Pianificare la spesa scolastica. Seriamente.

di “Corrado Truffi”:http://corradoinblog.ilcannocchiale.it

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La pianificazione della spesa scolastica dovrebbe essere fondata, come quella delle pensioni, su proiezioni demografiche di medio e lungo periodo, cosa che non è mai stata fatta in Italia. Io ho frequentato le elementari in negozi adattati frettolosamente ad aula scolastica, e ho passato i 5 anni di liceo a fare scioperi e manifestazioni contro i doppi turni. I miei figli hanno frequentato scuole semivuote, mentre ora le stesse scuole si stanno riempiendo nuovamente di bambini che, in genere, parlano poco l’italiano. Pensare proprio ora, per pura politica di bilancio, di tagliare la spesa dell’istruzione elementare esattamente mentre la domanda di istruzione di base ricomincia a crescere rapidamente, significa semplicemente avviarsi a negare il diritto all’istruzione ai nostri nuovi concittadini.

Nel 1983 mi sono laureato con una tesi che si chiamava “Insegnanti senza studenti” e proponeva soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica in istruzione approfittando del calo demografico senza fare macelleria sociale. Proponevo, con non particolare fantasia ma credo con buon senso, di incrementare il tempo pieno, di investire molto sull’educazione degli adulti, di allungare l’obbligo scolastico. E, contemporaneamente, proponevo di razionalizzare, accorpare e aumentare un po’, oculatamente, il già allora troppo basso numero medio di alunni per classe.

Anche oggi sarebbe necessario impostare le politiche dell’istruzione sulla base di solide previsioni sulla domanda di istruzione, e in merito mi sembra sia facile fare almeno due ipotesi di massima: (1) la domanda di istruzione di base crescerà in modo naturale per via dei nuovi ingressi extracomunitari; (2) la domanda di istruzione superiore e universitaria, anche se non crescesse naturalmente, dovrebbe essere opportunamente incentivata dalle politiche governative, visto che a tutt’oggi il nostro numero di laureati è scandalosamente basso rispetto alla media dei paesi OCSE.

E invece la nostra brillante ministro Gelmini non perde l’occasione di dire che l’unico vero problema della scuola è che la spesa è fuori controllo e che quindi l’unica cosa da fare è ridurre e tagliare.

Ora, come nel 1983 della mia vecchia tesi di laurea, anche oggi resta vero che la scuola è uno dei tanti luoghi dell’inefficienza pubblica italiana. Ma c’è modo e modo di riportare efficienza in una organizzazione, e sarebbe bene che il PD sapesse farsi sentire con un po’ più di grinta e non solo con il silenzio totale del ministro ombra (mi è sfuggita forse qualche luminosa dichiarazione?) o con estemporanei articoli come quello di Claudia Mancina sul Riformista che, grazie anche a un titolo inutilmente provocatorio, è stato prevedibilmente “usato”:http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32257010 dai propagandisti berlusconiani in chiave pro-Gelmini.

Si dovrebbero ricordare almeno queste piccole cose:

  • La scuola elementare è la migliore dei nostri comparti scolastici, come attestano anche le famose indagini PISA (il crollo avviene dopo), e stranamente è sulla scuola elementare che la Gelmini si accanisce, almeno per ora.
  • Se si vuole risparmiare, si torni alla riforma Berlinguer disgraziatamente affossata a suo tempo, che prevedeva l’accorciamento di un anno del corso di studi, allineando l’età dell’ingresso all’università agli altri paesi. Senza tagliare il numero di ore, la serietà e completezza degli studi, e possibilmente riunificando il ciclo dell’obbligo e finalmente ristrutturando la malfunzionante scuola media, si otterrebbe una riduzione di costi senza riduzione della qualità.
  • la storia del 97% di spesa per stipendi è l’ennesimo caso di uso distorto ed opinabile dell’informazione statistica, cui colpevolmente nessuno ha risposto nel merito. Ovvio che quasi tutto il bilancio del Ministero vada al personale, visto che gli edifici scolastici, inclusi arredi e manutenzione corrente, sono nei bilanci delle province e dei comuni! Non so quale sarebbe la quota delle spese di personale in un bilancio consolidato di tutte le spese scolastiche, certamente ancora troppo alta e probabilmente comunque maggiore di quella di altri paesi, ma certo non è il mitico 97%…

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

9 Commenti

  1. Antonio

    buon articolo. Tuttavia credo manchi il nocciolo del problema scuola in Italia. Nell’Italia odierna, la scuola viene identificata come un enorme parcheggio educativo, i maestri/professori surrogati spesso a tutti i livelli di genitori poco presenti nell’educazione ma belve non appena il pargolo torna a casa triste per degli insuccessi scolastici. Della qualita’ del sapere trasmesso importa poco.

