L’appello lanciato dagli economisti de laVoce ai governi e alle autorità di politica monetaria europee e il summit tenuto da Sarkozy a Parigi non avrebbero potuto essere più tempestivi. Oltre ai grossi problemi di liquidità nei mercati interbancari (che l’azione coordinata delle banche centrali di tutto il mondo sta cercando di tamponare con massiccie infusioni di liquidità), i mercati creditizi e finanziari del vecchio continente si trovano sotto pressione su due fronti. Uno è il fronte del “contagio finanziario internazionale” di cui tutti parlano in questi giorni. Le perdite subite nei mercati dei derivati e delle mortgage backed securities stanno deteriorando rapidamente la situazione patrimoniale di grossi istituzioni finanziarie europee che avevano investito in questi mercati.
I salvataggi operati in diversi paesi negli ultimi dieci giorni sono il segnale di un problema probabilmente più ampio, che solo la BCE e le singole banche centrali nazionali riescono in questo momento a valutare. Per l’Italia, Draghi ha rassicurato sulla limitata esposizione delle banche Italiane a questi mercati (ma la speculazione non ha esitato a colpire i titoli Unicredit a Milano). Esiste poi un secondo fronte “domestico” di cui si parla un po’ meno questi giorni. E’ il problema delle “tigri di mattoni”. L’evoluzione dei prezzi delle case in vari paesi europei ha avuto a partire dagli anni ’90 una dinamica assai simile a quella del mercato immobiliare statunitense. E’ il caso specialmente di tre paesi, Irlanda, Spagna e Regno Unito, in cui i prezzi del mattone sono rapidamente lievitati negli ultimi dieci-quindici anni. Un interessante grafico pubblicato qui dall’OECD lo illustra molto chiaramente.
Non è possibile entrare qui nel dibattito abbastanza complesso sulle ragioni di questo andamento. Fatto è che, anche a causa del rallentamento delle loro economie, i mercati delle case di questi tre paesi europei (ma anche quelli di altri paesi) si sono andati progressivamente “raffreddando” negli ultimi tempi. Non sorprendentemente direbbero alcuni analisti, dato che gia’ da vario tempo l’OECD e altre istituzioni avevano messo in guardia sul fatto che i prezzi delle case erano “saliti decisamente troppo” in questi paesi, cioè avevano largamente superato il valore sostenibile nel lungo periodo. L’Irlanda e il Regno Unito sono i paesi dove i prezzi delle case hanno subito la più chiara inversione di tendenza nell’ultimo anno e mezzo (i prezzi delle case stanno letteralmente precipitando nell’Irlanda del Nord). In Spagna la situazione è rimasta più stabile, ma anche lì i prezzi delle case hanno recentemente cominciato a scendere e le previsioni parlano di un sostanziale aggiustamento al ribasso (vedi qui ad esempio).
Queste contrazioni dei valori immobiliari andranno ad incidere sulle situazioni patrimoniali delle banche e istituzioni finanziarie europee già deteriorate dalla crisi finanziaria americana.
Quali le conseguenze senza un’intervento dei governi e delle banche centrali? Da un lato in Europa le banche hanno fatto un uso meno disinvolto dei mutui ad alto rischio. Inoltre, anche se ci sono differenze tra paese e paese, la capitalizzazione delle banche in vari paesi europei è buona (è il caso ad esempio delle banche in Irlanda). Tuttavia, in una situazione già così difficile, la caduta dei valori immobiliari potrebbe mettere in chiara difficoltà i mercati creditizi di vari paesi del vecchio continente. Da non dimenticare anche il fatto che in vari paesi europei (a eccezione in parte del Regno Unito) le banche sono ancora più importanti nel processo di finanziamento di imprese e famiglie che negli Stati Uniti (dove le imprese possono contare su una gamma più ampia di fonti di finanziamento). Un significativo “credit crunch” potrebbe quindi mettere in seria difficoltà le economie europee.
Tutti motivi per cui l’azione concertata dei governi e delle banche centrali europee è quantomai necessaria e urgente.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti






Un ottimo articolo, Raoul. Ce ne vorrebbero di piu’ come te
Ho una domanda, pero’. Nel tuo articolo indichi Spagna, UK e Irlanda i paesi europei dove il mercato immobiliare ha visto i prezzi lievitare. Anche in Italia si parla da tempo di bolle e speculazioni immobiliari, tanto che fin da dopo l’introduzione dell’euro le case hanno visto tri- o quadru-plicare il loro valore. Rischiamo lo stesso credit crunch dei sopracitati paesi?
con l’aria che tira adesso le case sono inevitabilmente destinate a salire come beni rifugio