Succede a Firenze…

di anonimo fiorentino

florence.jpgCosa succede a Firenze?
Che dopo 700 anni, da quando guelfi e ghibellini combattevano – allora in senso non figurato – per la supremazia e il controllo della città, siamo nuovamente davanti ad una vera campagna elettorale, con veri contendenti, che devono veramente conquistare l’elettorato e con la possibilità per uno soltanto di vincere.
La solita battaglia – figurata ovviamente – tra centrodestra e centro sinistra?
Macchè, a Firenze esiste il partito unico (per l’appunto dal XIV secolo) che ha cambiato tanti nomi, i più recenti sono PCI-PDS-DS fino al neonato PD (che è ancora a rischio mortalità infantile). Ora, il partito unico ha sempre designato al suo interno il candidato sindaco, che puntualmente i cittadini hanno eletto.


Solo che stavolta due bastoni si sono messi tra le ruote del carretto politico.
Il primo, questa storia delle primarie, amate da Walter ma mal tollerate in un partito locale abituato a scegliere al suo interno la classe dirigente, sulla base delle competenze ma anche delle amicizie ma anche delle convenienze ma anche dell’anzianità di portaborse ma anche delle tessere, e mal disposta a far decidere al popolo chi doveva fare cosa. E comunque il problema era aggirabile, bastava fare primarie fasulle, con un candidato ufficiale appoggiato dal 99% dei dirigenti locali e con a disposizione la macchina da guerra del partito, e uno-due fantocci che si spartivano il rimanente 1%. La forma era salva, le regole erano rispettate, e la tradizione pure.
Il secondo, quello che poi ha sconvolto tutto, è stato che Firenze si trova in una situazione non troppo felice per il PD: il sindaco uscente ha governato per 10 anni senza riscuotere un consenso strepitoso, con infinite polemiche dovute a tanti problemi (mobilità, rifiuti, sicurezza, infrastrutture) che aspettavano una risposta 10 anni fa e in larga parte la aspettano ancora. Quindi non basta il sig. Chiunque per fare il candidato ufficiale e vincere le primarie e poi le elezioni amministrative. Serve qualcuno noto, preparato, presentabile, ex PCI-PDS-DS, benvoluto dai leader attuali. Solo che questo qualcuno non è stato trovato. E quindi – zac – si ritorna al punto precedente: tocca fare le primarie per davvero.

Facciamo un passo indietro: poverini, consci del pericolo, i segretari regionali, provinciali, comunali hanno passato i giorni a dichiarare che “è giusto e positivo che ci sia un confronto aperto tra chi vuole concorrere” e le notti per trovare la persona giusta al momento giusto per evitare elezioni vere, magari per non fare proprio le primarie di partito ed andare direttamente alle primarie di coalizione, in cui diventa indispensabile “serrare le fila” e non è ammessa la dispersione su più candidati. Con buona pace di Veltroni, dell’apertura ai cittadini, del partito nuovo.

Ma mentre la soluzione veniva cercata con trepidazione, la questione si complicava, mettendo in mezzo la provincia (che si rinnova anch’essa ad Aprile), la regione (che vota nel 2010 ma è già in ballo) e un posto da parlamentare europeo. E nonostante gli sforzi, gli appelli, le richieste, l’uomo giusto al momento giusto non è stato trovato. O meglio lo avevano trovato, ma lui – forte della notevole esperienza nell’agone politico alle spalle – aveva innocentemente chiesto che tutti gli altri candidati si ritirassero, o che alternativamente il 75% delle schede delle primarie avessero la croce prestampata sul suo nome. Niente da fare.

Per cui ora abbiamo 4 candidati ufficiosi – perchè finche non si arriva al 15 novembre con la presentazione delle firme è tutto un “pour parler” – nessuno rispondente ai requisiti canonici prima elencati, che stanno già dando vita a un vero scontro elettorale senza precedenti a memoria del David. L’ultima volta votava Dante, per intenderci.

