Primarie e populismo, Walter ci prova

Aljedrez-Strategia.gifdi Francesco Costa

Come fa un leader dell’opposizione a starsene tranquillo a New York, a
presentare il suo libro, nel giorno fatale di Alitalia? Semplice: ha
messo prima un po’ d’ordine nella sua strategia. Nel caso di specie,
quello di Walter Veltroni, si è premurato di disinnescare la mina più
pericolosa, vale a dire i rischio di imboccare un insidiosissimo vicolo
cieco con una pesante sconfitta elettorale alle Regionali in Abruzzo
del prossimo 30 novembre.
Il piano è in realtà più articolato. E si fonda su un principio
generale: smetterla di farsi scavalcare dall’Italia dei Valori,
recuperare consensi nei ceti popolari in libera uscita e tra
l’elettorato sensibile alle sollecitazioni giustizialiste. E il primo
scoglio è appunto quello della scadenza fissata per rimediare al crollo
della giunta Del Turco. C’è il rischio che il candidato democratico
arrivi addirittura terzo, staccato anche dal dipietrista Costantini,
che conterà sull’appoggio del Prc. La mossa escogitata al loft è la
seguente: sorpassare l’Idv sul tema della trasparenza con la proposta
di celebrare le primarie tra Costantini e uno sfidante espresso dal Pd.


Non basterà a scongiurare il trionfo del centrodestra, quasi
certamente apparentato per l’occasione con l’Udc. Ma lo stratagemma
servirà almeno a tenere viva la competizione a sinistra, e preparare la
strategia di primavera. Walter d’altronde è all’ultimo appello: un
risultato deludente alla prossima tornata di Amministrative ed Europee
aprirebbe di fatto la lotta per la sua successione (Letta, Bersani e
Finocchiaro scaldano già i motori) portando il partito dritto dritto al
congresso anticipato. Bisogna dunque evitare che il circolo vizioso si
inneschi subito con le elezioni in Abruzzo. C’è da fare i conti con un
Di Pietro decisissimo ad assestare il colpo di grazia, animato da
pessime intenzioni, come è risultato evidente a chi ha seguito la festa
celebrata a Vasto nei giorni scorsi. Nelle prossime ore il Pd abruzzese
diffonderà un regolamento regionale per le elezioni primarie: Di Pietro
- grande sostenitore di questo strumento e del “diamo voce ai
cittadini” – dovrà decidere se far passare o no la candidatura di
Costantini al vaglio degli elettori.

Il rilancio delle primarie non si fermerà all’Abruzzo. Il Pd darà
battaglia perché le preferenze non vengano cancellate dalla legge
elettorale per le elezioni europee (qualche fonte assicura che pur di
avere le preferenze, il Pd non farebbe le barricate davanti allo
sbarramento al 5% proposto dal Pdl), ma se davvero il centrodestra
dovesse introdurre le liste bloccate anche in Europa, Veltroni sarebbe
pronto a lanciare delle primarie organizzate per stabilire la posizione
in lista dei candidati, tentando così di scompaginare le carte anche
all’interno del suo apparato. I big del partito sarebbero così svuotati
da ogni potere decisionale: se gli ulivisti gongolano, dalemiani e
popolari sono già sul piede di guerra. E i segnali di distensione tra
Massimo D’Alema e Goffredo Bettini andrebbero dunque interpretati come
una mossa cautelativa da parte dell’ex premier.

Non solo primarie, comunque. Lo slittamento a sinistra del Pd sarà
complessivo e toccherà tutti i temi caldi dei prossimi mesi. Abbandono
delle velleità liberal e mercatiste della campagna elettorale, con una
correzione che potrebbe portare i democratici su un terreno
insolitamente vicino a quello del ministro dell’Economia Giulio
Tremonti; no a qualsiasi collaborazione col centrodestra sul ddl
Alfano; stop al dialogo sul federalismo fiscale e sulle ipotesi di
riforma della Costituzione; ferma opposizione al progetto di riforma
della scuola del ministro Gelmini; bocciatura senza appello della
gestione della vicenda Alitalia. In generale: toni più alti,
comunicazione aggressiva, posizioni oltranziste e un po’ di populismo
per combattere sul suo terreno l’Italia dei Valori, tagliare le gambe
alla rediviva sinistra radicale e tentare di salvare il salvabile. Più
Di Pietro, meno Blair: la nuova stagione è già finita.

(Liberal, 20 settembre 2008)

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

17 Commenti

  1. antonio g.

    Ottimo,proprio quello che servirebbe.Punto per punto.

    Ma chi ti ha dato questa soffiata?

    Non sara mica wishfull thinking?

    Ciao

  2. Proprio quello che servirebbe. Che poi è quello che abbiamo fatto dal 2001 al 2006 e, ragazzi, che vittoria che abbiamo ottenuto (ovviamente parlo dell’oltranzismo, del populismo, dell’antiberlusconismo pregiudiziale e di maniera – non delle benedette primarie).

