innanzitutto di crescere e formare i propri giovani così come si faceva in passato, favorendo quando possibile l’emergere di nuovi protagonisti. Il partito deve avere fiducia e non paura dei suoi ragazzi perché essi sono fonte inesauribile di entusiasmo, capacità e impegno. In quest’ottica, vanno moltiplicati i momenti formativi interni ed esterni al partito così come le opportunità per i giovani meritevoli di misurarsi con nuove sfide.
Siamo convinti che il rinnovamento possa passare solo attraverso strumenti come le primarie che, garantendo il massimo della partecipazione, consentono anche il massimo della selezione dei nuovi dirigenti. Strumento, quello delle primarie, che riteniamo debba essere regolato al fine di renderlo davvero attendibile ed efficace.
Le primarie non possono diventare il momento in cui si confermano delle scelte fatte in altre, più ristrette sedi, ma devono essere l’occasione di un confronto “vero” tra personalità, storie, opzioni politiche e programmatiche diverse. Noi pensiamo infatti che non si debba temere la battaglia politica, anche tra uomini e donne appartenenti allo stesso partito, se viene condotta con lealtà, trasparenza e rispetto delle regole e con lo scopo di rendere chiari e comprensibili gli obiettivi e i progetti di cui ci si fa portatori.
Ma la forza e l’efficacia delle primarie è direttamente proporzionale al radicamento sul territorio del partito e al suo rapporto vitale con la società. Questo partito non sarà infatti mai davvero democratico se non sarà capace di stare tra la gente per ascoltarne i problemi: ecco dunque perché bisogna affidare un ruolo centrale nel processo decisionale ai Circoli, che non possono limitarsi ad essere luoghi di aggregazione per i soli iscritti o ancor peggio divenire “centri elettorali”, ma devono diventare veri e propri punti di socializzazione aperti alla società. I Circoli, sia territoriali che dei luoghi di lavoro, sono le “antenne” che ci permettono di captare i segnali della “società del territorio” e come tali devo poter essere messi in condizione di tramutare questi segnali in proposte politiche e, quindi, nelle proposte politiche del Partito Democratico.
I giovani capaci non sono solo qualche decina, peraltro visibili in tutti i campi. Sono ovunque intorno a voi. Basta solo frequentare il mondo invece che rimanere, per dirla con Majakovsky, chiusi nelle proprie stanze. Pietro Nenni diceva: Rinnovarsi o perire. Non pensate sia arrivato il momento?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Per dirla come zoro…ammazza che palle
Mi sembra quasi tutto ineccepibile (oltre che scontato), ma i cciovani non dovrebbero avere un linguaggio più sintetico e più creativo?
Caro Giacomo vorrà dire che la prossima volta manderemo un sms, ke kosì i youngsters kapiscono meglio?
oppure un bel graffito, quello sì che è creativo!
il contenuto sarà scontato come dici tu, ma sono cose di cui non se ne sente parlare molto spesso all’interno del Partito!
E proprio perchè non ci sentiamo presi molto in considerazione, si è voluto creare un documento serio ed esaustivo.
Non sempre si possono racchiudere i concetti in uno slogan, quattro righe o 160 caratteri….
Caro Giacomo vorrà dire che la prossima volta manderemo un sms, ke kosì i youngsters kapiscono meglio?
oppure un bel graffito, quello sì che è creativo!
il contenuto sarà scontato come dici tu, ma sono cose di cui non se ne sente parlare molto spesso all’interno del Partito!
E proprio perchè non ci sentiamo presi molto in considerazione, si è voluto creare un documento serio ed esaustivo.
Non sempre si possono racchiudere i concetti in uno slogan, quattro righe o 160 caratteri….
Caro Giacomo vorrà dire che la prossima volta manderemo un sms, ke kosì i youngsters kapiscono meglio?
oppure un bel graffito, quello sì che è creativo!
il contenuto sarà scontato come dici tu, ma sono cose di cui non se ne sente parlare molto spesso all’interno del Partito!
