Game Over

di Francesco Costa

pool.jpgSi possono fare mille appunti e critiche alla gestione della faccenda
Alitalia da parte del governo Berlusconi e al modo in cui la cordata
degli imprenditori è stata messa in piedi e condotta al tavolo delle
trattative. Ma quel tavolo oggi è saltato, e non è saltato per colpa
del governo o della Cai. Il Partito Democratico ha invece deciso in
maniera vergognosa e irresponsabile di approfittare del fallimento
della cessione di Alitalia per dare la colpa a Berlusconi. Dato che -
cosa che ha dell’incredibile – non riesce a intaccare i consensi del
premier dicendo la verità sulle gesta del suo governo, il Pd ha deciso
di passare alle menzogne, dando di sé una prova in tutto e per tutto
identica a quella data dallo stesso Berlusconi in campagna elettorale
durante la trattativa con Air France. Capirete, le elezioni sono
vicine, noi siam messi male, questi non perdono un colpo, per cui alla
guerra come alla guerra: se serve a mettere in difficoltà
l’avversario, allora tanto peggio tanto meglio.

Un partito serio e responsabile oggi dovrebbe avere l’onestà e il buon
senso di dire limpidamente che Alitalia ha patito un sistema di
relazioni industriali totalmente sballato basato sulla completa
inefficienza della politica, sui privilegi di alcune categorie di
lavoratori e sulla prepotenza dei sindacati, e oggi fallisce – o
meglio: in un paese normale fallirebbe – per colpa di Guglielmo
Epifani e della Cgil. Punto.

La Cai torni sui suoi passi, rilevi la compagnia, applichi il piano
già sottoscritto da tutte le altre sigle sindacali e lo proponga,
lavoratore per lavoratore, anche a piloti e assistenti di volo: chi
non è soddisfatto si ritenga libero di andarsi a cercare un’altra
occupazione, senza che sia necessario per questo mandare a casa decine
di migliaia di lavoratori. Per gli esuberi che purtroppo si renderanno
necessari, si potrebbe cominciare dai pirla che oggi applaudivano a
Fiumicino.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

47 Commenti

  1. Articolo veramente delirante.

    Ad Epifani toccherebbe il compito di rimediare, da solo, a decenni di governance feudale di Alitalia, che ha inventato il CEO part-time (unico caso nella galassia, credo), dove il management e’ senza colpe, dove i lavoratori sono degli imbecilli autolesionisti, Berlusconi e’ stato ininfluente rispetto ad Air France e la lega pure. La colpa e’ del PD e di Epifani.

    Che poi non si capisce dove sia il problema. Nessuno impedisce a Colannino di acquistare anche senza l’ accordo dei sindacati, visto che a quanto pare i sindacati non devono avere voce in capitolo. Molti imprenditori in molti paesi fanno cosi’. Stranamente, invece, i sindacati diventano rilevanti solo quando bisogna assegnare le colpe, non quando si devono considerare i diritti di chi rappresentano.

    Se Francesco Costa continua cosi’ va a finire che lo mettono in prima pagina sull’ Unita’.

  2. No, Gianni, a Epifani toccava il compito di firmare quell’accordo (lo hanno firmato anche Cisl, Uil e compagnia bella, e nessuno di loro rappresenta il 51% dei lavoratori: racconta pure balle) e dare alla Cai la forza per rilevare Alitalia anche senza l’assenso dei piloti e degli assistenti di volo, coi loro superredditi e le loro pretese assurde.

    Nella storia di Alitalia i sindacati hanno almeno le stesse responsabilità della politica, e oggi, che la politica (a destra e a sinistra) dice ad Alitalia che la pacchia è finita i sindacati sono ancora lì aggrappati alle mammelle dello Stato.

    Berlusconi è stato parecchio influente nella vicenda Air France, i sindacati facevano le stesse ottuse barricate di oggi e noi cosa dicevamo? Che l’accordo si doveva fare, che non si poteva più aspettare, che non c’è più tempo. Oggi improvvisamente abbiamo tutto il tempo del mondo.

  3. raoul

    Io invece trovo l’articolo di Francesco ottimo (anche il tono chiaro mi piace anche se diventa un po’ duro in un paio di frasi, come quella dei “pirla” ad esempio). E di conseguenza penso che il delirante sia Gianni.

  4. Francesco Carnesecchi francesco C.

    Ti ripeto quello che ho scritto nel tuo sito, cioè che sbagli, e di grosso, a scaricare tutte le colpe su la Cgil e poi sul PD. Ti risposto le parole di Epifani che riguardo a piloti e assistenti di volo spiega che il suo sindacato non poteva prendere una posizione “per un problema di democrazia sindacale: decide il 51% dei lavoratori. E le sigle confederali, tutte insieme, hanno una rappresentatività di gran lunga al di sotto di questa soglia”.
    Se cominciamo a ragionare come Berlusconi si va poco lontano. Se la cordata italiana di “capitani coraggiosi” è davvero coraggiosa che trovi un sistema per accollarsi anche i debiti e senza preoccuparsi troppo di quello che dicono sindacati, perché di questo capitalismo raffazzonato non ne abbiamo davvero bisogno.
    L’unica soluzione accettabile sarebbe quella in cui non fossimo costretti tutti a pagare 100 euro all’anno per riparare agli errori degli altri.

  5. Anonymous

    Francesco, andiamo poco lontano se decidiamo cosa pensare o cosa dire sulla base di quello che dice o fa Berlusconi. Ricordiamoci cosa dicevamo di Alitalia ai tempi dell’offerta Air France, ricordiamoci cosa dicevamo dei sindacati e del comportamento di Berlusconi.

    La storia del 51% è la ridicola linea di difesa che qualche spin doctor ha consigliato Epifani per tentare nell’impresa di sfuggire al linciaggio: come ho già scritto, Cisl, Uil e tutti gli altri hanno firmato, ciascuno per i lavoratori che rappresenta, senza essere il 51% dei lavoratori. E lui poteva tranquillamente firmare, e isolare piloti e assistenti di volo.

  6. Il commento precedente è mio.

  7. antonella

    Vorrei sapere se Francesco Costa parla per sentito dire – come molti – o sulla base di precise informazioni riguardo a:
    - consistenza della rappresentanza sindacale della triade CGIl CSIL UIL tra i lavoratori Alitalia, in particolare tra il personale di volo
    - privilegi e super redditti di questi ultimi, in rapporto ai loro pari grado in Europa.

    Bisognerebbe informare meglio i cittadini, con delle aride ma veritiere cifre: mi pare che con Alitalia siamo ormai oltre il limite delle leggende metropolitane.