    Riguardo “le soffiate”, beh, non sarebbero soffiate se si rendessero pubblici nomi e cognomi delle fonti.

    F.

  3. Se e’ vero, per me bene, molto bene.
    L’ubriacatura di Prozac e’ in remissione. Qualche pillola blu per vivacizzare gli umori e via con i bollenti spiriti.
    Speriamo bene!

  4. Ottima analisi, il bravo Karl Rove non avrebbe saputo fare di meglio(http://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Rove).

    Se le strategie di governo del territorio locale si fanno a Roma dai politici “Romani” (anche se nati in altre parti d’Italia), ma con interesse a consolidare il proprio potere nella capitale senza pensare ai problemi del territorio locale, allora i cittadini sentiranno sempre piu’ lontana la politica.

    L’analisi di Francesco andrebbe dovuto essere preceduta da un’analisi dei problemi locali e specifici della regione Abruzzo.

    Ne elenco qualcuno:

    * Moralita’ – il presidente della regione uscente e’ indagato per un odioso episodio di tangenti per forniture sanitarie

    * Sanita’ – gli ospedali della regione abruzzo sono famosi per episodi di malasanita’(http://www.ilcapoluogo.it/news.php?item.17374)

    * Riccchezza – il pil per abitante del’Abruzzo e’ il 70% di quello di un abitante del Centro Nord. Perche’? Cosa si puo’ fare?

    * Poverta’ – in Abruzzo l’11% della popolazione vive sotto la soglia della poverta’. Meglio del centro sud (18%), ma peggio del centro nord (7%).

    * Emigrazione – sebbene l’Abruzzo non si stia spopolando velocemente come le altre regioni del Sud, il 22% dei suoi emigranti sono giovani laureati. Cio’ puo’ voler dire che quelli che se ne vanno sono i piu’ istruiti e che l’economia abruzzese non offre buone opportunita’ di lavoro cittadino

    * Infrastrutture – a parte una buona rete stradale, l’Abruzzo ha un indice di svilippo dei trasporti di circa il 70% della media nazionale (porti, aeroporti, ferrovie) e della rete elettrica.

    Grazie al bravo Karl Rove, George W. Bush ha vinto due elezioni negli USA, ma non per questo ha governato bene.

    Il molisano Antonio Di Pietro candida alla guida della Regione Abruzzo Carlo Costantini, un abruzzese che ha gia’ rivestito incarichi di assesore nel comune abruzzese di San Giovanni Teatino (11 mila abitanti), che e’ stato consigliere regionale in provincia di Chieti e che e’ stato eletto come consigliere comunale a Pescara. Anche Ottaviano Del Turco e’ abruzzese, ma almeno Costantini non ha militato per anni al fianco di Bettino Craxi.

  5. “qualche fonte assicura che pur di avere le preferenze, il Pd non farebbe le barricate davanti allo sbarramento al 5% proposto dal Pdl”…ma vaff…Veltrusconi, altrochè!

  6. Enzo Fiore

    Sbarramento o no (meglio no) francamente non mi interessa. La possibilità che l elettore scelga direttamente una o più persone per quello che sono e che valgono invece si mi importa e tanto!
    Le liste bloccate sono uno schifo!
    E i risultati di come il parlamento è oggi composto è sotto gli occhi di tutti…. Meglio tardi che mai o il partito tira fuori le palle e lotta con ogni mezzo contro le liste bloccate oppure come si fa a non votare Italia dei valori?

  7. Enzo Fiore

    Sbarramento o no (meglio no) francamente non mi interessa. La possibilità che l elettore scelga direttamente una o più persone per quello che sono e che valgono invece si mi importa e tanto!
    Le liste bloccate sono uno schifo!
    E i risultati di come il parlamento è oggi composto è sotto gli occhi di tutti…. Meglio tardi che mai o il partito tira fuori le palle e lotta con ogni mezzo contro le liste bloccate oppure come si fa a non votare Italia dei valori?

  8. Enzo Fiore

    Sbarramento o no (meglio no) francamente non mi interessa. La possibilità che l elettore scelga direttamente una o più persone per quello che sono e che valgono invece si mi importa e tanto!
    Le liste bloccate sono uno schifo!
    E i risultati di come il parlamento è oggi composto è sotto gli occhi di tutti…. Meglio tardi che mai o il partito tira fuori le palle e lotta con ogni mezzo contro le liste bloccate oppure come si fa a non votare Italia dei valori?

  9. Enzo Fiore

    Sbarramento o no (meglio no) francamente non mi interessa. La possibilit che l elettore scelga direttamente una o pi persone per quello che sono e che valgono invece si mi importa e tanto!Le liste bloccate sono uno schifo!E i risultati di come il parlamento oggi composto sotto gli occhi di tutti…. Meglio tardi che mai o il partito tira fuori le palle e lotta con ogni mezzo contro le liste bloccate oppure come si fa a non votare Italia dei valori?

