Le primarie dei Giovani Democratici possono essere un’occasione cruciale per affermare la certezza delle regole e la democraticità di tale procedimento elettorale. Il primo risultato è stato raggiunto,attraverso una battaglia che ha utilizzato come strumenti lettere aperte, blog e presidi: la pubblicazione del regolamento. Può sembrare un passaggio banale, ma che in Italia, dove sono in molti a denunciare l’assenza di uno stato di diritto, costituisce un atto decisivo, anche per rendere le primarie realmente “aperte”. Di fatti, come permettere l’accesso a diversi contendenti, anche ai cosiddetti “outsider”, se non con regole certe e condizioni uguali per tutti? E come permettere tale risultato, se non con la pubblicità e la diffusione della possibilità stessa di poter partecipare?
Ci si ispira spesso al modello americano quando si parla di una democrazia contendibile, di competizione fra i candidati. Ebbene, la Carta che regola le primarie del Partito Democratico americano si rivolge a tutti coloro che siano “in fede” democratici. E perché, in Italia, le primarie per i Giovani Dem dovrebbero rivolgersi soltanto a una generazione che “non ha mai votato sulla scheda nulla di diverso dall’Ulivo prima e dal Pd finalmente oggi, o che non sia ancora mai andata a votare, che non è mai stata iscritta ad un partito della prima Repubblica” come recita il Manifesto Fondativo dei Giovani Democratici? Tale documento deve essere firmato da tutti coloro che vogliano candidarsi alla Segretaria. Ed è questa la nuova battaglia per la democraticità delle primarie: eliminare tale “clausola di coscienza” per permettere alla giovanile democratica di aprirsi realmente alle diverse associazioni e realtà “in fede democratica” sparse sul territorio. Perché le primarie possano essere veramente “aperte”, a beneficio di tutti.
Giulia Innocenzi
Coordinatrice Studenti Luca Coscioni, iscritta a Radicali Italiani
Candidata alle primarie per la Segreteria dei Giovani Democratici
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Mi sfugge un passaggio, spero che Giulia o chi si occupa di fare spamming in suo favore abbia la bonta’ di rispondermi.
L’autrice del post Grazie trova altresi’ improprio che le primarie per i Giovani Dem si rivolgano solo a chi: “non ha mai votato sulla scheda nulla di diverso dall’Ulivo prima e dal Pd finalmente oggi, o che non sia ancora mai andata a votare, che non è mai stata iscritta ad un partito della prima Repubblica.”
Considerato che il voto e’ segreto, non si capisce come si possa provare un voto diverso da Ulivo o PD, e quindi impedire la partecipazione alle primarie di chi volesse concorrere. Dalla prima repubblica poi, come recita il seguito, sono passati 16 anni. Chiunque fosse iscritto allora ad un partito oggi e’ un over30, motivo che di per se’ sufficiente per non iscriversi ad un movimento giovanile.
Grazie a chi sapra’ fugare i miei dubbi.
Ti rispondo subito, visto che mi è stata segnalata la pubblicazione dell’articolo.
Il Partito Radicale è il partito più vecchio dello spettro politico. Oserei dire, l’unico che ha resistito ai vari scandali e trasformazioni. Ebbene, io sono iscritta a Radicali Italiani.
Oltre alla clausola del voto, è una grave pecca essere iscritta a un “partito della prima repubblica”?
La pubblicazione del regolamento per le primarie può sembrare una cosa banale?
A chi? No ragazzi miei: la pubblicazione del regolamento è la base stessa del gioco democratico! Se non so in anticipo le regole del gioco, se tutti non le sanno in anticipo, già so come finisce.
Auguri per la tua candidatura
“radicali italiani” è un partito nato nel 2001, o sbaglio? il vecchio partito radicale era un partito storico, ma sul finire degli ’80s è diventato un partito transnazionale. i radicali italiani sono a mio avviso un partito molto diverso da quello storico.
in ogni caso la richiesta di non aver mai votato diverso da PD o ulivi è una cosa a mio avviso poco chiara. il movimento giovanile del PD (tra l’altro esso stesso molto prima repubblica: http://www.imille.org/2008/09/figlio_di_piddi.html#more) allora si rivolge solo ai ‘fedelissimi’? e se fossi un deluso chessò della svolta di azione giovani e volessi iscrivermi ai giovani democratici (dico per dire, eh…).
Giulia, grazie della risposta. Tuttavia, invece della propaganda pro-partito radicale avrei preferito che chiarissi i dubbi da me esposti, anziche’ ridurti a una domandina finale di cui non capisco il senso.
