A volte lavorano …

di Oleg Curci

dna.JPGConfesso un peccato inesorabile ed infamante….sono un dipendente
pubblico, anzi per la precisione sono un Infermiere presso il Pronto Soccorso
più grande della mia regione (Liguria) ed il 4° in Italia per
numero di accessi (350/die – circa 130.000 all’anno) e sono quindi un
dipendente della Regione Liguria.

Entrato per concorso (14° su 726 per 10 posti con graduatoria ad
esaurimento) dopo dieci anni dal diploma e senza nessun tipo di
raccomandazione, lavoro da dieci anni in condizioni assolutamente estreme che
vanno ulteriormente peggiorando.

Nel 1999 avevamo un afflusso di circa 150/180 pazienti al giorno ed
eravamo sette Infermieri, due Medici Internisti, un Chirurgo, due Anestesisti
distribuiti in sette locali ampi e luminosi ove riuscivamo a svolgere
più che dignitosamente il nostro lavoro. Oggi con un utenza di 300/350
pazienti al giorno (sostanziale raddoppio in 10 anni) siamo sette Infermieri,
due Medici Internisti, un Chirurgo, due Anestesisti distribuiti in sette
locali nuovi ma piccoli e senza finestre ove lavoriamo quotidianamente in
condizioni di estrema emergenza.

Perchè questo preambolo? perchè non sono per nulla un
fannullone, perchè non posso permettermi (con due figlie ,il mutuo, il
latte a 1,50 euro/litro) nessun tipo di assenteismo perchè non posso
nemmeno osare il doppio lavoro perchè rischio il licenziamento,
perchè non vedo valorizzato nemmeno il tanto lavoro straordinario che
faccio (circa 350 ore/anno), perchè cambiano i Primari, cambiano i
Direttori di Dipartimento cambiano le strutture ed aumentano i carichi di
lavoro e le responsabilità ma la retribuzione non cambia mai.

Eppure insisto, insisto perchè mi piace il mio lavoro, insisto
perchè pur essendo usurante credo di essere utile e di fare un lavoro
intelligente ed interessante, insisto perchè penso di poter dare il
mio piccolo contributo a cambiare le cose, insisto perchè sono
segretario di un circolo di testoni che mi seguono nelle battaglie
quotidiane, insisto perchè da troppo tempo vedo risolvere i problemi
del mio ambito lavorativo solo grazie allo spirito di sacrificio dei
lavoratori, insisto perchè la politica degli spot ha deciso che sono
un fannullone ma io che so di non esserlo insisto perchè la miglior
risposta agli spot è il lavoro ed i risultati che abbiamo sempre
ottenuto. È troppo facile sparare nel mucchio della bassa forza,
bisogna avere il coraggio di sparare anche su chi ha grandi
responsabilità, esistono tanti fannulloni dirigenti… cerchiamoli…
ma senza caccia alle streghe… cerchiamoli e basta, ma finiamola di pensare
che ogni dipendente pubblico sia un furfante che ruba lo stipendio, finiamola
perchè non è così.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

19 Commenti

  1. Ho insegnato per nove anni alla scuola infermieri della mia città e non faccio retorica se ti dico che, ogni volta che sento dire che i dipendenti pubblici non lavorano, penso ai miei ex- studenti e al grande impegno che ci mettevano fin dai tempi della scuola (che, pur non essendo ancora corso di laurea, prevedeva molte ore di studio e altrettante di tirocinio in corsia).
    Anch’io sono dipendente pubblico e, come te, “bassa manovalanza”, perchè insegno in una scuola media di periferia, in situazioni sempre più di emergenza (stranieri, bullismo ecc.). Il mio contratto dice che lavoro 18 ore a settimana, cioè solo quelle frontali in classe, più qualche ora per le riunioni: vale a dire che io faccio, senza che lo Stato se ne accorga, tutte le mie programmazioni, le preparazioni e correzioni di lezioni e compiti, l’aggiornamento e la formazione.
    Anch’io sono stanca dei luoghi comuni, del tipo: i dipendenti pubblici sono tutti fannulloni.

