Cara Ministra, non tagliare gli insegnanti di sostegno

di Lorella Camporesi

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Gli insegnanti di sostegno sono il simbolo dell’accoglienza e dell’integrazione di cui la scuola italiana ha fatto una bandiera; noi accogliamo tutti, perché ciascuno ha diritto ad essere accolto, indipendentemente dalla gravità del deficit.

Cosa significa questo, nei fatti? Come si attua? Innanzi tutto, con un rapporto con le aziende sanitarie locali, nella persona dello psicologo o del neuropsichiatra, con il quale i genitori e gli insegnanti concordano e stabiliscono, sulla base della diagnosi funzionale, il piano educativo individualizzato. Questo delinea il percorso dello studente con deficit o disabilità, che è comunque modulato sul percorso della classe di appartenenza.

Detto così, suona molto bene e noi tutti sembriamo molto bravi; ma se scendiamo nell’esperienza concreta, quotidiana, troviamo:

- esperti dell’azienda sanitaria che spesso entrano in conflitto con gli insegnanti, perché si basano esclusivamente su valutazioni mediche e test clinici che ben poco hanno a che fare con la realtà dell’aula scolastica (ho visto personalmente una neuropsichiatra dubitare delle parole di un’insegnante che sosteneva di essere riuscita a spiegare le divisioni ad una bambina, solo perché in base alla casistica clinica il tipo di handicap diagnosticato all’alunna in questione escludeva la possibilità che arrivasse a comprendere il concetto di divisione).

- insegnanti di sostegno che hanno bisogno di “essere sostenuti”, perché vengono sbattuti di scuola in scuola, alla faccia della continuità didattica

- insegnanti di classe che pensano che “sostegno” significhi “esonero dalle attività di classe” e quindi si aspettano che l’alunno con handicap passi tutto il suo tempo fuori, non importa a fare cosa

- insegnanti di sostegno che pensano che tutti gli insegnanti di classe non capiscano nulla di handicap e che si ostinano a stare sempre dentro l’aula anche con alunni gravissimi, che non hanno alcun giovamento dall’attività in classe e in compenso sono di grande disturbo per gli altri.

Quando poi facciamo la conta degli insegnanti italiani, ogni Ministro è pronto a dire che siamo troppi, perché il rapporto numerico docenti/alunni è il più basso d’Europa; raramente si sottolinea che questo non significa che le nostre classi siano poco numerose, ma semplicemente che nel conto vengono calcolati anche gli insegnanti di sostegno, che per la loro stessa funzione si occupano di pochi alunni e quindi dal punto di vista statistico abbassano il rapporto numerico generale.

Ma gli insegnanti di sostegno, quando sono competenti (e ce ne sono tanti), sono una ricchezza ed un valore aggiunto, costituiscono la possibilità concreta di organizzare laboratori, attività di gruppo, cooperative learning, alfabetizzazione per gli stranieri e tutto quello che esula dalla lezione frontale e va verso la personalizzazione dell’insegnamento.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

13 Commenti

  1. Kerub

    Cara Ministra,

    licenzia un po’ di bidelli e distribuiscine gli stipendi agli insegnanti più bravi.

  2. Kerub

    Cara Ministra,

    licenzia un po’ di bidelli e distribuiscine gli stipendi agli insegnanti più bravi.

  3. raoul

    il post parlava in effetti di insegnanti di sostegno non di bidelli se non erro…

  4. Gentile Lorella,
    non ho avuto un’esperienza positiva con gli insegnanti di sostegno. Sono stato genitore affidatario e la scuola mi ha assegnato a viva forza un insegnante di sostegno perché era in soprannumero… Ci sono voluti due anni di perizie e documenti per chiederne la rimozione. Di piano educativo neanche l’ombra.
    Contemporaneamente – nella stessa classe – una ragazza non vedente aveva sì l’insegnante di sostegno, ma non aveva i libri in Braille.
    Oggi mia figlia (naturale) ha in classe un ragazzo violento; il ruolo dell’insegnante di sostegno è portarlo lontano dalla classe per il maggior numero possibile di ore.
    La mia esperienza non fa statistica, ma…

