La ripugnante unità del PD su Eluana Englaro

di Chiara Lalli

l senso di estraneità e di disappunto mi strappa dal silenzio che avevo abbracciato riguardo ad Eluana Englaro (soprattutto perché il mio silenzio segue la esplicita manifestazione di come la penso, se a qualcuno potesse interesare). Ma soltanto per un commento fugace alle dichiarazioni del PD per bocca di alcuni dei suoi.


Oggi il Pd con una sofferta mediazione ha offerto una importante manifestazione di unità e di compattezza non partecipando al voto sul conflitto di attribuzione». Lo affermano i deputati del Pd Binetti, Bobba, Carra, Calgaro, Lusetti, Mosella, Ria, Sarubbi. E aggiungono: «Vogliamo che Eluana viva, riconoscendo anche alla sua esistenza attuale il diritto a vivere e riaffermando che nessuno può assumersi la tragica responsabilità di togliere la vita ad un’altra persona».

(Il Corriere della Sera, Eluana, sì della Camera al conflitto di attribuzione, 31 luglio 2008).

Mediazione: purtroppo il risultato di una mediazione, che significa una media più o meno aritmetica di addendi alcuni dei quali sono drammaticamente in negativo, offre un risultato inevitabilmente merdoso. Alcuni addendi andrebbero eliminati perché non rispettano le regole del gioco, non perché siamo cattivi. Quando ti dicono che puoi giocare a pallone se segui il regolamento e tu entri e prendi a calci il portiere della squadra avversaria ti cacciano. Solo gli esaltati continuano ad urlare arbitro cornuto. La mediazione sui diritti civili è pericolosa e fuori fuoco: sulla libertà personale non dovrebbe esserci alcuna media(zione) a patto che le mie decisioni non danneggino altri. E le questioni di fine vita sono esemplari: io decido per me e non venitemi a fare la paternale. Non è pertinente che Eluana non possa esprimersi (perché lo ha fatto quando poteva; perché oggi non può e non potrà in futuro; perché lo scenario è quello di un legittimo rifiuto di terapie, e le due condizioni necessarie – quella di irreversibilità dello stato vegetativo e la ricostruzione della sua volontà – sono state ben trattate dalla sentenza, ma dubito che i commentatori si siano disturbati a leggerla).

Unità: sarebbe importante approfondire il contenuto di una unità. Rischia di essere una contentezza pericolosa perché troppo formale. Sareste contenti di trovarvi in accordo con un gruppo di persone che picchia e sevizia un cane? Ciò che conta è cosa si sta facendo uniti, non essere uniti e basta. Il PD (o almeno i suoi portavoce) si accontentano di essere compatti su questa ennesima manifestazione di ipocrita e paternalistico buonismo (ad essere spaziosi di cuore nel definirlo).

Viva: Binetti dimentica di specificare come sia la vita di Eluana. Meramente biologica, priva della minima coscienza e percezione. Il “Vogliamo che viva” è di una volgarità rara. E lascia intendere che loro vogliono che viva, mentre quel farabutto del padre (e quelli che lo sostengono) se ne sbattono di Eluana, anzi la vogliono far crepare. Trovo queste parole ripugnanti – in senso tecnico. Inutile dire che a nessuno dei suddetti interessa cosa volesse Eluana.

Meglio riportare il parere di Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia Englaro: “Per noi la situazione oggi è uguale a ieri, e identica a tre settimane fa: la Corte d’Appello di Milano, come poi confermato dalla Cassazione, ha autorizzato il signor Englaro a porre fine alle sofferenze della figlia, ed è quello che farà quando lo riterrà opportuno, né prima né dopo [...] La legge è chiara [...] per interrompere una sentenza esecutiva come quella della Corte d’Appello ci vuole una richiesta esplicita di sospensione alla stessa Corte, cosa che non è stata fatta. Ora la Camera presenterà il ricorso, la Corte Costituzionale deciderà in due battute sulla sua ammissibilità, e infine se davvero c’è stato conflitto. Nel frattempo, secondo qualcuno potrebbe sospendere l’atto impugnato, ma questo non è assolutamente mai successo”.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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62 Commenti

  1. Tancredi: il ricatto del votare PD oppure PDL è disonesto intellettualmente ed è appunto un ricatto. Disonesto perché dice il falso: si può votare per IDV, per la Lega – tra le formazioni presenti in Parlamento – oppure per uno dei partiti che alle ultime elezioni non hanno raggiunto il quorum.

