di Belfagor
Ieri il ministro Brunetta ha dichiarato che intende introdurre i tornelli negli uffici giudiziari anche per i magistrati. Secondo lui lavorano poco (due o tre giorni a settimana) e con i tornelli, o comunque con altri sistemi di rilevazione della loro presenza in ufficio, si potrebbe, a suo avviso, risolvere il problema della loro scarsa produttività.
Brunetta ha indubbiamente individuato un problema ovvero l’inefficacia degli strumenti di controllo sulla produttività dei magistrati. Solo che come al solito ha proposto una soluzione che sarà utile per solleticare gli istinti dell’elettorato, nonché per proseguire nella strategia d’attacco al terzo potere dello Stato, ma non certo per risolvere i problemi della giustizia. Infatti è vero che anche tra i magistrati, come in tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati, vi sono dei fannulloni, ma risolvere il problema con dei tornelli fa ridere. L’esercizio della funzione giurisdizionale, così come l’esercizio della funzione legislativa ed infine l’esercizio della funzione amministrativa da parte del Governo, non sono assoggettabili ad orari fissi. La produttività di questi organismi non va valutata in termini di impegno orario, ma in termini di risultato.
A dire il vero peraltro l’attività dei magistrati è monitorata costantemente, sia attraverso le statistiche trimestrali dell’intero ufficio presso cui lavorano, sia attraverso le statistiche personali del singolo magistrato, redatte di solito una volta all’anno. Questi dati sono consultati sia dal Capo dell’ufficio che è a sua volta un magistrato, sia dal Ministero della Giustizia cui vengono inviate, sia dagli organi ispettivi di quest’ultimo. Volendo quindi i fannulloni si individuano facilmente. Qualsiasi persona in grado di distinguere dei numeri e con un minimo di capacità critica capisce subito leggendo quei dati, se un magistrato lavora oppure no. Le statistiche sono utili per valutare il lavoro del magistrato sotto il profilo quantitativo, ma si potrebbero effettuare controlli anche sotto il profilo qualitativo. Quante richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione formulate da un Pubblico Ministero vengo accolte o respinte dai giudici? vengono Quante sentenze emesse da un giudice vengono impugnate e quindi riformate in sede d’appello o cassazione? E’ evidente che valutando questi dati si può ricostruire la “qualità” del lavoro del magistrato. Vedo però che questi punti non vengono mai toccati da chi attacca o difende i magistrati. Eppure questi strumenti ci sono, perché nessuno li utilizza?
Facciamo un esempio concreto. Ricordate che qualche tempo fa si è scoperto che un giudice aveva impiegato otto anni per scrivere una sentenza? Un quotidiano ci aveva fatto un articolo sopra, era scoppiata la polemica, il giudice era stato sottoposto a procedimento disciplinare e destituito dalla magistratura. Tutto bene? Mica tanto. Mi chiedo infatti: poiché quel giudice faceva parte di una sezione penale, che prevede la presenza di un Presidente di Sezione, cosa ha fatto quest’ultimo in quegli otto anni? Ed il Presidente del Tribunale dove lavorava quel giudice, possibile che non sapeva che tutti erano in trepidante attesa di una sentenza da otto anni? Il Ministero della Giustizia effettua un’ispezione, a mezzo di personale esterno agli uffici, nei vari tribunali ogni 4-5 anni. Ebbene in quegli otto anni qualcuno avrà fatto un’ispezione, ma possibile che nessuno si sia accorto di quel ritardo madornale? E’ stato segnalato? Ed il Ministero che ha ricevuto la segnalazione che ne ha fatto?
La verità è che chiunque bazzica un ufficio giudiziario, sa quali sono i giudici fannulloni e quali no. Ed il Capo dell’ufficio giudiziario lo sa meglio di chiunque altro, se lo vuol sapere e se tiene occhi ed orecchi aperti. Ma se il Capo dell’Ufficio non lo denuncia nei modi previsti dalla legge, se gli organi ispettivi del Ministero, guidati ahimè da altri magistrati, non denunciano a loro volta le pecche dei magistrati fannulloni, se il Consiglio Superiore della Magistratura non colpisce in breve tempo questi signori… è inutile mettere i tornelli.