L’aspetto più comico è vedere tutti i numerosi uomini di apparato, le seconde e le terze file dell’esercito dei politici locali, che girano freneticamente, tipo Benny Hill, per le verie sedi del partito cercando di capire, senza però chiedere troppo, per chi votare, spersi senza il loro candidato “ufficiale” e costretti, per la prima volta nella loro vita politica fiorentina, a scegliere, col rischio addirittura di votare per un candidato che non vincerà.
Viaggiano chiusi in un silenzio attento, non si sbottonano, se poi appoggiano quello sbagliato perdono il lavoro, insomma roba da film di Nanni Moretti.

E i candidati? In ordine di età, senza esprimere giudizi: c’è l’assessore comunale Cioni, 62 anni, sulla cresta dell’onda da 40, ex PCI-PDS-DS, l’assessore comunale Lastri, 50 anni, da 20 anni in prima fila nella politica fiorentina, ex PCI-PDS-DS, l’on. Lapo Pistelli, membro dell’Esecutivo Nazionale del PD, 44 anni, da 20 anni sulla scena prima fiorentina, poi nazionale e poi europea, ex DC-PPI-DL e infine il presidente della Provincia Matteo Renzi, 33 anni, al primo mandato ma già da 14 anni sulla scena politica provinciale, ex DC-PPI-DL.

Fa riflettere non il fatto che uno vincerà, sarebbe quanto meno lapalissiano, ma che in tre perderanno. E che comunque vada tre personaggi di primissimo piano della politica locale dal 2 febbraio verranno etichettati, almeno per qualche tempo, come gli sconfitti. Questa è l’aspetto veramente nuovo e dirompente. Cosa romperà, però, non so.

I 4 moschettieri che si contendono la poltrona in Palazzo Vecchio stanno così dando vita ad una kermesse esilarante: si rubano la sedia in prima fila ai vari eventi, chi ha un ruolo istituzionale lo usa per inaugurare ogni giorno una scuola, una strada, anche la stessa più volte, rilasciano ai giornali dichiarazioni a raffica tipo fucile mitragliatore, fanno a gara a chi ha più “friends” su Facebook, se juventini ora tifano viola, se vegetariani ora si ingozzano di bistecca, e così via. La rete pullula di commenti, interventi, post al riguardo. Ne indico giusto uno, per avere un’idea.

Cosa succederà ancora a Firenze da qui all’1 Febbraio?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

31 Commenti

  1. Ossia a Firenze, nella citta’ che ha sempre avuto un sindaco di uno dei due partiti che hanno costituito il PD, al termine del secondo mandato di un sindaco dello stesso partito, quattro tra gli esponenti politici di maggiore levatura dello stesso partito si sfidano alle primarie. Questi sono i fatti.

    L’ articolo ci informa, partendo da questi fatti, che siccome uno vince, in tre perderanno. E la cosa sembra dover generare divertimenti e ilarita’.

    Accanto a splendidi articoli mi e’ capitato di averne letti anche alcuni brutti, qui sopra. Ma una schifezza del genere veramente mai. Sembrerebbe scritto dal nipote dodicenne di dell’ Utri, se solo fosse piu’ corretto sintatticamente. Comprendo e rispetto quindi la scelta dell’ anonimo fiorentino di voler rimanere anonimo: la vergogna e’ il primo passo verso il riscatto.

  2. Bellissimo post. Mi piace soprattutto la figura dei piccoli Benny Hill. :-)

    Sono tornato a Firenze lo scorso anno dopo un’assenza di molti anni e, da turista, l’ho trovata molto sporca.

    Sicuramente la citta’ avra’ ben altri problemi, ma essendo una citta’ bellissima e molto turistica, a mio avviso dovrebbe fare molto di piu’ per “farsi bella”.

    Ciao

  3. claudio

    Bel post, divertente. Non so quanto sia romanzato, ma se la realtà fosse così, forse il PD qualcosa di nuovo riesce a tirarlo fuori ogni tanto.
    @ Gianni: alle 7.47 di stamani ti sei alzato per sputare veleno? Dormi di più, che è meglio!