E proprio perchè non ci sentiamo presi molto in considerazione, si è voluto creare un documento serio ed esaustivo.
Non sempre si possono racchiudere i concetti in uno slogan, quattro righe o 160 caratteri….
Intanto bisognerebbe rispondere alla domanda: che fine ha fatto l’onorevole Melandri, catapultata in Liguria alle ultime elezioni, e regolarmente sparita il giorno dopo l’elezione?
Magari alle prossime elezioni mettiamo capolista un/una ligure, giovane e volenteroso/a, capace di tradurre in programma tutti questi buoni propositi; il mio voto è a disposizione.
Quoto Bonavui.
Fabiana, che gggiovane sei, che non sai neanche che per veder pubblicato il post occorre aspettare qualche minuto e non ri-postarlo freneticamente?
Per il resto, avete scritto una graziosa letterina, piena di fuffa.
Arriverete in alto nel PD, se il PD esisterà ancora quando voi avrete sessant’anni. Io sinceramente spero che sarà stato sostituito da un partito di sinistra, guidato da vostri coetanei, ma più indipendenti e coraggiosi.
ammazza come si fa in fretta a giudicare qui sopra!
come accade sempre su blog e similari, sparare a zero sugli altri da dietro un pc è fin troppo facile e gratificante per il proprio ego, o sbaglio? tutti a giudicare per sentirci più fighi, più taglienti e, perchè no, più intellettuali. maddai.
la gente che ha firmato questo documento si fa un culo tanto nei propri territori che voi manco ve lo immaginate e va rispettata e incoraggiata per questo, così come vanno rispettate e incoraggiate tutte le persone che FANNO, rispetto a quelle la cui unica attività è stare a guardare e possibilmente criticare gli altri (sennò che gusto c’è, se non si fanno quelle battutine che ci fanno sentire un po’ il thomas bernhard meets guido ceronetti del 2008?).
bah. che dire? complimenti agli acidoni. voi sì che con la vostra spocchia siete utili a questo partito.
@Fabiana: tra 160 caratteri e 11.000 caratteri c’è un mare di possibilità e sta agli autori sfruttarle senza scadere nella vecchia e noiosa retorica.
@michela: lo scopo dei commenti è di discutere del contenuto del post, non del valore degli autori come attivisti del PD, che non viene assolutamente messo in discussione dal sottoscritto.
Il blog e la mailing list de iMille ospita spesso discussioni sulla gerontocrazia nel PD. A turno molti autori giovani hanno dimostrato con interventi puntuali ed intelligenti che nel PD c’è una meglio gioventù che avrebbe diritto a delle chances in più sulla base del merito e non semplicemente dell’età anagrafica o della generica “questione generazionale”.
Poi arriva questo post, che suona tipo “fate largo che passamo noi”, senza affrontare concretamente le questioni di cui questo blog discute da mesi, ma limitandosi ad un compendio di generiche buone intenzioni dalla rampa per i portatori di handicap alla pace nel mondo: la stroncatura è quasi un atto dovuto.
Evidentemente Giacomo non riesci a comprendere soprattutto il substrato dove nasce questo documento, evidentemente non hai bene a fuoco il fatto che la Liguria è una grande gerontocrazia dove occorre veramente sgomitare e fare sempre mezzo passo per volta perchè si corre il rischio di essere accantonati prima ancora di iniziare, ecco perchè tante parole e tanti concetti..non è un atto dovuto la stroncatura…dovrabbe esserlo il chiedersi perchè…
Evidentemente Giacomo non riesci a comprendere soprattutto il substrato dove nasce questo documento, evidentemente non hai bene a fuoco il fatto che la Liguria è una grande gerontocrazia dove occorre veramente sgomitare e fare sempre mezzo passo per volta perchè si corre il rischio di essere accantonati prima ancora di iniziare, ecco perchè tante parole e tanti concetti..non è un atto dovuto la stroncatura…dovrabbe esserlo il chiedersi perchè…
Evidentemente Giacomo non riesci a comprendere soprattutto il substrato dove nasce questo documento, evidentemente non hai bene a fuoco il fatto che la Liguria è una grande gerontocrazia dove occorre veramente sgomitare e fare sempre mezzo passo per volta perchè si corre il rischio di essere accantonati prima ancora di iniziare, ecco perchè tante parole e tanti concetti..non è un atto dovuto la stroncatura…dovrabbe esserlo il chiedersi perchè…
ma infatti, giacomo, forse questo semplicemente non è il luogo adatto dove parlare di questa nostra iniziativa e me ne rendo conto adesso.