    Corrado mette bene in evidenza che uno degli obiettivi primari della scuola e’ proprio la qualita’ della formazione scolastica, non solo l’educazione impartita ai pargoli fin dalla tenera eta’. Tuttavia a sinistra si continua a mancare il fatto che alla scuola intesa come luogo ove formarsi una cultura, che in ultima istanza dovrebbe tradursi in un lavoro migliore e migliore la propria posizione sociale, l’Italia di oggi non crede.

    Spiace dirlo, ma se l’anello scuolalavoro seguita a mancare, tutte le riforme Berlinguer passate, presenti e future saranno destinate a perdersi inascoltate.

  2. Sergio

    Concordo. Finalmente una esposizione di cose concrete che si possono/devono fare, a partire da infrastrutture scolastiche che garantiscano salute e sicurezza degli allievi,dei docenti e altro personale addetto (anche per loro Sicurezza sul Lavoro)ed efficienza/efficacia degli studi.
    In Italia abbiamo benchmark di altissimo livello, come gli asili di Reggio E.,l’esperienza della Montessori, e possiamo trovarne anche per le scuole superiori e le università. Si tratta appunto di proporre “cose concrete”. E’ scandaloso il silenzio e/o l’adeguamento allo spot-sequel PDL dei ministriombra del PD.

  3. Una precisazione che nula toglie al resto dell’articolo: l’indagine sugli studenti delle elementari si chiama PIRLS e non PISA.

    Nel merito delle critiche alla Mancina. Tu dici che “Ora, come nel 1983 della mia vecchia tesi di laurea, anche oggi resta vero che la scuola è uno dei tanti luoghi dell’inefficienza pubblica italiana”.

    è esattamente la tesi della Mancina che tu invece critichi (e non ne capisco il motivo).
    Se il problema è che lei ha detto che su quel piano bisogna sfidare la ministra non mi sembra un buon motivo.

    Lei tra l’altro fa alcune proposte concrete, discutiamo di quelle:
    1) introdurre una reale differenziazione di ruoli e di stipendi tra gli insegnanti e (2) formarli all`uso attivo e creativo delle tecnologie nella didattica
    3) formare i presidi alla direzione aziendale;
    4) accorciare il ciclo di studi di un anno (lo dici anche tu)
    5) bisogna abolire l`esame di maturità e sostituirlo con prove scritte corrette da agenzie esterne;
    6) dare alle scuole reale autonomia e quindi la libertà di assumere i docenti sulla base di liste di idonei
    7) i genitori sono chiamati a condividere la responsabilità educativa ma non devono intromettersi nella responsabilità professionale dei docenti

    Non mi sembrano proposte così negative…

    Purtroppo abbiamo messo a fare il ministro ombra una che di scuola ne capisce meno della Mancina o della Bastico o di Ranieri solo perchè bisognava dare quel posto in quota Fioroni. Ne paghiamo ora le conseguenze.

  4. Una precisazione che nula toglie al resto dell’articolo (sul quale -attacco ingiustificato alla Mancina a parte- sostanzialmente concordo): l’indagine sugli studenti delle elementari si chiama PIRLS e non PISA.

    Nel merito delle critiche alla Mancina. Tu dici che “Ora, come nel 1983 della mia vecchia tesi di laurea, anche oggi resta vero che la scuola è uno dei tanti luoghi dell’inefficienza pubblica italiana”.

    è esattamente la tesi della Mancina che tu invece critichi (e non ne capisco il motivo).
    Se il problema è che lei ha detto che su quel piano bisogna sfidare la ministra non mi sembra un buon motivo.

