di Mirko Gamberini
Anche a Bologna, come a Firenze, ebbene sì, si terrano primarie vere per le amministrative del giugno 2009.
La sorprendente notizia del ritiro della candidatura da parte dell’attuale sindaco, Sergio Cofferati, ha completamente sconvolto e mutato lo scenario politico bolognese. Se prima ci si apprestava ad avere primarie che avrebbero inevitabilmente avuto il solo ruolo di “consacrare” l’ex-leader Cgil, (vista la sua figura, il pieno appoggio che aveva di tutto il partito, e la mancanza di avversari dello stesso livello), adesso le cose sono cambiate e un bel pò anche.
Nonostante sia presente tra i competitori, quello che viene considerato il candidato del partito, il vice presidente della regione Flavio Delbono (a cui il segretario cittadino De Maria aveva in un primo tempo espresso pubblicamente il suo appoggio, poi però ritirato proprio in queste ultime ore), quelle che ci apprestiamo a vivere a metà dicembre saranno primarie a tutto tondo.
E di questo va indubbiamente dato atto, principalmente, all’ attuale assessore all’urbanistica Virginio Merola, che ha tenuto ferma la sua candidatura, nonostante le forti pressioni, che si dice ci siano state, per convincerlo a desistere, e lasciare così strada libera al candidato “ufficiale”.
Invece adesso le primarie saranno una competizione vera e appassionante, con quattro (per ora, visto che il termine per le candidature scadrà infatti domenica sera) candidati in lizza, tutti, chi più chi meno, con competenze ed esperienze amministrative alle spalle, ed ognuno con delle proprie carte da giocarsi.
A Bologna quindi si fa un ulteriore passo verso quello che questo strumento, di cui il partito si è dotato, dovrebbe rappresentare. Ossia una vera competizione, libera e aperta, che coinvolga il maggior numero di cittadini, senza timori di drammatiche lacerazioni, o peggio ancora, con candidati “blindati” e garantiti in partenza. Una competizione in cui i candidati si confrontino con i loro programmi, i loro progetti e le loro idee per la comunità, e per risolverne i problemi. Con la ovvia speranza, come sottolineato da più parti, che queste non siano invece una mera occasione di regolamento di conti interni, di ricerca di visibilità, o di posti da assessore, e che dopo l’elezione del nostro candidato a Sindaco, si marci tutti compatti e decisi con il vincitore, verso le consultazioni vere e proprie.
Questa dunque la situazione, più che mai in fermento, sotto le Due Torri; possiamo affermare che Bologna ancora una volta, si afferma come buon laboratorio politico, in questo caso però, in maniera decisamente inaspettata e sorprendente.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Accidenti. Allora a Firenze e Bologna, le due citta’ in cui il PD e’ il piu’ forte, le cose stanno andando esattamente come dovrebbero? Ossia le primarie, decise per statuto, si svolgono? Insomma, ci sono dei candidati che stanno facendo campagna elettorale? Cioe’, le primarie, che si sarebbero dovute svolgere, si svolgeranno?
Incredibile. E tutto senza chiedercelo, senza dover montare banchetti o fare scioperi della fame. Pazzesco. Ma come si permettono?
Il fatto che, come le definisce Gianni, “Firenze e Bologna, le due citta’ in cui il PD e’ il piu’ forte” siano anche considerate un laboratorio politico mi sembra strano e forse preoccupante.
Vorrei un PD con due laboratori politici, la Lombardia e la Sicilia dove il consenso al PD e` la meta` della media nazionale. L’Emilia e la Toscana sono un laboratorio politico solo se si perde (Bologna ’98 docet): laboratorio di cosa non si deve fare.
Tutto bene a Bologna dunque. Primarie aperte e combattute. Stiamo andando bene, ed e’ altrettanto bene esserne fieri, avendo tutte le ragioni.
Primarie aperte sì, ma che arrivino ad essere fatte nel “modo giusto” secondo me ci vorrà tempo. Questo in riferimento sia al fatto che lo zoccolo duro del Partito è abbastanza anziano, sia per i candidati e i dirigenti, che devono imparare a prenderle nella giusta maniera.
Come giustamente afferma Virginio Merola, uno dei candidati, bisogna imparare a sdrammatizzare, non deve essere una guerra tra bande.
Poi magari sono timori che risulteranno infondati, vedremo.
i Mille si apprestano ad appoggiare qualcuno?
la scelta è tra prodiano Delbono e il dalemiano Merola.
Kerub vota Delbono.
Mirko, io non mi preoccuperei troppo, francamente: in fondo le primarie sono state inventate da due quasi settantenni, confido che anche De Maria e Caronna riusciranno a comprenderne i meccanismi.
Penso che le confortanti notizie che arrivano dalle due roccaforti del partito ci consentano di tirare un bel sospiro di sollievo e di rilassarci. Tra l’ altro ci lasciano anche un sacco di tempo a disposizione per fare politica, che rimane una attivita’ piuttosto interessante nonostante tutte queste interruzioni.
Personalmente sosterrò Virginio Merola per due ragioni:
1)Perchè dobbiamo a lui se avremo primarie vere e aperte, non esitando ad andare anche contro la posizione iniziale del partito
2)Si è dimostrato un valido assessore
Personalmente sosterrò Virginio Merola per due ragioni:
1)Dobbiamo a lui se avremo primarie libere e aperte, non esitando a mettersi anche contro la posizione iniziale del Partito, che le avrebbe preferite “addomesticate”
2)Si è dimosrato un valido e ottimo assessore