di Francesco Costa (da Giornalettismo)
E così la cosiddetta riforma Gelmini è legge. Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori hanno tentato una qualche forma di ostruzionismo durante i lavori in Senato di ieri, ma senza alcun risultato. Nel frattempo, non si fermano le manifestazioni e le proteste delle associazioni degli studenti, dei sindacati e dei genitori, che culmineranno con lo sciopero generale di questa giornata [tre giorni fa, ndr].
THANKS GOD IT’S OCTOBER - Volendola mettere sul piano squisitamente politico, la protesta è stata una manna dal cielo per il Pd: lo ha rivitalizzato, lo ha rimesso in piedi, gli ha dato l’illusione di un consenso giovanile e gli ha permesso di trovare dopo mesi una sponda popolare al proprio lavoro in aula. Il Pd, date le sue condizioni disperate, ha cavalcato il movimento in maniera completamente acritica. Sì, nel programma elettorale si era parlato di meritocrazia, lotta ai baroni, poli di eccellenza, apertura a investimenti privati, eccetera ma – sapete come si dice – il nemico del mio nemico è mio amico, per cui ecco il Partito Democratico marciare felice insieme a collettivi universitari e centri sociali. In mancanza di una propria piattaforma, il Pd non si è fatto troppi problemi a marciare con i comunisti anti-mercato, con i rettori che assumono figli e nipoti, con i baroni dei concorsi farsa, con i sostenitori dei finanziamenti a pioggia, con i dottorandi che rivendicano il diritto a essere scelti sulla base dei caffè portati al professore e cose così. Insomma, il messaggio che è passato nel paese – anche grazie al solito abile lavoro dei telegiornali – è che da una parte c’era il ministro Gelmini e dall’altra i centri sociali e i soliti studenti che durante il primo quadrimestre hanno sempre protestato e occupato, per un motivo o per un altro. Indovinate da che parte si è schierato il paese.
ALLOCCHI - Qui c’è da aprire una parentesi. Guardando i numeri dello spaventoso consenso degli italiani verso il governo, si possono avere due reazioni. La prima è pensare che gli italiani siano diventati matti, tutti, all’improvviso. La seconda reazione è comprendere il senso della strategia di Berlusconi, ed elaborare delle contromisure. Il governo Berlusconi sta aggredendo tutti i nodi di questo paese, tutti i problemi storicamente irrisolti, proponendo per la loro risoluzione dei provvedimenti nel migliore dei casi populistici e inefficaci, nel peggiore controproducenti e dannosi. Ma sta facendo delle cose, o perlomeno ne dà l’impressione. Il Pd cade nella trappola tutte le volte: Brunetta attacca sul fronte dell’efficienza della pubblica amministrazione, il Pd si appiattisce sulla linea della Cgil. Gelmini taglia i fondi alla scuola, il Pd scende in piazza coi collettivi universitari. E via dicendo. Tra l’operato del governo Berlusconi e la difesa dello status quo c’è una prateria enorme in cui un partito riformista serio e con una comunicazione efficace potrebbe fare il bello e il cattivo tempo, mentre la difesa dello status quo è destinata a produrre inesorabilmente sconfitte su sconfitte. Certo, per abbandonare i consensi facili di chi vuole conservare le cose così come sono serve avere coraggio, idee e credibilità. Tutte cose che al momento mancano, anche perché ai sondaggi sul gradimento di Berlusconi il Pd si è dato la prima risposta: gli italiani sono matti (vedi Walter il 25 ottobre, e l’Italia migliore di chi la governa). Cose che fanno guadagnare migliaia di voti, come potete immaginare. Chiusa parentesi, comunque, e torniamo a noi.