  8. Io non ho mai avuto grande simpatia per la CGIL, e per i sindacati autonomi Alitalia ho un vero disprezzo.

    Però oggi non mi sento assolutamente di dare addosso alla CGIL, né tanto meno al PD. Berlusconi si muove in modo spregiudicato, mente, intrallazza, e soprattutto sfrutta in maniera sfrontata le sue tv. Possibile che noi dobbiamo sempre assecondarlo, in nome del senso di responsabilità?

    Lui se ne approfitta, e non è la prima volta che ci mette di fronte a dei ricatti inaccettabili. Andando avanti così ha raggiunto un potere personale inimmaginabile in Italia fino a qualche anno fa. Secondo me è ora di dire basta, che sia questo governo a prendersi le sue responsabilità in pieno. Ha una maggioranza che gli consente di fare quello che vuole, e non tralascia mai di ricordarlo.

    La CGIL fa da anni una battaglia sulla rappresentatività – che nella stragrande maggioranza dei casi vuol dire non permettere alle piccole sigle corporative di contare. La sua posizione in questo caso mi sembra coerente con questa posizione, visto che la rappresentanza non ce l’avevano. Doveva essere il PD a convincerli ad adottarne un’altra per permettere a Berlusconi di farla franca con la porcata che ha fatto? Doveva dirgli di rinunciare al principio per accodarsi agli altri sindacati, quelli che dando sponda a Berlusconi avevano affondato l’accordo con Air France?

    Qualche tempo fa ci ha ricattato con la minaccia di fare una legge che avrebbe bloccato centinaia di migliaia di processi. E noi a cercare di buttare acqua sul fuoco. Al contrario, avremmo dovuto dire: lo faccia, e se ne assuma tutta la responsabilità. Così gli italiani vedranno chi hanno eletto.

  9. Berlusconi si muove in modo spregiudicato, mente, intrallazza, e soprattutto sfrutta in maniera sfrontata le sue tv. Possibile che noi dobbiamo sempre assecondarlo, in nome del senso di responsabilità?

    Perché noi ce l’abbiamo, il senso di responsabilità. Questo non vuol dire assecondare Berlusconi, vuol dire dire le cose come stanno. Sempre. Vuol dire che non dobbiamo prendere una posizione per il solo fatto che è contraria a quella di Berlusconi. Vuol dire che non siamo noi quelli del “tanto peggio, tanto meglio”.

  10. Francesco Carnesecchi francesco c.

    Lasciamo perdere Berlusconi che è comunque il primo responsabile della situazione in cui ci troviamo, e lasciamo perdere anche i sindacati.
    Il problema è che mi pare che in questo pezzo si difenda un piano industriale che fa ricadere sullo stato e quindi sui contribuenti tutti i debiti offrendo ad un prezzo di saldo le poche cose che hanno valore.
    Si crea per decreto una rete di salvataggio per chi è ha ricoperto incarichi nella compagnia
    leggere qui http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Alitalia:_verso_il_fallimento_della_legalità#body
    e si mettono insieme un gruppetto di amici garantendo un rischio pari allo zero.
    Questa mi pare l’operazione della CAI a cui si chiede di tornare su i suoi passi, andiamo bene….

  11. stefano

    Mi pare che questo articolo sia completamente fuori bersaglio. Si e` giocata una partita volta ad isolare la CGIL, cominciata gia` dalla vicenda Air france ove si manifesto per primo l’asse governo-CISL-UIL che hanno esultato pel la dipartita dei francesi. Il PD cosa doveva fare? Battere le mani a Sacconi? Attacare Epifani e la CGIL (per cosa poi, per non rappresentare i piloti?)? Mi sembra che abbiamo delle idee strane, molto strane…

  12. Da svariati anni a questa parte, i sindacati si sono assunti un compito che non gli spetta: approvare o bocciare il piano industriale dell’azienda. In un’azienda quotata in borsa, il management dovrebbe rendere conto agli investitori e alla clientela, non ai sindacati. I vari governi che si sono succeduti, per questioni che probabilmente hanno a che vedere con finalità elettorali, non si sono opposti a questo andazzo finchè si era in tempo per stroncarlo sul nascere.
    Alla fine, i sindacati hanno finito per bocciare qualsiasi piano interno o esterno gli si mettesse sotto il naso, con il risultato che la politica ha fatto l’unica scelta possibile: lasciare che i lavoratori s’impiccassero da soli e poi lanciare un’ultima proposta di salvataggio in cambio della resa senza condizioni.
    CAI, che non sono degli stupidi, sanno che se il management non vince con formula piena questo scontro, erediteranno una situazione ingovernabile, che poi è uno dei motivi principali del tracollo di Alitalia.

  13. Kerub

    Scusa Francesco.
    Però una parolina sulle modalità del piano Colaninno bisognerebbe dirle:
    1) modifica al volo della legge marzano
    2) addossamento della bad company allo stato
    3) sospensione dell’antitrust sulla tratta RM-MI data la conentrazionne degli slot Alitalia AirOne
    4) cordata composta anche da titolari di concessioni statali
    5) rifiuto di un partner estero e palese ridimensionamento della parte “volante” proprio per preparare la cessione dello slot “Italia” ad un concorrente nel giro dei prossimi anni.

    forse Epifani ci ha fatto un favore.

  14. @francesco costa: dire le cose come stanno mi sta benissimo. Per esempio, dire che siamo in un’emergenza democratica, come secondo me è.

    Avere senso di responsabilità vuol anche dire mettere in ordine le priorità. Se Berlusconi pensa di poter utilizzare le sue tv per vincere le elezioni, far bere alla maggioranza degli italiani qualunque balla gli convenga, e poi a colpi di maggioranza cambiare le leggi elettorali e la costituzione, cambiare l’ordinamento giudiziario, ignorando qualunque cosa dica o faccia l’opposizione, bene, questo è molto più grave che far fallire l’Alitalia.

    Ammetto il mio errore: pensavo che, vinte queste elezioni, Berlusconi avrebbe governato cercando di non esagerare. Che avrebbe cercato l’accordo con Veltroni, che gli aveva offerto importanti aperture. Non è così, la sua megalomania prevede solo un risultato: vittoria su tutta la linea.

    Quand’è che dobbiamo dire basta? Quand’è che dobbiamo smettere di spostare in basso l’asticella della democraticità? Se le regole del gioco le fa lui, noi perderemo sempre. E io non sono disposto a sacrificare la mia libertà per una compagnia di bandiera. Quindi bisogna iniziare a non accettare le regole che lui ci impone.

