Oggi ho aperto per caso il Sole24Ore (non accade spesso). Innanzitutto c’è da dire che è un bel giornale, molto ben fatto, che cerca di spiegare i grandi temi economici a chi di economia poco capisce, con disegni, schemi e facilitazioni varie. Bravo Ferruccio de Bortoli che, cacciato da via Solferino, ha saputo continuare il suo servizio in questa piccola nicchia che gli è stata affidata, a voler pensare male, come ripiego.
Mi cade l’occhio sull’intervento del Guardasigilli Angelino Alfano, che spiega la sua linea di azione per la riforma del processo civile Italiano. Leggetelo, se vi avanza tempo.
La giustizia civile, si sa, è una brutta bestia. Eppure è fondamentale
in uno stato di diritto, in uno stato moderno, piu in generale in uno
stato civile. Dovremmo tenerla in maggiore considerazione, visto che è
l’ultima arma a disposizione del cittadino per ottenere Giustizia (con
la G) nelle vicende di tutti i giorni. Andrebbe fatta funzionare
degnamente; sono dell’idea che sarebbe la soluzione di tanti dei
problemi italiani.
In questo senso è assolutamente condivisibile la prima parte
dell’articolo: ovvero, l’analisi dell’impatto della giustizia civile
sulla società e sull’economia (particolarmente interessante il punto
2, sul rapporto fra lungaggine della giustizia e perdite economiche
delle aziende, punto che meriterebbe forse un maggiore approfondimento).
Le soluzioni proposte dal ministro sono invece da scartare, a mio parere. Posso provare a spiegare perchè.
Si propone, per velocizzare il processo, l’istituzione del processo
telematico; ovvero, la digitalizzazione di tutte le scartoffie, la
comunicazione e convocazione via e-mail degli imputati. Il massimo uso
del computer nella giustizia, insomma.
Il che è una grande idea, se non fosse che ignora del tutto lo stato attuale delle cose.
I nostri tribunali non hanno i fondi per andare avanti (qui) e quindi
ci si chiede chi faciliterà il passaggio, necessario, da tribunali
pieni di scartoffie a tribunali informatizzati (chi paga, per essere
chiari). Parliamo poi di Digital Divide. Mettendomi nei panni del
cittadino che deve ricevere il suo fascicolo via email, mi chiedo come
mi comporterei se a) non avessi il computer – nel 2005 piu della metà
degli italiani non avevano il computer a casa b) non avessi la
possibilità di interfacciarmi velocemente – l’Italia è sopra la media
europea nel digital divide.
Il punto è che questo intervento va inquadrato in una generale
informatizzazione dell’Italia, sempre promessa anche recentemente dal
ministro Brunetta, ma di cui aspettiamo notizie.
Il ministro propone poi la testimonianza scritta. Il testimone che
voglia offrire la sua versione dei fatti riguardo a un caso di
risarcimento (es. sinistri stradali, per un esempio vicino a tutti noi), deve compilare un modulo e inviarlo al giudice, che poi decide
autonomamente se tenere o meno conto della sua deposizione. E dov’è
finito il contraddittorio tra le parti? E la vincolatività della
dichiarazione in giudizio (giuro di dire la verità, tutta la verità…)? Se questo testimone mente, cosa devo fare per evitare che faccia
prova, impugnare il modulo? Rimando per ulteriori informazioni
all’intervento in aula del deputato PD Cinzia Capano, avvocato
civilista.
“Il governo viene poi delegato a disciplinare la mediazione civile,
offrendo alle parti una reale alternativa al tribunale, presso
organismi professionali con agevolazioni fiscali e una decisione che
arriverà massimo in 4 mesi”.
Ecco, è questa la parte che suscita più perplessità.
Non deve esistere nessuna alternativa al Tribunale. Il Tribunale deve funzionare bene e garantire a tutti Giustizia.
Chi ha subito un danno deve vedere la controparte condannata, se riesce
a dimostrare la colpa o il dolo di essa. E la controparte deve
accettare di pagare. Questo è il cardine del diritto.
Non accetteremo nessuna strada alternativa. Se qualcuno mette sotto mio
figlio, non voglio un promoter finanziario che mi propone tassi
agevolati: voglio una sentenza rapida e giusta.
Non esistono sostitutivi, pena la decadenza dello stato, che si regge
sull’impossibilità della non applicazione della legge. Senza sanzione
in Tribunale non c’è Diritto e non c’è Stato.
E’ come se non funzionasse il televisore. Come se si vedessero solo interferenze grigie.
Ci stanno dicendo che in fondo in fondo potremmo pure tenerci l’attrezzo rotto, che non è così male. Ministro, su queste cose non si scherza. Ripari il televisore.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti






Condivido in pieno l’intervento di Tommaso Cardarelli.
Processo telematico? Ma de che? Non abbiamo neanche la posta elettronica certificata negli uffici giudiziari… Anzi molti dipendenti non hanno proprio la posta elettronica. Eppoi ha visto il ministro le strutture informatiche hardware e software degli uffici giudiziari?
Citare gli imputati via mail? Ma per favore… Sa qual’è ministro una delle più grandi piaghe del processo penale? La contumacia, cioè la possibilità per gli imputati di non partecipare al processo, dando così luogo ad una serie di adempimenti al limite dell’assurdo. Bisogna fare come negli altri Paesi civili: l’imputato deve essere presente nel processo, con le buone o con le cattive. Amen!
Ed inoltre: si è voluto il processo all’americana venti anni fa e poi a forza di riforme avete costruito un mostro a metà tra il processo inquisitorio (come nel codice Rocco) ed accusatorio (all’americana appunto). Eliminate tutta quella serie di garanzie, che sarebbe meglio chiamare perdite di tempo.
Mediazione? Guardi Alfano che chi ha i soldi già oggi si rivolge agli arbitri: i disgraziati ed i poveri sono costretti ad andare in Tribunale, per non avere giustizia se dall’altra parte c’è uno con i soldi.
Vorrei chiedere al ministro: conosce il Presidente della Corte d’Appello di Torino? Sa che ha eliminato tutto l’arretrato di quell’ufficio? Perché non provare a chiedergli: “Come hai fatto bello?” Perché non chiamarlo al Ministero e dargli carta bianca dicendogli: “Va! Ed elimina l’arretrato di tutti gli uffici giudiziari d’Italia. Chi prenderai a calci nel sedere (magistrato-capo dell’ufficio e dirigente amministrativo) perché non in grado di svolgere il suo lavoro, sarà preso a calci anche dal ministro e gli sarà revocato l’incarico. Chi premierai, sarà premiato anche dal ministro.”
Difficile, eh? Più facile inventarsi cose che non verranno mai realizzate.