  5. …quando ci sono gli insegnanti di ruolo (o quantomeno stabili) bravi, motivati e preparati va quasi sempre tutto bene, sostegno o non sostegno…
    Ciao,
    Luca

  6. betta

    Sono una insegnante di Italiano di scuola media (secondaria di primo grado mi sembra una denominazione assai ridicola), lo scorso hanno sono riuscita (dopo tentativi intrapresi da altri fin dalla scuola dell’infanzia) a convincere una famiglia ad iniziare la dura strada della certificazione per il figlio. La neuropsichiatria ha subito fatto una diagnosi, la famiglia era rincuorata dal fatto che quest’anno qualcuno avrebbe seguito da vicino il loro ragazzo.
    La scuola è cominciata.
    Alla fine di settembre il ragazzo era ancora “scoperto”.
    Come al solito gli insegnanti di sostegno sono stati gli ultimi ad essere assegnati, come al solito a dicembre c’è stato un cambio della guardia, come al solito i ragazzi con sostegno, specie se non fanno danni, sono l’ultima ruota del carro.
    Sai quante ore ha avuto il mio ragazzo? 6.
    Quanti insegnanti ha cambiato quest’anno? 3
    Io ho fatto affrontare ad una famiglia visite neuropsichiatriche e un foglio su cui veniva scritto nero su bianco che loro figlio aveva bisogno del sostegno, per cosa?
    So bene quanto importanti siano gli insegnanti di sostegno, e so anche che sarebbe ora che la si smettesse di considerare i ragazzi h studenti di serie b.

  7. Sandra

    Cara Ministro,
    NON si dimentichi degli insegnanti di sostegno che lottano, ogni giorno, contro gli stessi colleghi “curricolari” impreparati ad accogliere i diversamente abili. Ogni anno, oltre agli alunni disabili, incrementa in maniera vorticosa il numero degli alunni con “difficoltà di apprendimento”, una scuola giusta è una scuola che garantisce l’accesso all’istruzione anche a quelli che sembrano svogliati, ma che in realtà soffrono di difficoltà enormi non valutate nel modo adeguato. Così, noi insegnanti di sostegno ( dal 2002 doppiamente laureati, ho dovuto aggiungere altri 16 esami alla mia laurea di base!ma ben contenta) assistiamo, a volte inermi, a delle violazioni di diritti umani continue, i nostri cari colleghi “curricolari” ci vessano tutti i santi giorni per evitare di occuparsi degli alunni disabili e degli alunni in difficoltà non sempre certificati. Quindi, a buon cuore, o a buona resistenza fisica, degli insegnanti di sostegno, gli alunni diversamente abili, tutti, ed in particolare quelli NON certificati, riescono ad esercitare un loro diritto,e cioè, la possibilità di una formazione che renda loro pari opportunità nella società.
    Ma perchè non esiste un’insegnante di sostegno in ogni classe? Perchè dobbiamo fare il lavoro per 3,4 insegnanti, quando ci và bene? Gli alunni con difficoltà di apprendimento sono, soprattutto alle medie, il 70-80% del totale di ogni classe!
    Grazie per l’attenzione.

  8. a

    ma quanti alunni può seguire un’insegnante di sostegno di scuola primaria? il rapporto è max di 1:4?