Quello che serve realmente è una verifica trasparente del lavoro dei magistrati, un accertamento effettuato con strumenti obiettivi, quali possono essere le statistiche, il confronto con i dati degli altri uffici, la verifica del tipo e dell’esito delle impugnazioni proposte. Questi dati andrebbero poi “letti” attentamente prima di esprimere giudizi sull’operato del singolo: è indubbio infatti che redigere una sentenza per reati di mafia con decine di imputati è molto più impegnativo che non scrivere 50 sentenze per scippo. La valutazione potrebbe essere fatta anche da organi interni alla magistratura, ma dati statistici e valutazione dovrebbero essere resi di pubblico dominio.
Oltre agli attacchi della destra ai magistrati ed alla difesa spesso d’ufficio della sinistra, ogni tanto noi elettori vorremmo avere la certezza che le regole del merito, della responsabilità, dell’efficienza valgono per tutti i cittadini.



















beh, anche se non hanno orario a me interesserebbe comunque vedere le presenze.
e gli impiegati normali degli uffici giudiziari non capisco perché non debbanon essere assogettati ai tornelli come tutti gli altri.
poi Brunetta farà anche demagogia. però il PD difendendo gli statali a occhi chiusi si sta scavando un’altra fossa elettorale.
Caro Belfagor. sai per caso se è psosibile accedere a questi dati? sarebbe interessante farci degli studi
@ kerub: i normali impiegati degli uffici giudiziari sono già soggetti ai “tornelli” o strumenti consimili. Se non li trovi negli uffici giudiziari che frequenti, la colpa è del dirigente amministrativo. Segnala la cosa al Ministero e perché no, a Brunetta. Guarda che non sto scherzando: sono perfettamente d’accordo con te, sul fatto che gli impiegati debbano essere controllati. Lì il fannullone é il dirigente.
@ Matteo: i dati dei singoli magistrati non li puoi trovare da nessuna parte (e te pareva…), mentre quelli degli uffici giudiziari sul sito dell’Istat. Perché il Ministero della Giustizia che li raccoglie ogni tre mesi si rifiuti di pubblicarli, non lo so.
Se vuole mettere i tornelli, che male c’è? I tornelli non saranno la panacea di tutti i mali, ma la responsabilità dell’attuale sfascio va imputata in gran parte a coloro che in passato hanno adottato la filosofia che i provvedimenti non completamente risolutivi sono inutili e che finchè non si trova una soluzione definitiva e di alto profilo ad un problema, è meglio non fare nulla.
Perchè Brunetta non mette i tornelli per gli insegnanti nelle scuole, invece di darci addosso e di dire che siamo dei fannulloni? Forse perchè si accorgerebbe di quanto lavoro facciamo senza che ci venga pagato?
Perchè Brunetta non mette i tornelli per gli insegnanti nelle scuole, invece di darci addosso e di dire che siamo dei fannulloni? Forse perchè si accorgerebbe di quanto lavoro facciamo senza che ci venga pagato?
Magari con i tornelli, riescono a tenerli in ufficio (e sotto controllo) invece che lasciarli andare in giro a fare indagini … Non si sa mai che possono combinarti ’sti magistrati
La questione dei Tornelli sta bene a chi non gli tocca, il problema è il sadismo. A certe persone piace schiavizzare e ridurre in catene il prossimo. C’è molta cattiveria ed egoismo in Italia questo è il problema, Persone come brunetta ed i suoi tirapiedi amano comandare e mettere in difficoltà gli altri infischiandosene dei gravi risvolti psicologici sugli essere umani. Ci vorrebbero degli psicologi al governo non degli impostori egoisti sadici come lui… Controllare le persone è contro qualsiasi principio di libertà, schiavizzare è un reato contro la persona, questa è una forma di carcerazione a tutti gli effetti, una forma di involuzione altro che progresso. Se si mettono i tornelli bisogna anche ridurre gli orari di lavoro, perché essere inchiodati 9 ore in un ufficio a dover sopportare la coabitazione forzata fa impazzire, rende nevrotici, chiedetelo agli psicologi. Se si mettono i tornelli bisogna anche dotare i palazzi di giustizia di una mensa, di uno spaccio, di una palestra, di spazi vitali, altrimenti le persone cadono in depressione, e vorrei ricordare che gli impiegati statali italiani della giustizia (non i magistrati) sono i meno pagati d’Europa, ma questo a Brunetta non gli interessa!
