di Marco Simoni, da Europa
La tre giorni de iMille si è conclusa Domenica scorsa votando tra le altre cose un ordine del giorno con il quale la nostra rete invita tutti i fondatori e i futuri iscritti del Partito Democratico ad aderire a tutte le correnti, i movimenti culturali, a partecipare alle attività di tutte le fondazioni che fanno riferimento al nostro partito. Ci auguriamo che ogni “luogo” nato per aggiungere contributi politici, culturali e sociali al percorso difficile che abbiamo davanti sia altrettanto aperto al contributo di tutti, e che si valutino sempre la bontà delle idee, piuttosto che perder tempo ad analizzare la persona che quelle idee esprime.
iMille sono una rete, la rete di chi pensa che non abbiamo scorciatoie davanti, come anche gli sconfortanti fatti degli ultimi giorni ci dimostrano. E’ una scorciatoia quella dell’insulto di piazza, è una scorciatoia la manovra di palazzo compiuta con linguaggi incomprensibili: entrambe hanno evidentemente già fallito. Sono facce della stessa medaglia che appartengono ad una fase iniziale del centrosinistra moderno, la fase di iniziale, di uscita dal novecento (e lunga, troppo lunga) che dobbiamo lasciarci alle spalle, perché così non si cambia l’Italia, e si perdono anche le elezioni.
E’ questo il tempo della costruzione faticosa, ricca di convegni densi e di salamelle da girare, come metafore necessarie dello studio politico e della militanza nella società accanto alla vita delle persone. Entrambi questi elementi sono presenti nelle tradizioni a cui si rifà il PD, sono presenti in tutte le migliori esperienze della sinistra democratica, da quella novecentesca a quella di Obama.
Venerdì mattina abbiamo scattato una inedita foto di gruppo. 30 oratori hanno offerto l’immagine, anche fisica, di una parte della nuova (leggasi: non famosa) classe dirigente del PD che c’è già, e che il segretario Veltroni ha fatto bene a venire ad ascoltare direttamente. Poi per due giorni abbiamo approfondito quattro priorità: il Mezzogiorno d’Italia, l’università e la ricerca, i diritti civili, la costruzione del partito nei territori.
Per cominciare a far uscire il Sud dalla disperazione bisogna iniziare a trattarlo e giudicarlo con gli stessi parametri del resto d’Italia, ha insistito Giuseppe Veltri in una sessione di Sabato. Continuare ad avere un doppio standard, giustificando comportamenti e risultati che sarebbero criticati e censurati in altre regioni, significa condannare il Mezzogiorno alla conservazione (vero programma di questo governo) nelle intenzioni ancora prima che nella pratica politica. Continuare a lamentarsi della presenza del Vaticano per il ritardo vergognoso del nostro paese in tema di diritti uguali per tutti senza discriminazioni legate all’orientamento sessuale è un gigantesco alibi da rimuovere per mettere la tutela delle minoranze nel posto che le compete dell’aggettivo “democratico”: il cuore. Un sistema universitario davvero a disposizione dei ragazzi e delle ragazze deve essere severo prima di tutto con i suoi docenti: che si leghi la distribuzione delle risorse alla qualità della produzione scientifica, punto di partenza per ottenere uguaglianza di opportunità per tutti. Scardinare le resistenze nella gestione locale del partito, assumendo in pieno lo spirito delle primarie aperte, è la condizione fondamentale per un partito inclusivo che assomigli alla società e la spinga a cambiare: non candendo nell’equivoco per cui si insegue la destra nella rincorsa delle sue pulsioni peggiori. Anche per questo la visibilità del nostro blog sarà sempre più a disposizione delle cronache della provincia, dei tanti coordinatori di circolo e dirigenti di federazione che compiono una battaglia di rinnovamento contro la quale vengono messe in campo prepotenze di ogni tipo, verso le quali la tolleranza sarà davvero pari a zero.
iMille sono una rete, come ha suggerito bene qualcuno, quasi una “agenzia” a disposizione del cambiamento. Nel metterci a disposizione del cambiamento, siamo convinti di due cose. La prima è che per vincere nella società, non solo le elezioni – naturalmente anche le elezioni – e affermare i nostri principi di uguaglianza di opportunità, di solidarietà economica e sociale, di abbattimento dei privilegi ingiustificati, dell’inclusione, è necessario che il nostro partito, costruisca se stesso cercando di assomigliare all’immagine di paese che ha in testa.
