Io non ho paura del nucleare. Sono convinto che in qualche modo si possano risolvere i problemi di gestione delle scorie. Sono convinto che il rischio di incidenti sia abbastanza basso da poter essere affrontato con una certa tranquillità, come sta lì a dimostrare l’esperienza francese. Sono anche convinto che il rischio per la salute connesso al nostro utilizzo smodato degli idrocarburi, alla nostra folle passione per la congestione urbana, sia certamente maggiore del rischio connesso all’uso dell’energia nucleare.
Però mi piacerebbe tanto chiedere al ministro Scajola e agli industriali che lo hanno osannato, se può davvero credere alla totale idiozia di questa sua affermazione:
“Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente “
Primo. Produrre energia “su larga scala” non è necessariamente la mossa più astuta. L’indipendenza energetica si ottiene ormai puntando sulla logica della griglia energetica, ossia della rete interconnessa di punti di produzione, basati su mix di tecnologie di produzione diverse, anche su piccola scala ma numerose.
Secondo.I campi eolici e le centrali solari a concentrazione sono ormai tecnologie in grado di produrre energia non su larghissima ma certo su larga scala.
Terzo. Il nucleare ha costi “competitivi” solo se è una produzione congiunta con l’industria militare, ossia solo se i costi reali di produzione (e segnatamente i mostruosi costi di gestione della sicurezza) sono ben nascosti sotto il tappeto delle commesse militari. Ed infatti,guardacaso , solo i paesi con una forza nucleare militare significativa, come la Francia o il Regno Unito, continuano a puntarci. Tanto, il costo reale di produzione di quell’energia, dato che è di fatto sussidiato dallo stato, non si saprà mai…(questa mia non è un’obiezione “pacifista”, ma solo una constatazione sulla reale struttura dei costi)
Quarto. Il nucleare attuale, che non è una fonte di energia rinnovabile, richiede l’uso di un combustibile il cui prezzo è sestuplicato negli ultimi anni e la cui disponibilità sta rapidamente riducendosi, esattamente come il petrolio….
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La mia impressione è che questa smania di nucleare sia solo un’esibizione muscolare, che non potrà essere seguita da fatti concreti se non in tempi biblici, ma che serve a confermare l’immagine di una destra finalmente seria emodernizzatrice , e a costringere la sinistra e il PD ad una battaglia che i media classificheranno come di retroguardia. Lo spirito dei tempi, che prevede l’esercito per risolvere la sindromenimby dei rifiuti (ahimè ben a ragione…), va in questa direzione, ci piaccia o no…
Se fosse solo questo, però, in fondo non sarebbe grave. Basterebbe non cadere nella trappola, evitando di contestare la scelta nucleare in base al fattore rischio o al fattore militare, ed anzi concedendo – come è giusto – che sia necessario investire in ricerca e puntare anche sulle future centrali di quarta generazione o, ancor meglio, sulla fusione fredda per la quale pare si stiano riaprendo seri spiragli. Ma martellando l’opinione pubblica con le quattro semplici obiezioni di cui sopra, e proponendo un realistico programma di diversificazione e risparmio energetico.
Quello che è davvero grave, però, è che in presenza di un vincolo di risorse disponibili, il governo si appresti a spostare fondi verso una chimerica “soluzione finale” del problema energetico, con un tipico atteggiamento di semplificazione di problemi complessi, non prestando la dovuta attenzione (e non fornendo le dovute risorse) allo sviluppo di tutte le vere fonti rinnovabili e potenzialmente competitive, come l’eolico, il solare nelle sue diverse forme e, soprattutto in Italia, il geotermico. Tutte fonti per le quali occorrerebbe da un lato incentivare la diffusione concreta (e per ora sussidiata) delle tecnologie già in produzione (solare fotovoltaico e termico, solare a concentrazione, eolico, geotermico di seconda generazione, biomasse), e dall’altro sviluppare imponenti progetti di ricerca e di sperimentazione, che richiedono risorse rilevanti, grande determinazione strategica e apertura mentale per esplorare soluzioni diverse. Tutte cose ben lontane dall’idea di una monocultura energetica fondata sulla grande dimensione e su un’unica fonte prioritaria.
Corrado Truffi



















corrado, perchè non sei ministro ombra al posto di realacci?
ottimo articolo, Corrado. Come sempre.