  15. il male del sindacato è evidente, e i suoi vizi noti.
    francè, questo non mi basta per perdere di vista l’asse del problema.

    air france avrebbe comprato tutto il bidone a condizioni molto vantaggiose. avrebbe fatto buon volo e recuperato il mercato italiano. alle sue condizioni, certo.

    non dimentico che berlusconi ha cacciato via i francesi, ha radunato gente lui, in prima persona, perchè comprassero, e loro non hanno comprato. Erano stati convocati e creati apposta,e davanti, giustappunto, al primo Epifani che passava hanno mollato.

    Bei salvatori della patria.

  16. Daniele, nel suo primo commento, ha centrato completamente il succo della questione: la rappresentanza sindacale. C’è in proposito una proposta di Ichino e ne parla oggi Pietro Garibaldi su La Stampa.
    Mi spiace, ma non condivido nemmeno un po’ il post di Francesco proprio perché non dice affatto la verità ma al contrario racconta solo una parte della storia, quella che serve per dare addosso comunque all’odiata CGIL. Che ha sicuramente responsabilità, ma che sulla verifica della rappresentanza sindacale è l’unica ad avere le carte in regola (come è noto, CISL UIL hanno da sempre fatto ostruzione in merito, per non proprio nobili motivi di bottega).

    Sul merito della vicenda, poi, l’elenco di Kerub è perfetto. E anche le osservazioni iniziali di Gianni.

    A Giacomo Cariello vorrei sommessamente ricordare il modello di cogestione tedesco e le esperienze scandinave. Se preferisce l’irresponsabilità sociale dell’impresa, faccia pure, son gusti suoi. Da bravo socialdemocratico, io ho un’altra opinione:)

    E infine, è certo che se non siamo nemmeno capaci di fare opposizione senza tante remore mentali, mi sa che davvero non andiamo molto lontano.

    Insomma, questo è un perfetto post Tafazzi…

  17. Antonio

    Articolo eccezionale. Corcodo con Gianni, l’autore doveva essere delirante mentre lo scriveva. Propongo il test anti-stupefacenti.

    Schematizzando, secondo l’ex spin-doctor di Ivan Scalfarotto, il PD per guadagnare rispettabilita’ dal caso Alitalia dovrebbe:
    a) dar la colpa alla CGIL cioe’ ai sindacati tutti, almeno secondo l’autore, e alla loro prepotenza.
    b) dar la colpa alla politica, sempre tutta e alla sua sempiterna inefficienza gestionale in Alitalia.
    c) agli Alitaliani privilegiati.

    Per acquisire credibilita’, dunque, il PD deve far cio’ che gia’ da tempo fanno Berlusconi & Grillo, bombardare sindacati e politica con condimenti di casta/privilegiati. Oltre ad accusare se stessa, ovviamente, senza pero’ dimettere nessuno (dove era l’inamovile dirigenza del PD, ex-DS, ex-PDS mentre avveniva il massacro di Alitalia nei decenni trascorsi?).

    Una mente straordinaria, una fucina di idee.

  18. sergio

    A questo link si propone una analisi del caso Alitalia che mi pare condivisibile
    http://www.lafabbrica.eu/adon.pl?act=doc&doc=106466

  19. mah, Francesco, senza offesa, piu’che delirante mi sembra un ragionamento liberale alla “capezzone”.

    Pensieri leggittimi, per caritá, ma spero non divengano mai maggioritari da questa parte politica, anche perché lo sono già da quell’altra.

  20. Antonio

    @FCosta: “noi (il PD) ce l’abbiamo il senso di responsabilita’”

    Salvare il culo al paese per le cazzate di Silvio evidenzia tanto responsabilita’ nel breve termine quanto dabbenaggine nel lungo periodo. Mentre il PD salva l’Italia, Silvio bombarda il PD attraverso i suoi massmedia controllati nel conflitto di interesse. Inondati di menzogne ma col culo salvato, gli italiani continuano a incoronarlo re da almeno 15 anni, mentre l’eroica sinistra resta al palo.

    Contento tu.

    Ah gia’, dimenticavo lo spettro dell’Argentina. Quello non manca mai.

  21. Francesco: va bene, andiamo avanti. Facciamo finta che avere il presidente del consiglio che possiede tre tv (oltre a tutto il resto) ci renda una democrazia normale. Facciamo finta che cambiare la legge elettorale a colpi di maggioranza prima delle elezioni sia democratico. Continuiamo ad illuderci che, con la nostra superiore cultura ed intelligenza, noi riusciremo a superare tutti questi ostacoli, ad andare al governo con una maggioranza in grado di fare le riforme necessarie al Paese.

    Io non ho mai parlato di dittatura. Ma la dimostrazione che non siamo una democrazia normale è esattamente il fatto che, pur avendo teoricamente vinto le elezioni due volte (una e mezza) da quando c’è Berlusconi in politica, non siamo mai riusciti a riformare il sistema televisivo, come pure era nel nostro programma. Abbiamo sempre dovuto cedere alle pressioni di Berlusconi, anche quando era all’opposizione.

    Non esistono solo due condizioni: la democrazia e la dittatura. Esistono tante sfumature. E la nostra, di democrazia, ha una sfumatura sempre più grigia.

  22. Kerub:
    Decine di migliaia di lavoratori per la strada e tre miliardi di euro che pagheremo io e te, oppure la cessione della compagnia per un’offerta peggiore di quella che c’è. Pensa se ci voleva male.

    Daniele:
    Finché il fatto di non essere al governo ci apparrà come l’essere entrati in una dittatura, non andremo mai da nessuna parte. Berlusconi ha stravinto le elezioni e realizza quel che è il suo programma: noi abbiamo il dovere di dire cosa non ci piace, lui ha il diritto di infischiarsene (sarebbe meglio se non lo facesse per quel che riguarda le riforme costituzionali e leggi elettorali, ma anche quello non è scritto da nessuna parte: per dire, il centrosinistra la Costituzione se l’è modificata da solo, ai tempi del Titolo V).

    Corrado:
    La proposta di Ichino è ottima e mi convince ma oggi il sistema è un altro, e con quel sistema – del tutto avariato, a parer mio – la Cigl ha fatto quel che ha fatto.
    Evidentemente ricordarsi le cose che dicevamo di Alitalia in campagna elettorale è una “remora mentale”.

  23. antonio g.

    Sono rimasto stordito da questo post.

    Meno male che scorrendo un po’ di comment(Kerub,Antonio,Gianni etc..)è passato un refolo che mi ha fatto rinvenire.