Sarebbe poi bello vederti sostenere con lo stesso ardore le primarie all’interno del Partito Radicale che, in quanto a mancanza di liberta’ interna rivaleggia con Italia dei Valori.
Una bella proposta, Giulia.
Giulia, io sostengo la tua candidatura alle primarie per l’ elezione del segretairo dei radicali italiani. A proposito, quando si tengono?
Sebbene non piu’ giovane sono ancora un idealista e portato pertanto a diffidare di chi entra in un partito mediante “uno stage convenzionato con una universita’” piuttosto che attraverso la porta scrostata di una sezione di quartiere ma occorre con onesta’ riconoscere che le ragioni di Giulia sono concrete e si radicano negli statuti stessi del partito, prima ancora che nei regolamenti.
Non si puo’ predicare l’apertura del partito solo per riferirla ai soli nani e ballerini del proprio condominio, cosi’ come non ci si puo’ ricordare di una identita’ solo per autorizzare moralmente delle conventio ad excludendum in sede di candidatura.
La identita’ storica di una somma di partiti e’ stata dilapidata e gettata alle ortiche attraverso una serie ininterrotta di iniziative politiche, mediante spericolate revisioni critiche e nella pratica stessa della democrazia interna che premia l’intrallazzone faccendiere a scapito del primario candidato.
Questa “dichiarazione di coscienza” che Giulia denuncia suona effettivamente come maldestra ed ipocrita.
Se tale dichiarazione la si pretende da un candidato alla Segreteria giovanile, cosa si dovrebbe allora esigere, in termini politici, da certi “commensali” cooptati dal Segretario adulto nel C.C.?
Le stigmate a forma di quercia o di scudo crociato?
Insomma, Leo, se capisco bene, dato che il nostro e’ un partito senza identita’ l’ unica cosa da fare e’ farci entrare cani e porci. Anzi, farli diventare coordinatori.
Interessante.
E giusto per chiarire, dal Charter dei democratici americani:
“allow participation [to the National Convention] in good faith by all voters who are Democrats and, to the extent
determined by a State Party to be in the interests of the Democratic Party in that State, by voters who are
not registered or affiliated with any party”
Insomma i democratici ammettono che possa partecipare alla convention chi appartiene al partito, chi si “sente” democratico, e chi non e’ registrato con nessun altro partito. Riassumo:
-Nessun altro partito.
-Partecipare alla convention, non farsi eleggere.
-Solo se il partito dello stato di provenienza e’ d’accordo.
-Nell’ interesse del partito.
Insomma, la portaborse di Pannella ci prende in giro.
E come ci facciamo prendere per in giro noi, non ci riesce nessuno.
Gianni, “cani e porci”, un poco di contegno plis.
‘Nu galantuomo come te, ha un certo stile da difendere. No?
Comunque Forza Giulia (e Forza Roma!)
Posso essere terra terra?
1) Non pubblicare il regolamento delle primarie è una PORCATA.
E’ chiaro che per poter giocare devo sapere le regole
2) far partecipare gli iscritti ad un altro partito alle primarie è una SCEMPIAGGINE (evito le parolacce). Non sono certo che uno debba avere per forza la tessera del PD, ma come minimo non deve avere la tessera di un altro partito. Se ce l’ha e vuole comunque partecipare come minimo vi dovrebbe rinunciare.
Posso essere terra terra?
1) Non pubblicare il regolamento delle primarie è una PORCATA.
E’ chiaro che per poter giocare devo sapere le regole
2) far partecipare gli iscritti ad un altro partito alle primarie è una SCEMPIAGGINE (evito le parolacce). Non sono certo che uno debba avere per forza la tessera del PD, ma come minimo non deve avere la tessera di un altro partito. Se ce l’ha e vuole comunque partecipare come minimo vi dovrebbe rinunciare.
Posso essere terra terra?
1) Non pubblicare il regolamento delle primarie è una PORCATA.
E’ chiaro che per poter giocare devo sapere le regole
2) far partecipare gli iscritti ad un altro partito alle primarie è una SCEMPIAGGINE (evito le parolacce). Non sono certo che uno debba avere per forza la tessera del PD, ma come minimo non deve avere la tessera di un altro partito. Se ce l’ha e vuole comunque partecipare come minimo vi dovrebbe rinunciare.