Qualche osservazione qua e la’. Concordo con te sulle critiche al nucleare. Molto acuta l’osservazione sul parallelismo militare-nucleare di Francia e UK. Sul nucleare a fusione posso dirti che la notizia da te riportata non ha ancora avuto nessuna eco sulla stampa scientifica specializzata. Penso che, vista la posta in gioco, ci vogliano andare coi piedi di piombo. Certo, fa un po’ specie pensare che un professore Giapponese e’ arrivato al risultato che si prefigge il mastondico progetto ITER (finanziato da tutta europa) con 10 anni di anticipo. Fosse vero, il professore in questione si becca il Nobel domani stesso.
Sul geotermico continuo ad avere dubbi. Indubbia l’importanza, ma quali sono i limiti quantitativi del geotermico se confrontato con il fabbisogno energetico del paese? A me pare che anche volendolo sfruttare per bene non si raggiungerebbe un 10% di fabbisogno totale. Sai pero’ fornirmi indicazioni in questo senso.
Nota finale: c’e’ un bell’articolo da MondoCheCambia sulla questione nucleare. In soldoni: ieri l’Italia fu terreno di conquista delle 7 sorelle del petrolio, le nostre centrali funzionano a olio e non a carbone come invece in tutti gli altri paesi industrializzati. Oggi ci troviamo schiavi del petrolio per quello. Per rimediare l’Italia si sta dotando di centrali che funzionano solo a gas. Ancora una volta, niente centrali combinate che includano il carbone, come invece l’europa sta facendo. ENI e Gazprom saranno sicuramente contente, noi un po’ meno, quando tra 30 anni saremo di nuovo qui con gli stessi problemi di dipendenza dall’estero ma con altri padroni. Almeno pero’ sapremo perche’ e con chi prendercela.
Personalmente penso che tutte queste cazzate sul nucleare siano solo fumo negli occhi. Tra due anni Scilvio finira’ i soldi per il suo funambolico programma. A noi rimarranno cattedrali incompiute nel deserto, a qualcuno ricche commesse avute dallo stato.
una sola parola. Germania.
p.s. suvvia, copiamo dai paesi seri. non è plausibile che esista una via italiana all’indipendenza degli idrocarburi.
si, si, d’accordissimo, in piu’ aggiungerei che io ho anche un po’ di paura..
Ottimo pezzo.per integrare e rispondere a filippo sul geotermico rimando a questo blog che mi aveva a suo tempo colpito, anche se francamente non so misurarne l’attendibilità
http://blogs.it/0100206/stories/2007/07/12/laSettimaMossa.html
Kerub ha ragione da vendere. Non bisognerebbe inventare granché, ma più che altro copiare una politica energetica ragionevole. E su questo ringrazio Filippo che ci ricorda le scelte da monocultura delle nostre centrali (prima solo olio, ora solo gas, mai che si pensi a diversificare il rischio…)
Quanto al geotermico, nel link riportato da Matteo (da Beppe Caravita) c’è una montagna di informazioni. Concordo però con Filippo circa la necessità di andarci con i piedi di piombo. In breve, come sostiene del resto lo stesso Beppe, per trasformare una sicura potenzialità (il calore profondo sotto il mare) occorre ancora molta ricerca e molti investimenti. Insomma, si tratta di qualcosa di abbastanza simile alle centrali nucleari di quarta generazione: una promessa, ma con tempi medio lunghi. Dopodiché, il governo italiano preferisce buttare i soldi in centrali nucleari nate già vecchie o nel ponte di Messina, e quindi di geotermia di terza generazione sarà difficile vederne in Italia…
Comunque, il post voleva sopratutto mettere in evidenza che questo dibattito nucleare sì/nucleare no è un bel, ennesimo, trappolone. Quel che ne resta sui media è la diatriba Veronesi – Rubbia, la semplificazione ideologica, l’accusa di essere i soliti antimoderni, ecc. Quando invece il problema dell’energia è forse il problema principe su cui, oggi, si potrebbero vedere le vere differenze tra destra e sinistra.
Infine, consiglio la lettura di questo bel post:
http://crisis.blogosfere.it/2008/05/perche-il-nucleare-non-e-la-soluzione-i-nostri-2-cents.html
E faccio notare che è notizia di oggi che la Prestigiacomo sta già chiedendo di allentare un po’ gli standard di Kyoto (quelli di Kyoto, che già sono inadeguati!!!!)