perchè è chiaro che il valore del nostro documento non sta nelle parole usate, che possono essere più o meno originali o condivisibili, quando nel fatto che cento ragazzi (ma ragazzi veri, di 18 anni e 20 anni, non trentenni e quarantenni come immagino siamo io e te e la maggior parte di quelli che scrivono qui sopra) ci hanno creduto e lo hanno firmato pensando potesse essere il primo passo per qualcosa di nuovo dalle nostre parti.
sta nel fatto che questi ragazzi che hanno firmato provengono da tutte e quattro le province liguri, province che, tu non lo puoi sapere ma te lo dico io, normalmente non si mettono insieme per fare qualcosa neanche con una pistola puntata alla tempia.
sta nel fatto che, grazie a queste parole per te così ovvie, tanti giovani delle nostre zone si sono conosciuti e hanno iniziato a fare rete tra di loro, e ci sono già in cantiere alcune splendide iniziative per i mesi a venire.
sta nel fatto che, checchè tu ne possa pensare, questo documento è riuscito a scompaginare davvero un po’ la situazione dalle nostre parti, ha fatto parlare e riflettere i nostri vertici del pd, il nostro sindaco, il nostro presidente della regione, gli amici e i compagni più anziani.
e posso anche capire che questo documento per te o per voi non abbia alcun valore, e probabilmente preso senza contesto un valore non ce l’ha davvero, ma per noi è una piccola grande vittoria.
non so se tu stai dentro una struttura di partito (vera, non queste “avanguardie” online, che sono meravigliose e tutto quanto ma ahimè rappresentano ben poco la situazione reale) e hai idea di cosa sto parlando, dell’immobilismo che regna, dello sforzo che fanno i ragazzi che nonostante tutto ci stanno dentro..
perchè se sì, capiresti meglio il perchè di quello che abbiamo fatto, e quanto ci è costato, e anche il fatto che l’analisi degli scenari nazionali a noi interessa poco (le lasciamo ai blog, dove ce ne sono già a centinaia e a cadenza quotidiana, come mi ricordi anche tu). ci interessa piuttosto continuare a fare dalle nostre parti, coinvolgere sempre più ragazzi, da tutta la liguria, compresi i paesini di montagna e le cittadine di mare. ci interessa provare a cambiare il nostro partito standoci dentro (e facendosi tutto il mazzo che ne consegue: io tra un’ora parto e mi faccio 500 chilometri di autostrade innevate per portare qui un senatore affinchè domani mattina possa incontrare 40 ragazzi della mia zona per parlare di crisi della politica), non criticarle dal di fuori attraverso le pagine di un blog. perchè così, scusami, è davvero troppo facile.
l’ennesimo noioso documento di partito non cambierà certo alcunchè, hai ragione. ma cento ragazzi che si mettono insieme e provano a far qualcosa, ecco, magari sì.
spero di essermi fatta capire, anche se è sempre difficile con questi mezzi. ciao e buone cose (e smettiamola di darci dentro, che sono un cuore tenero e mi dispiace), michela
Non sono ligure, non sono giovane, tuttavia vorrei dire qualcosa su questo documento.