  10. Se Veltroni sceglie di fare le primarie per il posto in lista alle Europee non fa altro che favorire i dirgenti del PD che possono contare su strutture di corrente gia’ attive e organizzate. E se lui stesso intervenisse nella gara sarebbe la certificazione della gestione a maggioranza del partito, ossia del ruolo centrale delle correnti.

    Mi sembrerebbe un suicidio, francamente. Non credo sarebbe una scelta sensata per Veltroni, al quale converrebbe di piu’ fare leva sul suo controllo su alcuni organismi centrali. Se fossi in lui sceglierei le liste bloccate, riempite dal buon Bettini.

  11. Antonio

    Buon articolo dai toni alti. Lo tengo nella lista dei bookmark per quando Veltroni palesera’ la sua strategia. Vedremo allora quante l’autore del post ne he beccate.

  12. Francesco Carnesecchi francesco c.

    Mi pare che quello che chiami “lo slittamento a sinistra del Pd” piaccia un po’ a tutti, quindi a parte l’amarezza delle due righe finali, davvero un bel pezzo.

  13. @Gianni: Scusa, ma anche fosse vero che le primarie favorirebbero le correnti (immagino quelle “nemiche” di Veltroni), quale vantaggio avrebbe Walter a sfruttare le liste bloccate per scegliere i soliti fedeli alla linea?

    L’ira del popolo delle primarie, e di quel poco che resta della sinistra sarebbe talmente violenta (qui sopra Enzo Fiore è il perfetto esempio di possibile votante “a dispetto” per Di Pietro…) da portare a sicura e totale sconfitta. magari eleggerebbe qualche parlamentare europeo gradito, ma perderebbe – e ci farebbe perdere – il partito.

    Le primarie sono, ovviamente ed evidentemente, anche e soprattutto un modo per mobilitare e quindi recuperare consenso e credibilità. Dire “noi ascoltiamo e facciamo decidere gli elettori, la destra se ne guarda bene, è un argomento troppo forte per non usarlo.

  14. Leo Perutz

    Con tutta onesta’ non si capisce se le cose che Costa scrive le sappia, le pensi, le immagini o semplicemente le debba scrivere per trovare un predellino libero tra i borsisti pagati a cottimo da Adornato.
    La battuta da fiction televisiva sul Tremonti farebbe pendere di piu’ verso l’ultima delle ipotesi.

  15. Leo Perutz

    Con tutta onesta’ non si capisce se le cose che Costa scrive le sappia, le pensi, le immagini o semplicemente le debba scrivere per trovare un predellino libero tra i borsisti pagati a cottimo da Adornato.
    La battuta da fiction televisiva sul Tremonti pensiero farebbe pendere di piu’ verso l’ultima delle ipotesi.

  16. Corrado, io credo che ci sia una sopravvalutazione sia dello srumento delle primarie sia delle dimensioni di questo “popolo delle primarie”.

    Penso che le primarie siano uno strumento (uno strumento, ripeto, non un principio) molto efficacie per selezionare candidati a cariche individuali (sindaco, presidente di regione..)e che, quando usate bene, possano generare un effetto di traino e di mobilitazione verso il candidato che ne esca vincitore. Il rischio, all’ opposto, e’ che usate male siano uno strumento di divisione e che alienino gli elettori dei candidati perdenti: e’ una autoillusione pensare che le primarie siano una operazione a costo politico zero.

    Penso invece che le primarie siano una stupidaggine autolesionista e demagogica quando si tratta di definire intere liste di candidati.

    Autolesionista perche’ vedere in ogni collegio sessanta candidati-candidati del PD che se le suonano di santa ragione per due mesi, per ascoltare poi i trenta che vincono spiegare imbarazzati le ragioni per le quali sono nella stessa lista assieme a coloro ai quali hanno tirato merda fino a ieri, sarebbe uno spettacolo che nemmeno tutti i soldi di Berlusconi avrebbero potuto pagare (oltre ad essere una pratica senza alcun precedente che io conosca in nessun partito del mondo). Le frontiere estreme del tafazzismo scientifico.

    Demagogica perche’ sottrate ai partiti la loro funzione essenziale e costitutiva (o una delle): quella di formare e selezionare la classe dirigente. Il criterio seguito dai pasdaran delle primarie (si scherza, eh, Daniele) e’ quello tutto grillesco di uccidere i partiti, e di stabilire una “presa” diretta tra i leader e il popolo. Demagogico, quindi, ed anche plebiscitario e populista. E’ inutile che facciamo le summer school a cortona se la classe dirigente la si sceglie poi in quel modo. Anzi, e’ inutile che facciamo un partito.

  17. c.

    a parte la patetica e inginocchiata difesa del comportamento di un segretario che nel momento piu difficile degli ultimi mesi se ne sta nei salotti di new york, a proposito di democrazia interna al pd, ecco lo stato dell’arte
    http://metilparaben.blogspot.com/2008/09/e-questo-sarebbe-un-partito-democratico.html

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