Se il PD non sa “fare, dire, avere”

di Cristiana Alicata (dall’Unità)

lavagna_bianca.JPGTrovare un’identità, per questo partito significa anche elaborare un linguaggio che ne descriva e semplifichi al meglio la direzione. Non è affatto un caso che i nostri elettori e simpatizzanti, per i quali il 14 ottobre 2007 è stato il punto massimo di entusiasmo, siano disorientati e ci accusino di ma_anchismo: penso questo, ma anche questo. Il linguaggio di Berlusconi, ma non solo di Berlusconi, anche della maggior parte dei deputati della PDL, è un linguaggio in formato spot, soggetto-verbo-complemento, che non adduce a dubbi sulla direzione che intendono prendere. Sono chiari. Sono punti di riferimento.

Il disorientamento dei nostri si trasforma in incomprensione, ed infine in allontanamento. Questo partito sta sanguinando, ma non ce ne stiamo accorgendo, perché la parte che sta scivolando via è quella cosiddetta società civile, la componente aggiunta, i cui volti e nomi non conoscevamo e continuiamo a non conoscere. Nella mailing list del mio circolo romano si dibatteva con grande competenza particolareggiata di questioni legate ad alcune zone del nostro quartiere: in una strada di Roma sono state trovate delle antiche gallerie sotterranee, si è aperta una voragine e la strada è chiusa da molto tempo. Chi è nella succitata mailing list o siede in municipio sa che la strada non viene riaperta perché per fare quel tipo di sondaggi ci vuole molto tempo, molti soldi e tutto questo viene fatto per tutelare la sicurezza degli abitanti di quella strada. Con semplicità ho chiesto ai consiglieri del municipio di informare soprattutto i cittadini, con un semplice volantino partendo dal presupposto che come cittadina voglio essere informata: nel tuo quartiere, nella tua strada, stiamo facendo questo.

E’ così semplice da fare paura. Manca al nostro partito la capacità di comunicare, di stare accanto ai cittadini, perché ci manca la capacità di sentirci di nuovo cittadini e di capire quali sono le esigenze.

E ancora, voglio farvi altri due esempi che mi toccano sulla pelle, in quanto lesbica che ha deciso di militare in questo partito e fino ad ora, escludendo Paola Concia, le parole più belle le ha lette nel editoriale di apertura di Concita De Gregorio. Il primo: il sindaco di Genova alla notizia che Genova ospiterà il Gay Pride del 2009 si è affrettata a dire: ci andrò ma senza fascia tricolore. Non capisco, da cittadina lesbica, perché un sindaco non possa sfilare ad una manifestazione in cui io rivendico dei diritti che non ho, e non capisco perché il sindaco di Genova vada al Corpus Domini con la fascia tricolore. Cosa c’entra? La religione sì che è una cosa privata, se la viva privatamente senza fascia tricolore. Va in rappresentanza? Di chi? Non lo capisco. Nel resto dell’Europa non accade questo.

Il secondo esempio. Raciti, giovane candidato alle giovanili di partito, intervistato da Novella 2000, si affretta a dire che lui è “ovviamente eterosessuale”. Cosa significa? Ovviamente in che senso? Perché non è effeminato? Perché lui è un vero uomo? Non è accettabile che un partito che si definisce progressista faccia questi scivoloni lessicali, le parole sono importanti, le parole ci descrivono e ci etichettano. Dobbiamo usarle meglio.

La mancanza di informazione, di “sentimento” civile ed infine l’utilizzo di questo linguaggio ambiguo su questioni che non sono etiche, ma sono semplicemente giuste, sta facendo sanguinare questo partito. Noi dobbiamo sentire il nostro Paese e dobbiamo avere, fare e dire (3 verbi semplici) una politica che sia comprensibile, che sia semplice ma chiara. Noi questa cosa non l’abbiamo ancora tra le mani. Costruiamola. Il 25 ottobre non ce ne stiamo in testa al corteo: mischiamoci e ascoltiamoci.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

15 Commenti

  1. “Raciti, giovane candidato alle giovanili di partito, intervistato da Novella 2000, si affretta a dire che lui è “ovviamente eterosessuale”. Cosa significa? Ovviamente in che senso? Perché non è effeminato? Perché lui è un vero uomo?”