TOH – Bisogna essere onesti: il Partito Democratico si è ricordato ieri – sì, ieri, meglio di niente – di essere un partito progressista e non conservatore, e ha diffuso la propria proposta per l’università. Sette paginette in pdf pubblicate sul proprio sito e rilanciate da Repubblica, contenenti vari principi vaghi e condivisibili e un paio di cose concrete piuttosto azzeccate. Buongiorno, verrebbe da dire, se non fosse che poi queste sette paginette non le si è diffuse in alcun modo. Una conferenza stampa? Un volantinaggio a tappeto? Walter che scende in piazza a spiegarle agli studenti? Un banner da far girare online? Niente. Solo le sette paginette, e un piccolo e anonimo sunto sul sito del partito. Buonanotte.
AL VOTO! AL VOTO? – In fondo era veramente un copione già scritto. La storia ci dice che il centrosinistra italiano sa fare opposizione solo in due modi: manifestazioni di piazza e referendum. Per cui, dopo le manifestazioni di piazza, è arrivata puntuale come la morte la richiesta di referendum. Uno dice: referendum? Dopo la mazzata che ha reso immodificabile la legge 40? Dopo aver detto per mesi a Di Pietro che farlo sul lodo Alfano rischia di essere controproducente? Sì. Referendum è una di quelle parole che la politica tira fuori quando ha finito ogni altra arma. Il punto è che a essere superficiali e pressapochisti si combinano dei gran pasticci. Il caso vuole che la legge proibisca i referendum in materia di bilancio, per cui tutta la parte della legge 130 relativa ai tagli non si può toccare, e la stessa cosa vale per il maestro unico, la cui normativa risale all’ultima finanziaria. Cosa rimane? Il voto in condotta, il grembiule, i voti in numeri anziché in giudizi e altre quisquilie. Che si sappia, quindi: la ricetta del più grande partito d’opposizione in Italia è proporre con gran solennità e pomposità un referendum sul grembiule. Referendum. Grembiule. Basta.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti







Pienamente d’accordo con Francesco Costa (forse per la prima volta
)
aggiungo altre considerazioni sulle recenti comunicazioni del PD;
- davvero è saggio detassare le tredicesime, in modo che si possano fare gli acquisti per natale ? Non sarebbe meglio rimodulare la curva IRPEF per favorire in modo sistematico i meno abbienti ?
- è davvero un caso la coincidenza della manifestazione del 25 ottobre con l’esplodere della protesta studentesca ?
- se il PD fosse stato al governo avrebbe comunque dovuto apportare dei tagli al bilancio dello Stato. Dove li avrebbe apportati ? Facciamo delle contro proposte invece di far manifestare gli universitari contro il grembiule ed il maestro unico….
purtroppo questo è un paese con popolazione vecchia, conservatrice e con basso titolo di studio.
degli studenti non gliene importa niente.
Forse è tutto giusto, forse come al solito non siamo abbastanza riformisti.
Però vorrei che tutti, ma proprio tutti i teorici del riformismo senza se e senza ma mi rispondessero sinceramente a queste due semplici domande:
1) siete per la scuola pubblica, sì o no? (ma davvero, non con cagate tipo fondazioni e consigli di amministrazione…)
2) avete capito o no che questi studenti stanno chiedendo futuro, diritto al futuro, e che non si può sempre e comunque star lì a fare i vecchi saggi che fanno lezioni di riformismo a un movimento che, ovviamente e in particolare quando è allo stato nascente, fa richieste semplici e magari si trova alleati che in vario modo provano ad usarlo? Insomma, preferite che il cappello al movimento dell’onda lo mettano i rettori baroni o i partiti della sinistra e del centro sinistra?
Lettura consigliatissima questa qui, in proposito.
Non condivido l’articolo, perchè tratta il movimento studentesco come una specie di insignificante e scomposta reazione dei collettivi studenteschi (e mi pare che tale termine sia usato in modo abbastanza spregiativo), senza tener conto che invece si è trattato e si tratta, perchè non è ancora finito, di un risveglio dei giovani, affiancati non solo dai baroni delle università (che non sono affatto scesi in piazza), ma dai poveri maestri elementari, dai ricercatori precari ecc. ecc.
La protesta è stata tale che i più astuti tra i nostri governanti (vedi Larussa) hanno dovuto ammettere che il decreto forse era stato un po’ troppo affrettato.