  2. Sergio

    Oleg, ho sperimentato di persona,in occasione di grave infortunio,un pronto soccorso a Genova negli anni ’90: grande competenza ed anche umanità dal servizio ambulanza all’ospedale, a fronte di strutture un po’ fatiscenti, anche se pulite e ben tenute.Questo “spot” dei “fannulloni” è sullo stesso piano del “dito alzato del ministro”. I disservizi nella PA, così come nelle aziende private, dipendono da organizzazione inadeguata e gestione delle risorse umane poco professionale (vera formazione, partecipazione,obbiettivi,ecc.).

  3. Io ho lavorato un anno e mezzo in un comune, e i miei genitori erano entrambi insegnanti delle medie.

    Dalla mia esperienza, e dall’esperienza dei miei genitori, il problema non è assolutamente che gli impiegati statali SIANO dei fannulloni: statisticamente i fannulloni sono pochi. Il problema è che, in molte situazioni, POSSONO ESSERE fannulloni. Nel comune dove lavoravo la gran parte delle persone lavorava in modo normale, facendo quello che doveva (senza ammazzarsi). Poi c’era alcune persone che facevano poco o nulla, e anzi spesso cercavano di mettere i bastoni tra le ruote di chi voleva darsi “troppo” da fare, e alcune altre che si facevano un mazzo così per riuscire a dare un servizio decente ai cittadini, a volte proprio per compensare le mancanze dei fannulloni.

    Il problema, come dicevo, è che sostanzialmente nella PA non c’è la possibilità pratica di punire queste persone, che spesso sono tra le più sindacalizzate e conoscono tutti i loro “diritti”, e/o conoscono qualche santo protettore, se non magari attraverso assai discutibili pratiche di mobbing. Poche persone che fanno così sono in grado sia di alimentare la brutta nomea per i dipendenti pubblici, sia, e soprattutto, di demoralizzare tutti i loro colleghi.

    Riguardo i dirigenti, è vero che spesso non sono all’altezza, ma anche quando lo sono spesso possono fare poco. Io in prima persona ho vissuto un tentativo di riorganizzazione del servizio in cui lavoravo, con un nuovo dirigente che ha cercato di cambiare certe abitudini consolidate ma non certo produttive. Un paio di dipendenti, quelli che con la vecchia gestione praticamente controllavano il servizio (non dei fannulloni, ma senza averne le qualifiche e il know how), gli hanno fatto una guerra prima sotterranea, e poi aperta. Risultato: il dirigente se n’è andato poco dopo di me. I due, fin quando ne ho saputo qualcosa, erano sempre al loro posto.

    Quindi la mia conclusione è questa: i fannulloni sono pochi percentualmente, ma ci sono e fanno grossissimi danni. Il sindacato della PA spesso è complice. Quindi non facciamo di ogni erba un fascio, ma non cerchiamo neanche di negare il problema, perchè esiste.

  4. Filippo Zuliani

    @Daniele
    Dalla mia esperienza, e dall’esperienza dei miei genitori, il problema non è assolutamente che gli impiegati statali SIANO dei fannulloni: statisticamente i fannulloni sono pochi.

    Calma con le generalizzazioni facili. Posso assicurarti che il rapporto fannulloni/lavoratori dipende fortemente da realta’ a realta’. Ad esempio, i PA del mio comune di residenza da 2000 anime lavorano normalmente (quasi) tutti. Se invece vai a dare un’occhiata negli uffici del ventre molle dell’universita’ di TS troverai che mediamente su 5 PA stabili ne lavora 1. I precari la’ fanno categoria a parte, dovendo spesso mettere le pezze per i 4 di cui sopra. Per cui direi che il problema c’e', ma non va generalizzato pena l’alzata di scudi, in alcuni casi sacrosanta.

