Senza Europa

di Filippo De Agostini

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La popolazione irlandese boccia il Trattato di Lisbona: per l’ennesima
volta l’Europa e l’idea che essa rappresenta è dovuta passare per una
sconfitta. Cosi’ si manifesta il malessere delle popolazioni europee. Contro
un trattato, contro un progetto, accusato di essere la madre di tutti i mali.
Eppure leggendo questo "http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&ID_articolo=367&ID_sezione=242&sezione="
target="_blank">articolo
di Marco Zatterin tutto mi appariva così
chiaro:

"Quando il camallo genovese vede
arrivare in porto una nave cinese sa che il mondo è cambiato. Ma non
può essere un governo nazionale a cambiare la situazione. Una sola
capitale poco può. E’ inutile sigillare gli scali. Ventisette stati
insieme hanno possibilità in più. La globalizzazione è
come un fiume. Possiamo chiudere la porta, entrerà dalla finestra. O
nelle fessure dell’uscio. Buttiamo già questa costruzione e alle
nostre frontiere sorgeranno le torri di Tamerlano fatte con gli scheletri
della nostra economica in panne."

Se sostituiamo il cammallo di Genova con uno scaricatore di Bilbao,
Rotterdam, La Havre, Anversa o Amburgo il discorso è lo stesso. Da soli
non andiamo da nessuna parte. E questo è a mio avviso sicuramente uno
dei messaggi chiave che va trasmesso alla popolazione italiana ed europea.
Messaggio che la maggior parte delle classi politiche di tutta Europa non
hanno avuto il coragggio né la volonta di trasmettere. L’Europa paga
lo scotto di una classe politica pigra ed incapace di coltivare e di
trasmettere speranze, sogni, senza una visione del futuro.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

31 Commenti

  1. Sergio

    Concordo. Che “l’unione fa la forza” è risaputo da quando vivevamo sugli alberi…Osserverei che la miopia dei governi europei nel trasmettere ai cittadini l’idea di Unione Europea politica come obbiettivo non utopico, ma ricco di vantaggi ideali e materiali non riguarda tutti questi governi. Ben ha detto ieri il Presidente: bisogna andare avanti con “quelli che ci stanno”.

  2. Una cosa sono gli ideali ed una cosa è un trattato di lettura difficoltosa se non impossibile, approvato in fretta e furia e senza informare i cittadini, che taglierebbe le libertà democratiche cui siamo abituati (ad esempio la libertà di costituire un partito politico) e che addirittura introdurrebbe la pena di morte in caso di terrorismo.

  3. Io vivo in Svizzera, e qui si fanno refendum per tutto: per decidere se fare il marciapiede davanti alla scuola o se entrare all’ ONU.
    Un amico mi spiegava che tra i vantaggi di questo sistema, c’e’ l’ obbligo di “educazione”, ovvero di informazione dell’ elettorato da parte delle forze politiche: che devono spiegare loro i pro e contro di una nuova centrale nucleare o di una nuova legge sull’ esportazione di armi, scendendo fino a livelli tecnici piuttosto profondi.
    Mi sembra che questa funzione “pedagogica” sia quella che e’ mancata all’ Europa negli ultimi dieci anni.

  4. Filippo l'altro

    gianni ha colto il succo. c’é un obbligo di informazione. ossia di una funzioane pedagogica che é mancata.

    quanto al fatto che il trattato sia complicato, i trattati in genere lo sono. sono il risultato di una complessa negoziazione fra piu’ paesi.

    infine quando vedo e leggo che c’é chi considera che l’europa sia la causa di tutti i mali (le banane dritee! la pena di morte!), ecco ancora una volta la dimostrazione di come le classi politiche sono mancate nel loro dovere di educazione.

    peccato in cui, a parte qulache lodevole sforzo, é caduta pure la classe politica italiana. nell’ultimo eurobarometro risultava che gli italiani erano quelli che meno sapvano del funzionamento dell’ue. é un bene?

    aggiugno: in campagna elettorale nei 2 finti faccia a faccia l’europa é stata citata solo da uno dei due candidati (berlusconi) che lo ha fatto, appena due volte ed in tono polemico (ce l’aveva con la commissione).

    infine la considerazione sulle cooperazione rinforzate beh mi sembra l’unica soluzione. se si vuole fare di piu’, non ci sarà che creare una sorta di unione nell’unione (come dii fatto già avviene con l’euro). avanti. se l’attuale presidente del consiglio italiano si fosse convertito in questo senso, come pare, e’ un ottima notizia. ora pero’ alle parole bisogna far corrispondere i fatti.