Forse il PD non ha fatto quello che doveva, ma la società si è svegliata e forse io, vivendo in una regione “rossa”, ho una percezione distorta della realtà, ma qui in Romagna tanti genitori ed insegnanti che avevano votato a destra sono contro il decreto Gelmini, quindi credo che anche le percentuali bulgare di consenso rilevate dai sondaggi verso il governo vadano interpretate, con molti distinguo (sempre che si debbano in qualche modo considerare attendibili, perchè io ho seri dubbi sull’attendibilità dei sondaggi nel nostro Paese ormai da molto tempo… ma questa è un’altra storia…)
Non condivido l’articolo, perchè tratta il movimento studentesco come una specie di insignificante e scomposta reazione dei collettivi studenteschi (e mi pare che tale termine sia usato in modo abbastanza spregiativo), senza tener conto che invece si è trattato e si tratta, perchè non è ancora finito, di un risveglio dei giovani, affiancati non solo dai baroni delle università (che non sono affatto scesi in piazza), ma dai poveri maestri elementari, dai ricercatori precari ecc. ecc.
La protesta è stata tale che i più astuti tra i nostri governanti (vedi Larussa) hanno dovuto ammettere che il decreto forse era stato un po’ troppo affrettato.
Forse il PD non ha fatto quello che doveva, ma la società si è svegliata e forse io, vivendo in una regione “rossa”, ho una percezione distorta della realtà, ma qui in Romagna tanti genitori ed insegnanti che avevano votato a destra sono contro il decreto Gelmini, quindi credo che anche le percentuali bulgare di consenso rilevate dai sondaggi verso il governo vadano interpretate, con molti distinguo (sempre che si debbano in qualche modo considerare attendibili, perchè io ho seri dubbi sull’attendibilità dei sondaggi nel nostro Paese ormai da molto tempo… ma questa è un’altra storia…)
Non condivido l’articolo, perchè tratta il movimento studentesco come una specie di insignificante e scomposta reazione dei collettivi studenteschi (e mi pare che tale termine sia usato in modo abbastanza spregiativo), senza tener conto che invece si è trattato e si tratta, perchè non è ancora finito, di un risveglio dei giovani, affiancati non solo dai baroni delle università (che non sono affatto scesi in piazza), ma dai poveri maestri elementari, dai ricercatori precari ecc. ecc.
La protesta è stata tale che i più astuti tra i nostri governanti (vedi Larussa) hanno dovuto ammettere che il decreto forse era stato un po’ troppo affrettato.
Forse il PD non ha fatto quello che doveva, ma la società si è svegliata e forse io, vivendo in una regione “rossa”, ho una percezione distorta della realtà, ma qui in Romagna tanti genitori ed insegnanti che avevano votato a destra sono contro il decreto Gelmini, quindi credo che anche le percentuali bulgare di consenso rilevate dai sondaggi verso il governo vadano interpretate, con molti distinguo (sempre che si debbano in qualche modo considerare attendibili, perchè io ho seri dubbi sull’attendibilità dei sondaggi nel nostro Paese ormai da molto tempo… ma questa è un’altra storia…)
Ci vuole miopia, ignoranza o pregiudizio per liquidare come battaglia per la difesa di uno “status quo” quella che gli insegnanti, gli studenti, le loro famiglie, professori e ricercatori (piu´che i famigerati collettivi) stanno combattendo contro una legge che astutamente camuffata da riforma, punta solo a ridurre gli investimenti per il settore scolastico-universitario in modo spaventoso e inaccettabile per un paese evoluto. Ci vuole anche un pochino di insopportabile e sterile “spocchia” intellettualistica per far finta di ignorare che a intere generazioni e´stato ormai sottratto un futuro e che da queste generazioni non e´lecito pretendere nessun ulteriore sacrificio.
O forse basta il solito senso smisurato del protagonismo per strumentalizzare questa protesta sacrosanta per rivitalizzare le proprie analisi del PD, sgonfie da sempre.