  4. Francesco Carnesecchi francesco c.

    Il post mi sembra equilibrato e divertente da leggere, restituisce bene l’immagine del PD in città.
    Non è vero che Firenze ha sempre avuto sindaci delle DC o del PCI, al contrario il PSI ha sempre giocato un ruolo rilevante, ed un partito unico a parte quello fascista a dire la verità non c’è mai stato.
    Non è neanche vero, come riportato nell’articolo, che il PD nazionale, nella persona del segretario fosse a favore delle primarie ed in contrasto con i dirigenti locali. Al contrario vi è stata una forte polemica all’inizio dell’estate proprio per un sondaggio commissionato dal PD nazionale che poneva tra i candidati favoriti Achille Serra, ex Prefetto ed ex deputato di Forza Italia.
    Le divisioni sono state tra Roma e Firenze, ma soprattutto dentro il PD fiorentino, e se non ci fosse stata la candidatura della Lastri, e la conseguente disperazione di diversi dirigenti di partito, forse non averemmo avuto 4 candidati, nemmeno uno a dire la verità. Ben vengano allora le primarie come occasione di confronto anche se da quello che leggo sui giornali locali si tratta più di una sfida tra le persone che sui programmi

  5. Francesco Carnesecchi francesco c.

    Il post mi sembra equilibrato e divertente da leggere, restituisce bene l’immagine del PD in città.
    Non è vero che Firenze ha sempre avuto sindaci delle DC o del PCI, al contrario il PSI ha sempre giocato un ruolo rilevante, ed un partito unico a parte quello fascista a dire la verità non c’è mai stato.
    Non è neanche vero, come riportato nell’articolo, che il PD nazionale, nella persona del segretario fosse a favore delle primarie ed in contrasto con i dirigenti locali. Al contrario vi è stata una forte polemica all’inizio dell’estate proprio per un sondaggio commissionato dal PD nazionale che poneva tra i candidati favoriti Achille Serra, ex Prefetto ed ex deputato di Forza Italia.
    Le divisioni sono state tra Roma e Firenze, ma soprattutto dentro il PD fiorentino, e se non ci fosse stata la candidatura della Lastri, e la conseguente disperazione di diversi dirigenti di partito, forse non averemmo avuto 4 candidati, nemmeno uno a dire la verità. Ben vengano allora le primarie come occasione di confronto anche se da quello che leggo sui giornali locali si tratta più di una sfida tra le persone che sui programmi

  6. Luigi

    @ anonimo fiorentino: il post è divertente e semplicemente GRANDE!! Continua così!!

    @ gianni: scusa, ma adesso hai proprio raggiunto il top. Amico mio quand’è che risponderai al nocciolo delle questioni senza perderti nei contorni? Scusa, ma che cavolo c’entra il modo con cui è scritto il post (a mio avviso correttamente ed in un intellegibile italiano, per chi lo conosce, ovvio), con il fatto che dopo 60 anni finalmente a Firenze il candidato sindaco lo scelgono, sul serio, i fiorentini? Che c’entra il nipote di Dell’Utri con il fatto che quattro aspiranti sindaci, passano il loro tempo (a detta di anonimo fiorentino) ad inaugurare più volte la stessa strada?
    Guardiamo ai fatti per favore. Non ti va bene uno scritto anonimo? Protesta con la redazione del sito. Non ti piace l’idea che qualcuno ironizzi sui quattro dell’Ave Maria? Peccato perché anche questa è democrazia. Ritieni che l’anonimo racconti sciocchezze? Cavolo denuncia la cosa nelle sedi opportune: “Non si parla così di un candidato, pardon aspirante candidato sindaco!”.
    E’ un po’ che leggo i tuoi commenti, sia qui che nella mailing list: se posso darti un suggerimento ti dico di scendere più spesso tra noi comuni mortali. Noi non sapremo far niente, ma magari a perdere elettori ed elezioni come avete fatto voi negli ultimi 60 anni ci riusciamo pure noi. Magari con commenti come quelli che fai tu.

  7. Intervengo brevemente solo per ringraziare Luigi della assiduita’ con la quale mi segue e Claudio per la sua esortazione a dormire di piu’. Ha ragione, dovrei davvero farlo, ma ho un lavoro talmente impegnativo e appassionante che non sempre me lo permette.
    A presto.