1) Il regolamento delle primarie e’ in linea da almeno una settimana, eil termine per le primarie e’ stato prorogato di conseguenza. E comunque ilr egolamento esiste da prima, una telefonata in direzione si potrebbe anche fare prima di disperarsi. Vabbe’ la pappa pronta, ma insomma …
2) Fare partecipare gli iscritti ad un altro partito e’ una scempiaggine, e mi pare in contrasto con lo statuto del PD (in linea da almeno sei mesi, per chi si fosse perso anche questo). Candidare iscritti ad un altro partito e’ peggio, ma serve per il curriculum dei candidati. Che e’ poi tutto quello che conta, no?
Gianni, io volevo candiarmi ma
1) ho provato a chiamare in direzione e suona a vuoto, tutto il giorno e da settimane. Le rare volte non suonava a vuoto ho ricevuto le piu’ classiche risposte da call-center (“devo chiedere al mio superiore, ma ora e’ in riunione”, “sono qui in sostituzione momentanea”, “il collega che se occupa e’ via”, etc). Vabbe’ che la politica e’ volontariato per definizione, ma un po’ di professionalita’ non guasterebbe, insomma.
2) Concordo. Tutta questa storia mi pare la fotocopia della candidatura provocativa di Pannella a segretario del PD nelle primarie del 14 ottobre, senza sciogliere il partito e con Di Pietro in coda.
Gianni,
far entrare cani e porci (con tutto il rispetto per Giulia Innocenzi) non e’ l’unica cosa da fare ma e’ semplicemente la conseguenza del profilo che si e’ scelto di adottare con la rinuncia alla identita’ propria nel nome di un ecumenismo pacioso e buonista pensato piu’ in funzione elettorale e demagogica che ideologica.
Nel PD contemporaneo le identita’ (numerosissime) affiorano qua e la a chiazza d’olio in un oceano indefinito e onnicomprensivo. Spesso si tratta di intraprendenti e navigati politici nazionali rimasti aggrappati alle loro boe di consenso e di apparato, a volte si tratta di oscure sacche di potere locale, in altri casi sono semplici tendenze sociologiche, quando va bene si parla di orientamenti culturali, sessuali, persino religiosi, piu’ raramente sono isolati casi virtuosi che attingono ad una tradizione, ad una storia personale di impegno e di compromissione ( mi riferisco a gente tosta alla Marta Meo, ad esempio).
In nome di quale coerenza si tiene lontano Giulia Innocenzi dalla competizione e si “regala” un seggio sicuro in Parlamento al Sig. Calearo Massimo?
La militanza politica certificata di Giulia, in un partito che a livello ufficiale e’ un alleato parlamentare, viene giudicata inopportuna mentre l’affinita’ ideologica regressa del Calearo ad un partito di governo che storicamente si colloca su posizioni antitetiche al PD, diventa un titolo. Questo e’ un comportamente farisaico.
Si adottino davvero le primarie come strumento di selezione dei giovani segretari. Si lasci scegliere veramente alla base giovanile chi rappresenti anima, spirito e futuro del PD. Se Giulia riscuotera’ successo la si accetti non solo come segretaria ma anche come “ennesima” componente di una aggregazione che stenta ancora a trovare i suoi confini. Le si oppongano, democraticamente, candidati piu’ rappresentativi se si crede che lei non lo sia.
Se alla Binetti & Associati danno prurito i preservativi sbandierati in pubblico dalla Innocenzi, prenda anche lei qualche bella ciellina convertita al PD, con il vizio della castita’, e la butti nelle primarie. Vediamo chi vince.
Totalmente d’accordo con quanto dice Leo Perutz:
-”La militanza politica certificata di Giulia, in un partito che a livello ufficiale e’ un alleato parlamentare, viene giudicata inopportuna mentre l’affinità’ ideologica regressa del Calearo ad un partito di governo che storicamente si colloca su posizioni antitetiche al PD, diventa un titolo. Questo e’ un comportamento farisaico”
-A questo, ed in parallelo con il parallelo Giulia Innocenti/Calearo aggiungo che non ho mai capito una certa miopia del centro-sinistra italiano, ricordo che a pochi mesi delle elezioni del 2006 i capi non si fecero scrupoli ad accettare nella banda il buon Mastella, mentre a Radicali e Socialisti gli facevano le pulci. Domanda: chi di questi due ha determinato la caduta del governo Prodi? Chi ha tradito?
-I radicali non sono nati nel 2001, ma molto prima, solo che il loro nome é andato cambiando non diversamente di come é avvenuto nel corso degli anni con il PCI e la DC.