Lo detto gia´altre volte, ancora una volta ci vado giu´ pesante: il Costa, secondo me, punta a stupire e a scandalizzare con i corto circuiti, con le contaminazioni, le trovate imprevedibili. Il mio augurio e´ che qualcuno gli dia presto visibilita´ su qualche quotidiano nazionale e che lo mandi negli States come corrispondente.
Le manifestazioni studentesche ci sono sempre state, le abbiamo fatte in tanti a prescindere dal motivo. Gli studenti penso siano sinceramente interessati ad una scuola efficiente.
Ma è poco quel che il Partito Democratico ha fatto.
Il Governo Ombra (nessuna ironia) non sta lavorando allo stesso ritmo del governo Berlusconi. Dove sono proposte di riforme, alternative, idee, che poi possono confluire in un programma riformista, articolato e completo?
Costa ha stra-ragione sul referendum ed e’ vero che la proposta del PD, in termini di completezza, puntualita’ e profondita’ dell’ elaborazione e della comunicazione non e’ adeguata a quella del partito leader dell’ opposizione. Ho in mano la proposta dell’ SPD tedesca sulla crisi finanziaria (va bene, loro sono al governo, ma si tratta pur sempre della produzione intellettuale di un partito che e’ la meta’ del nostro) e si tratta di 50 pagine fitte di dati, misure e proiezioni presentato in pompa magna il lunedi’ dopo il grande crollo.
Bisognerebbe fare un passo in piu’, pero’, e chiedersi le ragioni di questo ritardo. Secondo me si tratta dell’ attitudine ombelicale e autistica di un partito che non riesce a nascere. Quando tutti i dirigenti sono costantemente impegnati in una campagna elettorale permanente, da quella per il sindaco di Firenze a quella per il coordinatore di Pontremoli, e’ difficile che rimanga il tempo, lo spazio e le risorse intellettuali per occuparsi del paese.
Insomma, questa faccenda delle primarie dovremmo rivederla, sta portando piu’ costi che benefici.
Aridaje!
Il compito di un partito di opposizione condannato alla opposizione blindata per 4,5 lunghi anni di opposizione non e´, principalmente, quello di far vedere quanto e´ bravo e diligente a fare i compiti degli altri meglio degli altri, bensi quello di fare opposizione, ovvero di garantire e di sorvegliare le porcate altrui. Hai detto bene Gianni, la SPD e un partito di governo! Quando e´´al governo parla come chi deve governare, quando non e´al governo parla assai diversamente.
In Baviera, dove si puo´dire che non lo e´ mai stato, la sua principale preoccupazione era sempre stata un´altra: quella di fare le pulci al vecchio monocolore CSU su ogni atto di governo. Sulla scuola ad esempio il ruolo della SPD bavarese e´sempre stato di fortissima critica.
Quindi era dovere minimo di Uolter e Associati quello di scendere in piazza dietro a studenti e famiglie per smascherare i tagli alla scuola camuffati da riforma. Solo un dovere minimo!
Forse si poteva fare di piu´ ma quello che si e´fatto era imprescindibile, minimo e soprattutto giusto.
Sulle questioni tecniche legate al referendum poi, sono proprio curioso! Vedremo se anche la corte costituzionale dara´ stra-ragione a Costa.
Curiosita´: La SPD vanta circa 550.000 iscritti organizzati su 12.500 Ortsvereine, un circolo ogni 6500 abitanti! Come facciamo a dire che sono la meta´ di quelli del PD se non esiste ancora un tesseramento ufficiale? Contiamo forse quelli iscritti ai social forum?
buon articolo sulla questione referendum, con cui concordo con l’autore del post. Discordo sulla prima parte, invece.
- Primo perche’ pensare che non si possa protestare in difesa della scuola perche’ nella manifestazione erano presenti anche i centri sociali, pochi ma fanno paura, e’ uno di quei purismi che hanno affossato la sinistra italiana. Chi vuol fare le stesse cose che vogliamo noi – difendere e possibilmente migliorare la scuola pubblica – dovrebbe avere la nostra attenzione invece del nostro disprezzo.