  8. Luigi

    @ Gianni: In effetti anch’io avrei un lavoro da qualche parte, per cui non risponderò più ai tuoi commenti, salvo che in questa occasione: ancora una volta non rispondi al punto, svicoli piuttosto che affrontare il problema.

    “Preoccupati delle pagliuzze, che le travi si arrangiano da sole” (da Le leggi di Murphy)

  9. Antonio

    l’amico anonimo fiorentino, autore di questo post, pare avere problemi logici. Non si capisce perche’, a monte di un solo fatto noto, le primarie con 4 candidati di primo piano, l’autore passi il tempo a tirare merda (ops) a tutti i candidati su argomenti di gossip politico. Merda (ri-ops) che in ultima istanza finisce per coprire anche e soprattutto il PD.

    Posto che ci vuol tempo ed interesse per raccogliere un tal quantita’ di gossip politico e scrivere l’articolo, se ne deduce che anonimo fiorentino deve essere molto interessato al PD. Ora due sono le interpretazioni: o il nostro anonimo fiorentino e’ un solerte adpeto del masochismo di sinistra del “tanto peggio tanto meglio” oppure stiamo leggendo un articolo di Emilio Fede.

  10. Luigi

    A tutti i fiorentini iscritti ai iMille: quello che ci ha raccontato l’anonimo è vero oppure no?
    C’è questa corsa alle inaugurazioni oppure ci sono iniziative volte a far conoscere alla cittadinanza il proprio programma di sindaco? Vi risulta che uno dei quattro da juventino è diventato fiorentino? Insomma, lasciamo da parte l’ironia ed il tono farsesco con cui anonimo ci parla delle primarie ed andiamo al sodo: è vero quello che scrive oppure no?

  11. Antonio

    @Luigi: pochine le risposte dei fiorentini. Sta a vedere che Gianni aveva ragione?

  12. Francesco Carnesecchi francesco c.

    da un po’ di settimane il Corriere Fiorentino, allegato al Corriere della Sera racconta con toni scherzosi la campagna per la primarie. Quasi tutto quello che ha scritto l’anonimo è vero, vedi mio altro commento. Per farsi quattro risate comunque leggete anche qui:
    http://corrierefiorentino.corriere.it/politica/articoli/2008/10_Ottobre/10/candidati_primarie_ecce_bombo.shtml

  13. luigi

    Oppure sono pochi gli iscritti ai iMille di Firenze…
    Scherzi a parte sta di fatto che nessuno contesta nei fatti l’anonimo. Questa “sagra” del candidato, descritta con ironia, sarà in svolgimento?
    Io spero di no, ma magari ha ragione francesco c. sulle divisioni interne, per cui lo spettacolo che stanno offrendo ai fiorentini i 4 candidati, non è bello.
    E qualcuno ci ironizza. Ricordate “Cuore”?

  14. Antonio

    certo che qui si ricorda Cuore. Per anni i cuoristi hanno bombardato Berlusconi con l’arma dell’ironia e del gossip politico. Oggi ci possiamo deliziare dei risultati ottenuti. Complimenti ad anonimo fiorentino.

  15. Luigi

    Si, ma uno (Corriere fiorentino), più uno (anonimo fiorentino) alla fine fa quattro (i 4 candidati alle primarie).
    Mi pare che si contesti chi fa cronaca o satira, invece di chiedersi perchè qualcuno gliene offre l’occasione.
    Mah!

  16. Antonio

    Una osservazione arguta. Chiama Concita de Gregorio, che te la pubblicamente sicuramente sull’Unita’ (satira, baby).

  17. E’ vero, hai notato anche tu? Da quando la De Gregorio e’ diventata direttore dell’ Unita’ tutti si sono messi ad imitarla. Solo che lei in mezzo al gossip ogni tanto un po’ di politica ce la metteva. Magari ha smesso.