    Nemmeno Cicchitto sarebbe stato capace di fare un’analisi politica della vicenda più puntuale.

    Scusa la sincerità,Francesco.

    Ciao

  24. @Corrado: la responsabilità sociale è un conto, ma qui siamo alla perdita totale di contatto con la realtà. Il potere di veto sindacale negli anni è diventato talmente vasto che non è possibile nemmeno esprimere una critica seria sui precedenti managers di Alitalia, giacchè tutti i precedenti piani di salvataggio dell’azienda avanzati dai suddetti e finanziati con soldi pubblici sono falliti in quanto dichiarati come “irricevibili” dalla rappresentanza sindacale.
    Può darsi che fossero buoni o può darsi che fossero pessimi, ma in definitiva, se il management non fa il management, nessuno lo saprà mai.

  25. Oh, Antonio, bastava dirlo: per te non dobbiamo “salvare il culo al paese” se questo non comporta il danneggiare Berlusconi. Congratulazioni: sei come loro.

    Giodi, quando alcuni basilari principi di correttezza e funzionamento delle relazioni industriali (già patrimonio della gran parte dei partiti socialisti europei, per non dire del nostro omologo americano) saranno maggioranza nel centrosinistra italiano, forse avremo una speranza di convincere di nuovo a votarci gli operai e i lavoratori. Categorie che, te ne sarai accorto, da una quindicina d’anni a questa parte pensano che diciamo cazzate.

  26. Intanto la Cgil continua a dare bella mostra di sé (http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3318147.html?ref=hpsbdx2), mentre Angeletti e Bonanni – mica Capezzone e Della Vedova – gli rivolgono parole di fuoco. E qualcuno pensa ancora che siano credibili dichiarazioni come questa: http://www.ivanscalfarotto.it/2008/09/ma_anche.html

  27. Antonio

    No. Per me dobbiamo salvare il culo al paese oggi ma nel contempo evitare di fornire noi stessi i mezzi per doverlo fare anche in futuro. Si parla di sistema, Berlusconi non c’entra. Fa specie notare che una mente brillante come la tua si ostini a ottenebrarsi su semplicistiche linee “buoni contro cattivi”.

    L’Unita’ non fa bene ai Mille.

  28. riccarù

    Il piano AirFrance era un piano serio, e farlo fallire per colpa dei sindacati e di Berlusconi è stata l’ultima grossa sciagura di Alitalia.

    Ma fare fallire questo piano CAI o fare fallire l’Alitalia tutta, non ci vedo tutta questa differenza. Anche perché i debiti li avremmo pagati noi cittadini ugualmente.

    In questo modo si vedrà il LiberoMercato muoversi? ehhe
    vediamo!

  29. Antonio, sono qui in attesa che tu mi possa spiegare come il fallimento di Alitalia o la cessione della compagnia a condizioni peggiori (come l’offerta di Air France fu peggiore di quella Klm, come l’offerta Cai fu peggiore di quella Air France, la prossima – se mai ci sarà – sarà inevitabilmente peggiore di quella attuale) possa migliorare il sistema di relazioni industriali in Italia.

    E comunque, sì: chi mette l’interesse del paese prima dell’interesse della propria parte politica è buono, chi mette l’interesse della propria parte politica prima dell’interesse del paese è cattivo (o è come la destra, per dirla così). Chi lo fa senza neanche accorgersene perché abituato a ripetere quel che il partito comanda, dimenticandosi di quanto detto su Alitalia soltanto pochi mesi fa, o perché abituato a elaborare i propri pensieri sulla base dello schema Berlusconi=sbagliato / controBerlusconi=giusto è scemo.

    La frase sull’Unità, poi, cosa vuol dire? Scrivere sull’Unità – chi, poi? iMille non hanno alcuna rubrica sull’Unità – ci farebbe criticare il Pd e allontanarci da lui? Secondo quale logica? Spiegami.

  30. @Giacomo: OK, così è più chiaro e accettabile, viste le indubbie responsabilità sindacali.

    Per tutti: non mi convince del tutto, perché vale sempre ciò che diceva Daniele nel suo primo commento, però leggetevi quartieri:
    http://quartieri.ilcannocchiale.it/post/2030209.html

  31. Barbara

    La penso esattamente come Daniele, Corrado, Stefano e francesco c., non Costa, e sulle cose già dette da loro non mi dilungo.
    Comunque, analizzare la vicenda Alitalia come se fosse nata ieri da un lato, senza memoria storica delle pesati responsabilità di Berlusconi, e invece sfogliando tutto il cahier de doléances rispetto alla CGIL mi ha di un doppiopesismo che, caso mai, lascerei al coretto berlusconide, che infatti non manca di fare lo stesso.

    Circa le responsabilità di Berlusconi in Alitalia leggere Ichino, anche solo sul fallimento della vicenda Air France. E non dimenticandoci che, durante il suo precedente governo, aveva gettato l’osso Alitalia come giocattolo in bocca alla Lega, che ne faceva quel che voleva, senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze.

  32. antonio g.

    La CGIL non aveva veste per firmare per conto dei piloti perchè non li rappresenta.

    I piloti appena sei mesi fa fecero fallire un accordo molto equilibrato date le condizioni, lusingati dalle promesse del Cantastorie.

    I piloti hanno deciso di non accettare nemmeno questo accordo.Si accorgono troppo tardi che sono stati fregati.

    La soluzione del Grande Cialtrone è una truffa ai danni dei cittadini.

    Sì ma,dice Francesco.Il PD ha delle responsabilità,non sta facendo l’interesse del Paese.

    Cioè,i piloti fanno i furbi favorendo il gioco della destra,il Principale ci costruisce sopra uno dei maggiori momenti di consenso,un manipolo di sciacalli si butta sul cadavere per sfamarsi senza rischi.

    Il PD deve prendersi delle responsabilità che non ha e magari sfumare sull’insuccesso del governo.Per il bene del Paese.

    Intanto è insostenibile che ventimila lavoratori andranno per strada,chi li farà volare ‘sti aerei?

    E poi è tutto da dimostrare che il costo di un fallimento di Alitalia sia più elevato di quanto prospettavano il Caimano e gli Sciacalli.

    Io personalmente sono portato a fiutare di no.

    Infine,sul piano squisitamente politico,il PD questo gravissimo insuccesso lo dovrebbe cavalcare e cavalcare e cavalcare.

    Altro che rimorsi e autodafè.

    Un saluto a tutti.

