La morte della giovane turista italiana in Costa Brava è stata al centro delle cronache delle ultime settimane, ed è normale che sia così.
Uno scherzo del destino ha voluto obbligarmi a vedere un’edizione del Tg2 di qualche giorno fa. Il giornalista Rai (di cui non ricordo né il nomé né la faccia, né se fosse uomo o donna) ha intervistato un gruppo di persone sconvolte dall’accaduto: degli italiani in ferie che si disperavano perché “Federica era una di noi”. Ma una di “noi esseri umani” o “noi italiane” o, come tutti quelli che hanno visto il tg con me hanno pensato, “una di noi italiani in ferie a Lloret del Mar”, gruppo ben più ristretto? Il dramma è sempre forte e totale, e il rapporto uomo-donna sempre al centro della tragedia, certo. Poi il giornalista, per completare l’opera già di per sé magistrale, ha intervistato una spagnola in lacrime: sconvolta dall’omicidio, la signora invocava Dios e piangeva la morte della ragazza. Niente da eccepire, ovvio, ma le parole dell’intervistata non sono state tradotte dal tg italiano. È anche vero che le lacrime non hanno bisogno di traduzione, e che almeno Dios e chica più o meno chiunque in Italia le capisce, ma io ho sempre creduto che il ruolo del giornalista fosse informare, spiegare. Qui, in pieno festival del pudore, ci si limita solamente a mostrare le emozioni; le parole non si traducono nemmeno più, basta capirne un paio, poi il resto verrà da sé. E se è sbagliato o incompleto che vuoi che sia. Si va per approssimazioni.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti
– 21/07/2008Pubblicato in:





Il tg2 è in mano a fascisti e leghisti.
Il vecchio governo non ha chiuso con la lottizazione.
In cambio del tg3.
Lo schfo della rai in mano ai partiti produce anche questo.
Lo scandalo, la morbosità e la lacrima in tv fanno battere cassa. Anche alle reti televisive pagate dai contribuenti.
Torna, in una veste tutta nuova, l’idea di Emanuele Severino, che vede le persone riunirsi non intorno al focolare, bensì intorno al grido, sia esso di dolore o di gioia. Dall’individualismo al sadismo, mediato dal voyeurismo: si fa incetta, da spettatori del mondo, delle disgrazie altrui. E le si venera sperando di esorcizzare le proprie.
Siamo educati al dolore dalla televisione. Una violenza tale non si era mai vista.
Gabriele
If it bleeds, it leads…non è una novità.
Pur condividendo i contenuto del post, vorrei sottolineare che a me i post che commentano i programmi TV non piacciono (opinione personale).
Troverei piu’ costruttivo pensare sistemi e provvedimenti-legge per rendere Internet piu’ diffuso e meno caro.
La vera rivoluzione e’ spegnere la TV e insegnare ad usare Internet a tutti, soprattutto agli anziani.