    Il giorno in cui il PD avrà fatto approvare una legge che ridurrà a due soli i partiti votabili (PD e PDL) si potrà annullare la scheda o non votare. O anche votare PDL, perché sono convinto che morto Berlusconi il PDL sarà un partito meno indigesto da sostenere rispetto al PD per come lo conosciamo oggi.

    Sono di sinistra, ma se mi costringete a scegliere tra la destra originale e la fotocopia della destra, preferisco l’originale.

  2. Chiara: da quanto capisco tu sei proprio il genere di elettrice del PD che io trovo più insopportabile: quella che raccoglie le firme contro la Binetti, naturalmente senza che questo abbia ALCUN effetto contro la sua candidatura, e che alla fine vota per il pd LO STESSO, seguendo la vecchia bugia che non c’è alternativa.

    Siete i responsabili della scomparsa di un partito laico dal parlamento e ancora parlate.

  3. @ Anellidifumo,

    hai la sfera di cristallo per sapere che cosa ho votato?

    Evito di commentare il tuo tono e le tue argomentazioni, perché basta la totale assenza della premessa necessaria (che io abbia votato PD) per far cadere tutte le implicazioni.

    Temo che “il genere di elettrice del PD che [tu] trovi più insopportabile” non sia io. Parla con lei.
    Mi fa davvero tristezza questo modo di attaccare e criticare. Dormici sopra.

  4. @Chiara e @Anelli,

    vi leggo e vi stimo entrambi. Constato con tristezza che questa vostra discussione è l’emblematica testimonianza di una parte di popolo che è orfana di una rappresentanza politica ed è incapace di contrapporsi ad una classe dirigente che monopolizza in maniera trasversale la politica italiana.

    Siamo magari tutti d’accordo nel merito (in questo caso l’eutanasia o in senso più generico una visione laica del mondo e il desiderio di vedere rappresentati in maniera moderna i diritti civili), ma ci scanniamo per le scelte fatte dall’altro (o presunte tali) o un tono più o meno acceso.

    Loro invece (quelli che diciamo di voler combattere) son capaci di unità o nullità (come in questo caso) finché c’è in discussione la possibilità di perpetuarsi nel potere.

    Così non andiamo da nessuna parte.

  5. @Chiara e @Anelli,

    vi leggo e vi stimo entrambi. Constato con tristezza che questa vostra discussione è l’emblematica testimonianza di una parte di popolo che è orfana di una rappresentanza politica ed è incapace di contrapporsi ad una classe dirigente che monopolizza in maniera trasversale la politica italiana.

    Siamo magari tutti d’accordo nel merito (in questo caso l’eutanasia o in senso più generico una visione laica del mondo e il desiderio di vedere rappresentati in maniera moderna i diritti civili), ma ci scanniamo per le scelte fatte dall’altro (o presunte tali) o un tono più o meno acceso.

    Loro invece (quelli che diciamo di voler combattere) son capaci di unità o nullità (come in questo caso) finché c’è in discussione la possibilità di perpetuarsi nel potere.

    Così non andiamo da nessuna parte.

  6. mbi. Constato con tristezza che questa vostra discussione è l’emblematica testimonianza di una parte di popolo che è orfana di una rappresentanza politica ed è incapace di contrapporsi ad una classe dirigente che monopolizza in maniera trasversale la politica italiana.

    Siamo magari tutti d’accordo nel merito (in questo caso l’eutanasia o in senso più generico una visione laica del mondo e il desiderio di vedere rappresentati in maniera moder@Chiara e @Anelli,

    vi leggo e vi stimo entrana i diritti civili), ma ci scanniamo per le scelte fatte dall’altro (o presunte tali) o un tono più o meno acceso.