  33. Francesco Carnesecchi francesco c.

    Non posso interpretare le parole di Antonio, ma riguardo al passo avanti nelle relazioni industriali di questo paese la risposta è questa:
    Invece di prendere un’azienda ormai fallita da tempo, socializzare le perdite e regalare i profitti ai soliti noti scaricando le colpe su un solo sindacato, dopo aver cancellato ogni responsabilità del management precedente, si fa un passo avanti e si dice basta.
    Se i capitani sono davvero coraggiosi perché si tirano indietro di fronte al no di un sindacato che oltretutto dentro quest’azienda è minoritario? Non pensate ci siano altre ragioni dietro questa scelta?

  34. Francesco Carnesecchi francesco c.

    Non posso interpretare le parole di Antonio, ma riguardo al passo avanti nelle relazioni industriali di questo paese la risposta è questa:
    Invece di prendere un’azienda ormai fallita da tempo, socializzare le perdite e regalare i profitti ai soliti noti scaricando le colpe su un solo sindacato, dopo aver cancellato ogni responsabilità del management precedente, si fa un passo avanti e si dice basta.
    Poi non capisco perché questi capitani coraggiosi si sono tirati indietro di fronte al no di un solo sindacato che in questa azienda, per sua stessa ammissione, è minoritario. Me lo spiegate voi?

  35. enzo lodesani

    Non concordo per niente con il post di Francesco Costa perché credo che da parte di uno che di politica se ne intende non si possa giocare al gioco delle responsabilità partendo da gli atti degli ultimi giorni. La storia del disastro Alitalia copre almeno un decennio e non c’è dubbio che in cima alla scala delle responsabiliutà ci stia la politica seguita di una incollatura dai sindacati. Però è necessario osservare chi occupa i posti più alti nella scala delle responsabilità. Il c.d. ha governato dal 2001 al 2006 e nel 2004 Berlusconi e la Lega (Maroni in particolare) impedirono l’accordo con la KLM negoziato da Mingozzi (quanto ha perso Alitalia in questi quattro anni?). Si può dimenticare questo fatto? Il c.s ha governato poi meno di due anni e con incertezze e titubanze è riuscito a mettere in piedi una trattativa con Air france, ma tutti sappiamo bene chi l’ha fatto fallire: per primo (ancora un volta) Berlusconi che per interesse proprio -e non certamente dei lavoratori e dei cittadini tutti- ha fatto scappare Airfrance e per secondo “tutti” i sindacati (anche CISL e UIL) che invece di isolare Berlusconi lo hanno seguito nella speranza di una chiusura in continuità con il passato. Dopo è comparsa la mitica cordata e anche qui mi sembra vada steso un velo pietoso: tutti quelli che invocano il mercato non hanno nulla da dire sullo stravolgimento delle regole per dare la possibilità ai capitani coraggiosi di salvare in tutta sicurezza l’Alitalia? Nel merito della trattativa mi pare evidente che fin dall’inizio che, attraverso la vertenza Alitalia, ci fosse la volontà di colpire il sindacato (leggasi CGIL), non si può infatti ignorare che su un altro tavolo (confindustriale) si sta giocando una partita importante come la riforma dei livelli contrattuali (non entro nel merito ma è certo che lì si giocano questioni molto molto importanti). E’ con questo intreccio di obiettivi che la trattativa è iniziata. E’ iniziata con giornalieri ultitumatum, con l’indicazione ‒preventiva- dei responsabili dell’eventuale fallimento. In altre parole non c’era in ballo solo il giusto superamento di una “cogestione” che ha prodotto tanti dei guasti di Alitalia. Allora indicare prioritariamente come artefici del fallimento la CGIL e il PD mi sembra veramente una operazione tutta politica che comprendo da parte del centro destra ma non nelle fila del c.s. E il PD? A dir la verità se c’è da fare una critica è esattamente di segno opposto, cioè di essere balbettante, di non riusacire a definire una posizione alternativa: la dichiarazione di Bersani mostra proprio questo. Allora caro Francesco Costa se si vuole una opposizione riformista con cultura di governo è necessario attrezzarsi culturalmente e politicamente per proporre le proprie soluzioni al paese e se queste contrastono con quelle della maggioranza lo si dica chiaro e forte. Molto peggio invece andare dietro al pifferaio che sta portando il paese sempre più in basso nel piano inclinato del declino e mi scuserai ma il tuo post fa proprio questo: lo dico da ex elettore del PD molto critico verso di esso e il sindacato. Poi è vero che le responsabilità in Italia non hanno mai un padre quando sarebbe invece, necessario, che qualcuno iniziasse magari a presentarsi dimissionario riconoscendo i propri errori.

  36. Giacomo pietrogrande

    E’ vero, non partiamo dagli atti degli ultimi giorni: l’Italia è un paese fortemente carente in competitività e meritocrazia. La “colpa” è di industriali familisti e sindacalisti trinariuciuti, che però fanno bene a portare acqua al proprio mulino, ma anche -e soprattutto- di governi incapaci di imporre scosse e riforme al sistema perchè troppo occupati a farsi ingrassare da esso.

    Che poi Berlusconi sia un irresponsabile corsaro, che l’informazione in Italia navighi in pessime acque, che i sindacati abbiano senso di esistere e che il PD sia sempre meglio di niente è vero, però da qui all’ottimo ce ne passa.

    E’ ora di prendere il coraggio a quattro mani e di dire che il sindacato ha sbagliato come ha sbagliato il governo e che i lavoratori vanno protetti ma non più dei cittadini tutti e bisogna poi mostrare con atti politici di non essere succubi del sistema ma di voler intervenire in esso, altrimenti, per assurdo (ma neanche troppo, vista la vena anarcoide di Silvio), continueremo ad apparire “noi” i conservatori e “loro” gli illuminati.