Kerub ha ragione da vendere. Non bisognerebbe inventare granché, ma più che altro copiare una politica energetica ragionevole. E su questo ringrazio Filippo che ci ricorda le scelte da monocultura delle nostre centrali (prima solo olio, ora solo gas, mai che si pensi a diversificare il rischio…)
Quanto al geotermico, nel link riportato da Matteo (da Beppe Caravita) c’è una montagna di informazioni. Concordo però con Filippo circa la necessità di andarci con i piedi di piombo. In breve, come sostiene del resto lo stesso Beppe, per trasformare una sicura potenzialità (il calore profondo sotto il mare) occorre ancora molta ricerca e molti investimenti. Insomma, si tratta di qualcosa di abbastanza simile alle centrali nucleari di quarta generazione: una promessa, ma con tempi medio lunghi. Dopodiché, il governo italiano preferisce buttare i soldi in centrali nucleari nate già vecchie o nel ponte di Messina, e quindi di geotermia di terza generazione sarà difficile vederne in Italia…
Comunque, il post voleva sopratutto mettere in evidenza che questo dibattito nucleare sì/nucleare no è un bel, ennesimo, trappolone. Quel che ne resta sui media è la diatriba Veronesi – Rubbia, la semplificazione ideologica, l’accusa di essere i soliti antimoderni, ecc. Quando invece il problema dell’energia è forse il problema principe su cui, oggi, si potrebbero vedere le vere differenze tra destra e sinistra.
Infine, consiglio la lettura di questo bel post:
http://crisis.blogosfere.it/2008/05/perche-il-nucleare-non-e-la-soluzione-i-nostri-2-cents.html
E faccio notare che è notizia di oggi che la Prestigiacomo sta già chiedendo di allentare un po’ gli standard di Kyoto (quelli di Kyoto, che già sono inadeguati!!!!)
della Prestigiacomo non vale nemmeno la pena parlare.
Corrado, hai fornito un bellissimo link. Ho gia’ provveduto ad aggiungere il sito alla lista dei miei bookmarks.
Io invece del nucleare ho paura, ne ho paura perchè siamo Italiani.
Condivido in pieno il pezzo che Crozza ha fatto stasera a Ballarò, se “ci facciamo del male con le mozzarelle” cosa potremo combinare con il nucleare?
Io invece del nucleare ho paura, ne ho paura perchè siamo Italiani.
Condivido in pieno il pezzo che Crozza ha fatto stasera a Ballarò, se “ci facciamo del male con le mozzarelle” cosa potremo combinare con il nucleare?
Certo che lo sciovinismo al contrario è ancora più nauseabondo di quello diritto.
Non c’è bisogno che lo si controlli noi, Betta, potremmo dare le nostre centrali nucleari in franchising a slovacchi, armeni, pakistani e taiwanesi (tutti stati provvisti di reattori): di cui sicuramente ti fiderai di più.
Per il resto, teorie su presunte esibizioni muscolari a parte, ciò che dice Corrado mi sembra convincente.
Non capisco il senso di questo post. Qual’è il succo della critica al governo: sono poco seri? non portano le conseguenze dei loro annunci sul nucleare fino in fondo?
Il problema è semplice, abbiamo un modello industriale-economico fondato su un’idea implicita (e sbagliata): che il barile del petrolio sarebbe rimasto sotto i 50 dollari per tempo indefinito. Ancora oggi, vedi Maugeri su IlSole24Ore, c’è chi nega che i rialzi siano dovuti al superamento del picco. Chi propone oggi nucleare di prima o quarta generazione parla di dito e non di luna. E la luna è il fatto che non possiamo permetterci più di alimentare un modello di società così dispendioso come quello nato nel ‘900. Che di questo taccia Bersani, non mi stupisco. Che questo problema sia rimosso da chi fa battaglie per svecchiare la classe politica è un bel problema. Vuol dire che non sono vecchie le persone, ma le idee, indipendentemente dalla data di nascita di chi le propugna.
[...] una piccola bibliografia in rete sul tema, ancora attuale: Cambiare idea ma continuare a sbagliare Io non ho paura del nucleare Mi ritorni in mente Tags: compagna, energia, nucleare, [...]