Noi pensiamo che il percorso compiuto fino ad oggi sotto la guida di Walter Veltroni abbia molte luci. Pensiamo anche che la strada fatta sia largamente insufficiente, che le resistenze – spesso mere pigrizie – siano troppe e che bisogna proseguire con maggiore energia e convinzione, sapendo che la grande parte dei militanti ed elettori di centrosinistra, questo desiderano.
Crediamo che sia necessario un partito poroso con la società, dove porte girevoli intelligenti consentano scambi proficui di persone tra le professioni e la politica. Nessuna retorica antipolitica contro i professionisti, dato che senza una grande dose di professionismo di Ivan Scalfarotto, di Luca Sofri, di Davide Guadagni, degli artigiani instancabili del nostro blog, e di molti altri che ci hanno dato una mano, oggi non sarei neanche qui a scrivere.
Il Partito Democratico ha bisogno di più professionisti, non di meno. Ha bisogno di più esperienze, non di un modello solo. Deve svolgersi in tanti luoghi diversi, non solo nei quartieri, non solo nella rete Internet, non solo sui giornali e nelle feste dell’Unità, non solo nella pluralità di scuole di formazione. Deve poter entrare nelle diverse pieghe della nostra società, con l’ambizione, come accennavo prima, di chiederle di cambiare e non per mutuarne i tic e i difetti atavici.
Non si tratta di un esercizio retorico, si tratta di una necessità politica, per una politica che voglia aspirare a cambiare l’Italia. Chi vuole rinnovare il PD non si senta mai solo, perché siamo tanti. Siamo molti più di mille e dai percorsi più diversi, percorsi che si fondano tutti – quelli individuali e la strada collettiva – sul lavoro e sulla serietà dell’impegno. Ognuno faccia quel che sa fare. Noi siamo quelli che fanno le cose, e per mettersi in rete basta scriverci un’email o venire alle feste in cui stiamo, in questi giorni, a girare le ottime salamelle.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Belle parole, condivido quasi tutto.
Pero’ secondo me ai mille manca la figura di un leader.
Facciamo un veloce parallelo con l’esperienza di Obama che ai mille piace tanto.
Supponiamo che un Obama in carne ed ossa non si fosse mai presentato in America, ma che un gruppo di intellettuali avesse elaborato in rete le sue stesse idee. Cosa sarebbe successo?
Avremmo la Clinton a competere con Mac Cain. E invece c’e’ un candidato giovane che porta con se tante speranze e che ha riavvicinato molti giovani alla politica.
Non sarebbe il caso di investre un Obama anche fra i mille?
Guardando su radioradicale gli interventi dell’assemblea mi sembra che qualche Obamino ci sia gia’ sia tra i maschi che tra le femmine, sia fra i nordici che tra i meridionali.
Vogliamo i nomi, Aldo. I nomi.
Non sarebbe il caso di investre un Obama anche fra i mille?
–
Obama ha speso qualche centinaio di milioni di dollari (ho perso il conto) nella campagna, quasi quanti ne ha bruciati l’ilare consorte di Bill.
Non ricordo un presidente usa (o un mancato presidente) che non abbia avuto un mirabolante arsenale economico a sua disposizione.
Precisato questo, sono d’accordo sull’investire su un nome riconoscibile e agguerrito.
Bravo Marco. Ottimo pezzo.
Ho solo un paio di commenti aggiuntivi su due piccoli punti.
Parli di scorciatoie fatti con insulti di piazza. Se ti riferisci a qualche oratore di piazza Navona sono d’accordo. Ma ricordiamoci che molti degli oratori di piazza Navona e molte delle persone che erano in piazza Navona sono lontante dagli insulti quanto lo siamo tutti noi che frequentiamo queto blog.