  5. monica borgonovo

    Sono anch’io dipendente pubblico e, come dice Lorella, bassa, bassissima manovalanza: insegno alle elementari, le mie ore frontali, con annessi e connessi, sono alcune in più, lo stipendio un po’ più basso ma, in buona sostanza, i problemi gli stessi. Anche le soddisfazioni, però. E’ difficile per me trovare nella memoria un esempio di fannullone, forse perchè stiamo parlando di infermieri e insegnanti della scuola dell’obbligo, categorie che lavorano in ambiti dove il ‘fare di più’ è ormai un assunto di base. Altrimenti, per esperienza diretta, la scuola primaria non potrebbe funzionare e un ospedale neanche, almeno dal poco che ho avuto modo di vedere. Dovunque, però c’è chi si dà da fare meno, chi è meno competente, chi è meno creativo, chi meno si ammazza di lavoro: questo, certo, va risolto. In compenso, per lo meno nella scuola elementare, settore di cui posso parlare con cognizione di causa, c’è anche chi non conosce nemmeno i suoi diritti basilari da contratto e fa cose non richieste ingaggiando una specie di guerra tra i poveri, per far vedere al dirigente quanto di più fa rispetto agli altri. Anche questo è un problema. Il lavoro di qualità o significativo per una qualsiasi ragione, spesso passa in secondo piano, rispetto a quello quantitativamente ‘di più’. Questo, insieme al fatto che le categorie di cui parliamo percepiscono stipendi bassi, fa sì che le stesse non vengano percepite dall’opinione pubblica come invece le ha ben definite Oleg: persone che fanno un lavoro utile, intelligente e interessante. Che è la ragione per la quale siamo ancora lì. Nonostante i carichi di lavoro aumentino mentre gli stipendi mai. Nonostante non venga valorizzato – se non, addirittura, ostacolato – il contributo che molti di noi danno, creandosi competenze nuove. Siamo ancora lì perchè ci piace e crediamo nel lavoro che facciamo. E perchè, anche, ci piace lavorare (pare…).

  6. oleg curci

    L’ostracismo al cambiamento è uno degli ostacoli maggiori, nonostante ci si spenda quotidianamente per riuscire a migliorare sia le condizioni di lavoro che la qualità delle prestazioni erogate (trattando “merce” umana devono essere di alta qualità) esiste chi ostacola qualsiasi innovazione o cambiamento solo per mantenere inalterato il proprio satus quo.
    Condivido ciò che afferma Daniele ma è anche vero che ci sono grandi settori del pubblico impiego dove si sono create sacche di privilegio sia lavorativo che economico con l’assenso più o meno tacito dei sindacati; sindacati che spesso non esitano a difendere anche l’indifendibile a perseguire la politica dell’incentivo a pioggia a coltivare il proprio orticello di clientele con i lavoratori e di connivenze con le direzioni aziendali.
    Tutto ciò fa si che si sia creato nell’opinione pubblica una scuola di pensiero che rende plausibile la battaglia del piccolo Brunetta e rende estremamente difficoltoso a noi far passare il messaggio giusto.
    Ringrazio tutti per i commenti…questo è un bel modus operandi per il PD che vorrei…
    Oleg

  7. paolo

    Il Pd non vota sul caso di Eluana.
    Solo l’idv vota contro.

    Shame on you

  8. riccarù

    Una domanda per tutti i lavoratori onesti della PA che quì son intervenuti: che pensate dei vostri colleghi che NON lavorano?
    Perché penso sia normalmente inteso che il cosiddetto problema della PA (che a mio avviso esiste) siano loro e non chi lavora; che ci siano persone oneste che portano avanti la loro professione lo sappiamo, ma vicende o esperienze negative son comuni a molti; allora che si fa?

