I princìpi al tempo della crisi

di Daniele Mazzinipiazza_pd.jpg

“Siamo in mezzo alla peggiore crisi finanziaria degli ultimi 80 anni, che presto potrebbe trasformarsi in una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni, e tu mi vieni a parlare di pericoli per la democrazia?”.

No, nessuno mi ha detto realmente questa frase; è solo ciò che io leggo in molti dei dubbi che vengono sollevati, anche da chi si oppone al berlusconismo, sulla manifestazione organizzata dal Partito Democratico per il 25 ottobre.

Una manifestazione che sicuramente è nata male, e che viene organizzata anche peggio. Una manifestazione il cui fallimento, però, verrebbe interpretato come l’ennesima dimostrazione dell’appoggio unanime del popolo italiano alle politiche, e soprattutto agli atteggiamenti, di Berlusconi.

Berlusconi, che un giorno promette di usare sempre di più i decreti legge, che un altro se ne frega delle offerte di collaborazione dell’opposizione, un altro ancora minaccia di far boicottare dal PDL le (poche) trasmissioni televisive non amiche, e per finire minaccia di non dialogare con chi scende in piazza, per di più durante una crisi.

In realtà il dubbio è lecito: ha senso scendere in piazza durante una crisi di queste proporzioni? Ha senso preoccuparsi di questioni di principio mentre i mercati sono impazziti, mentre rischiamo il nostro benessere? Dobbiamo denunciare le cose che non vanno, o forse è il momento di rimandare la nostra opposizione?

Dubbi leciti, si. Ma qual è l’alternativa? Appiattirsi sulle politiche del governo? Accettare passivamente che chi possiede tre tv e ne controlla qualche altra, per non parlare del resto, possa rendere la nostra democrazia sempre più debole, che possa ancora e in modo sempre più incontrastato trasmettere l’immagine di una realtà falsata, aggiustata, controllata?

E’ incredibile come Berlusconi, che ha sempre appoggiato le politiche di Bush che hanno contribuito a portarci a questo punto, possa ora dipingersi come il baluardo contro la crisi. Ed essere creduto. Che lui, che ha sempre appoggiato Putin in ogni sua azione, si possa spacciare per il garante della democrazia italiana: “Autoritario io? Ma se sono sempre stato l’editore più liberale d’Italia!”.

Berlusconi sta approfittando anche di questa crisi per far passare il messaggio che tutto va bene così. Spostando l’asticella della democraticità sempre più in basso: che il Presidente del Consiglio possieda tre tv va bene; che goda di un’immunità assoluta verso i controlli della magistratura va bene; che governi per decreto senza affrontare neanche un confronto in Parlamento va bene; che possa minacciare le trasmissioni sgradite anche della tv pubblica va bene; che possa insultare e sbeffeggiare il leader dell’opposizione va bene.

Lo vogliamo dire che tutto questo A NOI non va bene? Vogliamo mostrare che ci sono ancora milioni di italiani che non si accontentano di una democrazia solo di facciata? Che anche in un periodo di crisi hanno a cuore i principi della democrazia, quei principi che dal dopoguerra hanno garantito la nostra libertà e la nostra prosperità?

E se non diciamo tutto questo il 25 ottobre, quando lo vogliamo fare? Magari non andando si potrà dare un messaggio di insoddisfazione ai vertici del Partito Democratico, magari proprio perché non si oppongono abbastanza bene. Ma il messaggio che verrà trasmesso, a reti unificate, sarà un altro: che va tutto bene così. Che Berlusconi è legittimato a fare quello che vuole, perché tutti gli italiani sono con lui. E anche chi ha, forse, qualche dubbio, si metterà il cuore in pace.

Se vogliamo mandare un messaggio ai nostri vertici, mandiamone uno diretto, non uno indiretto: andiamo tutti, in massa, alla manifestazione, ma andiamo con striscioni, con cartelli, con segnali visibili che dicano cosa vogliamo. Meno Berlusconi, ma anche più chiarezza, più trasparenza, più democrazia dentro e fuori al partito.

Chi è assente ha sempre torto: facciamoci sentire, ma facciamolo in modo chiaro! Facciamo vedere che ci siamo, anche nel mondo reale!
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. Luigi f.

    Scusa, perchè ‘sto post non lo mandi a Morando.
    Così magari smentisce le dichiarazioni che trovi nel post precedente al tuo.

  2. @luigi: molto volentieri, se mi dai la sua email… ;)

  3. marco

    Sarebbe da mandare a tutti i vertici del PD, io intanto per non saper ne leggere ne scrivere ho firmato per il referendum….piccola riflessione :a breve si andrà tutti a rotoli, mi sovviene, data l’età, un vecchio detto cinese che più o meno diceva: siediti sulla sponda del fiume e aspetta, prima o poi passerà il cadavere del tuo nemico.

  4. Filippo Zuliani Filippo Zuliani

    era “l’arte della guerra”, marco, non un detto cinese. L’ultimo che ricordo usare la stessa citazione era Luttazzi, quando fu epurato da Silvio su mamma RAI. Disse che, per liberarsi di Silvio e cricca, bastava lasciarli fare. Secondo Luttazzi S.&co. erano cosi’ ingordi che avrebbero finito per mangiarsi tutto fino a rendersi insostenibili agli italiani. Purtroppo mi pare che Luttazzi abbia fatto un bel buco nell’acqua.

  5. @Filippo: purtroppo Luttazzi ha sottovalutato la capacità di Berlusconi di alterare la percezione che di quello che accade ha una consistente fetta di italiani. Se gli lasciamo questo vantaggio, facciamo in tempo a morirci di vecchiaia, sulla riva del fiume…

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