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iMille sono nati nel web, ma una volta ogni tanto si vedono
fisicamente per parlare di politica, per eleggere il portavoce e il
gruppo di chifalecose, e anche per cercare di rispondere a domande
fondamentali come “da dove veniamo” e “dove andiamo”.
Politicamente, si intende.
Questa volta iMille organizzeranno discussioni sul web, sul loro
contributo alla vita dei circoli del PD, su come dare un ruolo
visibile ai cervelli allegramente all’estero, faranno il punto
sull’esperienza del circolo on-line Obama, ragioneranno di Sud, e
diversità, e nelle pause tra una sessione e l’altra
organizzeranno mangiate pantagrueliche a base di ravioli con la
pajata.
Ah si, perchè la seconda assemblea nazionale de iMille
sarà a ROMA, dal 11 al 13 Luglio prossimi. I lavori saranno
organizzati dal venerdì mattina alla domenica a pranzo.
L’assemblea è aperta a tutti, venite, contribuite e
discutete con noi. Mandateci una email di adesione a
join@imille.org. Al più presto ulteriori dettagli.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Scusate l’intrusione ma vogliamo parlarvi di un’iniziativa nata nella blogosfera che già inizia a fare proseliti. Il titolo che ci siamo dati per questo blog decrive già il nostro obiettivo: togliere alle segreterie dei partiti la possibilità di scegliere per conto nostro chi mandare a Strasburgo e a Bruxelles a rappresentarci. Dopo la scandalosa scelta delle liste bloccate, per ben due elezioni politiche italiane, la sola idea di pensare a togliere le preferenze alle elezioni europee è aberrante.
Abbiamo già ampiamente assistito al valzer delle poltrone e dei raccomandati delle segrterie di tutti i partiti. Con le preferenze, invece, tutti i candidati sono costretti a mettersi in gioco, a “sbattersi” per conquistare il loro posto al Parlamento Europeo. In sostanza vengono investiti da una responsabilità popolare e non dalla sudditanza o dall’ubbidienza ai loco capi partiti o peggio ancora capi-corrente. Apriamo una bella discussione affinchè non solo non si tocchi la nostra possibilità di decidere e di scegliere ma venga estesa INDEROGABILMENTE anche alle prossime elezioni politiche. I cittadini, lo abbiamo visto anche alle ultime elezioni vogliono Decidere e scegliere chi impegnare politicamente. Quindi alziamo la voce, dal basso, come al solito perchè “in alto” non continuino a seguire solo le logiche di partito.
Sappiamo che voi più di altri siete sensibili al tema. Ci auguriamo che questa inziativa possa incontrare il vostro parere favorevole. Grazie
Come italiano residente negli Stati Uniti, condivido con forza l’appello a dare autonomia al Partito Democratico all’estero, in Europa e non solo.
Il contributo che possiamo dare e’ enorme.
Quella che prima poteva essere una nostalgia folcloristica, oggi e’ divenuta una necessita’ vitale. In un mondo globalizzato vince chi organizza meglio la propria diaspora e la trasforma in una strumento fondamentale di competizione e sviluppo. Come italiani siamo molto indietro, rispetto ad altre nazioni che questo lo hanno capito da tempo. Noi invece sprechiamo tutte le nostre risorse: (a) la presenza degli italiani all’estero (ognuno va per la sua strada), e (b) la presenza di tanti immigrati in Italia (di cui parliamo solo in termini di criminalita’). Invece il bilinguismo (degli italiani all’estero e degli stanieri in Italia) andrebbe coltivato e sostenuto come una delle grandi risorse su cui costruire il futuro del sistema Italia. Quella della costruzione di una rete capillare di doposcuola di italiano per la nostra diaspora e di doposcuola delle lingue degli immigranti nella scuola italiana dovrebbero essere delle priorita’ nazionali. Su tutto questo il Partito Democratico non ha ancora una politica.