  9. oleg curci

    Il mio pensiero, già esplicitato più volte nel mio ambito lavorativo ed a caro prezzo, è che la lotta alle “schiene dritte” deve partire soprattutto dall’interno. Io personalmente sono sempre in prima linea a combattere taluni comportamenti ma mi rendo conto che sono spesso una voce fuori dal coro perchè il principio dell’intoccabilità sembra insindacabile e sindacalmente protetto. Forse è una peculiarità tutta sanitaria , ma talvolta si ha l’impressione che il sistema sia inguaribilmente malato. D’altro canto si fa anche poco per mantenere vivo l’interesse di chi ha voglia di fare, all’Azienda non interessa cosa faccio ,come lo faccio e quanto faccio ma solo ed esclusivamente se io ci sono oppure no.
    Partendo da questo presupposto tutto diventa più difficile, anche perchè spesso facendo il proprio lavoro come va fatto si rimane etichettati come rompi….
    A tutto ciò va aggiunto un certo disincantato poco interesse degli strati superiori che fa il paio con tutto il resto, ad accompagnare il tutto poi abbiamo il grande occhio dei sindacati che nulla vedono ,nulla toccano perchè tutto rimanga così come hanno stabilito di comune accordo con l’azienda..
    e buon lavoro…ma sono stanco..
    Oleg

  10. Marco comaschi

    Siccome ti conosco e conosco il tuo impegno civile e lavorativo, posso permettermi di chiederti di non fare, come molti fanno, purtroppo, inutili generalizzazioni in senso positivo o negativo. Perchè un lavoratore, dipendente o autonomo, pubblico o privato, uomo o donna, non sia un fannullone ci vogliono diversi fattori concomitanti: ci vuole la testa, ci vuole la consapevolezza di quello che si fa, ci vuole anche la passione, ci vogliono gli stimoli anche economici, ci vogliono le condizioni di ambiente di lavoro ed il clima. Ed è qui che entra pesantemente in gioco anche la dirigenza. Se la dirigenza è in grado di produrre un clima in cui ogni singolo individuo si sente portatore di qualcosa di importante per obiettivi comuni e condivisi, allora i cosiddetti fannulloni assenteisti diminuiscono. Alcuni restano perchè non hanno nè la testa nè il cuore, ma molti capiscono. Ho sempre pensato che la politica sia lo strumento per consentire di traguardare obiettivi finalizzati al bene della persona e della società, in un difficile mix di interessi talvolta contrastanti. Poi può essere politica di destra o di sinistra, ma il fine teorico è lo stesso. Fare politica significa allocare le risorse disponibili in modo che l’attività dei singoli si tramuti in bene comune. Se il beneficio è solo di un singolo o di pochi, la politica è cattiva politica, se è di tutti è buona politica. Ecco perchè ti voglio bene. Ciao. Marco

  11. Enzo Fiore

    Il problema é che nel privato se non produci non ti assumono e/o ti licenziano. Nel pubblico spesso i concorsi sono 1 farsa e se una persona produce onestamente per quanto é pagata lo fa solo ed esclusivamente perché ci crede e si autodisciplina non perché 1 superiore controlli… Anche l eletto non può fare nulla…. Ma alla sinistra sta bene così perché del lavoratore nel privato nei fatti se ne frega mentre a preoccuparsi del pubblico questi sono i risultati spesso disastrosi sotto gli occhi di tutti!

  12. gcyd iyfp siupbwck ndbcmlk jvoke ycadjsvt jafuvb

  13. eugenio

    quante belle parole,scritte poi da chi qualsiasi cosa che fa, la fa solo esclusivamente per interessi personali sia che faccia politica o che faccia il dipendente del servizio sanitario.Bisogna innanzituto avere un pò di dignità personale,non predicare bene ma poi razzolare male.Fare politica o lavorare credendo di essre il più furbo raccontando un mare di bugie, a lungo andare non paga.
    Buona fortuna

  14. oleg curci

    Non credo di essere il più furbo ne tantomeno di raccontare bugie perchè ciò che ho scritto nel post è facilmente dimostrabile facendo un giro dove lavoro e nel commento di marco comaschi. Quanto agli interessi personali mi piacerebbe ,caro Eugenio che mi spiegassi quali sono visto che ne la mia condizione economica ne quella lavorativa hanno tratto alcun giovamento dalla mia attività politica.
    E’ una pessima cosa calunniare in questo modo, se vuoi farlo cerca di circostanziare le tue accuse.
    Grazie e buona giornata
    Oleg