  18. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  19. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  20. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  21. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  22. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  23. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  24. felice.carta

    E’ vero, a Firenze succede proprio questo. L’anonimo descrive la situazione con ironia, in realtà fra i quattro si fa la corsa a chi fa le scarpe all’altro come tra i partiti di destra o di sinistra. Gli articoli sui giornali evidenziano solo e soltanto dove e, con chi si incontra questo, o quell’altro candidato: non viene fuori un minimo programma: se alza la voce uno a ruota l’altro gli fa eco. Non vedo interesse da parte dei cittadini. Addirittura in un incontro pubblico il sindaco preoccupato dal crescente personalismo e per dare un’immagine più equilibrata al partito, ha invitato in tutte, il presidente della provincia,( ohi…. quanta parla, ma non capisco nulla)a continuare nel mandato per altri 4 anni. Lui niente: “vo’ provà a fa’ i sindaho”.
    La fortuna dei quattro è che a Firenze molti elettori sono di tradizione DS, ma non so questa fortuna quanto ancora durerà, visto che la destra incalza,… ahime….

    Concludo, e grazie per l’ospitalità, i personalismi hanno preso il posto delle idee comuni all’interno di un partito che servono a ideare, stilare e concretizzare un programma di partito per governare. Scena triste ……… Non la chiamerei democrazia.
    Grazie ancora
    Feli

  25. Mario

    Gianni, Antonio e tutti gli altri che sono venuti su a “pane e politica”, almeno da quello che traspare da queste righe … ma il dubbio che ci sia qualcosa che non va in quello che ha fatto il partito (prima PCI-PDS-DS, ora PD) nel suo passato recente o remoto che sia, non vi viene mai?
    E il dubbio che se ogni tanto il partito (e gli ortodossi, come sembrate essere voi) dessero un po’ più ascolto agli outsider, come siamo noi, forse le cose andrebbero un po’ meglio, nemmeno questo vi sfiora?
    Se qualcuno sfotte le attuali pratiche del partito riguardo alla sua sedicente apertura e, passatemi il termine, “contendibilità” (reale, effettiva, non una lotta fra bande fra gente della stessa risma ed estrazione) non ha una ragione sola; ne ha un milione.
    Da Firenze in giù (o in su) è tutto un riempirsi la bocca di belle cose, di primarie, di questo e di quest’altro ma poi, alla prova dei fatti, gli outsider sono buoni solo per portare qualche cluster marginale di elettorato, un po’ di carne fresca da mettere in vetrina e magari, perchè no, anche qualche soldo, che non fa mai schifo. Il tutto rigorosamente al servizio del funzionario di turno, del politico di professione di turno, del trombone di turno.
    Intanto il partito riesce nel capolavoro di riuscire ad essere l’unica opposizione a livello mondiale che, in questo periodo, riesce a precipitare nel consenso con la stessa velocità degli indici di borsa.
    Ma quando mai s’è visto un governo che fa il pieno di consensi in un periodo di crisi acutissima come questo? Fa il pieno perchè il PD, intanto che le banche falliscono o vengono messe sotto tutela, sa proporre solo una manifestazione contro il governo, anzi “pro”, no, scusate, “contro”; o parlare di Orlando da eleggere alla commissione di vigilanza; per carità, questione degnissima in altro contesto ma – appunto – sono le proporzioni del contesto che sembrano non essere state neppure percepite, figuriamoci elaborate al punto da proporre vie d’uscita reali, non slogan.
    Il PD dell’ultimo mese è riuscito a far sembrare un gigante anche Tremonti, e ce ne vuole veramente.
    In tutto questo ci resta solo un elemento di possibile consolazione: l’ondata che sta arrivando spazzerà via molte cose inutili, compresa una classe politica di sinistra di inetti e di boriosi che non ha fatto assolutamente nulla per farsi rimpiangere.
    L’unico vero timore che spinge quelli come me a perdere ancora del tempo a cercare di convincere le rape, è che non si sa ancora chi cavalcherà l’ondata meglio degli altri; e, di solito, è della gran brutta gente.

  26. Luigi f.

    Mario:
    Grazie dell’intervento, su cui si può dissentire o essere d’accordo, ma che quanto meno riporta la discussione sul nocciolo dei problemi e non sulla grammatica, sugli stili, sul fare o non fare ironia e quant’altro.

  27. Antonio

    Solo per far notare a Mario che mentre la crisi finanziaria e’ ancora in corso, i rappresentanti del “nuovo” nel PD – alias Scalfarotto, Alicata, Sofri – scrivono su “ovviamente omo”, “canzonette” e “Crozza show”, oltre a questioni ombelicali sulle primarie del partito.

