Le parole hanno un peso, si sa. E dietro le parole, il detto e anche il non-detto, sta una scelta. Decidere di dire e come dire; decidere di omettere e come omettere.
Ripenso a quando, qualche anno fa, nella mia bella e ricca città l’allora sindaco forzista decise di non dare più la gestione del campo nomadi ai servizi sociali e di darla alla protezione civile. Come i terremoti e le inondazioni. Una scelta che nei fatti cambiava ben poco (c’era comunque qualcuno che se ne occupava), ma nascondeva un punto di vista, un messaggio chiaro.
Qualche ora fa, il telegionale della terza rete della Rai mostra un servizio su un bracciante agricolo morto di fatica in un campo lombardo. La giornalista dice che il lavoratore era extracomunitario, clandestino e per giunta lavoratore in nero. “Per giunta” in italiano significa “inoltre”. Chi è clandestino e ha bisogno di lavorare deve per forza lavorare in nero, non per giunta. Chi non ha i documenti per vivere in Italia non può essere assunto. Quindi la giornalista avrebbe dovuto dire che “il lavoratore di conseguenza lavorava in nero”, oppure che “essendo clandestino lavorava in nero”. “Per giunta” indica una colpa in più per il povero indiano, colpevole già di essere clandestino.
Poi leggo il Venerdì di Repubblica e mi soffermo su un’intervista a Carla Bruni. Nel suo ultimo album, c’è una canzone per suo fratello, morto un paio di anni fa. E mi chiedo ma perché mai prima che la signora Bruni diventasse Première Dame de France si diceva che suo fratello è morto di aids, mentre oggi si narra sia morto di leucemia? Dietro questa notizia, di per sé già poco interessante sia per la vita della Francia sia per la carriera di cantante della signora Bruni, si nasconde forse un punto di vista chiaro ma inconfessabile e politicamente scorretto nei confronti dei malati di aids?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Complimenti hai dimostrato di avere una mente fantastica, perché riesci ad andare a fondo alle questioni senza fermarti alle supeficialità tipiche del nostro oggi!
è vero ke per giunta vuol dire inoltre,ma è anche vero ke cio’ ke si legge cambia di significato a seconda dell’interpretazione ke si da.. secondo me la giornalista voleva dire che quel povero clandestino è morto,e inoltre essendo lavoratore in nero e senza il permesso di soggiorno non poteva nemmeno essere risarcita la famiglia xkè nn era regolare,oppure era per evidenziare la gravità della condizione in cui vivono i nostri extracomunitari e non in senso cattivo…