All’inizio del documento è scritto:
“…E’, in altre parole, il nostro andare oltre il consueto “vorremmo sapere, gentilmente, quando arriva il nostro turno”, per dire chiaramente: “pensiamo che sia arrivato il nostro turno, perché sentiamo che ci sono alcune cose da fare, che possiamo e dobbiamo fare tutti insieme, giovani e non, e vogliamo parlarne con voi”…”
Il vostro turno? Suvvia ragazzi, il partito per come è fatto (e mi riferisco alla cultura politica, alla struttura, allo statuto) prevede che il vostro turno arrivi quando non sarete più giovani. Allora se si parte da questo dato (che la realtà dei fatti non smentisce)e dalla consapevolezza di esso è necessario che il vostro documento preveda altro. Preveda cioè la messa in discussione di questa realtà. Nel vs documento parlate di questioni essenziali che, evidentemente, non sono, per voi, affrontate o gestite dal partito in modo soddisfacente -diversamente non ne parlereste-. Credete veramente che le cose cambino chiedendo quando verrà il vostro turno? Mi sembra quanto meno ingenuo. Il problema è se volete cambiare questo partito, se volete che la sua politica -locale e nazionale- sia altra. Se volete questo mettete in discussione la sua conduzione, fate battaglia politica. Il partito e il paese ha bisogno delle energie fresche delle nuove generazioni: bene! Mettetevi in gioco combattendo contro i “perpetui”, “uccidendo il padre”. Questo significa, come dicevo prima, mettere sul banco degli imputati anche il PD così come è stato fatto -cioè per niente aperto agli elettori-, diversamente il vs documento sarà uno dei tanti che altri giovani come voi -e che ora sono incanutiti- hanno scritto prima di voi.
Vorrei aggiungere agli ottimi commenti di Giacomo e di Enzo, in particolare diretto a Michela, che io non ho alcun interesse ad essere utile al PD.
Io voglio essere utile AL MIO PAESE. Se il PD ha un piano di riforme, lo presenti e vedrò se appoggiarlo, oppure dirò il mio parere su singoli punti, se qualcuno mi darà la possibilità di dirlo.
Ho passato anni nei Ds, so quanto può essere antidemocratico un partito stalinista, e so che il PD non è diverso (come potrebbe? I dirigenti sono sempre loro).
Ora, per colpa di qualcuno, da queste parti non si fa credito a nessuno: fate vedere proposte concrete, oppure tornate nell’ovile e non affliggetemi con inutili prolissità. La vostra giovane età non è una scusante.
alla gerontocrazia ci si oppone creando blog come questo dove si fa “rete” insieme ad altre persone con il nostro stesso pensiero. però poi ci vuole anche qualcuno che con i gerontocrati ci discuta in prima persona… o credete forse che la nostra classe dirigente si preoccupi di quello che viene discusso sui nostri blog? se va bene è già tanto che sappiano cosa sia un blog.
se per discutere si utilizza un linguaggio comprensibile per chi è un po’ più stagionato, ciò non significa né che i giovani aderenti al PD abbiano a loro volta idee stagionate né che siano interessati a scalare il potere.
@michela: il tuo ultimo commento contribuisce in modo brillante a descrivere una realtà, di cui il post iniziale è un prodotto. Forse il prodotto non era adatto alla pubblicazione o quantomeno mancava un cappello introduttivo che lo contestualizzasse appropriatamente, tuttavia il tuo commento meriterebbe certamente di essere pubblicato come post a sè (è un velato suggerimento per chi gestisce la pubblicazione del blog
.
Anzi, sebbene ora tu non consideri iMille come una realtà che sta “veramente” facendo qualcosa per il PD, ti invito a scrivere un post per darci degli input sulla tua realtà, come hai fatto nel tuo ultimo commento: sarebbe una cosa veramente di valore, almeno per me e probabilmente per molti altri lettori.