La questione dei Tornelli sta bene a chi non gli tocca, il problema è il sadismo. A certe persone piace schiavizzare e ridurre in catene il prossimo. C’è molta cattiveria ed egoismo in Italia questo è il problema, Persone come brunetta ed i suoi tirapiedi amano comandare e mettere in difficoltà gli altri infischiandosene dei gravi risvolti psicologici sugli essere umani. Ci vorrebbero degli psicologi al governo non degli impostori egoisti sadici come lui… Controllare le persone è contro qualsiasi principio di libertà, schiavizzare è un reato contro la persona, questa è una forma di carcerazione a tutti gli effetti, una forma di involuzione altro che progresso. Se si mettono i tornelli bisogna anche ridurre gli orari di lavoro, perché essere inchiodati 9 ore in un ufficio a dover sopportare la coabitazione forzata fa impazzire, rende nevrotici, chiedetelo agli psicologi. Se si mettono i tornelli bisogna anche dotare i palazzi di giustizia di una mensa, di uno spaccio, di una palestra, di spazi vitali, altrimenti le persone cadono in depressione, e vorrei ricordare che gli impiegati statali italiani della giustizia (non i magistrati) sono i meno pagati d’Europa, ma questo a Brunetta non gli interessa!
Nessuno ha ancora citato i PENDOLARI ..eggià una buona percentuale di impiegati statali come me fa il pendolare, cioè sacrifica il suo tempo libero talvolta 5/6 ore al giorno per recarsi al lavoro, spesso con il mezzo privato, affrontando spese e rischi giornalieri, diventando affannati e stressati, arrivando negli anni a sindromi psicologiche gravi. Rinunciando ad affetti ed hobby. E che caxxo di vita è questa per 1100 Euro al mese? Trentasei ore a settimana più altrettante per i trasferimenti???
E la mia famiglia quando la vedo, la mia casa quando la curo???? Per colpa di questo incosciente ed i suoi tirapiedi tutti i dirigenti locali ora si sentono il diritto di segregare/carcerare i dipendenti senza nemmeno più farli uscire per prendersi un caffé al bar per la pausa pranzo o per farsi un giretto pomeridiano….e la salute psicologica delle persone dove la mettiamo?? Ma davvero certa gente pensa che gli essere umani siano tutti uguali ..e che debbano vivere solo per lavorare, per produrre? Ma dove siamo arrivati? Questa è follia! Mi sembra che un periodo di malattia ogni tanto poteva servire ad aiutare psicologicamente anche tutte quelle persone stressate dal pendolarismo che molte amministrazioni statali …(vedi il ministero della Giustizia) impongono (spesso per antipatia o per fare del male al dipendente). Ogni tanto bisogna staccare la spina e avere un po’ di libertà (i giorni di ferie non bastano)…per godersi la vita e per riposarsi…chiedetelo ad uno psicologo se non è cosi…oggi il lavoro dipendente è diventato ancora di più una sorta di schiavismo per colpa di chi ha tutto interesse a schiavizzarci e a farci scoppiare e quindi mollare….Viva la vita e la libertà…abbasso le catene per lo stipendio della sopravvivenza! La gioventù è una sola e sprecarla per stare rinchiusi tutto il giorno in questi uffici fa diventare alla lunga nevrotici…fa impazzire…
L’uomo è stato creato per essere libero! Organizzare il lavoro dipendente in modo che gli impiegati abbiano più tempo da dedicare a se stessi e alle proprie famiglie….basterebbe lavorare produttivamente solo la mattina dalle 9:00 alle 13:00…invece di essere costretti a stare a morire d’inedia pomeriggi interi per far quadrare ste caxxo di 36 ore + il pendolarismo..CAXXO!