  5. @Filippo
    credo che si debba avere il diritto di criticare un trattato che reintroduce la pena di morte anche se solo in caso di guerra, disordini ed insurrezioni… o no ? Si può criticare un trattato che impegna gli stati membri ad entrare in guerra a maggioranza senza diritto di veto ? Bisogna inghiottire tutto quello che arriva a mò di pillola di antibiotico perché altrimenti si diventa anti-europeisti o si può ancora dibattere democraticamente i contenuti di un trattato costituente ?

  6. @Filippo
    credo che si debba avere il diritto di criticare un trattato che reintroduce la pena di morte anche se solo in caso di guerra, disordini ed insurrezioni… o no ? Si può criticare un trattato che impegna gli stati membri ad entrare in guerra a maggioranza senza diritto di veto ? Bisogna inghiottire tutto quello che arriva a mò di pillola di antibiotico perché altrimenti si diventa anti-europeisti o si può ancora dibattere democraticamente i contenuti di un trattato costituente ?

  7. …un esempio, per essere più specifico (altrimenti mi danno dell’addrizzabanane disinformato… :-) )
    “L’Unione mobilita tutti gli strumenti di cui dispone, inclusi i mezzi militari, per prevenire la minaccia terroristica sul territorio degli Stati membri” ,
    Trattato di Lisbona, Titolo VII, Clausola di solidarietà, Articolo 188 R.
    Questa è la buona vecchia guerra preventiva di George W. Bush….

    Se avete la pazienza di leggervelo, il trattato, sta qui;

    http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2007:306:0042:0133:IT:PDF

    Avrete qualche difficoltà, perché nella realtà si tratta di una lunghissima lista di modifiche alla Costituzione Europea precedente (quella bocciata da francesi ed olandesi), però si può fare.

  8. Qualcuno e’ stato in Irlanda a inervistare gli elettori irlandesi e a ercare di capire per quale motivo hanno votato no al trattato di Lisbona?

    Qualcuno si e’ chiesto perche’ i Francesi e gli Olandesi due anni fa hanno votato no ad un trattato pressoche’ uguale al trattato di Lisbona?

    Qualcuno si e’ chiesto perche’ 300 milioni di Europei (esclusi gli Irlandesi) non hanno potuto pronunciarsi sul trattato di Lisbona?

  9. Sul fatto che gli europei non possano pronuciarsi sul Trattato, segnalo che dall’invero scorso iMille fanno parte dell’iniziativa volta a promuovere un referendum in tutti i paesi.

    Sulle ragioni della Francia, si me lo sono chiesto ed ho pure fatt la mia piccola ricerca. Per’altro segnalo come sono stati segnati fiumi di inchiostro.

    Sengalo a chi sostiene che il Trattato di Lisbona avrebbe previsto il ritorno alla pena di morta, che temo si tratti di una sonora balla.

    L’adesione all’UE prevede l’obbligo di aderire alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo del Consiglio
    d’Europa di Straburgo. Ed aderire a quella cosa significa
    dover rinunciare alla pena di morte. Né piu né meno.

    Se la spiegazione non ti convince, posso informarmi. Ed apportarti piu’ elementi.

  10. Caro iMille author profile page (???), perché “temi (che la questione della pena di morte) si tratti di una sonora balla” ? Sarebbe molto bello lo fosse. Purtroppo non lo è (e ci si informa prima, non dopo…) Nella Dichiarazione riguardante le Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, che secondo l’Art. 49b (51) TUE (“Allegato”) sono parte costituente dei Trattati, dunque sono parimenti vincolanti, sta scritto:


    a) articolo 2, paragrafo 2 della CEDU:
    “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
    a) Per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
    b) Per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta;
    c) Per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”;
    b) articolo 2 del protocollo n. 6 della CEDU:
    “Uno stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni …”.

    Come la mettiamo ?

  11. Filippo l'altro

    grazie per gli elementi che apporti. cerchero´di contrabbattere, ma ho bisogno di tempo.

    comunque dal tuo tono noto che hai voglia di polemica. ecco se e’ cosi’ ti faccio subito notare che non ce n’era davvero bisogno. proprio no.

    battutine acide, frasi provocatorie e stoccatine varie si possono risparmiare.