    Loro invece (quelli che diciamo di voler combattere) son capaci di unità o nullità (come in questo caso) finché c’è in discussione la possibilità di perpetuarsi nel potere.

    Così non andiamo da nessuna parte.

  7. LA PESTE ISTITUZIONALE SEXGATE E CARATTERI MAFIOSI

    PREFAZIONE

    Nello scorrere veloce degli accadimenti tre fatti, coincidenti e tra loro strettamente legati, mi inducono a pubblicare un lavoro già edito, “La peste istituzionale”.

    Queste le tre notizie di cronaca:
    A- la satira di Sabina Guzzanti sull’on. Mara
    Carfagna, ministro della Repubblica Italiana e quella sul papa Ratzinger;
    B – la sorte di Eluana Englaro;
    C- la discarica intitolata a George W. Bush.
    Cominciamo dall’ultima notizia.

    DISCARICA INTITOLATA A BUSH
    RAPPRESENTA IL SUO LAVORO

    In una minuscola e breve notizia apparsa su “la Repubblica” di mercoledì 19 luglio 2008, insieme all’esposizione degli altri due fatti, e mentre a Tokyo si decretava la fine della terra chiedendo una maggiore produzione di petrolio, senza nulla proporre per le energie pulite, e senza nulla fare per evitare l’annunciato disastro per il cambiamento del clima e delle condizioni atmosferiche da parte di più di duemila scienziati, si legge:
    “San Francisco ‒ Se le 12mila firme raccolte dal Presidential Memorial Committee saranno riconosciute valide, in novembre gli abitanti di San Francisco voteranno, oltre che per la Casa Bianca, per decidere se intitolare a Bush una discarica. “E’ un luogo che lo rappresenta “, dicono i promotori: “Ci vorranno anni per rimediare ai danni che ha fatto, proprio come per le discariche”
    La notizia per la presa di coscienza del disastro provocato da Bush con la guerra in Iraq, non merita alcun commento e viene data come notiziola in decima o quindicesima pagina, forse, perché bisognerebbe ricordare che Bush vinse le elezioni contro Al Gore, perché i moralisti protestanti, anglicani e non, furono turbati dallo scandalo Lewinsky. O bisognerebbe ricordare che alle seconde elezioni Bush vinse contro il democratico John Kerry perché fu ricevuto in Vaticano e benedetto da papa Karol Woityla. Per le seconde elezioni agli anglicani si aggiunsero in massa le “fondamentaliste” armate cattoliche con tutti i suoi soldati e legionari di Cristo. Papa Woityla per scongiurare la guerra in Iraq spedì in America un cardinale. Avrebbe potuto semplicemte, se voleva la pace e non la guerra, minacciare la scomunica a Bush. Quella scomunica attuata per chi fa l’amore e non la guerra, come a monsignor Milingo che veva la colpa di aver sposato Maria Sung. Finché praticava un celibato di facciata andavano bene tutte le sciocchezze truffaldine degli esorcismi.

    Passiamo alla seconda notizia.
    SABINA GUZZANTI
    L’artista Sabina Guzzanti ha fatto della satira sul ministro delle Pari opportunità on. Mara Carfagna.
    Non ho nulla da dire e non mi interessa quel che faccia l’on. Mara Carfagna. Ma la Guzzanti mi è piaciuta moltissimo per le sue elevate capacità artistiche di tradurre in linguaggio popolare, e per tutti comprensibile, una critica politica nella città di Plauto, che sollazzava gli spectatores non solo con un linguaggio scurrile, ma facendo esibire sul palcoscenico gli attori guarniti di un grosso phallos, come si può ammirare nelle pitture pompeiane.
    Ben più vera la satira su Ratzinger che condanna all’inferno, tra diavoli omosessuali, ed al quale fa divieto assoluto di tenere lezioni magistrali, per l’inaugurazione dell’anno accademico, in una Università Italiana, ove si fa Scienza: nessuno vuol togliere la parola a papa Ratzinger, ma le sue lezioni le tenga in una facoltà di Teologia, dove si parla di Dio e non di Scienza. E’ una vergogna che nessuno abbia preso la difesa di Sabina Guzzanti, tranne Dario Fo, molto debolmente.

