di Cristiana Alicata
In questi giorni un gruppo di deputati europei sta visitando i campi Rom romani (potete leggere la notizia qui). Un pò di ipocrisia collettiva da destra e da sinistra dimostra per l’ennesima volta l’immaturità del nostro Paese. La destra cavalca l’indifferenza in materia perchè i sondaggi dicono così, la sinistra addossa le colpe alla destra, al censimento. Ma.
Accadde a febbraio 2007. Il giorno di san Valentino io e G. eravamo andate a sentire Fassino, quel giorno in cui lui se ne uscì con quella frase sul fatto che dubitava sulla questione “figli alle coppie omosessuali.”
Tornammo a casa e la finestra spalancata e una sedia a terra ci rivelò immediatamente cosa era accaduto. Disturbati dal babbo che per puro caso era andato a riprendersi il cane, erano fuggiti, per fortuna senza incontrarlo, e portandosi via tre computer portatili: due aziendali e uno privato. Biancheria rovistata in camera da letto, cassetti sottosopra. Insomma un’invasione nella nostra vita di coppia, proprio nel giorno di San Valentino.
Nel mio PC c’era una copia del mio secondo libro che avevo quasi finito e che come sapete ho faticosamente riscritto (per la verità l’ho ripreso dopo le dure critiche dei lettori). Questa cosa mi traumatizza e mi metto in testa che devo recuperare il mio PC.
Il giorno dopo qualcuno ammise di avere visto fuggire tre ragazzini. Anzi, disse: tre zingarelli.
Mi attacco al telefono e riesco a parlare con i volontari che si occupano dei campi nomadi vicini. Mi viene raccontato che ci sono campi regolari, campi abusivi e che comunque la Magliana, il quartiere a noi limitrofo, è ormai abitata da rumeni che, mi dicono, sono bravi con il ferro, si arrampicano dappertutto. L’unica cosa che posso fare è farmi un giro nei campi nomadi regolari. Intanto loro faranno girare la voce…quanti furti ci possono essere stati in tutta Roma con un bottino di 3 PC in una botta sola? Magari qualche speranza c’è.
Vado da sola, ovviamente duramente ripresa da amici e consorte. Sbaglio strada inizialmente, finisco dentro un campo. Roulotte in stato comatoso, macchine divelte. Gruppi di persone mi guardano sedute su una lavatrice abbandonata. Un fuoco acceso. I miei occhi sono spaventati. Cosa faccio se mi assalgono, penso. Mi fissano. Torno indietro a rotta di collo. La povertà. La sporcizia. La mancanza di igiene, ci spaventa a noi figli dei quartieri bene, lo spazzolino al suo posto, mutande pulite ogni giorno, una camicia bianca al giorno.
Arrivo finalmente al campo. All’ingresso un gruppo di bambini curiosi. La faccia è tranquilla. Le volontarie sono dentro un container. Accanto al cointaner un campetto dove i bambini giocano a calcio, poi ad un certo punto smettono e si picchiano l’uno con l’altro con una violenza senza contenimento. Un bambino dà un calcio ad un cane. Sua madre lo dà a lui. Tutto intorno camioncini. Vecchie BMW. Vecchie Mercedes.
Devo aspettare il responsabile del campo che è andato a lavorare. Arriva con autobus che credo di avere visto nei documentari dell’Afghanistan. I sedili distrutti. Sull’autobus ci sono i bambini che sono andati a scuola e quelli che sono andati a lavorare. Parlo con il capo. Mi guarda duro. Mi chiede perchè sono lì, se penso che loro sono dei ladri. Io ho le lacrime agli occhi e lo imploro. Magari, gli dico, potete fare girare la voce. Magari qualcuno sa. Mi guarda durissimo. Mi odia.
Le volontarie mi accompagnano dentro il campo. Mi dicono che non ci sono solo ROM, ma anche altri migranti dell’est. Attraversiamo una zona di cointaner, una tubatura è rotta. Puzza di fogna. Di merda. Di piscio. Una donna, spazza via lo schifo dall’entrata della sua casa di alluminio. Bussiamo ad un container. C’è una bimba affacciata. Entriamo. I suoi quaderni di scuola sul tavolo della cucina (cucina?) i suoi sogni, i cartoni animati alla tv. Parliamo con la donna, è gentile. Sembra capire. Sembra sapere che alcuni di loro sbagliano e insozzano tutti loro. Mi dispiace di questo. Davvero. Sono dentro il pregiudizio con tutti i miei piedi, con tutte le scarpe, con tutte le ginocchia, come se il pregiudizio fosse una sabbia mobile.
Vado via. I bambini all’ingresso mi salutano.
Parlano tra loro come tutti i bambini del mondo sulla soglia di casa.
I nostri PC non sono mai stato ritrovati.
p.s. ho cercato di darvi un racconto oggettivo. Soprattutto di dirvi che anche un anno e mezzo fa, governo di centro-sinistra e giunta di centro-sinistra la situazione era come oggi. Non diamo la colpa alla destra. Prendiamoci le nostre responsabilità. Laviamoci le coscienze FACENDO o per esempio proponendo una conferenza nazionale dei migranti, una cosa seria, non ideologica. PER ESEMPIO…
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Lesson learned:
1) ri-guardarsi, se la si trova, “la disperata allegria – vivere da zingari a firenze” di Gianni Berengo Gardin, 1994. 14 anni fa la merda era la stessa, forse le mosche erano diverse.
2) fare una copia di back-up al giorno, e metterla in un posto siicuro, magari su internet.
3) fassino porta sfiga (ma questo è common-knowledge!)
ciao!!
E’ una questione su cui anch’io sto meditando e su cui mi sto documentando; sulla vicenda dello sgombero dei Rom da Pavia, ad es., avevo scritto un post che dava alcuni riferimenti bibliografici ( http://loveisavirus.splinder.com/post/17944559/Zingari+di+Merda)ma su tutti consiglio la lettura di “Zingari di Merda” cronaca di un viaggio a ritroso compiuto alla ricerca dei luoghi da cui quei rom scappavanoUn viaggio all’indietro nello spazio, nel tempo e nella democrazia.
Il pdf del libro lo trovate qui: http://www.ilprimoamore.com/testi/Antonio_Moresco_-_Zingari_di_merda.pdf
ma perkè sono room???????
visto ke sono venuti in italia a cercare lavoro e non l’hanno trovato…e perkè ci rimangono qui????
NON SONO NAZISTA!!!!!!!!!!
sto solo dicendo ke venendo qui si sono proprio ridotti MALE…perkè non tornano indietro?????