Secondo me commettiamo un errore se cataloghiamo manifestazioni come quella di piazza Navona come manifestazioni di insulto. Ricordiamoci che molte delle persone che erano in piazza Navona erano le stesse persone che nel 2002 avevano partecipato alla stagione dei girotondi. E, ricordiamolo, i girotondi erano e sono un movimento di normalissimi cittadini, pacati e moderati, che hanno particolarmente a cuore il senso civico, la legalita’ e il rispetto della legge e delle istituzioni (nel 2002 ho partecipato a diverse di queste pacatissime e civilissime forme di reazione civile).
Cerchiamo di non commettere l’errore di vedere l’opposizione come o solo di proposta o solo di protesta. L’opposizione puo (e forse deve) essere entrambe le cose. Sicuramente senza proposte e alternative non si va da nessuna parte. Ma non capisco cosa ci sia di male se la necessaria proposta sia a volte accompagnata dalla protesta. La protesta e la manifestazione non sono forme di contrasto sterili. Sono invece spesso forme di constarto piuttosto chiare. Ad esempio, nel caso di piazza Navona, chi e’ sceso in piazza voleva semplicemente dire “io sono indignato da questa/queste proposte di legge e non voglio che siano approvate”. Io penso ad esempio che il lodo Alfano, all’interno del contesto nel quale e’ stato presentato, sia una autentica schifezza e stimo le persone che sono scese in piazza per dirlo. Cosi’ come stimo molto chi ha partecipato alla assemblea de iMille l’11-13 Giugno. E non vedo contraddizioni tra le due cose.
Il secondo commento e’ sui professionisti. D’accordissimo che averne di piu’ sia un valore. Ma ritengo sia importante non dimenticarsi mai che prima di tutto i professionisti devono sapere fare politica. Lo so, e’ ovvio quello che ho detto. Ma a volte, a mio avviso, si tende a dimenticare che non basta essere ottimi nel proprio settore. Il fare politica, sempre a mio modesto avviso, richiede altre qualita’.
Andrea
… ovviamente l’assemblea de iMille era quella dell’ 11-13 Luglio e non Giugno.
Ciao e di nuovo bravi
Andrea
Condivido pienamente l’intervento di Andrea.
sinceramente, un anno fa l’avrei ancora capito questo discorso, ma dopo le politiche e a partito formato…mi sembra viviate in un altro universo. Il PD è fallito sotto ogni punto di vista e nel manuale “101 cose per distruggere la sinistra in Italia per i prossimi 50 anni” Veltroni e la dirigenza del partito son appena alla 35…
Peccato è stato un bel tentativo quello che iMille vogliono è anche il mio PD ma la realtà è un’altra cosa.
“tra le altre cose un ordine del giorno con il quale la nostra rete invita tutti i fondatori e i futuri iscritti del Partito Democratico ad aderire a tutte le correnti, i movimenti culturali, a partecipare alle attività di tutte le fondazioni che fanno riferimento al nostro partito”
forse non capisco ma sembra tanto un cortocircuito.
Promemoria:
-provare a metter la testa fuori
-permettere che la società metta la testa dentro
-anticipare il futuro
-difendere la costituzione
-togliere centro da centrosinistra
Ciao
sono un millino anch’io che ha sempre partecipato poco alle discussioni, ma vecchio seguace di Ivan Scalfarotto. ero presente alla 3 giorni romana anche se sono riuscito a parteciparvi solo alle ultime 2, in pratica si potrebbe dire che ho perso la più importante, per la partecipazione dei vari rappresentanti e figure che vi hanno partecipato e intervenuto, ma non è così.
A parte che non ero l’unico ritardatario, eravamo parecchi e personalmente ritengo sia stato un grande successo per quello che si è visto e sentito, oltre avere la possibilità di dire e constatare che non siamo solo una realtà virtuale.