    Lei tra l’altro fa alcune proposte concrete, discutiamo di quelle:
    1) introdurre una reale differenziazione di ruoli e di stipendi tra gli insegnanti e (2) formarli all`uso attivo e creativo delle tecnologie nella didattica
    3) formare i presidi alla direzione aziendale;
    4) accorciare il ciclo di studi di un anno (lo dici anche tu)
    5) bisogna abolire l`esame di maturità e sostituirlo con prove scritte corrette da agenzie esterne;
    6) dare alle scuole reale autonomia e quindi la libertà di assumere i docenti sulla base di liste di idonei
    7) i genitori sono chiamati a condividere la responsabilità educativa ma non devono intromettersi nella responsabilità professionale dei docenti

    Non mi sembrano proposte così negative…

    Purtroppo abbiamo messo a fare il ministro ombra una che di scuola ne capisce meno della Mancina o della Bastico o di Ranieri solo perchè bisognava dare quel posto in quota Fioroni. Ne paghiamo ora le conseguenze.

  5. Innanzitutto grazie dei commenti benevoli. Per quanto riguarda il mio giudizio dell’articolo di Claudia Mancina, la critica è rivolta prima di tutto al titolo (sicuramente redazionale, ma comunque importante) “Caro PD la Gelmini ha ragione”, e poi soprattutto all’assunto, secondo cui il piano della Gelmini sarebbe ispirato a “principi quali il merito, la responsabilità, l`autonomia e la valutazione”. Mi sembra concedere troppo. L’ispirazione della Gelmini è infatti puramente declamata. La sostanza non è merito e responsabilità, ma semplicemente taglio ragionieristico, per di più concentrato proprio dove la scuola funziona meglio. Il resto sono chiacchiere.
    E quindi, perché concedere tutta questa serietà ad un avversario che non la dimostra affatto? Abbiamo un avversario che non concede mai nulla, fa propaganda binaria (ne ho scritto sul mio blog) bene contro male, e noi ci ostiniamo con i distinguo, tanto da ispirare al titolista l’infelice titolo sopra citato.

    Ciò detto, è chiaro che nell’articolo ci sono molte cose giuste, e che il centrosinistra ha la colpa storica di non aver approfittato del suo pur debole governo per fare lui la riforma della scuola. Ho grande rimpianto per la riforma di Luigi Berlinguer, e grande riprovazione per l’assurda rivolta dei docenti di allora – ma, ricordate bene, era la Gilda, più della CGIL, come ora è l’ANPAC, più della CGIL, ma stranamente tutti allora come oggi danno la colpa alla CGIL….

    Sul merito dei punti che tu citi, mi sembrano effettivamente tutti abbastanza condivisibili. Tuttavia, l’ultimo è un po’ troppo vago (il ruolo dei genitori), e il sesto, sull’assunzione diretta dei docenti da parte delle scuole, mi suscita molte perplessità non per il principio (in linea teorica, tra l’altro, sarebbe un buon modo per farla finita con la totale mancanza di continuità didattica delle nostre scuole), ma per l’applicazione pratica in un contesto nel quale convivono situazioni pregresse intricatissime (precari, liste di idoneità, Sis o come diavolo si chiamano…). Ecco, se l’assunzione diretta potesse accompagnarsi ad una ridefinizione di tutto il gran pasticcio del precariato, dei vari concorsi ecc., allora potrebbe essere una buona cosa. Ma solo se.

  6. 1) Come sai concordo sulla parte importante: il pd ha perso l’occasione storica di cambiare la scuola. Aggiungo che anche oggi sta perdendo un’occasione storica: quella di approfittare della propaganda dell’avversario per portare avanti le proprie idee. Sarà che ho fatto judo da piccolo ma questa idea dello sfruttare la forza dell’avversario per batterlo, mi affascina molto.

    Questo fa Claudia nel suo articolo (e anche io nel mio piccolo nel pezzo pubblicato su questo stesso sito): va a vedere il bluff.

    2) I tempi di berlinguer li conosco bene e ti assicuro che le colpe maggiori le ha la cgil. Non per le barricate sotto il palazzo di viale trastevere ma per ciò che è venuto prima e ciò che è venuto dopo il famigerato concorsone.
    Prima: Panini (curioso: lui è ancora lì, Luigi fa il libero pensatore) è quello che ha dato a Berlinguer e il suo staff il via libera al concorsone, convinto che avrebbe convinto i suoi. Poi si è voltato e ha visto che non gli andava dietro nessuno: colpa grave per un sindacalista, non trovate?
    Dopo (più grave) ha accettato che i soldi messi via dal contratto per premiare i meritevoli venissero redistribuiti da De Mauro a tutti indiscriminatamente. A parte i dubbi di legittimità di un’operazione del genere, è il giudizio politico che in questa sede mi interessa. Ed è pessimo.

