di Andrea Ballabeni
Sembra che otto italiani su dieci siano favorevoli alla sospensione dell’alimentazione per Eluana Englaro. Faccio parte di questa maggioranza. Ritengo però che sia molto difficile stabilire chi ha ragione e chi ha torto in un caso come quello di Eluana. Il problema è legato al concetto di vita umana. Ogni persona ha una propria idea di inizio e fine della vita umana e la scienza in questi casi non puo dare risposte. La scienza puo descrivere lo stato delle funzioni biologiche all’interno del corpo di Eluana ma non puo dire se quella di Eluana sia o meno vita umana perché non è compito della scienza stabilire questo.
Il problema è di natura metafisica ed ogni persona ha un suo modo di vedere problemi come quello di Eluana. C’è chi pensa che esista un’ etica assoluta e c’è chi pensa che un’etica assoluta non esista. In ogni caso ogni persona ha una propria idea sul caso di Eluana: c’è chi pensa sia meglio staccare il sondino, chi pensa che la sospensione dell’alimentazione equivarrebbe ad un piccolo omicidio e chi ha dubbi e non sa darsi risposte.
Personalmente avrei dato la possibilità di staccare il sondino dell’alimentazione anni fa. Allo stesso tempo capisco le ragioni di quegli italiani (non molti) che sono contrari alla sospensione dell’alimentazione.
Penso che in casi come questi sia la democrazia a dover decidere. Chiara Lalli dice che c’è un limite anche alle decisioni della maggioranza (nel caso di Eluana, ricordiamolo, la maggioranza parlamentare non rispecchia fedelmente quella dell’ opinione pubblica) e che ci sono questioni per cui non dovrebbe valere la regola della maggioranza. Sono portato a pensare che la regola della maggioranza debba sempre valere, ovviamente al’interno delle regole condivise (e quindi della costituzione). Nei casi in cui non si è d’accordo con le decisioni della maggioranza si possono fare battaglie politiche per cercare di cambiare l’idea della maggioranza oppure si puo fare obiezione di cosicenza, accettando però le conseguenze civili e penali dell’obiezione di coscienza. Insomma, terrei ben fermo il concetto che la regola della maggioranza in una democrazia compiuta (anche se lontana dalla perfezione) come quella italiana debba sempre valere.
Quello che si potrebbe fare in casi simili a quello di Eluana è promuovere iniziative per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica in modo da fare pressione sulla maggioranza parlamentare oppure, se lo si ritenesse opportuno, promuovere referendum (magari cercando di cambiare il quorum necessario per validare i referendum abrogativi e portarlo al 25% o meno) oppure semplicemente votare un altro partito in cabina elettorale.
A tal proposito ritengo che il partito parlamentare di più grande ispirazione laica e progressista (e cioè il Partito Democratico) debba saper prendere posizioni chiare in casi come quelo di Eluana. Un paio di mesi fa avevo scritto su questo blog che il Partito Democratico dovrebbe comunicare la propria posizione riguardo l’uso delle cellule staminali embrionali e anche riguardo altri grandi problemi “etici”.
Rimandare temi quello delle cellule staminali embrionali e l’eutanasia alla coscienza individuale è un modo per non assumersi responsabilità. Rtiengo invece che un partito a vocazione maggioritaria debba avere il coraggio di esprimere una propria posizione anche su temi così controversi.
Se il Partito Democratico esprimesse in modo forte e chiaro la propria posizione su casi come quello di Eluana (cosa che fino ad ora non è stata fatta) dimostrerebbe la capacità di prendere decisioni unitarie difficili (difficili anche perché le posizioni all’interno del partito sono diverse) e darebbe una grossa mano ai tanti italiani che conducono queste battaglie politiche in modo autonomo o appoggiandosi ad associazioni come la associazione Luca Coscioni.