    Ed ecco la terza notizia
    ELUANA ENGLARO
    Riporto da “la Repubblica” di venerdì 1 agosto, l’articolo di Miriam Mafai, perché riassume bene la vicenda, e perché tocca quei punti che sono oggetto di studio in questo libro, in quanto la peste psichica domina nelle istituzioni, nelle menti dei nostri rappresentanti al Parlamento Nazionale e al Senato, e nella mente di un’intera popolazionee che questi rappresentanti sceglie.

    La fuga del Pd
    Dunque la Camera ha votato. E ha deciso di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costitzionale contro la decisione della Corte di Cassazione che aveva finalmente consentito alla richiesta del padre di Eluana Englaro di sospendere l’alimentazione e l’idratazione forzata della figlia in stato vegetativo permanente ormai da sedici anni. La camera ha votato e il pg di Milano ha fatto ricorso contro la sentenza, dunque, la povera Eluana dovrà ancora restare attaccata a quel sondino, invecchiare così nel buio profondo di una morte non ancora ufficialmente certificata…. Quel sondino e quelle macchine che possono tenerti immobilizzato, per anni, in quello spazio di morte che non è più la morte naturale di una volta, ma l’orrore di una zona intermedia in cui è una macchina che ti pompa il sangue, ti alimenta artificialmente per un tempo che può durare per anni. Per Eluana sono passati già sedici anni. L’orrore di questa condizione inumana non conta nulla di fronte al voto dei nostri parlamentari. Non conta nulla nemmeno la sentenza della Cassazione che finalmente aveva acceduto alla richiesta del padre di Eluana ….. Ma quello che più mi è colpito nella seduta di ieri della Camera dei deputati, di fronte a quel voto, è stata il silenzio dei parlamentari del Partito Democratico. Il loro rifiuto di assumere una posizione e di esprimersi con un sì o con un no. Il loro ripiegare su un’astensione che appare una fuga dalle responsabilità ….. Ieri alla camera il Partito Democratico ha preferito non prendere parte alla votazione. Non mi convince la spiegazone fornita in aula. Attorno al caso Eluana Englaro, alla sua tragedia e a quella del padre, attorno a un caso drammatico che investe la coscienza di tutti noi, era lecito attendersi una posizione limpida ed equilibrata dei deputati del Partito democratico. Non c’è stata. E’ una brutta giornata, questa, per chi crede nel Partito Democratico e nella laicità del nostro Stato.”
    Mina Welby: mi sembra il calvario di mio marito. (“la Repubblica” 1 agosto)
    Roma ‒ “Mi ferisce la decisione della Procura di Milano. Io non sono un esperta giurista, ma trovo che il ricorso sia l’ennesimo affronto al papà di Eluana che cerca solo in modo chiaro e palese di rispettare il volere della figlia”. E’ delusa Mina Welby dal comportamento dei magistrati ma “soprattutto dal partito democratico. Dovevano esprimersi, avere il coraggio di dire sì oppure no. E invece sono usciti dall’aula, non hanno avuto la forza di prendere posizione sul dramma di Eluana. Così hanno accontentato l’ala integralista del partito, non tutti i cattolici visto che conoco molte persone di fede che credono nella libertà di scelta”. E accusa: “Mi sembra di rivivere il calvario di mio marito Piergiorgio con i giudici che rifiutavano di staccare il respiratore perché dicevano c’era un vuoto normativo. E il vuoto c’è ancora, grazie ai politici che non decidono e si rimbalzano la palla”.

    GIURAMENTO DEL MEDICO
    Consapevole dell’ importanza e della solennità dell’ atto che compio e dell’ impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell’ esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d’ urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’ esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’ “accanimento” diagnostico e terapeutico.