  9. daniela

    Salve a tutti, sono un’insegnante di sostegno della scuola primaria che, come la maggior parte dei miei colleghi è preoccupata per il suo prossimo futuro, e che non capisce cos’altro deve fare (oltre all’aver conseguito ben due lauree e 3 master) per poter lavorare nel mondo della scuola.
    Io, pur essendo pugliese, per motivi personali mi sono vista costretta a iscrivermi nelle graduatorie della provincia di Napoli consapevole che in questo modo non avrei potuto ambire al ruolo, ma quantomeno, avrei potuto almeno prendere l’incarico annuale.
    Invece no, non ci riesco, sono già due anni…
    Io per la mia tranquillità, cosa di cui ho bisogno visto che sto cercando disperatamente anche di diventare mamma, avrei bisogno di chiedervi una cosa: so benissimo che, allo stato attuale delle cose, se l’anno prossimo decidessi di cambiare provincia dovrei andare in coda addirittura alla TERZA FASCIA E PER SEMPRE, ma voci di corridoio dicono che forse, al contrario, si potrà cambiare provincia senza andare in coda.
    Potreste per favore dirmi la vostra in proposito?
    Io capisco che questo è stato deciso per un motivo preciso, ma per come sono le cose attualmente qui le possibilità di lavorare sono già limitate, se poi ci mettiamo i tagli previsti dalla finanziaria, i trasferimenti, le assegnazioni provvisorie e il fatto che non si può più cambiare provincia, vuol dire che io devo seriamente cominciare a cercarmi un altro lavoro?
    Io ricordo che quando l’ex Ministro dell’istruzione Fioroni decise ciò lo fece perchè si prevedeva che nel giro di qualche anno si sarebbe cancellato quasi completamente il precariato, e così poteva anche avere un senso, ma ora cosa succederà?
    Spero possiate darmi una risposta in merito, noi purtroppo non siamo per niente tranquilli e il passare ogni giorno che passa attaccati al telefono nella speranza di qualche chiamata, o su internet nella speranza di leggere fra tante notizie negative almeno qualcosa che riaccendi le speranze , è davvero difficile.
    Daniela

  10. marco

    licenziamo tutti gli insegnanti di religione. se il vaticano li vuole li paghi lui, come avviene in tutti i paesi europei e in nord america.

  11. francesca

    salve a tutti,mi presento sono francesca e non ho in casa figlio h,ma assisto a scene sblorditive che si svolgono in classe di mia figlia per espressioni verbali estremamente offensive e aggressive da parte dell’insegnante di sostegno nei confronti dei bambini.
    oltretutto il bambino supportato dall’insegnante in questione non sembra tollerare un simile atteggiamento.
    ora,io dico,ci vuol tanto per capire perchè???
    aggiungo un’altra osservazione,come è accaduto a luca,il numero degli insegnanti è in esubero………….non è che quest’insegnante stia facendo a cazzotti con colleghi etc… per non essere spedita altrove??????scusatemi se non sono stata chiara,chiedetemi e provvederò ma se potete delucidatemi su quanto sta accadendo.

  12. francesca

    salve a tutti,mi presento sono francesca e non ho in casa figlio h,ma assisto a scene sblorditive che si svolgono in classe di mia figlia per espressioni verbali estremamente offensive e aggressive da parte dell’insegnante di sostegno nei confronti dei bambini.
    oltretutto il bambino supportato dall’insegnante in questione non sembra tollerare un simile atteggiamento.
    ora,io dico,ci vuol tanto per capire perchè???
    aggiungo un’altra osservazione,come è accaduto a luca,il numero degli insegnanti è in esubero………….non è che quest’insegnante stia facendo a cazzotti con colleghi etc… per non essere spedita altrove??????scusatemi se non sono stata chiara,chiedetemi e provvederò ma se potete delucidatemi su quanto sta accadendo.

  13. francesca

    salve a tutti,mi presento sono francesca e non ho in casa figlio h,ma assisto a scene sblorditive che si svolgono in classe di mia figlia per espressioni verbali estremamente offensive e aggressive da parte dell’insegnante di sostegno nei confronti dei bambini.
    oltretutto il bambino supportato dall’insegnante in questione non sembra tollerare un simile atteggiamento.
    ora,io dico,ci vuol tanto per capire perchè???
    aggiungo un’altra osservazione,come è accaduto a luca,il numero degli insegnanti è in esubero………….non è che quest’insegnante stia facendo a cazzotti con colleghi etc… per non essere spedita altrove??????scusatemi se non sono stata chiara,chiedetemi e provvederò ma se potete delucidatemi su quanto sta accadendo.

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