  12. Filippo,
    Non mi sembra di fare polemica ed in ogni caso non ho cominciato io (vedi i post sulle “banane dritte”, la “pena di mortee” e sulle “sonore balle”). Resto volentieri in attesa di un pacato dibattito dove si possa entrare nel merito.

  13. Cerco di rispondere come posso. Non entro nel merito della questione, ma é un’evidenza che il Trattato di Lisbona non é perfetto, che é pieno di difetti, che é il risultato di un complesso negoziato fra 27 stati. Più si é, piu’ é difficile mettersi d’accordo. Poi si puo’ discutere sui suoi pregi e difetti. Sul fatto se alcune sgradevoli sorprese (lo stato d’eccezione, la mobilitazione generale in caso di guerra, la pena di morte) sono nuove o ereditate (l’entrata in guerra in caso di guerra era già prevista dal Trattato di Bruxelles, la mobilitazione dal Trattato della Nato).

    Se si legge il post, si vede che non si é mai voluta negare tale imperfezione. Quello che si voleva dire é che per quanto sia piena di difetti l’esito dei referendum (ieri in Francia in Olanda, oggi in Irlanda) ha a che vedere piu’ col malcontento generale della popolazione che con il contenuto del trattato.

    Avendo vissuto sulla mia pelle la campagna francese, ho potuto vedere e toccare con mano cio’ che significava il “no”. Lo slogan di uno dei leader della campagna, De Villiers, era “abbiamo tutti una buona ragione per dire no”. Ci si riferiva poco al trattato in questione (ieri la cosiddetta “costituzione europea”), pochissimo, ed il tutto si trasformava in una sorta di crociata contro il malcontento e contro l’Europa , causa di tutti i mali. Insomma un coktail di nazionalismo, antipolitica, demagogia e malcontento.

    A differenza della campagna francese, non ho avuto modo di vivere quella irlandese, ma se é come ho letto e sentito ho la netta impressione che molte delle ragioni dei no sono comuni.

    Vedi Francesco, se ci fosse un vero impegno da parte delle classe politiche, per spiegare cos’é questo cammino comune intrapreso da 50 anni, questo contribuirebbe senz’altro a elaborare Trattati piu’ leggibili. Questo era il vero senso del post (vedi risposta al post di Gianni). Invito a rileggerlo.

    PS.: Infine sul perché nel post parlavo di speranza, sogni, visioni del futuro. Perché l’uomo campa di pane ma anche di speranze e di sogni. Mobilitare gli Europei in un progetto solo sulla base della pancia, può convincere sul corto periodo, ma senza una visione strutturata e dotata di una certa componente “utopica” si fa poco.

  14. Progetti europeisti dotati di visione e speranza per il futuro esistono davvero. Vedi quello proposto da Jens-Peter Bonde, che si propone di riscrivere in modo leggibile la Carta Costituzionale dell’Unione, e di diffonderla in tutti i paesi membri. (cfr. en.euabc.com).
    Secondo me il problema non sta negli “inevitabili difetti” del Trattato di Lisbona; il problema è che è l’approccio utilizzato ad essere sbagliato. I padri dell’attuale Unione Europea erano convinti che entro cinque anni dall’unificazione economica sarebbe arrivata “naturalmente” l’unificazione politica. Il che, “naturalmente”, non è vero. A mio parere quello che manca è il coraggio di dichiarare apertamente successi e sconfitte dell’approccio economista, e la voglia di ripartire da zero con un approccio fatto di persone.

  15. Io non sono d’accordo. Mi sembra anzi che la dicotomia “economia-persone” sia ingannevole e demagogica. L’ integrazione economica (e monetaria) e’ senza dubbio una delle piu’ significative success stories di tutti i tempi, e l’ integrazione politica non mi pare sia poi cosi’ indietro: su aspetti centrali della vita degli europei, come economia, trasporti, cittadinanza, concorrenza, telecomunicazioni,servizi, informazione, giustizia, lavoro, energia, ambiente, mobilita’ e diritti si applicano de jure o de facto norme comunitarie.
    Io credo che l’ sviluppo dell’ integrazione europea soffra piu’ della contrazione generale del processo di globalizzazione, che non di suoi limiti strutturali.

