Chicago e Parigi: Obama e Ségolène

di Riccardo Spezia

sego.jpgQualche giorno dopo la vittoria di Obama alle elezioni presidenziali americane, qui in Francia sono state votate le mozioni del prossimo congresso del partito socialista francese (PS), i cui risultati sono passati quasi totalmente inosservati dalla stampa italiana (almeno quella online che frequento), che invece ha dato (giustamente) un enorme spazio alle farneticanti dichiarazioni del “nostro” Silvio e dei suoi accoliti. I risultati delle consultazioni degli iscritti al PS sono stati, un po’ inaspettatamente, favorevoli a Ségolène Royal che, pur non riportando la maggioranza assoluta, è arrivata con il 29% avanti ad entrambi i “baroni” del PS, ovvero il sindaco di Parigi Delanoe e il sindaco di Lilla (ex-ministro di Jospin, nonché figlia di Jacques Delors) Aubry, che hanno ottenuto il 25% ciascuno.


Visto da lontano sembra al contrario una sconfitta per Ségolène, invece è proprio il contrario. Dopo le presidenziali gli apparati del partito non hanno perso un istante a “mangiarsela”, ridicolizzarla, marginalizzarla. Ma cosa ha proposto il PS? Il solito refrain socialista che nei momenti di crisi riprende i vecchi slogan che sembrano usciti dagli anni settanta e ignorano completamente la società di oggi, il mondo di oggi, i desideri e i bisogni di oggi. O una figura paternalista, il tentativo di un nuovo Mitterrand che si benevolmente si occupi come un monarca settecentesco dei bisogni del popolo. Anche Ségolène ha “guardato” a sinistra, anche lei non è una figura sconosciuta nel panorama politico francese. Ma cosa la distingue dagli altri? L’essere, e soprattutto l’apparire, per un rilancio della politica, per una proposta del partito che non sia trovare i migliori funzionari, professori, politologi, dirigenti tristi, grigi, logorroici, votati a discussioni infinite sul fatto se il PS debba essere liberale, socialista, sociale, anticapitalista etc … parole, noiose anche per i francesi, evidentemente. Ma soprattutto si tratta di parole e di un modo di agire che danno una visione chiusa del partito. Chiusa alle persone e alle idee. E i militanti iscritti al PS hanno dato un ulteriore segnale di volontà di apertura e rinnovamento. Non so come andrà a finire, poiché nessuna mozione ha ottenuto la maggioranza relativa ora i vecchi giochi dei congressi dei partiti del secolo scorso decideranno la linea politica, la piattaforma programmatica, e, quindi, il “primo segretario”. Non è forse contro questo modo di agire paludoso, vuoto, lontano dalla realtà che il voto per Ségolène e per Obama è stato indirizzato? Dicevano che Ségolène non aveva un programma, come lo dicevano per il PD, e come non l’aveva neanche Obama. Ma cosa si vorrebbe mettere in un programma? Una volta il programma poteva essere l’applicazione di un dettato ideologico, pensare che un partito dovesse guidare la società, indirizzare la vita dei cittadini dalla nascita alla morte, financo suggerendo il menù. E la destra ha (aveva?) il programma semplice dell’applicazione indiscriminata del liberismo incondizionato e incondizionabile. Anche questo un modo dirigista di gestione della politica e dei governi.
E’ mai possibile nel mondo (di oggi e di ieri) poter pretendere di regolare dall’alto una società umana? E soprattutto, è questo il compito della politica, soprattutto quella di sinistra? Una mia amica mi scriveva recentemente:

Leggevo stamattina che Obama non ha una programma, e chissene frega, lui è il sogno, questo conta, quando non si sogna più e si pensa solo al benessere, vuol dire che si è perso qualcosa di importante. Gli americani lo hanno capito, noi ancora no.

Obama e Ségolène, ognuno con toni e modi diversi come diverse sono le società americana e francese, hanno proposto una visione del mondo basata sulla partecipazione, sull’inclusione, sul dialogo. Un sogno in cui tutti sono invitati a entrare. Non sempre è poi vincente nelle elezioni ed ora non voglio qui discutere sui motivi che hanno portato la vittoria di Sarkozy su Ségolène. Ma si tratta di un nuovo modello di sinistra, che, a fatica, cerca di imporsi. Una sinistra anche populista nel senso che è molto basata sulla comunicazione, sulle emozioni, sul richiamarsi “al popolo” e poco su polverosi e omnicomprensivi trattati che pretendono di risolvere tutti i problemi del mondo (ultimo grottesco esempio era il programma dell’Unione), una sinistra che non si identifica con professori, tecnocrati, sapientini che pensano di avere le soluzioni in tasca, ma che rimette al centro i cittadini, i bisogni quotidiani, li rende uguali nel senso dei diritti, di una democrazia che non vuol dire dittatura della maggioranza ma rispetto delle scelte, dei desideri, delle visioni del mondo, delle priorità di vita.
La strada è dura, soprattutto nella vecchia europa dove l’aristocrazia (intesa in senso largo, come aristocrazia di tecnici e intellettuali, come aristocrazia degli apparati, come aristocrazia dei circoli chiusi) non è mai totalmente sepolta ma forse ancora una volta un popolo giovane, coraggioso, che non ha mai incoronato un re, può mostrare un modo di fare e farci scendere dal piedistallo della nostra spocchiosa presunta superiorità culturale.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

