Ghostbusters, alias Giovani Democratici

isb1800_big.jpgdi Gabriele Giavedoni

Sulla funzione della sezione giovanile del Partito Democratico s’è già scritto qui. Ciò che non è stato offerto è una visione dall’interno delle dinamiche che stanno andando a costituire i Giovani Democratici, ed è ciò che mi propongo di comunicarvi, in quanto membro di uno di questi circoli territoriali.

Incamerando lo spirito delle primarie, della spontaneità e della propensione all’impegno e alla speranza evocati dai discorsi di Walter Veltroni nel suo tour col pullman, si sono autocostituiti in questo denso 2008 dei gruppi di giovani, tra i 14 e i 29 anni, che si riconoscevano nell’ascendente del progetto del Partito Democratico.

Vivo in provincia di Udine, la realtà che mi circonda è quella di un’area a maggioranza leghista, dove il Partito Democratico sta seriamente dando il meglio di sé (cito l’atto di onestà disinteressata emblematico di questo, la decisione di accorpare le elezioni regionali alle legislative del superdemocratico Riccardo Illy, che ha sancito la sua sconfitta a causa delle dinamiche di trascinamento elettorale, ma che ha fatto risparmiare alla Regione molti milioni di euro). Qui il radicamento passato di Sinistra Giovanile e dei Giovani della Margherita fu importante, foriero di senso per le giovani generazioni che lottavano contro l’insensatezza dei governi tribali delle destre. Ma era essenzialmente accentrato nei quattro capoluoghi di provincia.


Ed è per questo che, nel mio paesotto di provincia, i Giovani Democratici suonavano del tutto nuovi ed interessanti. Si proponevano di realizzare quanto io fortemente sentivo, e che mi avevano avvicinato a iMille: il ricambio generazionale basato sulle competenze, la formazione di nuove classi dirigenti, il laboratorio di idee innovative per ammodernare il nostro paese. In quattro mesi abbiamo lavorato tantissimo, ci siamo dati uno statuto, abbiamo raggiunto il numero di trenta membri fondatori (in una realtà che include 2500 cittadini tra i 14 e 29 anni, credetemi, è notevole). Abbiamo approntato le nostre tecniche comunicative e delineato le nostre prime proposte da sottoporre all’amministrazione comunale. Solamente due di noi avevano idea di cosa fossero Sinistra Giovanile e Giovani della Margherita.

Ricordo, tutto questo lavoro è stato frutto di un impegno spontaneo, non derivato dal riciclo di vecchi circoli giovanili, e completamente indipendente dalle cosiddette “decisioni di Roma” in merito alla sezione giovanile del Partito Democratico, che tanto non arrivavano mai.

Eppoi un giorno sono arrivate: la terza settimana di settembre. Una bozza di manifesto elaborata alla Festa del Partito Democratico di Firenze, e le modalità per le elezioni primarie, uscite il 17 settembre. Per un gruppo nuovo, come il nostro, scevro da vecchie dinamiche, qualche dubbio l’ha suscitato. Il riflesso di questo Regolamento puzzava di vecchio.

Le nomine dei Comitati Promotori delle Primarie (organi puramente di garanzia, ma con una loro importanza) hanno seguito alcune vecchie logiche spartitorie, e non sono state discusse o proposte dai circoli territoriali. Le candidature per la nomina a Segretario Nazionale dei Giovani Democratici prevede la raccolta di 600 firme in non meno di 5 regioni entro il 25 settembre (quindi entro otto giorni da quando è uscito il documento), cosa del tutto improbabile per un absolute beginner che non possiede una rete alle spalle già attiva sul territorio. Inoltre, i moduli per la raccolta delle firme, che dovrebbero essere scaricabili dal sito del Partito Democratico, ad oggi non sono ancora usciti.

Nonostante le ottime premesse ed il prezioso spirito che infiamma i Giovani Democratici, che li ha portati a radicarsi spontaneamente sul territorio, a darsi delle regole, a proporre delle idee alle amministrazioni locali, che li ha spinti ad investire 50 dei pochi euro che possiedono in tasca per andare a Cortona alla Summer School, si accorgono ora di un inquietante spettro che aleggia sulla fase costituente: quello del dirigismo partitico.

Ciò di cui andiamo orgogliosi, noi Giovani Democratici, è la nostra indipendenza dalle direttive di Partito, la nostra capacità di farci agenzia sul territorio delle esigenze dei giovani, la realizzazione del progetto di rinnovamento della classe dirigente, il coraggio di proporre soluzioni innovative, il nostro particolare talento nel puntare il dito, anche all’interno del Partito Democratico, verso ciò che non va nella politica.
Sebbene minacciati dallo spettro delle vecchie dinamiche di cooptazione partitica, sapremmo estrarre dalla nostra bisaccia di valori quello più appropriato: la Resistenza, insegnataci dai nostri maestri, verso i quali non avremo timore di utilizzarla.

Aggiornamento, ore 19,30:
Appagante è sentire che, dopo la
richiesta di modifica al regolamento per le Primarie inoltrata da
molti Giovani Democratici, si sia indetta una proroga (sino al 3
ottobre), per i termini di presentazione delle candidature alla
Segreteria Nazionale. E che, a quanto pare, presto sarà disponibile online il materiale per la raccolta delle firme. Per il momento dunque, una
parte degli spettri è stata scacciata. Speriamo che il Partito
Democratico si sia accorto che ha a che fare con un soggetto, la sua
sezione giovanile, che non può ignorare.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. E’ anche la dimostrazione che protestare serve. Purtroppo “ci provano” quasi sempre.

    Io però mi chiedo: ma la trasparenza non dovrebbe essere alla base del PD? Per esempio, CHI E’ che ha deciso queste cose?

    Chi ha proposto, chi ha votato e come? Probabilmente, se queste cose fossero veramente trasparenti, ci penserebbero su due volte prima di fare certe cose. Invece non solo non dicono chi vota, ma anche le decisioni prese le nascondono nei meandri dei siti internet…

    Qui forse sarebbe il caso di organizzare qualche iniziativa.

  2. E’ anche la dimostrazione che protestare serve. Purtroppo “ci provano” quasi sempre.

    Io però mi chiedo: ma la trasparenza non dovrebbe essere alla base del PD? Per esempio, CHI E’ che ha deciso queste cose?

    Chi ha proposto, chi ha votato e come? Probabilmente, se queste cose fossero veramente trasparenti, ci penserebbero su due volte prima di fare certe cose. Invece non solo non dicono chi vota, ma anche le decisioni prese le nascondono nei meandri dei siti internet…

    Qui forse sarebbe il caso di organizzare qualche iniziativa.

  3. giuseppe

    Ma non si “resiste” e si “protesta” contro i nemici di solito?
    Perchè dobbiamo sempre masticare amaro?
    Perchè i giovani politici in Italia generalmente sono yes-men o figli di papà?

  4. Le elezioni dei giovani del pd

  5. Le elezioni dei giovani del pd

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