L’esperienza della Scuola di formazione politica del PD di Cortona.

di Oleg Curci

teaching.jpgA posteriori lo posso francamente confessare : ero scettico e diffidente, avevo il timore che la balbuzie politica di cui il partito sembrava affetto, si riflettesse dannosamente nei programmi e nelle intenzioni della scuola politica; ma ho reistito alle cassandre pessimiste che aleggiavano nei miei pensieri ed ho investito denaro e giorni di ferie per partecipare, troppo forte era la curiosità e soprattutto troppo forte era la voglia di condivisione con gli altri per poter resistere.

Oggi sono estremamente soddisfatto di poter gridare forte :”io c’ero”, ma non per una semplice manifestazione di presenza ad un evento, ma per la grande opportunità che ho avuto di ascoltare e condividere momenti politici e civili assolutamente indimenticabili.

Il primo motivo d’entusiasmo ci è stato fornito con il discorso di Franceschini che ha gettato le basi per gli orizzonti futuri e ci ha fatto capire immediatamente che il nostro giudizio iniziale era francamente sbagliato; immediatamente dopo siamo rimasti folgorati dalla freschezza e dalla lucidità intellettuale di un ragazzino di ottantasei anni come Edgard Morin che ci ha dipinto un presente ed un immediato futuro a tinte fosche ma ci ha dato anche motivi d’entusiasmo e di spinta per cambiare le cose; il suo intervento è stato straordinario, forse amplificato dalla magica atmosfera dell’anfiteatro nella sera, è echeggiato nelle nostre teste piantando ben saldi gli obiettivi che dobbiamo avere non solo per cambiare la situazione politica ma per salvare il genere umano. Raramente ho ascoltato parole così “pesanti” e vere in modo così chiaro ed esemplificativo. Fitossy ci ha trasmesso grande entusiasmo definendo la democrazia tipicamente di sinistra definendo avvilente la democrazia “un euro ,un voto” mettendoci in guardia dalla progressione delle ineguaglianze che mettono in pericolo la democrazia stessa.

Giuliano Amato ci ha esortato a trovare nel Noi la forza della coesione democratica che può e deve contrapporsi all’egoismo distruttivo e deostruente dell’IO della destra.

Grandi interventi, grandi oratori di portata internazionale con competenze di dimensioni estreme che hanno alimentato dentro i cuori e le menti dei partecipanti la fiamma della democrazia e della partecipazione alla crescita del futuro.

In seguito le giornate sono state un grande tourbillon di seminari ed interventi che ,pur affrontando tematiche diverse riguardanti la società dal punto di vista politico, economico, sociale con interazioni fra il mondo globale e la piccola realtà, hanno avuto un filo conduttore comune che le ha attraversate : il confronto. Tutti i relatori intervenuti hanno sottolineato come fosse entusiasmante il confronto vivace e competente con i discenti, parte attiva e partecipata della lezione stessa.

Questi ragazzi (a cui mi accomuno pur essendo prossimo ai quaranta come molti altri partecipanti) hanno da subito palesato quale fosse la spinta che li aveva portati ad essere presenti ed attivi, hanno subito dimostrato una grande preparazione e competenza nell’ambito dei seminari e nel dibattito con i relatori, hanno dimostrato che non c’è bisogno di formazione politica sotto forma di dottrina unica ed imprescindibile ma di idee che camminano con la competenza ed il confronto; non occorre formazione intesa nell’accezione tipica del termine occorre il confronto occorre una dirigenza in grado di ascoltare e recepire, occorre un partito che non renda vane e frustranti le idee di questi ragazzi, occorre la voglia di capire che (forse senza nessuno che lo abbia loro trasmesso) questi giovani vogliono fare politica nel senso più vero e nobile del termine, non intesa come strumento per utilizzare e fabbricare privilegi, ma solo esclusivamente per l’interesse del bene collettivo, occorre capire che hanno la forza e l’entusiasmo, oltre ad una grande preparazione e competenza, per cambiare davvero la vita del paese ma occorre una dirigenza che abbia il coraggio e la lungimiranza per comprendere che questa scommessa va fatta perché abbiamo fra le mani carte vincenti

Vogliono partecipare, vogliono porte aperte e decisioni chiare, fanno parte del popolo delle primarie perché è uno strumento in cui credono ed in cui si riconoscono, vogliono essere parte integrante del processo decisionale e di elaborazione politica.

Dopo questi quattro giorni mi sento meno solo, sento che, contrariamente a quanto qualcuno va predicando su ogni tipo di mass media, il partito c’è ed è un partito vivo ed in movimento continuo, il partito è unito da questo collante formidabile dato dall’entusiasmo di questi giovani e di quelli meno giovani ma entusiasti comunque, il partito vuole essere Noi (parafrasando il grande intervento di Giuliano Amato ripreso da Veltroni) perché in larghe zone della base è già Noi ed ha difficoltà a comprendere le divisioni dei piani superiori; il partito è presente sul territorio e sul territorio esprime opinioni e posizioni politiche chiare e non confuse o fluide (come altri dichiarano) , il partito è attivo, nonostante al suo interno ci siano dirigenti ed eletti che non lo considerano tale pur non vivendolo e non partecipando alla vita del partito stesso, il partito vuole regole chiare e condivise da tutti e per tutti, non vuole deroghe o concessioni di alcun tipo, predichiamo l’uguaglianza perché vogliamo l’uguaglianza.

Ora siamo tutti un po’ più consapevoli e decisi a proseguire, il nostro impegno e la nostra forza devono essere motore per il partito e per i destini del paese; ieri mattina, e ciò è stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione per noi tutti, a Sinalunga abbiamo riscoperto anche un grande Segretario; il suo discorso, duro e spietato per certi aspetti ma estremamente chiaro e commovente per altri, ha riportato il senso del confronto politico nella direzione giusta, ha riaffermato chiaramente l’identità del partito nei suoi valori e nelle sue idee, ha riaffermato chiaramente le nostre posizioni storiche ed ha ribadito ,se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il partito c’è.

Ci siamo, a chi vede un futuro nebuloso e privo di speranza dico no, non è così, abbiamo la forza le idee e l’entusiasmo per portarle avanti, dobbiamo crederci ed impegnarci perché la vita democratica sia tale sempre per tutti.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. silvio

    retorico e noiosissimo questo post

  2. Anch’io c’ero, e devo dire che m’è parsa un’ottima partenza. Si sa, la territorializzazione di un partito richiede tempo, prevede un periodo di stand-by in cui il radicamento prolifera nelle sue necessarie tempistiche. Da Globale-Locale, la Summer School, abbiamo tratto gli insegnamenti che ci guideranno nell’azione sul territorio.

Lascia un commento

Subscribe without commenting