  15. oleg curci

    Non credo di essere il più furbo ne tantomeno di raccontare bugie perchè ciò che ho scritto nel post è facilmente dimostrabile facendo un giro dove lavoro e nel commento di marco comaschi. Quanto agli interessi personali mi piacerebbe ,caro Eugenio che mi spiegassi quali sono visto che ne la mia condizione economica ne quella lavorativa hanno tratto alcun giovamento dalla mia attività politica.
    E’ una pessima cosa calunniare in questo modo, se vuoi farlo cerca di circostanziare le tue accuse.
    Grazie e buona giornata
    Oleg

  16. oleg curci

    Non credo di essere il più furbo ne tantomeno di raccontare bugie perchè ciò che ho scritto nel post è facilmente dimostrabile facendo un giro dove lavoro e nel commento di marco comaschi. Quanto agli interessi personali mi piacerebbe ,caro Eugenio che mi spiegassi quali sono visto che ne la mia condizione economica ne quella lavorativa hanno tratto alcun giovamento dalla mia attività politica.
    E’ una pessima cosa calunniare in questo modo, se vuoi farlo cerca di circostanziare le tue accuse.
    Grazie e buona giornata
    Oleg

  17. oleg curci

    Rispondo semplicemente per precisare che ciò che ho scritto è confutabile quotidianamente sia facendo un giretto nel mio luogo di lavoro sia leggendo il commento di Marco Comaschi (Direttore del dipartimento) poco sopra. Per quanto concerne gli interessi personali mi piacerebbe sapere quali sono visto che il mio attivismo politico non mi ha portato ne incrementi economici ne lavorativi di sorta mentre l’impegno come segretario del circolo ha solo sottratto tempo prezioso alla mia famiglia. Evidentemente alcuni passaggi del post non sono piaciuti o hanno toccato situazioni spinose e nervi scoperti. Caro Eugenio se vuoi calunniare o insultare cerca almeno di circostanziare i fatti perchè le accuse aleatorie risultano piuttosto ridicole e fastidiose.
    Buona giornata
    Oleg

  18. oleg curci

    Rispondo semplicemente per precisare che ciò che ho scritto è confutabile quotidianamente sia facendo un giretto nel mio luogo di lavoro sia leggendo il commento di Marco Comaschi (Direttore del dipartimento) poco sopra. Per quanto concerne gli interessi personali mi piacerebbe sapere quali sono visto che il mio attivismo politico non mi ha portato ne incrementi economici ne lavorativi di sorta mentre l’impegno come segretario del circolo ha solo sottratto tempo prezioso alla mia famiglia. Evidentemente alcuni passaggi del post non sono piaciuti o hanno toccato situazioni spinose e nervi scoperti. Caro Eugenio se vuoi calunniare o insultare cerca almeno di circostanziare i fatti perchè le accuse aleatorie risultano piuttosto ridicole e fastidiose.
    Buona giornata
    Oleg

  19. oleg curci

    Rispondo semplicemente per precisare che ciò che ho scritto è confutabile quotidianamente sia facendo un giretto nel mio luogo di lavoro sia leggendo il commento di Marco Comaschi (Direttore del dipartimento) poco sopra. Per quanto concerne gli interessi personali mi piacerebbe sapere quali sono visto che il mio attivismo politico non mi ha portato ne incrementi economici ne lavorativi di sorta mentre l’impegno come segretario del circolo ha solo sottratto tempo prezioso alla mia famiglia. Evidentemente alcuni passaggi del post non sono piaciuti o hanno toccato situazioni spinose e nervi scoperti. Caro Eugenio se vuoi calunniare o insultare cerca almeno di circostanziare i fatti perchè le accuse aleatorie risultano piuttosto ridicole e fastidiose.
    Buona giornata
    Oleg

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