In Spagna e in altri paesi i cittadini favorevoli alla possibilità di staccare il sondino ad Eluana hanno un più chiaro gruppo di rappresentanza politica in parlamento. In Italia quegli stessi cittadini sono invece un po’ più soli.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Sono d’accordo con Andrea sulla necessità, per il PD, di assumere una posizione chiara sui grandi temi “etici”. Nello specifico ritengo che sia diritto di Eluana (o di chi la rappresenta) decidere quando rifiutare una cura; e del resto i giudici della corte d’appello di Milano si sono espressi in questo senso.
C’e’ un problema metafisico e c’e’ un problema legislativo. A mio giudizio, il problema metafisico non puo’ che essere lasciato alla coscienza individuale. Il PD e’ un partito laico, non un partito confessionale. Al suo interno possono e debbono coesistere persone che si rifanno a sistemi metafisici diversi. C’e’ poi il problema legislativo, e su questo il PD dovrebbe esprimere una posizione chiara, e cio’ che nessuna parte puo’ imporre all’altra la propria visione metafisica. Quindi la legge deve offrire il questa materia liberta’ di coscienza, assicurando al cattolico che creda che la vita non debba essere interrotta anche in queste circostanze tutta l’assistenza economica e strutturale possibile, cosi’ come alla persona che ritenga che una simile vita non sia piu’ vita, va garantito il diritto a staccare la spina, se questa e’ la sua personale convinzione. Non credo sia giusto che il PD esprima una posizione metafisica, quanto un chiaro orientamento legislatico. Non e’ esattamente la stessa cosa. Io personalmente ritengo che la spina “debba” a me essere staccata in simili circostanza, ma difendo il diritto inalienabile a chi abbia opinione opposta a non farlo e da lui attendo eguale difesa, rispetto e comprensione del mio diritto cosi come io ho del suo. Dal PD attendo non che si faccia coinvolgere in una discussione metafisica ma che sia il difensore intransigente dei diritti degli uni e degli altri.
C’e’ un problema metafisico e c’e’ un problema legislativo. A mio giudizio, il problema metafisico non puo’ che essere lasciato alla coscienza individuale. Il PD e’ un partito laico, non un partito confessionale. Al suo interno possono e debbono coesistere persone che si rifanno a sistemi metafisici diversi. C’e’ poi il problema legislativo, e su questo il PD dovrebbe esprimere una posizione chiara, e cio’ che nessuna parte puo’ imporre all’altra la propria visione metafisica. Quindi la legge deve offrire il questa materia liberta’ di coscienza, assicurando al cattolico che creda che la vita non debba essere interrotta anche in queste circostanze tutta l’assistenza economica e strutturale possibile, cosi’ come alla persona che ritenga che una simile vita non sia piu’ vita, va garantito il diritto a staccare la spina, se questa e’ la sua personale convinzione. Non credo sia giusto che il PD esprima una posizione metafisica, quanto un chiaro orientamento legislatico. Non e’ esattamente la stessa cosa. Io personalmente ritengo che la spina “debba” a me essere staccata in simili circostanza, ma difendo il diritto inalienabile a chi abbia opinione opposta a non farlo e da lui attendo eguale difesa, rispetto e comprensione del mio diritto cosi come io ho del suo. Dal PD attendo non che si faccia coinvolgere in una discussione metafisica ma che sia il difensore intransigente dei diritti degli uni e degli altri.
Gabriele,
quando dico che il PD (a mio avviso) dovrebbe indicare la propria posizione anche sui temi “etici” intendo dire che dovrebbe indicare una linea politica e NON una linea spirituale.
Come disse giustamente Raoul Minetti in un vecchio post, ogni scelta presuppone una conseguente linea politica. Schierarsi a favore o contro una determinata questione etica vuol dire fare una precisa scelta politica con implicazioni molto pratiche come ad esempio il fare apposite leggi e stanziare fondi.
E’ ovvio che il PD non debba indicare cio’ che e’ vita e cio’ che non e’ vita, perche’ non e’ compito suo.