Intervengo perchè ho veicolato io il documento da chi lo ha elaborato a Imille perchè ritenevo potesse essere un contributo riferito a ciò che si vive nei territori. E’ sacrosanto ciò che ha detto Michela, in Liguria viviamo realtà estremamente barricate con muri quasi industruttibili fra una provincia e l’altra ed ottenere un risultato così aggregante è una grande vittoria. Condivido l’idea che occorre abbattere i perpetui ed i dinosauri che popolano il partito, non solo nella mia regione ma ovunque, l’ho anche esplicitato chiaramente a luglio all’assemblea nazionale ma è un lavoro difficile e paziente perchè è difficile riuscire a cambiare le cose quando chi tira i fili delle decisioni è altrove e si nasconde non decidendo, abbiamo pochi strumenti le idee la dialettica la preparazione e le primarie è per questo che i perpetui non vogliono che si utilizzino…sarebbero dannose per loro.
E’ esemplificativo ciò che ha scritto Diego Novelli in un bel libro intitolato “Com’era bello il mio PCI” in cui spiega che pochi giorni dopo la sua elezione a Sindaco di Torino lo chiamò Pajetta per chiederle se aveva già pensato a chi potesse essere il suo successore come sindaco dopo uno o due mandati perchè non era pensabile fare il sindaco tutta la vita…Quanti della nostra classe dirigente si sentono provvisori e pensano di tornare alla fine del mandato alla loro occupazione…e quanti invece si arroccano su posizioni perpetue perchè non hanno una professione a cui tornare…???(in quest’ottica sembra quasi una mera difesa del posto di lavoro…)…qui in Liguria da mesi stiamo andando avanti litigando sullo statuto perchè abbiamo consiglieri di municipio a 80 euro/mese che danno il 33% al partito e senatori da 18000 euro/mese che danno zero….da che parte sta il nemico…???
buona serata
Oleg
direi che Oleg è riuscito nel suo scopo. Perché le tante realtà locali vengano fuori e conosciute anche dagli altri.
Poi sempre ci saranno “polemiche” e discussioni, ma questo è il sale della politica, altrimenti saremmo degli yesmen berlusconiani …
Caro Oleg,quante belle parole….,spiegami e spiega con che gruppo(inteso come persone)lavori,quanti anni anno le persone con cui tu fai attivita’ politica(?) all’interno del partito,quanti anni sono sempre gli stessi.Forse non si tratta solo di dare spazio ai giovani(magari l’esperienza di un ciquantenne non e’ del tutto negativa)ma semmai di dare piu’ spazio alla democrazia dentro il partito,e’ smetterla con le correnti dei “BARONI”,è questo significa ascoltare,discutere,è permettere la partecipazione attiva anche di quelle persone che possono pensarla in maniera diversa da te.
Invece come ben sai all’interno del pd ligure(Genovese)le cose non stanno così,e tu che ne fai parte stai diventando come questi famosi vecchi(politicamente),tu che sei giovane(?)di età sei già vecchio per cultura politica(nonostante ciò che scrivi ).Ti auguro di ringiovanire(politicamente)al più presto,ma conoscendo i tuoi maestri(!!)ho qualche serio dubbio.
Caro Oleg,quante belle parole….,spiegami e spiega con che gruppo(inteso come persone)lavori,quanti anni anno le persone con cui tu fai attivita’ politica(?) all’interno del partito,quanti anni sono sempre gli stessi.Forse non si tratta solo di dare spazio ai giovani(magari l’esperienza di un ciquantenne non e’ del tutto negativa)ma semmai di dare piu’ spazio alla democrazia dentro il partito,e’ smetterla con le correnti dei “BARONI”,è questo significa ascoltare,discutere,è permettere la partecipazione attiva anche di quelle persone che possono pensarla in maniera diversa da te.
Invece come ben sai all’interno del pd ligure(Genovese)le cose non stanno così,e tu che ne fai parte stai diventando come questi famosi vecchi(politicamente),tu che sei giovane(?)di età sei già vecchio per cultura politica(nonostante ciò che scrivi ).Ti auguro di ringiovanire(politicamente)al più presto,ma conoscendo i tuoi maestri(!!)ho qualche serio dubbio.