  16. Personalmente invece credo che la dicotomia “economia-persone” esista; ad esempio verificando come il tasso di inflazione programmato sia stato fissato all’1.7 % dal nostro attuale governo, e comunque con un limite fissato dalla BCE del 2.0 %. L’inflazione reale è, ad essere ottimisti, al 3.7 %; dunque centinaia di migliaia di persone, l’anno prossimo, saranno più povere. Chi può contrastare queste decisioni ? Nessuno. Secondo me stiamo vivendo l’affermazione di un’oligarchia, non un’integrazione tra paesi e culture diverse.

  17. L’ inflazione non e’ colpa dell’ Europa. Anzi, casomai il contrario: non c’e’ alcun dubbo che (se non altro) le dimensioni dell’ economia Euro siano una garanzia contro manovre speculative. E in epoca di finanza derivativa non mi sembra una protezione da poco. Per non dire che per una serie di prodotti e servizi (dal turismo, al trasporto aereo, a semilavorati e prodotti alimentari), sia l’ economia di scala che le normative di liberalizzazione e concorrenza europee hanno agito nella direzione di ridurne i prezzi. Mi sembra qualcosa di cui hanno beneficiato le “persone”, non fantomatiche lobby rintanate in qualche oscuro sotterraneo di Francoforte.

  18. …ehm… Probabilmente non riesco a spiegarmi. E’ vero, l’inflazione non è colpa dell’Europa, ma il fissare un tetto arbitrario senza tenere in conto le esigenze di tutti i paesi sì. Ed anche se i signori alla BCE avessero tutte le ragioni del mondo, cosa di cui dubito, a me non piace il fatto che le decisioni sul nostro futuro vengano prese da un organo non eletto dal popolo, né direttamente né indirettamente. Parlando di riduzione dei prezzi del trasporto aereo… veramente le compagnie low cost tengono i prezzi bassi non per l’effetto di una miracolosa “concorrenza”, ma perché ricevono sostanziose prebende dagli enti locali. Pagate con le nostre tasse.
    Insisto, non ho nulla contro l’Unione Europea in sé. Non mi piace il processo antidemocratico in atto, tutto qui. Se volete posto l’elenco dei punti in cui il Trattato di Lisbona è in aperto contrasto con la Costituzione Italiana. Se poi la Costituzione Italiana è diventata carta straccia… beh, allora mi arrendo.

  19. Ti spieghi benissimo, invece. Hai parlato di oligarchie e io ti ho risposto. Non leggendo controargomentazioni da parte tua immagino che questo argomento sia esaurito.

    Sull’ aspetto che invece sollevi ora, ti faccio notare che le decisioni di politica monetaria sono sempre state prese da organi “non eletti dal popolo”: e’ quello che sono le banche centrali, appunto, e’ un bene che sia cosi’, ed esistevano prima che esistesse sia l’ Europa che la BCE. Il fatto che nessuno se ne lamentasse in termini di “deficit di democrazia” autorizza a valutare come pretestuose queste lamentazioni verso la BCE.

    E anche le banche centrali nazionali agivano su territori non omogenei: il tasso di sconto definito per Tradate non va certamente bene per Pizzo Calabro, e viceversa. O, piu’ recentemente, applicare la stessa politica monetaria per Chemnitz e Erkenbrechtsweiler pone gli stessi problemi che farlo contemporaneamente per Parigi e Atene. Si puo’ discutere come risolvere il problema (se e’ un problema, e secondo me non lo e’), ma e’ pretestuoso (anzi, falso) attribuire questo problema all’ Europa.

  20. Gianni,
    non rispondo a tutte le tue argomentazioni per limiti di spazio, non perché mi trovi d’accordo. Questa volta mi limito a dirti che la tua affermazione “le decisioni di politica monetaria sono sempre state prese da organi non eletti dal popolo” è semplicemente falsa, come molte altre affermazioni fatte in questo thread. Fino all’approvazione della legge 82/1992 per cambiare il tasso di sconto in Italia ci voleva l’OK del Ministero del Tesoro.
    Per evitare OT sintetizzo al massimo il mio pensiero; il Trattato di Lisbona modifica la Costituzione Italiana in alcuni punti fondamentali. Molte di queste modifiche non mi trovano d’accordo; secondo me se fossero rese note non troverebbero d’accordo molti altri. Credo indispensabile un referendum per l’approvazione del trattato.

  21. Luca, quel che dici e’ vero, ma ti faccio notare che dal 1958, per quasi trent’ anni, il tasso di sconto e’ rimasto pressoche’ invariato, e la Banca d’ Italia svolgeva la sua politica monetaria con altri strumenti (principalmente coontrollando la massa monetaria tramite la compravendita di titoli di credito) e in totale autonomia.

