Cavolate di Bruxelles

di Philippe Bracke

choux.jpgIl Belgio ha 10 milioni di abitanti, è poco più grande della Lombardia e “gode” di un clima atlantico.

A parte questi dettagli, Belgio e Italia hanno molto in comune:

1. Giovinezza. Anche il Belgio è nato da poco, nel 1830.
2. Alto debito pubblico. In proporzione al PIL, è 85% per il Belgio. (105% per l’Italia)
3. Export di specialità culinarie. Il Belgio è secondo solo alla Svizzera per quanto riguarda il cioccolato (marche famose: Neuhaus, Cote d’Or, Leonidas e Godiva).
4. Aziende famose all’estero. La belga InBev, il più grande produttore di birra al mondo (Beck’s, Stella Artois, Leffe), ha appena acquistato l’americana Anheuser-Busch, proprietaria della Budweiser.
5. Nobiltà. Il re belga, Alberto II, è sposato con un’aristocratica italiana, Paola Ruffo di Calabria.

6. Scontro Nord-Sud. I Fiamminghi occupano la parte Nord del Belgio, parlano un dialetto derivato dall’olandese e sono più ricchi. Dopo aver più volte fatto pressione, sono riusciti a ottenere nel 1993 una revisione della costituzione. Ora il Belgio è uno stato federale. Ma loro non sono ancora contenti.
7. Frazionamento dei partiti. Non esistono partiti nazionali in Belgio, ma partiti fiamminghi o partiti valloni, separati gli uni dagli altri. Risultato: nessuna formazione supera il 15% dei voti, quindi dopo ogni elezione devono trattare per formare coalizioni.
8. Instabilità politica. Dopo le elezioni di giugno 2007 i partiti belgi hanno impiegato nove mesi per formare un governo, caso unico nel mondo occidentale. Primo ministro è diventato Yves Leterme, uno che poco tempo prima aveva definito il Belgio “un incidente della storia, tenuto insieme solo dal re, dalla nazionale di calcio e da qualche birra”. Non c’è da stupirsi, quindi, che lo scorso 15 luglio Leterme abbia rassegnato le dimissioni.
9. Rassegnazione. Un anno e mezzo fa un programma televisivo annunciò per scherzo che i Fiamminghi avevano dichiarato l’indipendenza, il re era fuggito e il Belgio non esisteva più. La cosa, per i molti Belgi che ci sono cascati, era perfettamente plausibile.
10. L’Economist contro. I paesi vanno e vengono, ed è ora di considerare l’esperimento Belgio fallito. Così si è espresso il prestigioso settimanale inglese. Come al solito senza mezzi termini.

Insomma, il paese che ospita l’Unione Europea e la Nato è messo così male che rischia di sgretolarsi. Alla fine, però, è probabile che il Belgio rimanga unito. Altrimenti non si saprebbe come dividere il debito pubblico e a chi affidare la capitale Bruxelles. Come ha detto il corrispondente belga dell’Economist, i Fiamminghi e i Valloni sono come una coppia litigiosa che non si separa per paura di perdere l’affidamento dei figli.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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1 Commento

  1. riccarù

    L’Italia è una repubblica, la nobiltà interessa al gossip e non riguarda la politica; il Belgio è un regno.

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