Ma il PD, in quanto partito politico, dovrebbe fare una sintesi al suo interno e uscire con una linea unitaria di azione anche sui temi “etici”. Ovvero, in parole povere, deve dire come intenderebbe legiferare e stanziare fondi quando un giorno avra’ il compito di governare il paese.
Andrea Ballabeni
D’accordissimo su tutto. Mi premeva solo sottolineare una distinzione che non sempre trovo coscientemente espressa nell’opinione pubblica. Invece sulle questioni etiche e’ importantissimo che si faccia tale distinzione. La discussione non e’ sul valore morale e metafisico del divorzio, dell’aborto, dell’eutanasia o dell’omosessualita’ ma su come lo stato debba legiferare sulla materia. Non e’ chiesto a nessuno di abdicare ai propri principi morali nel momento in cui si sostenga una legislazione che offra liberta’ di coscienza e di azione su temi controversi, sui quali si scontrino legittime e opposte visioni metafisiche.
Invece io sono d’accordo con Chiara Lalli, quando diceva all’assemblea di Roma che è improprio definire tutti i problemi di questa natura come “etici”, mentre alcuni di essi, ed eminentemente questo a me pare, sono problemi di libertà individuale, nei quali davvero non è la maggioranza a dover decidere, ma, come scrive anche Gabriele, la maggioranza deve invece provvedere a garantire anche i diritti della minoranza. Ammesso poi che in Italia, dove gli elettori non votano mai tenendo in considerazione anche questi temi, i termini di maggioranza e minoranza politica rappresentino quella del paese, e non si tratti invece di una “minoranza rumorosa”, potente e prevaricatrice.
Barbara,
anche io sarei favorevole alla massima liberta’ individuale su temi come aborto, cellule staminali embrionali o sospensione dell’alimentazione a persone in coma irreversibile.
Dobbiamo pero’ capire che il discorso della liberta’ individuale ha dei limiti. Infatti per alcune persone abortire o usare un embrione per fini di ricerca scientifica equivale a commettere un omicidio. E’ chiaro quindi che per queste persone il discorso della liberta’ individuale non puo valere. Non si puo infatti dire a queste persone: “io commetto un omicidio perche fa parte della mia liberta’ individuale”.
E’ per questo che penso che bisogna cercare di capire il punto di vista di chi la pensa diversamente da noi e bisogna capire che il sistema migliore per arrivare ad una soluzione il piu’ possibile condivisa e’ sempre quello di decidere le cose in modo democratico e usando la regola della maggioranza. La democrazia si basa proprio sull’ accettazione di limiti alla propria liberta’ individuale.
Andrea
La faccio semplice. Occorre garantire i diritti ed occorre precostituire alternative.
L’approccio laico sulle questioni “etiche” è, e deve essere, solo questo.
Il PD deve farsi portatore di questa linea di pensiero, e cioè che ogni singolo cittadino deve poter fruire di ogni diritto. Deve poter. Se convinzioni morali, religiose e che altro al singolo cittadino di voler fruire di quel dato diritto, ciò non toglie che altri debbano poterne beneficiare, qualora ritengano.
Questa è laicità. Riconoscere, senza badare alle implicazioni moralistiche, la rilevanza collettiva di una possibilità e renderla effettiva. Nessuna imposizione, solo la possibilità di scegliere, senza che nessuno sia pregiudicato.
IL PD è un partito “non identitario”. Non potrà mai assumere posizioni chiare sui temi etici perché perderebbe voti. L’elettore chierico-democristo non voterebbe mai un partito che propugna il matrimonio omo. Così l’elettore laico che ama giocare al riformismo, non voterebbe un partito appiattito sui temi cattolici.
Così il PD sta nel mezzo cercando i voti di tutti.
Non solo non ha un’identità ma neppure ha provato a definirla. Il discorso che hanno scritto a Veltroni per Torino era di un vuoto identitario paradigmatico.