    “Astenersi dall’accanimento terapeutico” non significa che si debba mantenere per 15-20 anni artificialmente in vita con un’idratazione ed alimentazione MECCANICHE, prive di sapore e odore, una ragazza in coma vegetativo come Eluana Englaro; od altro paziente affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica, come Piergiorgio Welby, il quale chiedeva di risparmiargli le torture cosiddette terapeutiche”. Sostenere che bisogna tenere in vita tali pazienti è soltanto una tesi cinica, aberrante, sadica e malvagia, che ha l’unico scopo di sottomettere psicologicamente il resto della comunità degli uomini, obbligandoli all’obbedienza di un ordine assurdo e contro natura, come prova di obbedienza assoluta e sacrificale. Dopo tale prova tutto è possibile: sei anima e corpo nele loro mani..
    Perché, in realtà, di Eluana e di Piergiorgio non importa niente a nessuno, mentre le loro tragedie sono vissute solo dai loro familiari . Il medico riceve questi due insegnamenti. Primo: la vita umana è sacra. Secondo: l’ uomo per vivere ha bisogno di soddisfare tre istinti fondamentali che sono il cibo, il sonno e il sesso. A questi se ne sono aggiunti, negli ultimi tempi, altri tre, anch’essi di primaria importanza: il bisogno di contatto, la conoscenza ed il lavoro. Non credo che pazienti come Piergiorgio Welby e come Eluana Englaro abbiano mai potuto soddisfare uno solo di questi bisogni durante il mantenimento artificiale delle loro vite.

    Se tra gli onorevoli deputati del Parlamento e del Senato vi siano dei medici che hanno votato perché si mantenga in vita Eluana, o che si siano astenuti da una responsabile votazione, uscendo fuori dall’aula al momento della votazione, ebbene costoro sono degli SPERGIURI; e secondo il vecchio giuramento di Ippocrate, che chiamava a testimoni Asclepio, Igea e Panacea e tutti gli Dei e le dee, “mal gliene colga”.

  8. Il rispetto della vita per Famiglia Cristiana? Trattare i malati da burattini! Il giornale cattolico ha preso una malata che non può scrivere né dettare né anche solo pensare un testo e ha pubblicato una lettera a so nome solo per attaccare Beppino Englaro, il padre di Eluana.
    Leggere per credere…
    http://noirpink.blogspot.com/2008/09/tendenze-famiglia-cristiana-il-rispetto.html

  9. Angelo

    Bambù

    Bambù era l’albero più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore l’amava più di tutte le altre piante.

    Un bel giorno il Signore gli disse:

    “Bambù ho bisogno di te, ma … per usarti devo abbatterti.”

    L’albero fu scosso da un fremito.

    Egli, però, sapeva che il Signore l’amava:

    “O Signore”, disse, “fa’ di me ciò che tu vuoi”.

    Così il Signore del giardino abbattè Bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spacco in due e ne estirpò il cuore.

    Poi portò Bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai campi inariditi; lo depose delicatamente a terra con una estremità del tronco collegata alla fonte e l’altra diretta verso il suo campo arido.

    Ora l’acqua saltellava sul Bambù. e scendeva giù giù ad irrigare l’erba e le piante e i fiori di mille colori.

    Nell’azzurro del cielo il sole sorrise e Bambù, divenuto canale, era molto felice.

  10. Angelo

    Bambù

    Bambù era l’albero più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore l’amava più di tutte le altre piante.

    Un bel giorno il Signore gli disse:

    “Bambù ho bisogno di te, ma … per usarti devo abbatterti.”

    L’albero fu scosso da un fremito.

    Egli, però, sapeva che il Signore l’amava:

    “O Signore”, disse, “fa’ di me ciò che tu vuoi”.

    Così il Signore del giardino abbattè Bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spacco in due e ne estirpò il cuore.

    Poi portò Bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai campi inariditi; lo depose delicatamente a terra con una estremità del tronco collegata alla fonte e l’altra diretta verso il suo campo arido.