Al di là delle vostre impressioni sul post di Marco Simoni, che condivido pienamente,(intendo quelle di Marco S.) che bisogno abbiamo noi di un nuovo leader,non ce ne sono o stati già abbastanza nel mondo politico sia nazionale che internazionale? Un leader nasce da quello che uno fa o dice quello che riesce a creare a fare o avete bisogno di un opinion maker o di una leadership? l’opinion maker la creaiamo noi col nostro gradimento ad un determinato intervento, la leadership altrettanto se si riuscirà a costruire un progetto e trovarne il portavoce o l’ideatore creatore di tale progetto
De gregori o qualchedun’ altro cantava “Ho visto tanti zingari felici in piazza maggiore….” bhè io ho visto tante belle persone con cui a volte anche animatamente ho discusso sul ning pdobama, per cui non riesco ad interpretare a quale politica Andrea B. o quali qualità? pensi forse ai vecchi sistemi macchiavellici o a altre o a dovere guidare le masse? La politica siamo noi e un buon governo non di certo quello che guida ora l’italia o quella che ci vorrebbero far credere anche molti dei nostri o il primo prezzolato che arriva….
Quando sono le prossime elezioni?
Chi dei mille si candidera’?
daniele ha scritto:
De gregori o qualchedun’ altro cantava “Ho visto tanti zingari felici in piazza maggiore….
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a.
come puoi confondere de gregori con claudio lolli?
b.
lolli parlava del 77 che fu un movimento realmente rivoluzionario e infatti fu schiacciato con armi più o meno legittime dalla puzzolente ondata riformista in salsa craxiana (che stando a fassino è nel pantheon del pd, chissà che puzza in questo pantheon…) degli anni ’80
cosa c’entra il 77 con il piddì?
da poco seguo iMille ed ho partecipato alla 3 giorni di assemblea (l’intra prima giornata e in parte le altre due). Condivido con iMille la necessità di un ricambio all’interno del PD a tutti i livelli (nazionale e locale) non necessariamente generazionale. Insomma basta con tutti e solo gli “ex” negli organismi dove si decide e si elabora la proposta del PD. Io non sono un “ex” e da febbraio ho aderito al PD. Ma quale rappresentanza hanno quelli come me che non sono “ex”? Riprendendo il tema proposto da Ballabeni: un partito di proposta, “ma anche” di protesta. A piazza Navona io c’ero e avrei voluto che fosse stato il PD ad indire quella manifestazione. C’ero perchè “io sono indignato da questa/queste proposte di legge e non voglio che siano approvate”. Gli interventi di Grillo e Guzzanti hanno fatto si che di quella manifestazione nell’opinione pubblica rimanessero solo gli insulti al Papa e a Napolitano. Un vero peccato.
Una nota su Obama e i candidati presidenti (o a qualsiasi altra carica) negli Stati Uniti.
L’arsenale economico lo si costruisce. I soldi vengono da donazioni. Non sono di provenienza del patrimonio personale dei candidati. In Italia e’ bene cominciare a fare fundraising in maniera seria. Anche se purtroppo la cultura nostra prevede molto poco la donazione ai candidati… ma pian piano bisogna cominciare a provarci.
Anche perche le risorse messe a disposizione dallo stato per far politica sono poche. non solo, la questione finanziaria e’ un nodo fondamentale per scardinare certi meccanismi di perpetuazione di gruppi dirigenti. Le risorse finanziarie sono controllate dal centro perche a questo vengono elargite. e allora, o sei ricco, o hai il partito che ti sostiene.
La questione del finanziamento delle campagne (non mi piace dire della politica) e’ oggi questione cruciale.
Un candidato in grado di raccogliere fondi e’ un candidato piu’ indipendente. Certo, dipende anche da quanto sia concentrata o diffusa la platea dei donatori. Ma per quello servono leggi serie sui masssimi da poter dare e sulla trasparenza.
Qui in America il masimo e’ di $2,300 per la primaria e 2,300 per la generale, pr ogni candidato. Ed e’ tutto pubblico.
Consiglio di fare un giro su fundrace.org. Si trovano le singole donazioni e le donazioni dei grandi fundraiser (collettori di singole donazioni personali).
A presto.