di Filippo De Agostini & Michele Ruta.
Avete presente quando leggete qualcosa che riflette quello che pensate, ecco questo é quello che é successo a noi leggendo quest’articolo tratto del blog di Marco Zatterin , corrispondente a Bruxelles de La Stampa. Si parla del cammino percorso dal processo di integrazione europeo. Di com’é percepita l’Unione Europea oggi e del suo vero senso di esistere. Potrà sembrare ridondante il riproporlo, ma é nostra opinione che in esso si racchiudono le basi da dove bisogna ripartire per continuare. Detto questo, non c’é molto da aggiungere, l‘articolo parla da sé.
“Lasciamo da parte le cose buone, tanto per essere in linea col resto dell’opinione pubblica. E’ vero che i meccanismi sono complessi, è vero che i governi disegnano capriole verbali incredibili per definire i loro accordi, è vero che la Commissione potrebbe comunicare meglio e anche il Consiglio avrebbe qualcosa da fare in merito. E’ vero che bisogna rimboccarsi le maniche per fare ordine. E’ vero, certo che è vero.
Ma non bisogna annullare il ricordo del passato. Se siamo qui è anche grazie alla bistrattata Unione europea che oggi fatica parlare alla sua gente. La soluzione non è abbatterla, ma rafforzare il dialogo e dare il contributo a costruire piuttosto che a distruggere.
Mi sa che l’ho già scritto, ma ripetere aiuta. In uno dei suoi ultimi discorsi Francois Mitterrand, padre dell’Europa e presidente della Francia, disse che “il nazionalismo è guerra”. Santo cielo se aveva ragione
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Io posso anche capire l’euroscetticismo di molti nord-europei, ma in Italia esso diventa veramente una forma di tafazzismo. L’Italia ha un bisogno disperato di Europa. Non ultimo, come difesa da Berlusconi e dalla sua visione antiliberale dello Stato, la sua difesa dei trust (il suo nell’informazione per primo), la sua idea che le leggi debbano valere solo per i poveracci e gli sfigati, le sue tentazioni protezionistiche.
Il PD dovrebbe rilanciare alla grande l’europeismo, anche a costo di fare una difficile battaglia contro corrente, contro i media berlusconiani, perchè la maggior parte degli italiani è perfettamente consapevole che, con tutti i suoi difetti, l’UE rappresenta per noi un’ancora di salvataggio. Si parla tanto di eurocrazia, ma quale italiano dotato di senno non scambierebbe la burocrazia italiana con quella europea?? Si parla di perdita di sovranità, ma quanti italiani sono convinti che le classi dirigenti italiane siano in grado di gestire al meglio da sole la nostra, di sovranità?
Invece di inseguire affannosamente i vari Flores, rilanciamo in Europa una battaglia per costringere l’Italia a rispettare le regole europee su rete4, su Alitalia, sulla giustizia, su tante altre vicende per le quali, se lasciata a sé stessa, l’Italia non riuscirà più a liberarsi dal giogo berlusconiano.