    La risposta, sulla stessa intervista, e’ una riga sotto. Le parole, a volte, basterebbe leggerle, se si fosse in grado:

    Ama gli uomini, le donne o tutte e due?
    «Le donne ovviamente».
    Ovviamente perché? È omofobo?
    «Sono un non-omofobo che non usa dire, come fanno tutti, di avere amici gay per nascondere la propria omofobia. Rispetto le scelte sessuali di tutti, ma amo le donne».

  2. la risposta riportata da Gianni, a mio avviso, non smentisce in alcun modo l’interpretazione che fa Cristiana dell’intervista. Mi spiego meglio; il sottoscritto è casualmente eterosessuale, non ovviamente eterosessuale. La sottolineatura di Raciti è davvero uno scivolone lessicale.

  3. Antonio

    Quindi secondo Luca l’interpretazione di Cristiana vale piu’ dell’interpretazione di Raciti stesso, autore direttamente interpellato sul significato del suo “ovviamente”. Straordinari sia l’autrice di questo copia-incolla alla Travaglio che il discepolo indignato alla Grillo.

  4. Comunque solo noi siamo capaci di pubblicare sull’ Unita’ un articolo di una supporter di Alemanno che tematizza sull’ avverbio usato da un candidato a segretario della giovanile in una intervista su Novella 2000 riportata solo parzialmente. Siamo un partito di persone intelligentissime.

    Pero’ veramente, e’ ora di cominciare a chiederselo: ma cosa ce ne facciamo di gente cosi’?

  5. Antonio

    Gianni, non mi pare che Alicata Cristiana sia una supporter di Alemanno. Mi risulta faccia parte del PD.

  6. Allora forse mi confondo con un’ altra. Una che siccome Rutelli era troppo clericale avrebbe preferito che fosse stato eletto Alemanno cosi’ almeno i “rapporti di forza diventano chiari”.
    Mi sa che hai ragione, non puo’ essere una iscritta al PD che fa un ragioanemnto cosi’. Figuriamoci poi una costituente nazionale.

  7. antonella

    Condivido pienamente quel che scrive Alicata e troverei il PD un partito ancora votabile se fossero intelligenti come lei i suoi dirigenti.
    E invece.

  8. Anonymous

    scivolone o no l’”ovviamente” mi fa rabbrividire

  9. Sempre dalla famosa intervista su Novella 2000;
    (omissis)
    Piangerà se non dovesse essere eletto segretario dei giovani del Pd?
    «Si figuri, sono un ragazzo che ha un suo altrove. Se perdo, torno ad Acireale, mi rimetto a studiare visto che sono fuoricorso e mi cerco un lavoro, magari mi metto a fare il giornalista».

    “Un suo altrove” ?!? Qui siamo lontani mille miglia dal “fare, dire, avere” giustamente evocato da Cristiana. Ed in ogni caso io sono certo di non desiderare come rappresentante una persona che “se perde si cerca un lavoro”.

  10. Antonio

    beh, Luca, se Raciti non ti piace semplicemente non votarlo. Non si capisce l’esigenza sentita qui da molti di coprire di cacca (ops) i candidati con cui si e’ in disaccordo, arrivando financo a pubblicare sull’Unita’ deliranti disamine sugli aggettivi da loro usati in interviste a novella2000.