La povera Eluana starà ancora a lungo in una situazione così umiliante finché la politica sarà preda di queste formazioni politiche che agiscono secondo i loro interessi e non secondo portati valoriali.
Decidere a maggioranza? Mi sembra proprio negare il concetto di laicità, anzi vuol dire avviarsi sul piano di uno stato teocratico. Dove la maggioranza x che invoca la legge del proprio dio impone a tutti la propria verità. Per paradosso si può immaginare che una maggioranza decide che l’eutanasia è obbligatoria per tutti. Sarebbe una scelta giusta: la maggioranza ha sempre ragione!
Suvvia siamo nel 2008 e in un partito riformita si ragiona ancora come se il tema della laicità fosse una novità inesplorata.
negli anni 30 la maggioranza dei tedeschi era favorevole al nazionalsocialismo
dire che sui temi della laicità si deve decidere a maggioranza è una logica pidduina e che dovrebbe essere desueta
il padre di eluana deve avere la possibilità di scegliere
non ha questa possibilità perché la chiesa cattolica romana interferisce con il panorama politico italiano pur movimentando solo il 3% dei voti
io non impedisco a un cattolico di fare le sue scelte da cattolico (anche se le considero superstizioni)
i cattolici invece ci impediscono di esercitare liberamente le nostre scelte, noi che pensiamo che una convinzione religiosa non possa determinare la nostra vita e quella dei nostri cari
i cattolici nostrani hanno fatto un gran casino quando il papa (ex hitler jugend ricordiamocelo) ha avuto paura di una civile (e costituzionale) contestazione che l’attendeva alla sapienza
ora su eluana invece non la tirano fuori la storia della libertà, chissà perché
alla chiesa dovrebbe essere vietato per dpr di interferire con la politica
e inizino a pagare l’ici, i chierici!
negli anni 30 la maggioranza dei tedeschi era favorevole al nazionalsocialismo
dire che sui temi della laicità si deve decidere a maggioranza è una logica pidduina e che dovrebbe essere desueta
il padre di eluana deve avere la possibilità di scegliere
non ha questa possibilità perché la chiesa cattolica romana interferisce con il panorama politico italiano pur movimentando solo il 3% dei voti
io non impedisco a un cattolico di fare le sue scelte da cattolico (anche se le considero superstizioni)
i cattolici invece ci impediscono di esercitare liberamente le nostre scelte, noi che pensiamo che una convinzione religiosa non possa determinare la nostra vita e quella dei nostri cari
i cattolici nostrani hanno fatto un gran casino quando il papa (ex hitler jugend ricordiamocelo) ha avuto paura di una civile (e costituzionale) contestazione che l’attendeva alla sapienza
ora su eluana invece non la tirano fuori la storia della libertà, chissà perché
alla chiesa dovrebbe essere vietato per dpr di interferire con la politica
e inizino a pagare l’ici, i chierici!
la vera laicità è: “la mia libertà finisce dove inizia la tua”
in italia invece la tagline è:
“puoi fare quello che vuoi l’importante è che la cosa non stia sulle palle alla maggioranza o a ciò che è considerata come tale”
questa logica pseudo-consensuale maggioritario (e che prescinde dai valori identitari) è il principale freno allo svilluppo di un paese che per quel che riguarda i diritti civili è l’ultimo in europa assieme alla grecia
il retrogrado coffy a bologna impedisce di farsi il piercing sul pisello o sulla patata
a parte che uno se lo va a fare a imola, questo la dice lunga su come è intesa la libertà in italia
c’è un rischio sanitario?
l’ordinanza di coffy doveva essere “chi si fa il piercing sul pisello o sulla patata, lo fa a suo rischio e pericolo, se vi succede qualcosa vi pagate le spese sanitarie”
e invece questa italia è il paese dei divieti
moralismo d’accatto trasversale a tutte le forze politiche
finché non ci libereremo di questo ci saranno 1000 eluane e un crucco vestito di bianco che pretende di decidere per loro con un popolo di pecoroni che sta zitto