-Io penso che eccetto Leo Perutz, in questa discussione, si é perso di vista il “quid” della questione. L’intervento di Giulia voleva essere la testimonianza di quanto avvenuto nel corso di queste primarie. Senza il suo apporto, le primarie di sarebbero trasformate in una cerimonia di pochi eletti, sorta di plebiscito delle relative cooptazioni. Questo é il punto. Quale che sia, l’orientamento di Giulia, socialista, radicale, laica, europeista, che sia, l’importanza del suo blitz sta proprio nell’aver restituito al dibattito pubblico qualcosa che si voleva far passare in silenzio,per ratificare appunto le cooptazioni dei mandarini di partito.QUESTO E’ IL PUNTO.
Certo, é vero, Gianni ha ragione, hanno pubblicato il regolamento, ma i paravento lo hanno fatto solo dopo le dimostrazioni della Innocenzi e del suo siti-in, a cui erano perlaltro erano presenti vari elementi del PD, Raciti incluso, a testimonianza del fatto che quanto avvenuto va ben al di là di un colorito happening radicale.
-Infine, e fermo restando che il punto della questione era un altro, i Radicali dovranno prendere una decisione circa il loro scioglimento. Decisione che sarà molto meno complessa che quello degli ex-partiti di massa DS(ex-PCI) e Margherita (ex-DC di “sinistra”). Sta di fatto che é bene ricordare che vari senatori e deputati di estrazione radicale stanno in parlamento in quanto PD e non mi pare non facciano molti problemi, in ogni caso molti meno di quanti ne avrebbe fatti un Mastella. Mai schifato prima el suo tradimento, perché tradimento fu (per altro pre-annunciato, basta ricordarsi quanto andava dicendo alla vigilia delle elezioni del 2006).
-Io non so quale sia la situazione di Giulia, se sia formalmente “iscritta” al Partito Radicale, in cui peraltro la nozione di iscrizione ha sempre avuto un significato assai relativo rispetto agli altri partiti, sta di fatto che non vedo il problema dell’aderire aldilà del tifare Roma o Inter (sigh!), del far parte di tale associazione di volontariato od ecumenica.La cosa davvero importante sarebbe il condividere i valori fondamentali del partito. Sono i valori che fanno la differenza e non solo le carte ed i bolli.
Giusto, Leo Perutz e Filippo. Lasciamo che alle giovanili del PD si possa pure candidare chiunque, foss’anche Berlusconi. Si definisce giovane e ha tutti i capelli in testa. Se il PD non concorda, gli opponga un Raciti o un Letta (giovane) o magari D’Alema o Veltroni. Poi vediamo chi vince.
Segnalo solo che queste sono primarie e non elezioni nazionali, e le esclusioni per appartenenze ad altri partiti sono legittime.
Legittimo anche la Innocenzi provi a rimpinguire il suo CV, usando la stessa tattica provocatoria di Pannella, candidato – escluso – alle primarie del PD del 14 ottobre. Solo qui si dovrebbe avere l’accortezza di non cadere sempre dal pero.
Non credo proprio che Giulia Innocenti sia una qualsiasi (vedi post precedente). Leo Perutz ha fatto un esempio assai chiaro oltretutto (parallelo con Calearo), io ho ricordato i brillanti precedenti della nostra coalizione (Mastella grande alleato a porte aperte, Socialisti e Radicali a cui si facevano le pulci). Per il resto già mi sono espresso sul vero senso di questo sua testimonianza.
Io non ho il minimo problema con un partito nel quale convivano identita’ diverse. Anzi, il PD lo abbiamo fatto apposta per questo: unire identita’ diverse che si fondano in una sintesi e un progetto per il paese.
Ho problemi invece con chi a questa sintesi non vuole partecipare, o vuole partecipare solo per la parte che conviene, conservando non solo la propria identita’ (che e’ legittimo, anzi, secondo me auspicabile) ma anche la propria struttura ed affiliazione. In fondo non chiedo di fare niente di diverso di quello che fanno i Democratici americani (quello che fanno per davvero, non la mistificazione messa in piedi dall’ ufficio stampa di Pannella in questo patetico comunicato).
Per il resto, penso non si potrebbe scrivere niente di meglio di quello che ha scritto Antonio: stiamo dando spazio e pensiero alla solita, penosa provocazione radicale, in cui Giulia Innocenzi replica nel partito dei piccoli quello che ha visto fare ai grandi, senza nemmeno contribuire con uno scarto di fantasia e di freschezza, e risultando quindi persino piu’ barbogia, scontata e vecchia del non piu’ giovanissimo Pannella, suo capufficio a Bruxelles.