di Lucio Scarpa
A venezia diciamo “stuco e pitura, fa bea figura” per indicare quando si fa del maquillage per nascondere i problemi invece che risolverli.
In questo momento abbiamo un governo “stuco e pitura”, che da un’imbiancata alla casa invece che restaurarla; ritocca l’aspetto e la rende vivibile per un po’ di tempo, ma non risolve i problemi strutturali.
Un governo che manda i militari in Campania per far sparire il pattume dalle strade, ma non risolve il problema dello smaltimento dei rifiuti e gli intrecci con la criminalità.
Ripristina il maestro unico e il grembiule per far vedere che si occupa della scuola, ma non affronta il problema delle classifiche OCSE e della ricerca in crisi permanente.
Vieta la prostituzione in strada per toglierla dagli occhi della gente, ma non combatte i racket.
Annuncia il nucleare per mostrarsi decisionista in ambito energetico, ma non vara un piano credibile per allentare la dipendenza da gas e petrolio.
Si potrebbe continuare a lungo… il governo è molto attivo sulle operazioni di facciata, e sull’annunciarle con squilli di tromba in tutte le televisioni del regno, ma non si sogna nemmeno di varare le riforme strutturali necessarie a rilanciare una Italia da troppo tempo in crisi permanente. E la cosa più grave è che per varare queste operazioni di facciata afferma che sia giusto rinunciare alle buone pratiche della democrazia in nome del decisionismo.
Contro questo io andrò a manifestare, contro le azioni di questo governo.
Anche se in questo momento il PD è in grossa difficoltà non ho perso la voglia di far sentire la mia voce.
Vedo che il PD non riesce ad imporsi come contraltare credibile; non riesce a dare voce alle proposte alternative che pure non mancherebbero; ha un vuoto di leadership preoccupante.
Problemi che non si possono negare, ma aumentano la mia convinzione che la manifestazione del 25 ottobre sia un passaggio fondamentale per il nostro futuro.
La manifestazione deve essere il momento in cui far sapere che milioni di Italiani sono incazzati per l’operato di questo governo e, ancor più, l’occasione per riaffermare che noi abbiamo molte idee per rilanciare il futuro dell’Italia e affrontare in modo deciso i problemi strutturali e che vogliamo farlo percorrendo le strade della democrazia.
Il 25 ottobre sarà il giorno in cui gridare forte che il PD è il partito di chi crede nei valori delle riforme, dell’innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità; che il PD è il partito di chi sente di voler fare qualcosa in prima persona per il proprio Paese, e non aspettare che venga calato dall’alto; il partito di chi crede che la politica sia sostenere non dei leader, o presunti tali, ma un’idea e un progetto.
Che il Partito Democratico è il partito della democrazia, non è così scontato ripeterlo oggi.
Per questo io il 25 sarò in piazza, per sostenere il PD, questo PD, e ci sarò senza curarmi dei problemi interni ma proprio per fare un passo oltre a questi e urlare le mie, le nostre idee, a tutta l’Italia.
Io il 25 ottobre sarò in piazza con il mio striscione:
il PD siamo noi, Salviamo l’Italia!
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Ciao a tutti
In materia di energie rinnovabili, l’attuale governo mi sembra che abbia intenzione di mantenere tutti i generosi incentivi concessi dal governo Prodi. Se questo si verificasse, sarebbe un bene.
Ho fatto qualche ricerca in materia di incentivi alle energie rinnovabili e qualche confronto internazionale tra l’Italia e l’estero. I risultati sono presenti in questa tabella:
http://janejacobs.wordpress.com/2008/10/01/consiglio-a-claudio-scajola/
Grazie per l’attenzione
Lucio, io ci sarò il 25.
Ma se le parole che verranno usate saranno ancora valore,merito,talento,innovazione e democrazia,uguali opportunità, continueremo a parlarci addosso.
Quello è il nostro linguaggio,sono i valori in cui noi crediamo sinceramente e con cui pensiamo in tutta onestà si possa “salvare l’Italia”.
Non sono fino in fondo,intimamente, gli stessi valori di chi ancora in questi giorni regala oltre il 60% di gradimento al ” Principale Stuccatore”.
Saremo perciò uno/due milioni e sarà bellissimo e ci sentiremo meglio e prenderemo energia uno dall’altro.Tutto bene,tutto giusto e necessario.
Ma in quello stesso momento deve avere inizio un cambiamento profondo di passo,un disegno di lungo respiro che indichi concretamente qual’è l’Italia che il PD immagina e vuole.Un disegno che affascini e convinca gli”altri”.
E in quel momento si deve dare l’avvio ad una democrazia non invocata ma praticata nel partito e tra i cittadini tutti i giorni e a tutti i livelli,e soprattutto ad un rinnovamento totale,progressivo ma veloce degli uomini.
Il Paese deve ricevere segnali forti e fortemente innovativi.Nelle proposte e nel linguaggio e anche nelle modalità di fare politica.
Forse il prossimo appuntamento,per esempio,non dovrà essere un corteo in piazza ma cinquecento piazze dove i cittadini si incontreranno e discutendo attivamente svilupperanno idee e proposte per chi li guida in quel momento.
E non credo che si rischi “l’effetto condominio”.I cittadini che decidono diventano una vera forza capace di fare la differenza.Così,almeno,io credo.
Ciao
Io non ho ancora capito se sarà una manifestazione contro o a favore del governo.
Giancarlo, di una cosa puoi essere sicuro: chi parteciperà alla manifestazione sarà contro il governo. Garantito.
è inquietante come basti una singola dichiarazione sbagliata (quella di Morando) ad alterare il significato della manifestazione.
che si vada in piazza contro il governo non è mai stato messo in dubbio da nessun altro, ma il messaggio non è arrivato così chiaro.
i soliti problemi di comunicazione del PD