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Differenze e indifferenze

Conversazione fra Francesco Costa e Emidio Picariello sulla vicenda Calderoli-Gheddafi:

fez.jpgFrancesco: "Guardavo alla recente polemica Calderoli - Gheddafi, e devo dire che ho riscontrato una cosa abbastanza spiacevole, anche in persone che stanno dalla nostra parte, anche in amici più che stimati: abbiamo una certa timidezza nei confronti dei dittatori, nonché una compiacenza da "fine che giustifica i mezzi" che spinge alla benevolenza verso chiunque metta i bastoni tra le ruote ai nostri avversari politici, fosse anche il più feroce dei terroristi. Non possiamo star lì a strizzarci l'occhio, a chiederci sghignazzando se dobbiamo per forza sceglierne uno dei due. Di questo passo finiamo per precipitare nell'ennesimo né né - "né con Calderoli né con Gheddafi" - come se i due fossero la stessa cosa, e non lo sono."

Emidio: "Perché non posso essere d'accordo né con Calderoli né con Gheddafi? Che male c'è? A te dà fastidio vedere in difficoltà i tuoi avversari politici? A me degli avversari politici non importa. Secondo me Calderoli, per quello che ha fatto NON DEVE rappresentarci al governo. Nel merito di questa questione ha ragione Gheddafi. E sì, Gheddafi è peggio di Calderoli. E no, dei miei avversari non mi importa. Resta sul pezzo: Gheddafi ha ragione o torto? E non mi rispondere che non è autorizzato ad interferire. Troppo spesso ci concentriamo sulla forma, sul fatto che è un'indebita interferenza, e non sulla sostanza."


Francesco: "Il punto non è tanto che non è autorizzato a interferire - non lo è - quanto di questa pretenziosa equidistanza. Gheddafi è un dittatore arrivato al potere con un colpo di stato, è uno che ha imposto la shar'ia nel suo paese e ha sostenuto le peggiori organizzazione terroristiche e i dittatori più sanguinari dell'Africa. E' il responsabile del terrificante attentato di Lockerbie. Calderoli è un uomo politico di un paese democratico, è uno che gli elettori hanno la facoltà di scegliere o bocciare, è uno che dice cose che non stanno né in cielo né in terra ma - giusto per fare un esempio - non mi risulta abbia mai ucciso qualcuno o marciato a braccetto con dittatori che hanno fatto centinaia di migliaia di morti."

Emidio: "Non mi hai convinto. Gheddafi non ha titolo per dire quello che ha detto, ma ha detto una cosa giusta: un personaggio come Calderoli non ha diritto morale - giuridico sì, su questo non si discute - di fare il ministro. Non sarò io il suo difensore."

Francesco: "Ma perché? Per la faccenda delle vignette? Come possiamo giustificare un massacro perpetrato da degli invasati dando la colpa a una vignetta satirica? Se io domani bestemmio e un cattolico mi sgozza, la colpa è mia? Dovremmo lapidare Crozza per la sua imitazione del Papa? Se essere feriti nelle "cose-in-cui-crediamo" giustifica l'omicidio, allora attento a non parlar male di Totti, ché poi reagisco."

Emidio: "Il punto non è questo. Il punto è che non è compito tuo difendere Calderoli. Tu devi evidenziare questa gravissima mancanza di capacità nelle relazioni internazionali del tuo avversario politico. O almeno tacere e lasciare che si strozzino con la loro corda. Possibile che la destra è riuscita a farci passare da incompetenti con uno dei governi la cui politica economica è stata la migliore degli ultimi venti anni, e noi ci mettiamo a difendere "Calderoli"! Così, mio caro, ci meritiamo l'opposizione. Io non dico di essere dei freddi calcolatori, né di essere squali pronti a calcare la mano, ma di investire un pochino di più in comunicazione politica."

