Succede a Cremona

Quello che sta accadendo a Cremona ha
dell’incredibile. C’è un sindaco democratico, Gian Carlo Corada, che ha
ben amministrato e si avvia a terminare il suo primo mandato. Appurato
che Corada vuol proseguire il lavoro fatto durante questi cinque anni,
e quindi ricandidarsi alla poltrona di sindaco, ci possono essere due
strade: individuare una coalizione a sostegno di una sua ricandidatura
oppure fare un’elezione primaria per permettere a eventuali sfidanti di
contendere a Corada la candidatura. Noi, come sapete, siamo per fare le
primarie sempre; lo statuto del Pd della Lombardia pure (art. 24).

A Cremona i vertici del Partito Democratico locale hanno deciso che
Corada non va ricandidato, per cui hanno scelto un altro candidato. La
federazione ha già pertanto incoronato un’altra rispettabilissima
persona col ruolo di candidato ufficiale del partito e ha chiesto al
sindaco Corada di fare un passo indietro. Al suo “No, grazie, facciamo le primarie”,
sono seguite le classiche promesse di poltrone di consolazione, da
parte del segretario regionale Martina, che ha promesso a Corada una
candidatura da consigliere alle elezioni regionali (in barba alle “forme di ampia consultazione democratica” previste dallo statuto per la composizione di quelle liste). Ora – respinte anche queste offerte – sono arrivate le immancabili accuse di spaccare il partito e rompere l’unità del centrosinistra.

Siamo al paradosso: un partito che chiede al sindaco uscente – sindaco del suo stesso
partito, ovviamente – di non candidarsi alle primarie (così magari non
c’è neanche bisogno di farle, ‘ste primarie) e che – costretto dal no
di Corada a organizzare la competizione – alle primarie da lui
organizzate appoggerà deliberatamente uno dei candidati in gara.

Queste cose non ci piacciono. Non capiamo quale ragionamento politico stia dietro lo sgambetto a Corada: la tesi del “rinnovamento del gruppo dirigente”
- a meno che non si tratti di un rinnovamento meramente generazionale -
ci convince poco, davanti a un sindaco che ha ben amministrato; ci
convince di più la tesi secondo cui l’indipendenza di Corada dai
vertici del partito possa aver dato fastidio a qualcuno, e la battaglia
tra fazioni e cordate abbia fatto il resto. Non ci piace poi il clima
torbido con cui ci si prepara alle primarie, con il sindaco uscente a
correre da outsider e il partito organizzatore della competizione che
parteggia esplicitamente per un altro candidato. Il fatto, poi, che
tutto questo accada in uno dei pochi capoluoghi lombardi amministrati
da giunte di centrosinistra, aggiunge amarezza e disappunto. Queste
cose non ci piacciono.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

Tags:

5 Commenti

  1. Vi informo che Pier Paolo Beluzzi ha rinunciato a candidarsi alle primarie. Le cose stanno ancora peggio di quello che avete detto voi. Il giudice è stato carne da macello di politicanti senza un minimo di giudizio critico e di cautela.

    Bruno Ferrante era prefetto di Milano. Si era dimesso il giorno prima di candidarsi a sindaco di Milano, sicuro della candidatura. A Cremona, invece, i vertici del partito lo hanno sbattuto sulla piazza, perché?! La giustificazione è stata: “Per evitare fughe sui giornali”.

    E adesso – secondo voi – cosa dovrebbero fare il segretario provinciale e cittadino dopo aver sostenuto un candidato in fuga dalla politica? Dimettersi?

  2. Vi informo che Pier Paolo Beluzzi ha rinunciato a candidarsi alle primarie. Le cose stanno ancora peggio di quello che avete detto voi. Il giudice è stato carne da macello di politicanti senza un minimo di giudizio critico e di cautela.

    Bruno Ferrante era prefetto di Milano. Si era dimesso il giorno prima di candidarsi a sindaco di Milano, sicuro della candidatura. A Cremona, invece, i vertici del partito lo hanno sbattuto sulla piazza, perché?! La giustificazione è stata: “Per evitare fughe sui giornali”.

    E adesso – secondo voi – cosa dovrebbero fare il segretario provinciale e cittadino dopo aver sostenuto un candidato in fuga dalla politica? Dimettersi?

  3. Vi informo che Pier Paolo Beluzzi ha rinunciato a candidarsi alle primarie. Le cose stanno ancora peggio di quello che avete detto voi. Il giudice è stato carne da macello di politicanti senza un minimo di giudizio critico e di cautela.

    Bruno Ferrante era prefetto di Milano. Si era dimesso il giorno prima di candidarsi a sindaco di Milano, sicuro della candidatura. A Cremona, invece, i vertici del partito lo hanno sbattuto sulla piazza, perché?! La giustificazione è stata: “Per evitare fughe sui giornali”.

    E adesso – secondo voi – cosa dovrebbero fare il segretario provinciale e cittadino dopo aver sostenuto un candidato in fuga dalla politica? Dimettersi?

  4. bernardo

    a me sembra che siete voi a fare di Cremona la vostra carne da macello in nome di primarie che rischiano di essere solo l’inizio della fine per il centrosinistra in questa città. la politica e un partito decente dovrebbero produrre una sintesi prima del disastro e non dopo.

  5. bernardo

    a me sembra che siete voi a fare di Cremona la vostra carne da macello in nome di primarie che rischiano di essere solo l’inizio della fine per il centrosinistra in questa città. la politica e un partito decente dovrebbero produrre una sintesi prima del disastro e non dopo.

Lascia un commento

Subscribe without commenting