  37. L’Alitalia non è una compagnia aerea, è un’espressione geografica. Se l’Italia non esiste, perché l’Al-Italia, con quel nome, dovrebbe continuare a esistere? Ha avuto amministratori delegati finti, messi lì, a turno, negli ultimi quindici anni da Berlusconi e da Prodi. Amministratori che hanno distrutto la società per conto terzi e incassato milioni di euro di stipendi e di liquidazioni per la fedeltà al padrone. Il mercato di AlItalia è finto, equivale a una tratta, la Milano-Roma, con prezzi pari a Milano-New York.
    I suoi dirigenti (quanti?) sono finti, sono portaborse, amici, parenti dei politici. Fatti assumere. Parcheggiati in Al-Italia come in un hangar. I sindacati nazionali rappresentano sé stessi, hanno difeso i privilegi (i loro) e tradito i dipendenti. Hanno creduto (?) alle promesse elettorali di Berlusconi e alla cordata italiana. Quali contropartite hanno avuto per far fallire la trattativa Air France?
    I salvatori di Al-Italia sono finti. Gente spesso condannata, inquisita, sotto processo. Nelle loro mani l’oro diventa merda e la merda si trasforma in plusvalenza. Expo 2015, le tariffe autostradali e nuove aree edificabili sono merci di scambio. Ligresti, Benetton, Colaninno, Tronchetti. Sanno meno di niente di aerei, ma i loro conti li sanno fare bene.
    AlItalia è un paradigma, una metafora dell’Italia. E’ in bancarotta e senza una lira. Una linea del Piave che passa da Fiumicino. Se salta Al-Italia può saltare tutto. Per questo è così importante. Chi ha ridotto l’Al-Italia così? Partiti e sindacati. Gli italiani hanno la risposta sulla punta delle lingua. Sanno chi è stato, ma non gli vengono ancora le parole. La bancarotta dell’Al-Italia è un sintomo e un preludio del fallimento del Paese. I partiti e i sindacati ne sono a conoscenza. Se i libri finiscono in tribunale i responsabili dovranno rispondere. Che fallisca allora l’Al-Italia e si apra un pubblico processo contro chi l’ha distrutta. A partire dai presidenti del Consiglio presenti e passati.

    dal Blog di Beppe Grillo

  38. piero filotico

    Troppe opinioni personali e pochi dati di fatto in questo post deludente.
    Provo a tornare sul concreto.
    Così come un giornale non si fa senza giornalisti e poligrafici, una compagnia aerea non vola senza piloti e assistenti di volo.
    Piloti e assistenti di volo Alitalia sono pagati (poco) più degli omologhi Air One ma (molto) meno di quelli europei. Nessuno ha ricordato che non molto tempo fa i dipendenti di Alitalia si sono autoridotti gli stipendi (non pochi acquisendo anche azioni della compagnia) per un’azione di solidarietà che non ha molti precedenti, a dimostrazione di uno spirito aziendale non comune.
    La proposta CAI. Riporto solo un caso di un assistente di volo: 23 anni d’azienda, neanche un giorno di assenza, circa 850 ore di volo annue (quasi il massimo consentito!) e un CUD di 22.000 €. Ora, secondo la proposta CAI quello stesso individuo dovrebbe andare a guadagnare circa 500 € netti al mese come stipendio base e altrettanto o poco più di variabile (variabile, ho detto): con tutte le condizioni accessorie sui trasferimenti di sede e le spese di sopravvivenza (vitto e alloggio) a suo carico. Pressappoco le stesse condizioni per i piloti.
    Per non parlare poi delle distonie con il progetto Air France circa aerei e equipaggi da utilizzare: non per polemica, ma credo che Spinetta ne capisca più di Colaninno. Ammetterai che c’è ‘qualcosa’ che non va?
    Infine (infine) c’è anche una cosa che si chiama dignità e se TU lavorassi in Alitalia capiresti meglio quell’applauso liberatorio.
    Quanto alla CGIL, penso che Epifani abbia sostenuto e difeso un punto che è sfuggito (spero solo sfuggito) agli altri: una accordo di questo genere costituirebbe un precedente micidiale, in termini di principi futuri cui ispirarsi.
    E ancora: vogliamo parlare di come è nato questo pasticcio? Di come e perchè B. abbia bocciato l’ipotesi Air France incoraggiando così i sindacati (beoti) a seguirlo? Degli enormi favori di cui avrebbe goduto CAI? Di bad e good company costituite come sappiamo? Dei costi scaricati sulla collettività? Della ‘cortesia’ a Toto? Dei prevedibili fulmini da Bruxelles su vari aspetti?
    Il tavolo è saltato perchè è stato fondato sull’incapacità, sulla prepotenza, sull’arroganza e sulle esigenze di successo di B. Perchè è solo questo che gli interessa: dimostrare di aver risolto. Ma a costo di chi e cosa, chissenefrega.
    Quanto a quello che dovrebbe dire e fare il PD, ahinoi.
    Infine, circa la tua proposta di convocare uno per uno i dipendenti Alitalia per individuare chi dentro e chi fuori, la risposta l’hai già avuta: I ‘grazie, no’ sono la stragrande maggioranza. E sono quelli che fanno levare gli aerei da terra.
    La prossima volta cerca di essere più attento.

  39. piero filotico

    Troppe opinioni personali e pochi dati di fatto in questo post deludente.
    Provo a tornare sul concreto.
    Così come un giornale non si fa senza giornalisti e poligrafici, una compagnia aerea non vola senza piloti e assistenti di volo.
    Piloti e assistenti di volo Alitalia sono pagati (poco) più degli omologhi Air One ma (molto) meno di quelli europei. Nessuno ha ricordato che non molto tempo fa i dipendenti di Alitalia si sono autoridotti gli stipendi (non pochi acquisendo anche azioni della compagnia) per un’azione di solidarietà che non ha molti precedenti, a dimostrazione di uno spirito aziendale non comune.
    La proposta CAI. Riporto solo un caso di un assistente di volo: 23 anni d’azienda, neanche un giorno di assenza, circa 850 ore di volo annue (quasi il massimo consentito!) e un CUD di 22.000 €. Ora, secondo la proposta CAI quello stesso individuo dovrebbe andare a guadagnare circa 500 € netti al mese come stipendio base e altrettanto o poco più di variabile (variabile, ho detto): con tutte le condizioni accessorie sui trasferimenti di sede e le spese di sopravvivenza (vitto e alloggio) a suo carico. Pressappoco le stesse condizioni per i piloti.
    Per non parlare poi delle distonie con il progetto Air France circa aerei e equipaggi da utilizzare: non per polemica, ma credo che Spinetta ne capisca più di Colaninno. Ammetterai che c’è ‘qualcosa’ che non va?
    Infine (infine) c’è anche una cosa che si chiama dignità e se TU lavorassi in Alitalia capiresti meglio quell’applauso liberatorio.
    Quanto alla CGIL, penso che Epifani abbia sostenuto e difeso un punto che è sfuggito (spero solo sfuggito) agli altri: una accordo di questo genere costituirebbe un precedente micidiale, in termini di principi futuri cui ispirarsi.
    E ancora: vogliamo parlare di come è nato questo pasticcio? Di come e perchè B. abbia bocciato l’ipotesi Air France incoraggiando così i sindacati (beoti) a seguirlo? Degli enormi favori di cui avrebbe goduto CAI? Di bad e good company costituite come sappiamo? Dei costi scaricati sulla collettività? Della ‘cortesia’ a Toto? Dei prevedibili fulmini da Bruxelles su vari aspetti?
    Il tavolo è saltato perchè è stato fondato sull’incapacità, sulla prepotenza, sull’arroganza e sulle esigenze di successo di B. Perchè è solo questo che gli interessa: dimostrare di aver risolto. Ma a costo di chi e cosa, chissenefrega.
    Quanto a quello che dovrebbe dire e fare il PD, ahinoi.
    Infine, circa la tua proposta di convocare uno per uno i dipendenti Alitalia per individuare chi dentro e chi fuori, la risposta l’hai già avuta: I ‘grazie, no’ sono la stragrande maggioranza. E sono quelli che fanno levare gli aerei da terra.
    La prossima volta cerca di essere più attento.