16 Commenti

  1. raoul

    Ho l’impressione che ti stia un pochino arrampicando sugli specchi Riccardo

  2. sibillino raoul …

  3. carlo giona

    Anch’io vivo in Francia e trovo che Segolène Royal sia una demagoga con un bel faccino, nessuna idea e tanta retorica.
    Ha perso contro Sarkozy perché mentre lui parlava di salario e lavoro, lei parlava di organizzare meeting per la pace in medio oriente.
    La vera speranza per la sinistra francese è Delanoe (che mi sembra ingiusto definire un barone) un politico serio, pragmatico, che è un buon sindaco e sarebbe un buon presidente.

  4. a me delanoe sembra la versione francese del grigiore diessino che ha portato la sinistra italiana dove è.

    Le ragioni della sconfitta di Sego sono chiaramente tante, ma certamente poter dare un’impronta dinamica al PS per i prossimi 4 anni la porterebbe alle elezioni sotto una diversa luce. Perché è la politica che deve anche plasmare le coscienze e non solo seguire il flusso, per uscire da quella sinistra tecnocratica, liberal-socialista anni 80-90, e renderala la casa che liberi le speranze e metta al centro i cittadini e non i grand commis (tipo Ciampi, Treu, Padoa-Schioppa) o i “politici responsabili” (Amato, Bersani, …) che pensano di avere le soluzioni in tasca.

  5. carlo giona

    Quello che tu chiami grigiore io lo chiamo serietà. E’ facile agitare i pugnetti e lanciare frasi retoriche, sganciate dalla realtà, con pause ad effetto per farsi interrompere dagli applausi come fa Sego.
    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
    Non so cosa voglia dire dare un’impronta dinamica … credo significhi tanta, tanta retorica e poco altro.
    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
    Buona politica è aumentare il potere d’acquisto, diminuire il tasso di disoccupazione, diminuire le tasse, garantire buoni servizi pubblici. Sono stati i cavalli di battaglia di Sarkozy, di cui non do un giudizio negativo, onestamente.
    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  6. carlo giona

    Quello che tu chiami grigiore io lo chiamo serietà. E’ facile agitare i pugnetti e lanciare frasi retoriche, sganciate dalla realtà, con pause ad effetto per farsi interrompere dagli applausi come fa Sego.
    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
    Non so cosa voglia dire dare un’impronta dinamica … credo significhi tanta, tanta retorica e poco altro.
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    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  7. carlo giona

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    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
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  8. carlo giona

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    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
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  9. carlo giona

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    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
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    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
    Buona politica è aumentare il potere d’acquisto, diminuire il tasso di disoccupazione, diminuire le tasse, garantire buoni servizi pubblici. Sono stati i cavalli di battaglia di Sarkozy, di cui non do un giudizio negativo, onestamente.
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  10. carlo giona

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    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  11. carlo giona

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    Non so cosa voglia dire dare un’impronta dinamica … credo significhi tanta, tanta retorica e poco altro.
    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
    Buona politica è aumentare il potere d’acquisto, diminuire il tasso di disoccupazione, diminuire le tasse, garantire buoni servizi pubblici. Sono stati i cavalli di battaglia di Sarkozy, di cui non do un giudizio negativo, onestamente.
    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  12. carlo giona

    Quello che tu chiami grigiore io lo chiamo serietà. E’ facile agitare i pugnetti e lanciare frasi retoriche, sganciate dalla realtà, con pause ad effetto per farsi interrompere dagli applausi come fa Sego.
    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
    Non so cosa voglia dire dare un’impronta dinamica … credo significhi tanta, tanta retorica e poco altro.
    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
    Buona politica è aumentare il potere d’acquisto, diminuire il tasso di disoccupazione, diminuire le tasse, garantire buoni servizi pubblici. Sono stati i cavalli di battaglia di Sarkozy, di cui non do un giudizio negativo, onestamente.
    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  13. carlo