    Ora l’acqua saltellava sul Bambù. e scendeva giù giù ad irrigare l’erba e le piante e i fiori di mille colori.

    Nell’azzurro del cielo il sole sorrise e Bambù, divenuto canale, era molto felice.

  11. Bambù

    Bambù era l’albero più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore l’amava più di tutte le altre piante.

    Un bel giorno il Signore gli disse:

    “Bambù ho bisogno di te, ma … per usarti devo abbatterti.”

    L’albero fu scosso da un fremito.

    Egli, però, sapeva che il Signore l’amava:

    “O Signore”, disse, “fa’ di me ciò che tu vuoi”.

    Così il Signore del giardino abbattè Bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spacco in due e ne estirpò il cuore.

    Poi portò Bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai campi inariditi; lo depose delicatamente a terra con una estremità del tronco collegata alla fonte e l’altra diretta verso il suo campo arido.

    Ora l’acqua saltellava sul Bambù. e scendeva giù giù ad irrigare l’erba e le piante e i fiori di mille colori.

    Nell’azzurro del cielo il sole sorrise e Bambù, divenuto canale, era molto felice.

  12. simona

    Non sono daccordo prorpio su nu bel cavolo di niente.
    Chiara scrive:
    .
    Mi si è accapponata la pelle a leggere queste parole.
    Intanto credo che espressioni come vita puramente biologica e vegetativa siano ambigue quando sono riferite all’uomo.La differenza tra vita biografica e vita biologica non è reale ma concettuale perchè non c’è vita biografica che non sia anche vita biologica e non c’è vita bilogica che non sia anche vita biografica. Affermare l’opposto significherebbe dire che una volta che la persona umana ha perso determinate facoltà non è più una persona umana (stato vegetativo mi sembra infatti un termine più appropriato per le zucchine e i rapanelli che per l’uomo).
    La coscienza di sè, l’esercizio delle nostre funzioni vitali e delle nostre facoltà cognitive …sono sempre e comunque manifestazioni della vita personale.
    Qualsiasi discorso che faccia riferimento alla qualità della vita non può negare che il suo presupposto è il riconoscimento della vita stessa. Quando si parla della vita si deve intendere il valore della concreta individualità umana presente, ciò che esiste non è la vita, ma questo e quel vivente. Anche l’autodeterminazione e l’autonomia (chiamati in causa spesso per giustificare l’atto eutanasico) non possono essere considerati diritti primari, perchè non c’è possibilità di autodeterminazione e autonomia laddove non c’è possibilità di continuare ad esistere. E non è necessario ricorrere alla categoria della sacralità della vita umana per sostenere che il venire al mondo postula, nei confronti della società, il diritto alla tutela dell’esistenza.

    Poi comunque Eluana è viva.
    La Corte d’Appello di Milano nel decreto del 16.12.2006 aveva stabilito che “Eluana non può considerarsi clinicamente morta” e che “in base alla vigente normativa Eluana è viva, posto che la morte si ha con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”.
    Se non lo fosse non si capisce come mai ci sia bisogno di “staccare la spina” per porre fine alle sue sofferenze.Non si può soffrire se non si è vivi e se non si ha la minima percezione e coscienza. E se si afferma che si può soffrire bisogna affermare che oltre alla sofferenza ci possono essere anche altri stati. Altrimenti si cade in contraddizione.

    inoltre Eluana non è morente e il suo non è un caso di accanimento terapeutico:cosi ha deciso la corte di appello: ” la somministrazione di bevande e di cibo per via naso gastrica non è accanimento terapeutico. Anzi rappresenta, piuttosto, un presidio proporzionato rivolto al mantenimento del soffio vitale, salvo che, nell’imminenza della morte, l’organismo non sia più in grado di assimilare le sostanze fornite o che sopraggiunga uno stato di intolleranza, clinicamente rilevabile, collegato alla particolare forma di alimentazione”. Infine è pacifico: la rimozione del sondino farà morire Eluana di fame e di sete.

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