  40. piero filotico

    Troppe opinioni personali e pochi dati di fatto in questo post deludente.
    Provo a tornare sul concreto.
    Così come un giornale non si fa senza giornalisti e poligrafici, una compagnia aerea non vola senza piloti e assistenti di volo.
    Piloti e assistenti di volo Alitalia sono pagati (poco) più degli omologhi Air One ma (molto) meno di quelli europei. Nessuno ha ricordato che non molto tempo fa i dipendenti di Alitalia si sono autoridotti gli stipendi (non pochi acquisendo anche azioni della compagnia) per un’azione di solidarietà che non ha molti precedenti, a dimostrazione di uno spirito aziendale non comune.
    La proposta CAI. Riporto solo un caso di un assistente di volo: 23 anni d’azienda, neanche un giorno di assenza, circa 850 ore di volo annue (quasi il massimo consentito!) e un CUD di 22.000 €. Ora, secondo la proposta CAI quello stesso individuo dovrebbe andare a guadagnare circa 500 € netti al mese come stipendio base e altrettanto o poco più di variabile (variabile, ho detto): con tutte le condizioni accessorie sui trasferimenti di sede e le spese di sopravvivenza (vitto e alloggio) a suo carico. Pressappoco le stesse condizioni per i piloti.
    Per non parlare poi delle distonie con il progetto Air France circa aerei e equipaggi da utilizzare: non per polemica, ma credo che Spinetta ne capisca più di Colaninno. Ammetterai che c’è ‘qualcosa’ che non va?
    Infine (infine) c’è anche una cosa che si chiama dignità e se TU lavorassi in Alitalia capiresti meglio quell’applauso liberatorio.
    Quanto alla CGIL, penso che Epifani abbia sostenuto e difeso un punto che è sfuggito (spero solo sfuggito) agli altri: una accordo di questo genere costituirebbe un precedente micidiale, in termini di principi futuri cui ispirarsi.
    E ancora: vogliamo parlare di come è nato questo pasticcio? Di come e perchè B. abbia bocciato l’ipotesi Air France incoraggiando così i sindacati (beoti) a seguirlo? Degli enormi favori di cui avrebbe goduto CAI? Di bad e good company costituite come sappiamo? Dei costi scaricati sulla collettività? Della ‘cortesia’ a Toto? Dei prevedibili fulmini da Bruxelles su vari aspetti?
    Il tavolo è saltato perchè è stato fondato sull’incapacità, sulla prepotenza, sull’arroganza e sulle esigenze di successo di B. Perchè è solo questo che gli interessa: dimostrare di aver risolto. Ma a costo di chi e cosa, chissenefrega.
    Quanto a quello che dovrebbe dire e fare il PD, ahinoi. Meglio non parlarne.
    Infine, circa la tua proposta di convocare uno per uno i dipendenti Alitalia per individuare chi dentro e chi fuori, la risposta l’hai già avuta: I ‘grazie, no’ sono la stragrande maggioranza. E sono quelli che fanno levare gli aerei da terra.
    La prossima volta cerca di essere più attento.

  41. raoul

    Caro Piero, dato che sostieni di avere dati precisi, potresti riportarci qualche dato sulla dinamica dell’organico Alitalia negli ultimi dieci anni e quella di due tre grandi compagnie europee confrontata con i volumi di trasporto? Rizzo ha scritto un articolo qualche giorno fa riportando che dopo l’11 settembre mentre molti vettori Europei tagliavano il personale, Alitalia assumeva due-tremila dipendenti nel giro di tre anni. Idem, sarebbe interessante confrontare le dinamiche salariali in quegli anni. Ora, che magari da “non molto tempo” molti sprechi siano stati ridotti, questo e’ apprezzabile ma quando in una barca si e’ aperta una falla di due metri cominciare a buttare fuori acqua con il secchiello non serve a molto. Stanti cosi’ le cose, e dato che qualche ruolo nelle dinamiche salariali e di assunzione i sindacati piloti, la CGIL etc. lo devono aver giocato, che proprio ora siano loro a puntare i piedi mi sembra un po’ paradossale. Purtroppo ci finiscono in mezzo anche gli addetti alla manutenzione precari che negli anni scorsi guadagnavano una pagnotta o anche le hostess precarie. Ma questa e’ la riprova della miopia di come vengono gestite le cose in Italia, anche dalla CGIL e dai sindacati piloti: la difesa degli interessi di alcune gruppi protetti, una scarsa comprensione dei fenomeni economici e aziendali, e una ideologizzazione del dibattito.

  42. antonio g.

    Ma andiamo!

    Un post che chiude dicendo che piloti e assistenti di volo vanno chiamati uno ad uno e chi ci sta bene oppure fuori dalle palle è pura allucinazione.

    Immaginate il futuro delle relazioni industriali in questo Paese che si avvia a diventare sempre più di merda e fascistissimo.

    E perchè non applicare lo stesso criterio del dentro o fuori a quelli della manutenzione? E alla scuola,e al pubblico impiego? E dovunque c’è un paron dalle belle braghe bianche?

    Non difendo la categoria dei dipendenti Alitalia,devo dire che in quanto a servizio e sciatteria e arroganza mi hanno sempre fatto incazzare.

    Qui è il principio che non si può accettare.

    UNo per uno,dentro o fuori!!!!

    Ma Francesco Costa,ti prego,
    chiedi scusa di averci imposto oltre quaranta commenti per cercare di farti ragionare.