  7. Dimenticavo, per quanto riguarda la chiamata diretta rimando a quanto ho scritto qui

    http://marcocampione.wordpress.com/2008/05/25/il-merito-nel-merito-chiamata-valutazione/

  8. lucia

    sono un’insegnante di matematica e faccio parte di ANIMAT (http://www.animatinrete.it/). sto seguendo da un po’ di tempo i vostri posts e relativi commenti sulla scuola, sperando di trovar una voce amica, un po’ di conforto, qualcuno che dica che la scuola è IL problema.
    ma mi si stanno aggrovigliando leggermente le budella…
    ma come? la ministra sta facendo scempio della scuola italiana e voi dite che sì, insomma, forse, pensandoci bene, quasi quasi ha anche ragione?
    il duo Tremontelmini impone tagli da lacrime e sangue, spacciandoli per grandi innovazioni didattiche, a tutti viene la lacrimuccia pensando al proprio vecchio maestro (unico) e nessuno pensa che la scuola di oggi non può più funzionare con un solo maestro tuttologo?
    il duo continua a sbandierare il fatto che il 97% della spesa del MI (è sparito di nuovo il “pubblica”, avete fatto caso?) se ne va per stipendi, e tutti a dire: accidenti, quanto ci costano questi insegnanti! a nessuno viene in mente che questo significa invece che nella scuola non si spende per niente altro che per stipendi, non si fanno investimenti per edilizia, attrezzature, materiali e supporti didattici, aggiornamento…
    a nessuno viene in mente di dire (di urlare) che la scuola NON è un’azienda e che è ora di smetterla di trattarla come se lo fosse? come fate a dare ascolto a chi parla di “formare i presidi alla direzione aziendale”???
    “le Sis o come diavolo si chiamano…”??? spero fosse una battuta, perché chi parla di scuola (fosse anche solo di pianificazione della spesa) dovrebbe sapere che SSIS (e non SISS!) sta per Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario e che pur con tutti i dubbi e i distinguo, è l’unica scuola che abilita all’insegnamento. anzi, abilitava, perché ora è defunta, per decreto e dalla sera alla mattina.
    “abolire l`esame di maturità e sostituirlo con prove scritte corrette da agenzie esterne”??? ma stiamo scherzando? chi viene? gli psicologi del lavoro che devono scegliere chi assumere nelle aziende? la cultura secondo voi si valuta con le prove a crocette?
    non è confortante sentire cose del genere… da voi, per giunta. ma davvero pensate che siamo tutti dei poveri fannulloni? davvero pensate che si risolverebbe la questione se i presidi ci assumessero per chiamata diretta? e davvero pensate che noi insegnanti rifuggiamo da ogni idea di valutazione del nostro lavoro? e perché invece di parlare di premiare i meritevoli non pensiamo a licenziare gli incapaci? chi di voi insegna o ha insegnato? perché non vedo, francamente, molte idee chiare sulla scuola, non sento nessuno che soffra per questi problemi sulla sua pelle, come è per noi… e sento parlare tanto dei poveri licenziati dell’Alitalia, ma per i nostri tagli di 140 mila e passa persone, fra ATA e docenti, nessuno alza un dito…
    in Animat discutiamo molto della nostra professione, non solo di matematica, e abbiamo chiesto alla ministra di essere ascoltati, perché un paio di ideuzze ci sono anche venute in mente, ma nessuno ci ha chiamati. secondo voi perché? perché quando c’è da parlare di scuola non si ascoltano mai gli insegnanti, ma solo sindacalisti, avvocati, imprenditori, giornalisti, opinionisti o, quando va bene, docenti universitari?
    domani si vota in aula il decreto 137. che fara il piddì?
    bacio

  9. lucia

    scusate, mi è scappato l’accento sulla a di farà…
    vedo che non compaiono informazioni su chi scrive, ma sono abituata a prendermi la responsabilità di quel che scrivo. potete trovarmi qui: http://www.animatinrete.it/forum_forum.asp?forum=1&section=59&post=16
    bacio

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