    Ti faccio inoltre notare che la legge del 1992 e’ maturata a seguito del disastro dei conti pubblici che porto’ nello stesso anno ai governi Amato e Ciampi, e quella stessa legge fu proposta proprio dall’ allora ministro del tesoro. Questo lo specifico solo per farti notare quanto sia appropriato che la politica monetaria sia in mani di enti che non hanno preoccupazioni di tipo politico, ossia che NON siano “eletti dal popolo”. E in ogni caso anche quella legge precede di sette – otto anni la nascita della BCE.

    Penso quindi che si possa affermare che la politica monetaria italiana e’ SEMPRE stata decisa da organi “non eletti dal popolo”, ossia non politici, essendo certi in questo modo di fare una affermazione assolutamente corretta e veritiera. Di conseguenza, attribuire alle istituzioni europee un deficit di democrazia perche’ la BCE “non e’ stata eletta dal popolo” e’ una grossolana mistificazione, per quanto certamente involontaria.

    Per quanto riguarda l’ altra parte del tuo pensiero, io non sono contrario ad un referendum di ratifica di una costituzione europea o di un trattato costituzionale. La mia unica preoccupazione e’ che in questo referendum i cittadini possano essere messi in condizione di esprimersi sul vero tema in questione, e che siano evitate strumentalizzazioni per scopi di politica interna nei vari paesi. Penso quindi sarebbe una buona idea avere il referendum in tutta Europa allo stesso tempo, e possibilmente lo stesso giorno delle elezioni europee.

  22. Cito Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato Esecutivo della BCE, che diceva a fine 2006 testualmente “Se i mercati del lavoro continueranno a mostrare capacità di adattamento e moderazione salariale, la ripresa in atto della domanda interna potrà favorire un ulteriore aumento dell’occupazione, e dunque del potere d’acquisto, senza tensioni inflazionistiche, alimentando così ulteriore domanda e generando un circolo virtuoso di crescita”.
    Quanto è pericoloso lasciare questi temi in mano a persone fuori dal controllo politico… Adattamento e moderazione salariale, ovvero precarietà e paghe insufficienti; un obiettivo che mi sembra pienamente raggiunto. Raggiunto un po’ meno, almeno in Italia, l’obiettivo del circolo virtuoso di crescita.
    A parte questo sono contento che ci troviamo d’accordo sull’utilità di un referendum per l’approvazione (o meno) del Trattato di Lisbona.

  23. Sono contento anch’io. Sono anche contento che adesso concordiamo sul fatto che la politica monetaria non e’ mai stata decisa in Italia da un “organismo eletto dal popolo”. Naturalmente divergiamo sulla valutazione da dare a questo fatto: per me, e per i costituenti e legislatori di quasi tutte le democrazie del mondo, e’ un fatto positivo. Per te, legittimamente, e’ negativo. Per entrambi, comunque, non e’ una novita’ introdotta dal processo di unificazione europeo.

  24. “Dal 1992″ non vuol dire “mai”. Comunque, che mi piaccia o no, la BCE esiste ed opera, anche se il suo operato è contestato da più parti, assai più autorevoli del sottoscritto. Ad esempio sul sito della BCE è lo stesso Lorenzo Bini Smaghi ad ammettere che i risultati di dieci anni di politica monetaria comune sono “patchy” e che Germania, Italia e Portogallo hanno peggiorato le loro performance economiche dall’introduzione dell’Euro senza che sia possibile attribuire chiaramente la responsabilità di ciò ai governi nazionali od alla politica monetaria europea. Concordo con Lorenzo Bini Smaghi quando dice che “In a system where national prestige has still a political meaning, in the sense that it brings votes, and that political accountability in Europe remains based mainly at national level, it’s not easy to transfer responsibility to a higher level of government. This is a dilemma that Europe, and its Member States, have to face, whether they like it or not. But it’s better to have this debate out in the open than to fudge it by creating hollow structures.”
    Ecco, facciamo questo dibattito “out in the open”; mi sembra l’unica strada credibile per costruire l’Europa. E sottoponiamo a referendum il Trattato di Lisbona.