sono sempre stato un euro-entusiasta, ma e’ innegabile che ci siano molti errori nella costruzione europea, la percezione di un perdurante egoismo degli stati nazionali, una grande inconsistenza dell’europa in tante cose importanti (a partire dalla politica estera), una sensazione di un’europa utilizzata solo per fare piu’ grandi i propri paesi e poi dimenticata. piu’ un asettico e noioso multiculturalismo lontano dalla vita quotidiana delle persone, tanti sbagli anche nella simbologia, neutra per non scontentare nessuno. insomma l’europa mi sembra oggi piu’ grande ma piu’ debole che 15-20 anni fa. purtroppo l’europa mi sembra piu’ che mai un bellissimo sogno
Stavo giusto dando un’occhiata all’articolo di Zatterin cui fate riferimento, che mi pare pienamente centrato. E` vero che i cittadini europei spesso considerano acquisite conquiste che senza l’EU (con tutti i suoi difetti e le sue perfettibilità) non sarebbero state possibili. A questo si aggiunge il fatto che alcuni leaders europei, soprattutto i piu` populisti come Berlusconi e Kaczinski, non vedono nel progetto europeo una cambiale che possa essere incassata politicamente a stretto giro e quindi si mettono di traverso, contrariamente ad altri, anche esplicitamente di destra come Sarkozy, che vedono una possibilità di crescita del proprio protagonismo personale e nazionale nel successo dell’Europa. Proprio a partire da questo (e qui condivido l’urgenza nello spingere il PD ad un europeismo sempre piu` esplicito) in Italia essere europeisti, cosi` come essere del PD, significa essere vigili difensori (ma si sa che in qualche caso la miglior difesa e` l’attacco) dei diritti civili, del contratto sociale alla base di un paese civile, che si fonda su regole condivise ed uguali per tutti, ma anche di un’Europa che sia sempre piu` politica. Allo stesso tempo e` necessario farsi promotori in chiave nazionale e locale di quelle linee guida di azione politica che gia` oggi derivano dalle politiche europee: un esempio per tutti e` il programma stategico di Lisbona (non il trattato) che prevede che nel 2010 l’Europa divenga “la maggiore economia mondiale fondata sulla conoscenza”, il quale era presente nelle politiche del governo Prodi anche con riferimenti espliciti, ma pare sparito dalla campagna elettorale e dai temi di questo governo.
Scusate ma mi veniva fuori di riprovare per un errore di rete ed ho ripostato la stessa cosa tre volte.
S.
Stefano: secondo me non è solo che i leader populisti non vedano nell’Europa una cambiale facile da riscuotere; io credo che vedano in essa soprattutto un possibile limite al loro populismo, il pericolo di essere autorevolmente contraddetti. Ecco perchè ad esempio un Berlusconi mina costantemente la credibilità di queste istituzioni: se gli italiani si convincessero che una “giustizia uguale per tutti” è ragionevolmente possibile, come farebbe a fargli accettare il suo modello di società semi-aristocratica?
Daniele: certamente e` anche come dici tu, la semplificazione per avere consenso facile ed il fastidio di fronte ad un sistema istituzionale equilibrato e basato sulla trasparenza e sulla centralita` del cittadino-persona, sono in fondo i tratti caratteristici del populismo autoritario.
Vorrei segnalare i commenti fortemente anti-BCE di Veltroni riportati sabato dall’ANSA ed in modo più esteso e drammatico da Eugenio Scalfari su Repubblica lunedì. Il testo degli interventi lo trovate nel precedente post di Michele Ruta.
Su Repubblica domenica, non lunedì.
Luca, non c’e’ nessun “commento fortemente anti-BCE”. C’e’ un commento contro un provvedimento delle BCE, quello di alzare i tassi. I provvedimenti di una istituzione europea si possono criticare, senza per questo essere antieuropeisti. Anzi.
Nello specifico, quello adottato e’ un provvedimento coerente con il mandato della BCE, che e’ quello di mantenere l’ inflazione sotto un livello prefissato. Non e’ invece un provvedimento apprezzato dai politici, che preferirebbero avere un po’ piu’ di inflazione in cambio di un po’ meno recessione.
Si puo’ discutere chi abbia ragione: ma si deve convenire che una banca centrale autonoma, “non eletta dal popolo”, e’ in grado di adempiere al proprio mandato senza cedere alle lusinghe contingenti dei politici. E’ quello che ha fatto (bene) la BCE: il fatto che i politici siano arrabbiati e’ un buon segno.
Mi ripeto: @Luca Gambetti: criticare una decisione della BCE non vuol dire essere anti-europeisti. Una buona parte della sinistra italiana ha sempre sostenuto che l’unione monetaria, senza una più stretta unione politica che faccia da “contrappeso”, è monca, e credo che questo tipo di critiche si inquadri in quest’ottica. La BCE non può e non deve dare un indirizzo politico, credo che di questo Veltroni e Scalfari siano perfettamente consapevoli.