    Quello che tu chiami grigiore io lo chiamo serietà. E’ facile agitare i pugnetti e lanciare frasi retoriche, sganciate dalla realtà, con pause ad effetto per farsi interrompere dagli applausi come fa Sego.
    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
    Non so cosa voglia dire dare un’impronta dinamica … credo significhi tanta, tanta retorica e poco altro.
    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
    Buona politica è aumentare il potere d’acquisto, diminuire il tasso di disoccupazione, diminuire le tasse, garantire buoni servizi pubblici. Sono stati i cavalli di battaglia di Sarkozy, di cui non do un giudizio negativo, onestamente.
    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  14. carlo

    Quello che tu chiami grigiore io lo chiamo serietà. E’ facile agitare i pugnetti e lanciare frasi retoriche, sganciate dalla realtà, con pause ad effetto per farsi interrompere dagli applausi come fa Sego.
    Difficile è dire…” con le scarse risorse a disposizione possiamo migliorare di due punti percentuali due o tre problemi scelti tra i più gravi. Dire di più sarebbe ciarlataneria.” E poi impegnarsi per 5 anni per realizzare gli obbiettivi prefissi.
    Non so cosa voglia dire dare un’impronta dinamica … credo significhi tanta, tanta retorica e poco altro.
    La buona politica non “plasma” coscienze,non sta nel flusso o fuori dal flusso, non rende le case che liberano speranze (qualunque cosa significhi). Credo tu sia molto giovane. Questo forse avrà significato per chi è tra i 18 e i 20 anni.
    Buona politica è aumentare il potere d’acquisto, diminuire il tasso di disoccupazione, diminuire le tasse, garantire buoni servizi pubblici. Sono stati i cavalli di battaglia di Sarkozy, di cui non do un giudizio negativo, onestamente.
    Se la sinistra lascia questi temi alla destra, per correre dietro alle chimere, perde e merita di perdere.
    Se Segolène sarà la candidata del Ps alle prossime elezioni verrà spazzata via.

  15. ti ringrazio molto del darmi del molto giovane :)
    non che sia “molto vecchio”, ma non per questo credo che le speranze siano una cosa da giovani e basta. La vita si basa su speranze. Altrimenti rinchiudiamoci tutti e aspettiamo la morte.

    E quel tipo di politica grigia, “seria” è esattamente quella che, secondo me, ha portato la sinistra alla morte culturale.
    E la politica invece credo proprio che plasmi le coscienze, le indirizzi, e non si faccia portare dai flussi. Esempi li trovi ovunque, dal razzismo imperante, al dominio dell’immagine (vedi?), al centralismo dell’economia, proprio della sinistra marxista e da cui la sinistra post-marxista non si è saputa liberare passando dal mito del dirigismo a quello del libero mercato salvatore di tutti i problemi.

    Ma se stai a parigi puoi venire alle nostre riunioni, e ne discutiamo dal vivo che è sempre meglio, meno apodittico
    (http://partitodemocraticofrancia.ilcannocchiale.it )

    p.s. non c’è bisogno che riclicchi sul post se vedi una pagina bianca o altro, il sistema è un po’ lento ma i post vengono registrati …

  16. carlo giona

    chiedo scusa per lo stesso post scritto diecimila volte, il computer mi scriveva diecimila volte che un errore era sopraggiunto e il post non era stato inviato.
    Non sei cosi giovane (scusa) anzi sei più vecchio di me, di sicuro sei molto idealista. Vedo sei un ricercatore e questo puo spiegare perché. Ho convissuto con una donna della vostra razza avete un rapporto abbastanza vago con la realtà.
    Quello che dici per me non ha senso, un partito politico che si esprime come te non ha nessuna chance di essere eletto ed è giusto che sia cosi. Di nuovo sti flussi e ste coscienze da plasmare boh ? Vai da uno smiccard e digli di plasmarsi la coscienza e vedi cosa ti fa…. La morte culturale per me è Segolène… il nulla ben confezionato… non a caso quello che andava nelle fabbriche a parlare agli operai era Sarko e parlava di lavoro, salario, defiscalizzazione, Formazione professionale continua… se questo per te è grigiore… beh questo è cio di cui è fatta la vita… lavoro per te, una buona scuola per i tuoi figli (altro cavallo di battaglia di sarko),risparmiare un po’ di soldi a fine mese. I sogni sono sogni…le frasi tonitruanti… la grande retorica gonfia d’aria calda non ti fa arrivare a fine mese. Magari farà innamorare qualche irriducibile idealista… ma una nazione vota guardando la dichiarazione dei redditi e la busta paga.

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