    Da mesi costoro strepitano sulla necessita’ di una politica nuova ed entusiasmamente, salvo non aver saputo proporre alcuna idea in grado di raccogliere un seguito decente, nemmeno quando la crisi finanziaria mondiale offre loro un’opportunita’ d’oro. Pensate veramente che a se Veltroni fosse pervenuta un’idea dirompente per contrastare Berlusconi sulla crisi finanziaria non l’avrebbe sponsorizzata con forza, assieme al suo autore? Forse che, a parte strillare sulla mancanza di democrazia del partito quando invece le primarie sono aperte a tutti, – trovatemi un altro partito uguale in Italia – tutte quelle mirabolanti idee dei “nuovi” si riducono a “io, io, io”?

    Seriamente, voi lo votereste un partito dove i suoi rappresentanti, mentre infuria la tempesta finanziaria e le scuole insorgono, parlano di show d Crozza, iPhone o dell’”ovviamente etero” di un candidato alle primarie della sezione giovanile del PD? Poi, mi raccomando, tutti a lamentarsi dei vecchi tromboni. Quelli nuovi sono meglio, eh si’. Li’ si’ che c’e’ della politica nuova ed entusiasmante.

  28. MArco

    Da fiorentino attento alla politica locale dico che è tutto abbastanza vero, ma concordo con Mario che potrebbe essere l’inizio di un rinnovamento vero.
    Bisogna vedere chi vince, i candidati, cosa che non si evince dall’articolo, non sono tutti uguali. Anzi.
    Ne dico solo una: ma che si può vedere uno che da 40 anni fa politica che si candida ancora a Sindaco di una città come Firenze? Ma la pensione mai?

  29. Visto che c’e’ chi ipotizza il contrario, preciso (solo per i curiosoni, eh) che io non lo ho mi fatto il politico, nemmeno lontanamente.

    Le primarie sono un confronto tra persone. E’ una notizia nuova per qualcuno, questa? C’e’ qualcuno sorpreso? SOno una procedura coerente con l’ organizzazione di un partito come lo immagina Veltroni, ossia con un rapporto diretto tra il leader e i militanti.

    I confronti tra i programmi si chiamano “congressi”. Si fanno prima delle elezioni, si decide un programma (per adesione o per maggioranza) e a quel punto la sfida personale diventa ovviamente meno significativa.

    Io sono favorevole alle primarie per le cariche monocratiche, se non si puo’ giungere ad un accordo su un nome unico. Ma le primarie sono quello che ho detto. Per fare primarie “vere” i candidati devono generare consenso sulla loro persona tra i possibili elettori. Quindi incontrarli, in tutte le occasioni possibili, e possibilmente una volta in piu’ dei loro avversari.

    Stupirsi di una cosa del genere e’ indice di difficolta’ di induzione logica, quando compiuta in buona fede, di qualunquismo spicciolo e squallido quando ha uno scopo. L’ articolo pubblicato qui ovviamente non si qualifica in nessuna delle due categorie per manifesta inferiorita.

    Il resto delle cose che volevo dire le ha gia’ dette Antonio meglio di quanto sarei riuscito io. Finche’ chi si vuole posizione come nuova generazione di dirigenti ci offre la contemplazione di cose del genere, teniamoci i vecchi.

  30. Antonio

    Solo per aggiugere che oggi, all’ennesimo crollo di borsa e mentre Berlusconi parla di mandare la polizia nelle scuole, nell’ordine:
    - Scalfarotto scrive della sentimentale (omo) di Haider.
    - Sofri disserta sull’etimologia della parola “fighetto”.
    - Alicata parla del suo viaggio in Cina.
    Entusiasmamente. Attendiamo un post sulle polo della LaCoste.

  31. stewie

    Meno male che ci sono Gianni e Pinotto, il cui contributo per la democrazia italiana ancora si attende di vedere, a dire chi deve scrivere su cosa. Ma i fatti loro se li potranno fare ogni tanto o no?

    Questi Troll diventano ogni giorno più stravaganti.

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