  11. Luigi

    Scusate, ma mi permetto di fare una proposta.
    Perché non proviamo (io per primo ovviamente) a deporre le “armi”?
    Invece di esprimere giudizi sugli interventi degli uni e degli altri, perché non proviamo a far crescere sul serio questo blog ed a trasformarlo in un crogiolo di idee e proposte?
    Ci sono i “neofiti” della politica, che proprio perché tali e vivendo immersi nella vita di tutti i giorni “perdono” le staffe davanti a certi episodi o fatti. Ci sono i “capitani di lungo corso” della politica, abituati a gestire situazioni probabilmente più gravi di quelle sin qui descritte in queste pagine, forse dovrebbero aiutarci a capirle, ad affrontarle. Nessuno credo e spero vuol essere davanti agli altri e quindi mi sembra inutile beccarci come i capponi di Renzo di manzoniana memoria.
    Ci siamo accapigliati su un “ovviamente”, ma ci siamo dimenticati di dire: ma la comunicazione del PD è efficace oppure no? In caso affermativo ok, ma in caso negativo vogliamo nel nostro piccolo dire come dovrebbe essere?
    L’anonimo fiorentino sarà stato troppo caustico, ma mi chiedo se è quello lo spettacolo visto a Firenze in questi giorni, come possiamo pensare che degli elettori indecisi tra destra e sinistra, votino PD? Oppure mi sbaglio e i “capitani di lungo corso” mi diranno che li recuperiamo in campagna elettorale. Si, ma nessuno lo dice o nessuno ci dice come si farà cosa dobbiamo pensare?
    Questo è quanto.

  12. Perfettamente d’accordo con Luigi, ad Antonio segnalo che certamente non voterò più PD (e tantomeno Raciti) per i motivi che ho già espresso in altri post. Gradirei tuttavia avere il diritto di esprimere garbatamente la mia opinione.
    Da “neofita della politica” invito Antonio e gli autori degli altri post polemici a rileggere i toni delle loro risposte, che a me sembrano davvero “coprire di cacca” gli interlocutori. (“copia-incolla alla Travaglio”,”discepolo indignato alla Grillo”)
    Questi toni sono assenti nell’articolo di Cristiana, che senza attacchi personali richiama i dirigenti del PD ad una maggiore attenzione nella comunicazione, proprio il tema su cui Luigi sollecita un dibattito.

  13. Sono l’unico che pensa che essere lettori di Novella 2000 sia anche peggio di essere omofobi o presunti tali? :-)

  14. Antonio

    Garbatamente, Luca G., ritengo che richiamare la dirigenza del
    PD per un “ovviamente” di Raciti, che dirigente non e’, per un “ovviamente” su un’intervista di novella2000, oltretutto riportata a meta’, sia stucchevole se fatto in buona fede, pretestuoso se fatto con fini politici.

    Mi costerno che lei abbia deciso di non votare piu’ PD. Francamente pero’, non si capisce la ragione dei suoi continui attacchi alla dirigenza di un partito che non ha gia’ deciso di non votare piu’.

  15. alessandro

    Quando si dice guardare il dito e non la luna da esso indicata… Una quindicina di post per discutere sull’opportunità di un esempio scelto da Cristina Alicata per criticare la comunicazione del PD e nessuno o quasi che entri nella questione che sta al centro del suo articolo (appunto il fatto che la comunicazione del PD lascia a desiderare). Chiedo agli amici Piddini: come mai a Veltroni si associa invariabilmente l’espressione “ma anche” e non quella di uno con le idee chiare? Colpa di Crozza? Per restare sul tema “diritti LGBT”: Come mai se da gay penso al PD mi vengono in mente la Binetti e Bobba che sparano a zero sui miei diritti e non la Concia o l’Alicata che li difendono? (beh, forse qui la colpa è di Rutelli e Fassino che in fondo la pensano come la Binetti) Come mai domani andate in piazza e ancora non si è capito bene perché? (C’è stato persino un esponente del PD che ha detto che la manifestazione non sarà contro il governo ma per appoggiarlo nella lotta alla crisi: poi l’hanno smentito, ma non è che siano stati troppo chiari). Come mai l’elezione del segretario dei giovani del PD ha suscitato tante polemiche (il regolamento introvabile, le date spostate ecc.)? Come mai si parla di meriti e di primarie e poi Veltroni chiama nel coordinamento nazionale gente che neanche si era offerta di farne parte come Luca Sofri? Come mai si è contro l’abolizione delle preferenze alle europee e le si accettano nell elezioni nazionali? Potrei continuare, ma mi fermo. E non mi venite a dire: “ma cosa vuoi, neanche sei del PD”, perché sennò vi chiedo: ma li volete guadagnare dei nuovi elettori sì o no? E allora cercate di convincerli(ci). Ma siate chiari, per favori.

Lascia un commento

Subscribe without commenting