- Secondo perche’ l’idea che il PD fallisca la raccolta del consenso per una scadente informazione verso il pubblico e’ idea degna di Luca Sofri, degno figlio della politica giornalistico-Berlusconide secondo lui gli elettori sono tutte casalinghe di Voghera che basta mostrargli biutiful e ti votano in massa. Certo, con Luca Sofri responsabile della comunicazione del PD sarebbe diverso, magari con un paio di aiutanti scelti a caso tra i mille. Pensa.
ma scusa, caro francesco, il manipolo di meritevoli dei millini non si stava mobilitando per tirar fuori una piattaforma sul tema università da proporre, visto quanto stava accadendo? mi pare ci sia un post sul tema proprio qui sotto… il 23 ottobre; vogliamo provare a confrontare quello che stava partorendo il brainstorming millinico (in questo caso solo molto storming direi), nel modo e nel merito, con il pdf diffuso dal PD che a te non soddisfa molto?
se c’è un problema di comunicazione e diffusione dell’iniziativa del PD sulla piattaforma, come mai il sito dei mille non si fa promotore della diffusione e della discussione su questa (che non mi pare affatto un cattivo punto di partenza)? perchè ti arroghi il diritto di bollare la mobilitazione di così tanti genitori, professori, studenti, cittadini attribuendola solo alla conservazione di interessi di parte?
un conto è cercare di dare al movimento di protesta legato al mondo della formazione maggior consapevolezza, argomenti, proposte, moniti per evitare strumentalizzazioni pericolose o controproducenti, un conto è il solito esercizietto di retorica di cui francamente non mi pare la sinistra riformista abbia così tanto bisogno.
sul piano “squisitamente politico” (bah!), il movimento di questi giorni sta creando spazio a delle domande nel paese su alcuni elementi fondanti del suo futuro, su una idea di società, e tra l’altro lo fa su temi chiave della campagna di Veltroni. in sintesi, sta creando partecipazione. è il caso di demonizzarla o di provare a valorizzarne le energie positive in continuità con l’azione del PD?
Io invece avrei da porre una domanda a Francesco Costa : hai spiegato bene quello che il PD non avrebbe dovuto fare, puoi spiegarmi però ora quello che pensi sarebbe stato meglio il PD facesse nei confronti della “riforma Gelmini” ?
Grazie.
Aggiunta a margine, quotando Paola: diradata la cortina fumogena dell’autore ed escluso il giusto punto sul referendum, l’articolo del Costa si riduce alla solita analisi sullo strapotere televisivo di Berlusconi, che gli permette di piegare la realta’ come meglio crede, e sull’inefficienza comunicativa della sinistra. Tutte cose che si sentivano gia’ nel lontano 1994, quando Berlusconi scese in campo.
Mi aggiungo percio’ alla richiesta di Paola, qui sopra: quali sono secondo Francesco Costa, brillante spin-doctore di Ivan Scalfarotto, le soluzioni all’attuale empasse? Grazie.
L’onda è lunga i burocrati di ogni generazione stiano attenti!!!!
Libertà è partecipazione e non delega!!!
all’autore (e a qualcuno di di quelli che commentano): siete spocchiosi. leggendovi non vedo volontà di fare qualcosa per il bene del paese, della scuola (pubblica!), dell’università. vedo solo critiche a chi non fa come secondo voi si dovrebbe fare (quanto poi a indicare cosa si dovrebbe fare a parer vostro, ve ne guardate sempre bene). non vi accorgete delle schifezze che accadono?
vi leggo sperando di trovare proposte, forza nelle idee, ma siete davvero sconfortanti…
intanto io a scuola ci lavoro, con gli stivali nel fango (o in altro materiale similmente marron, fate voi…). fate una cosa, anime belle, venite una settimana a lezione con me, poi vediamo se avete ancora voglia di sorridere altezzosi pensando alla stupidata del referendum o a chi metterà il cappello all’onda…
bacio