Testimonianza da un “padre” (sopravvissuto). Nel ’58,ragazzino,ho viaggiato per lavoro F,D,NL,B,CH con base in Lussemburgo, accompagnando in auto uno zio che faceva import/export. Ancora oggi ho un ricordo scioccante delle 6 valute da sostituire continuamente(in un gigantesco portafogli multiscomparto),ad ogni passaggio di confine (anche 4 o 5 al giorno).Code alle dogane, con perquisizione del portabagagli alla ricerca anche solo di un fiasco di vino. A Trier e Koblenz, così come a Bastogne e Eindhoven ancora immense rovine della guerra terminata 13 anni prima. Per noi,ma sopratutto per le giovani e future generazioni,perseguire l’unione politica europea è un must, non tanto per gli evidenti benefici monetari e di mercato, ma per una questione di sopravvivenza: una nuova guerra europea sarebbe la fine irreversibile dell’Europa politica e fisica…
…scusate, mi era sembrato che paragonare la BCE alla “nave dei folli” fosse un commento anti-BCE, ma probabilmente mi sono sbagliato.
Luca, torno a ripetere: la BCE non è “l’Europa”. E’ una banca centrale. Si può non essere d’accordo con le sue decisioni, non è un delitto di lesa maestà.
(daniele)
Esprimo più compiutamente il mio pensiero; secondo voi gli italiani sentendosi dire da autorevoli uomini di sinistra che la BCE è la “nave dei folli” e che molte famiglie saranno sospinte verso la povertà comprenderanno chiaramente che si tratta solo di una banca centrale o capiranno sempre meno cosa rappresenta l’Europa ? Io voto per la seconda ipotesi. Poi mi farebbe piacere sapere voi cosa ne pensate nel merito, ma magari questo è un OT.
Ci vorrebbe un post su questa storia della BCE. Luca te la senti di scriverlo e di farmelo giungere?
Il discorso é il seguente:
- si, é legittimo criticare la BCE o qualsiasi istitutione.
- si’, é possibile cirticare la BCE od altre isittuzioni comunitarie senza per questo essere antieuropeita. Cosi come é possibile criticare il comportamento di un istituzione italiana, francese, spagnola,statunitense, ecc. senza per questo essere anti-italiano, anti-francese, antispagnolo, ecc.
- si’, l’uscita di Veltroni , Scalfari, ecc. stavolta embrava scimmiottare i toni berlusconiani.
Se tu critichi qualcosa scimmiotando i toni dell’attuale presidente del consiglio ed oltretutto non spieghi primq le cose ai cittadini finisci per seminare in loro un sentimento “euro-ostile”.
Questo il punto e questo é l’errore. Un merti oche devo riconoscere all’attuale presidente fracese, é che la sua critica é accompagnata da una costante azione pedagogica in senso europeo. E vi assicuro che in questo campo rispetto al suo predecessore sta facendo un grosso sforzo (che x esempio va dalle conferenze stampe con i corrispondenti a Bruxelles alla Torre Eiffel illuminate di blu ed accompagnata dalle 12 stelle dell’Unione)
Veltroni e Scalfari forse erano in buona fede, ma senza un azione di base , critiche cosi non fanno che suscitare o rafforzare il sentimento di euro-antipatico che il “Scilvio” porta con se. E questo non é un bene.
Per questo bisogna spingere Veltroni a prendere l’iniziativa, a muoversi. Perché, per quanto suggestiva, non basta una visita a Ventotene (conclusione campagna delle primarie).
Filippo, ti ringrazio dell’invito, ti invio il post (come ?) al più presto. Intanto un altro esempio di distorsione dei fatti; un’ANSA di oggi dice testualmente “Bce: crescita tenue e rischi ribasso
Chiari rischi di inflazione, non indicizzare i salari
(ANSA) – ROMA, 10 LUG – La crescita dell’area euro rimane ‘moderata’ ma ‘prevalgono rischi al ribasso’.”
Il bollettino BCE cui si fa riferimento dice invece “the latest data confirm the expected weakening of real GDP growth in mid-2008 after exceptionally strong growth in the first quarter”, che è un film molto diverso. In sintesi la decisione di aumentare il tasso di sconto deriva dal desiderio di frenare la marea montante di capitale circolante derivata da un primo trimestre eccezionalmente buono (magari non da noi). Questa sarebbe la nave dei folli ?
Luca scrivi qui e specifica il mio nome (nick) ed il post:
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