Francesco: "Scusa ma non riesco a essere cinico fino a questo punto. Non solo perché penso che in qualche modo sia compito mio, e nostro, difendere un cittadino italiano - chiunque esso sia - dagli attacchi di un assassino spietato e spregevole, quanto perché - se permetti - voglio scegliere i miei alleati nella competizione contro i nostri avversari politici. E Gheddafi non lo voglio di certo dalla mia parte. Nel merito della maleducazione di Calderoli, poi, dal maiale alle vignette, mi sento di dire una cosa: quand'è che siamo diventati laici part time? Intransigenti con i cardinali e agnellini con i mullah, che se proprio vogliamo fare una distinzione mi sembrano molto peggio dei primi? Non possiamo prendere in giro la Binetti per il suo cilicio, ridere di Volontè che si indigna perché non trova il presepe all'Ikea, e poi prendere sul serio la richiesta di un gruppo religioso di costruire un luogo di culto non dove ha deciso un sindaco bensì dove dicono loro, sulla base del fatto che su quel terreno non deve avere mai passeggiato un suino - mai: come faranno ad esserne certi? Non posso credere che se domani un gruppo di credenti della religione dell'antilope guidati dal Grande Capo Antilope si recasse al Campidoglio rifiutandosi di costruire una chiesa dove ha stabilito il comune perché ci ha passeggiato sopra un leone o un leopardo, tu non ti metteresti a ridere. Il principio di laicità negli ordinamenti statali è uno solo, non ha significati diversi secondo il paese in cui lo si applica: Calderoli li prende in giro, esattamente come noi prendiamo in giro Volontè. E se loro - per fanatismo o per cinismo - assaltano la nostra ambasciata e uccidono undici persone, si può dare la responsabilità a Calderoli? Possiamo fare spallucce? No. Allo stesso modo, non possono chiederci - loro, che non sanno nemmeno cos'è un'elezione - di non nominare ministro un politico che si sottopone al voto degli elettori, tantomeno se lo fanno sulla base di un precedente come quello delle vignette: io a questo punto sarei tentato dal fare Calderoli ministro solo per fare un dispetto a un dittatore oppressore e fanatico."

Emidio: "Nel caso della vicenda in cui Calderoli ha avuto quelle felici uscite, io non ho difeso né Calderoli - completamente nel torto nel metodo - né i mussulmani - probabilmente nel torno nel merito. Non capisco perché dovremmo difendere un prepotente da un altro prepotente. Se litigano, affari loro: sono uno peggio dell'altro e non voglio sporcarmi separandoli. Lo erano in quella circostanza, lo sono adesso."

Francesco: "Dovremmo farlo perché chi crede nella democrazia, nel rifiuto della violenza, nella libertà dei cittadini, nel diritto di ciascuno di prendere in giro Gesù Cristo, Maometto, Buddha, Visnu e Confucio senza che un esercito di binetti faccia una strage e lo assalisca armi alla mano, in una parola, chi crede in tutte le conquiste di civiltà e libertà che ci separano dal medioevo, non può nicchiare, dire "né con Calderoli né con Gheddafi" e ridere sotto i baffi perché qualcuno rompe le uova nel paniere al governo Berlusconi. Preso atto che la differenza tra Gheddafi e Calderoli è talmente abissale ed evidente che non si tratta di non riuscire a vederla ma, semmai, di vederla e preferire Gheddafi pur di vedere in difficoltà i propri avversari politici, non possiamo in alcun modo permetterci indecisioni su questo terreno. E' una questione di credibilità, di onestà e, se permetti, anche di libertà."

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Commenti (13)

Quando Emidio dice che "Il punto è che non è compito tuo difendere Calderoli" palesa tutta la pregiudizialità della propria posizione.
Come a dire: ci sarebbero ragioni per difenderlo, ma non lo devi fare tu che sei un suo avversario politico.

admin Author Profile Page:

E quando tu dici questa cosa palesi tutta la tua attitudine alla cattiva comunicazione, tipica della nostra sinistra. Ma buon dio, uno più che "essere calderoli" che deve fare per essere il tuo "avversario" politico.
Ti massacrano sui giornali per qualunque cosa e tu che fai? Li difendi? In una situazione dove la ragione non sta da una parte sola, anzi, il torto non sta da una parte sola, per giunta.
Io avrei messo più impegno nella difesa di Tommaso Padoa Schioppa e meno in quella di Calderoli.

Ho già risposto sul blog di Francesco, comunque la mia posizione, vicina a quella di Emidio, pareva incompresa (stupido l'uno, per le sue dichiarazioni, e pure l'altro, per le sue camicette)

Poi né ho parlato con qualche straniero, morale, il commento era il seguente: "non é che perché uno sia scemo e dica cose sbagliate(Saif al Islam Ghedaffi sull'Italia) che tutto quello che fa l'altro é giusto".

Questo é il succo: il fatto che uno bulleggi e dica scemenze pazzesche (alle quali non bisognerebbe nemmeno fare troppo caso secondo me), questo non vuol dire che tutto quello che dice l'altro sia oro colato (anzi!).

Invece qui si voleva trasformare Calderoli in una sorta di Padre Pio! Riconoscere che aldilà delle panzanate del Ghedaffi Jr., Calderoli abbia detto in vita sua delle scemenze non vuol dire andare contro l'Italia.

Le sciocchezze del bulletto tripolitano figlio di papà lasciano il tempo che trovano.


**************

Cmq vorrei ricordare che credere nella laicità e nella libertà d'espressione non vuol dire che un ministro della repubblica sia libero di insultare, provocare ed umiliare le varie correnti spirituali. Se trovo disdicevole la passività dei leader politici italiani in materia di laicità e di morale sessuale nei confronti di alcuni esponenti delle gerarchie cattoliche, non é per questo che penso che un Ministro debba deridere un crocefisso , una statua di Budda od un simbolo dell'Islam, ecc.