  25. La discussione nel giro di pochi giorni é passata dal Trattato alla BCE per poi tornare al Trattato.

    - Quanto alla BCE, certo quando detto da Bini Smaghi (ultima citazione) riassume la complessità della situazione. Resta di fatto che prima dell’istituzione della BCE le banche centrale, chi piu’(Deutsche Bank) , chi meno, godevano di una loro autonomia. L’autonomia della BCE non é un capriccio, ma é il frutto di una storia. Quanto alla tradizione (di autonomia) della Deutshe Bank ed alla sua attenta politica monetaria, bisognerebbe andarsi a veder una di quelle immagini in cui si vedevano le donne di Berlino che negli anni ’20 che per andare a comprare il pane si portavano dietro ceste di banconote.

    - Quanto al Trattato di Lisbona ed al fatto che esso sia sottoposto a tutta la popolazione europea, ricordo che il sito dei iMille si é fatto promotore di una simile iniziativa da mesi(vedersi il banner in alto a destra).

    A proposito, mi sorge una domanda: coloro che mostrano foroti dubbie perplessità circa il trattato ed infieriscono contro l’Europa, si erano presi la briga di sottoscrivere queste iniziative?

    Attenzione pero’ il referendum dovrebbe essere un vero momento di dibattito. Nella realtà, come ho già potuto vedere nel caso francese, si trasformva in una sorta di crociata contro non si sà che’, dove si parla molto poco di Trattato, e dove si mischiano malcontento nazionale, incomprensione della cosa europea, nazionalismi, ecc.

    E’ necessario e doveroso educare ed informare la popolazione europea ed italiana (sulla storia della costruzione europea). Questo deve essere il primo passo.

  26. @Filippo l’altro
    Anche a me sorge una domanda; coloro che hanno messo il banner sul sito si sono accorti che la raccolta firme è stata sospesa esattamente un anno fa in concomitanza con l’abbandono del progetto di Costituzione Europea, poi divenuto Trattato di Lisbona ?
    “This was the campaign run until the summit of June 2007. At that summit, the European Council abandoned the proposal for a constitution. This campaign is therefore now suspended.”

  27. Senti io ti credo, ma io non ho visto l’avviso di sospensione. Anche se lo davo per scontato. Il senso per me era che prima della firma di Lisbona era una buona idea. Lo era. E’ lo é ancora. Da li il senso di quella cosa li’ a destra.

    Detto questo resta il fatto che le firme erano poche e questo é valido tanto per i critici del Trattato che per coloro che si mostravano favorevoli.

    Poi stai a guardare il capello…
    Ma non dicevano che il Trattato di Lisbona era la fotocopia dell’altro, allora… ;)

    Detto questo invito tutti i partecipante a dare idee concrete su come vorrebbero quest’Europa. Vedo molte critiche. Molta frustrazione, che capisco pure. Ma le idee? Allora Luca che si fa? Dove si va?

  28. L’ho trovato l’avviso… forse l’avrebbero dovuto mettere in evidenza. Comunque l’avviso finisce nel seguente modo (uso la traduzione italiana disponibile sul sito):

    “Tuttavia l’urgenza di una Costituzione Europea ratificata da un referendum europeo non è venuta meno.”

    Quella cosa li’ serviva e serve a mostrare un cammino. Cammino che non é detto sia fallito.

    Detto questo invito a proporre cose. Nuove possibilità. Idee.
    Orizonti per l’Europa.

  29. proposte concrete ? A me l’idea del referendum piace (magari con una raccolta firme attiva e funzionante…). Mi piace anche molto il progetto en.euabc.com, per informarci tutti. Pensa che la traduzione in italiano ancora non c’é; potremmo dare una mano. Altra proposta; se iMille davvero appoggiano il referendum, come si è detto, perché non scriverlo nel Wiki ? Insomma, informiamoci ed informiamo. In fondo a scrivere su questo thread, che tratta di un argomento davvero importante, se non erro siamo solo in tre. Che peccato…

  30. filippo l'altro

    Luca:

    il wiki é tuo. Inizia a scrivere e poi vediamo insieme (ci corregge, si lima). Scrivi sul Referendum, scrivi sull’iniziativa euabc.com.

    Come avrai visto sull’Europa ci sono delle altre cose, idee, che avevo scritto a suo tempo.

    Vuoi promuovere l’iniziativa ed il referendum euabc.com? Se vuoi scrivi un breve post al riguardo a iMille e lo si pubblica.

    PS.: Ti avverto, a giorni verrá pubblicato un altro post sul Trattato.

  31. Arrivo ! Grazie… 1000

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