    Ciao

  43. piero filotico

    Non so più di chi e di cosa meravigliarmi.
    Raoul, tu punti il dito sui tremila (dici) assunti in Alitalia nei tre anni successivi all’11 settembre.
    Posto che sia così, informati su:
    - che tipo di risorse sia stato assunto (impiegati, di terra o di volo);
    - CHI li abbia assunti e quale governo ci fosse a premere per farli assumere.Ti assicuro che non si sono autoassunti.

    Sempre in quel periodo: A. nominato da quel governo cominciava l’epoca d’oro (per lui) di Cimoli, lo stesso che aveva fatto naufragare le ferrovie e che cominciò (per fare solo un esempio) il carosello delle rotte aperte e chiuse (chiudi quelle redditizie, apri quelle in perdita), accelerando l’agonia della compagnia e alla fine è stato sì cacciato, ma con con una liquidazione da sceicchi.
    B. veniva varato e sottoscritto dal personale il contratto di solidarietà, autoriducendosi lo stipendio.
    C. le azioni Alitalia sono passate da oltre 10 € a 1,50.

    I sindacati hanno le loro brave colpe, ma il management e i politici andrebbero rincorsi coi forconi.

    Vorrei peraltro ricordare che quello delle cordate costituite da amici imprenditori è una vecchia fissa di B.:
    dice nulla quella inventata per la SME per fare un piacere a Craxi, che ce l’aveva con Benedetti?

    Infine una domanda: qualcuno esperto mi sa spiegare (io non ci arrivo) perchè non viene proposta sul mercato internazionale la stessa formula (bad e good company e compagnia cantando)? Perchè la CAI e solo, SOLO la CAI?

  44. piero filotico

    Non so più di chi e di cosa meravigliarmi.
    Raoul, tu punti il dito sui tremila (dici) assunti in Alitalia nei tre anni successivi all’11 settembre.
    Posto che sia così, informati su:
    - che tipo di risorse sia stato assunto (impiegati, di terra o di volo);
    - CHI li abbia assunti e quale governo ci fosse a premere per farli assumere.Ti assicuro che non si sono autoassunti.

    Sempre in quel periodo: A. nominato da quel governo cominciava l’epoca d’oro (per lui) di Cimoli, lo stesso che aveva fatto naufragare le ferrovie e che cominciò (per fare solo un esempio) il carosello delle rotte aperte e chiuse (chiudi quelle redditizie, apri quelle in perdita), accelerando l’agonia della compagnia e alla fine è stato sì cacciato, ma con con una liquidazione da sceicchi.
    B. veniva varato e sottoscritto dal personale il contratto di solidarietà, autoriducendosi lo stipendio.
    C. le azioni Alitalia sono passate da oltre 10 € a 1,50.

    I sindacati hanno le loro brave colpe, ma il management e i politici andrebbero rincorsi coi forconi.

    Vorrei peraltro ricordare che quello delle cordate costituite da amici imprenditori è una vecchia fissa di B.:
    dice nulla quella inventata per la SME per fare un piacere a Craxi, che ce l’aveva con Benedetti?

    Infine una domanda: qualcuno esperto mi sa spiegare (io non ci arrivo) perchè non viene proposta sul mercato internazionale la stessa formula (bad e good company e compagnia cantando)? Perchè la CAI e solo, SOLO la CAI?

  45. piero filotico

    Non so più di chi e di cosa meravigliarmi.
    Raoul, tu punti il dito sui tremila (dici) assunti in Alitalia nei tre anni successivi all’11 settembre.
    Posto che sia così, informati su:
    - che tipo di risorse sia stato assunto (impiegati, di terra o di volo);
    - CHI li abbia assunti e quale governo ci fosse a premere per farli assumere.Ti assicuro che non si sono autoassunti.

    Sempre in quel periodo: A. nominato da quel governo cominciava l’epoca d’oro (per lui) di Cimoli, lo stesso che aveva fatto naufragare le ferrovie e che cominciò (per fare solo un esempio) il carosello delle rotte aperte e chiuse (chiudi quelle redditizie, apri quelle in perdita), accelerando l’agonia della compagnia e alla fine è stato sì cacciato, ma con con una liquidazione da sceicchi.
    B. veniva varato e sottoscritto dal personale il contratto di solidarietà, autoriducendosi lo stipendio.
    C. le azioni Alitalia sono passate da oltre 10 € a 1,50.

    I sindacati hanno le loro brave colpe, ma il management e i politici andrebbero rincorsi coi forconi.

    Vorrei peraltro ricordare che quello delle cordate costituite da amici imprenditori è una vecchia fissa di B.:
    dice nulla quella inventata per la SME per fare un piacere a Craxi, che ce l’aveva con Benedetti?

    Infine una domanda: qualcuno esperto mi sa spiegare (io non ci arrivo) perchè non viene proposta sul mercato internazionale la stessa formula (bad e good company e compagnia cantando)? Perchè la CAI e solo, SOLO la CAI?

  46. raoul

    i) Mica ho capito che rilevanza ha se il personale era di terra e volo. se il traffico aereo si contrae significativamente, come e’ possibile che il personale aumenti di migliaia di unita’?
    ii) il contratto di solidarieta’ e’ stato firmato alla fine del 2001, inizio 2002?
    iii) chi ha detto che i “sindacati” sono i soli ad avere responsabilita’?? Non facciamo il giochetto che mi fai dire l’opposto
    iv) L’ultima domanda e’ invece sensata. Anche ieri sera, di fronte a precisa domanda di Bersani, Sacconi e’ stato molto sibillino sul se a vettori internazionali vengano offerte le stesse condizioni di CAI. La risposta immaginiamo tutti e’ “no”, e qui entra in gioco la responsabilita; del governo. Bersani e’ intelligente, il problema e’ il suo tono dimesso e poco incisivo

  47. piero filotico

    Raoul, se il traffico cala non si assumono piloti, personale di cabina e di terra. Ma neanche impiegati di sede, non ti pare? E invece il malcostume dei politici non si è arrestato.
    ii) Il contratto di solidarietà e del 2002, con Mengozzi, quello che diceva che meno si volava e più si guadagnava.
    Sono seguite le brevi stagioni di Bonomi (Lega) noto per il sostegno a Malpensa, ma ancor più per la sponsorizzazione miliardaria di Alitalia dei mondiali equestri indoor, il suo sport preferito, E poi è arrivato Cimoli a completare l’opera.
    iii) non ho detto che secondo te i sindacati sono gli unici colpevoli. Dove l’hai letto?
    iv) ecco, se è una domanda sensata, perchè non se la pone il presidente del consiglio? Vuoi vedere che il ‘no’ di Fiumicino che lo ha tanto irritato ha scoperchiato il suo gioco e quello dei suoi amici?

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