Un ministro della repubblica ha una responsabilità: non deve deridere nessuna corrente spirituale, né sottomettersi passivamente a nessuna di esse. Deve essere arbitro. E l'arbitro non é in campo per insultare i giocatori o raccontare barzellette e battutine che possano infastidire gli uni o l'altri: se un arbitro sta li' é per arbitrare.

Poi é parer mio che le barzellette e le camice si fanno vedere al Bar Sport, non al Governo. Ma se in passato si pensava che la classe politica dovesse dar l'esempio ai cittadini, oramai i ruoli si sono confusi (Montecitorio come Bar Sport)

HAPPY ENDING?

Finalmente Calderoli é stato rinominato ministro ed ha pure riconosciuto l'inopportunità del suo gesto di allora. Tutto questo vorrà dire qualcosa? No?

gIANCARLO:

Vuol dire che c'è gente più realista del re.

admin Author Profile Page:

Calderoli magari è giuridicamente libero di prendere per il culo i Mussulmani, e loro sono indubbiamente colpevoli se reagiscono con la violenza ... però non si può dire che la sua è stata una buona idea; tradotto in altri termini, ha ragione ma resta comunque una testa di @#&%!.
Se sai che la conseguenza di offendere qualcuno è che degli altri innocenti ne faranno le spese, evita. Far arrabbiare la gente, anche quando ha torto, difficilmente è utile.
Molto meglio Calderoli che Geddafi, ma non per questo devo invitarlo a cena a casa mia.

Giovanni Petrucciani

Mah, secondo me l'errore di Costa è il seguente: si assumono le categorie politiche dei paesi nei quali governo e opposizione condividono lo stesso senso delle istituzioni, lo stesso rispetto reciproco, lo stesso riconoscimento civile (tutte cose che non accadono tra Destra e PD italiani, soprattutto per volontà della Destra) per difendere un neo-ministro della Repubblica anche di fronte a critiche corrette espresse da un pulpito doppiamente sbagliato, quello del figlio di Gheddafi. Perché doppiamente sbagliato? Facile: è il figlio di un dittatore ma soprattutto è un esponente istituzionae di un altro Paese non appartenente alla UE.

Quindi l'ingerenza nelle cose italiane c'è, e bene ha fatto D'Alema a ricordarlo.

Rimane il fatto che le critiche sono giuste. Non è un particolare da poco. Se sei il ministro degli Esteri in carica del governo prima, il tuo ruolo - secondo me - ti impone di difendere Calderoli anche qualora tu condivida quelle critiche che sono state mosse. Ma se non sei un esponente delle istituzioni, no. Se poi sei un militante del partito politico teoricamente opposto a quello di Calderoli, beh dovresti sottolineare come le critiche siano giuste e il pulpito sbagliato, non difendere il tuo avversario. Altrimenti mostri pensiero debole e senso di succubità al vincitore, che non è una cosa positiva.

riccardo russo:

son d'accordo con Costa.
Sintetizzando al massimo: un opinione di Calderoli non è accettata da Gheddafi.
Io sono perché Calderoli esprima le sue opinioni.
rr

riccardo russo:

son d'accordo con Costa.
Sintetizzando al massimo: un opinione di Calderoli non è accettata da Gheddafi.
Io sono perché Calderoli possa esprimere le sue opinioni liberamente.
rr

GIULIO:

Peccato, fossero andati avanti in tanti avrebbero capito chi teneva per le palle chi. Io mi stavo pregustando già il prezzo della benzina o del gas triplicato a causa delle magliette di Calderoli. Poi si è fermato, forse Tremonti glielo ha fatto notare.

la prima reazione alle parole di gheddafi è stata di fastidio. Non perchè avesse ragione o torto, ma perchè mi infastidiva che si permettesse di interferire sui nostri ministri. Nonostante che molti di quei ministri io davvero li trovassi insopportabili, soprattutto calderoli. Gheddafi non ha l'autorità morale e civile e politica per poter dire agli altri governi quello che devono dare. Quindi per me la sua uscita è intrinsecamente scorretta.
Aldilà di Calderoli.

Io non penso che i cardinali siano peggio dei mullah, semmai è la società italiana che è un po' più europea di quella libica. I preti, di qualunque religione, si prendono esattamente lo spazio e il potere che la società concede loro, né più né meno.
Detto questo, non capisco la polemica. Mi pare ovvio che si debba difendere il diritto all'autonomia della nostra Repubblica, ma si debba anche evidenziare che Calderoli non ha un profilo istituzionale, semplicemente perché dice e fa una marea di cretinate. Emidio sottovaluta il primo, Francesco il secondo punto. Invece sono importanti tutti e due.
Comunque, difendere Calderoli nel primo senso (ma attaccandolo nel secondo) è la scelta corretta. Personalmente, è piuttosto la difesa di Schifani da parte della Finocchiaro e altre personalità del PD che mi spinge lontano da voi.

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