
di Lorella Camporesi
Scuola, le cifre dell’emergenza
Studenti che lasciano, professori anziani. Tagliato un sesto dei finanziamenti. L’Italia spaccata in due.
Così intitola il Corrieredellasera.it.
Mi piacerebbe prendere spunto da qui e partire, per una riflessione sulla scuola, dalla questione anagrafica, perché da un po’ di tempo a questa parte si sente dire che gli insegnanti italiani sono troppo vecchi: pare che la maggior parte abbia superato i cinquant’anni.
Ora, ci sono alcune cose che non capisco e che vorrei che qualcuno mi spiegasse:
1. Dato che l’età pensionabile si allunga, per saggi motivi che molti continuano a spiegarci, come li “rottamiamo” gli insegnanti over cinquanta?
2. Che senso ha investire prima nella preparazione universitaria e poi nella formazione permanente di un individuo destinato ad essere considerato vecchio a cinquant’anni?
3. Perché un politico, cioè chi si candida a guidare un intero Paese, a cinquant’anni è considerato giovane, mentre un insegnante, che si limita a guidare alcune classi, alla stessa età sarebbe vecchio?
Ma siamo proprio sicuri che i cinquantenni siano il vero problema della scuola italiana? Non sarà uno dei soliti luoghi comuni, di quelli che servono a dare rapidamente giudizi senza sforzarsi di analizzare i dati reali? Dati che ci mostrano come questi cinquantenni hanno imparato a gestire laboratori di informatica, ad adattarsi ai nuovi curricoli, ad inventarsi, con pochi aiuti e scarsi finanziamenti, nuove modalità di approccio nelle classi multietniche? Io ho 45 anni ed ho recentemente concluso un master in e-learning svoltosi interamente on- line (e dire che la mia prima tesi di laurea l’avevo scritta con una macchinetta che non era neanche elettrica!); bene, l’età media degli iscritti era intorno ai 40 anni.
Ma vorrei concludere con una considerazione (quasi) filosofico- pedagogica: in un’Italia dove nessuno vuol più fare l’adulto, dove un aspirante presidente del consiglio maschera palesemente la propria età con lifting e trapianti di capelli, dove le mamme fanno di tutto per infilarsi gli abiti delle figlie adolescenti, siamo proprio sicuri che nella scuola non siano utili delle figure di adulti per l’educazione dei nostri ragazzi?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





il problema è che se adesso sono tutti (per dire) cinquantenni significa che sono il risultato di infornate avvenute venti/trenta anni fa.
e nelle infornate la selezione è stata nulla.
Complimenti per il post. Il problema della qualificazione del corpo docente va affrontato in modo serio, non con battaglie demagogiche sull’eta’ dei professori
1. gli insegnanti over50 non vanno rottamati. Semplicemente abbisognano di nuovi stimoli e nuova formazione. Come anche gli under50.
2. non ho mica capito.
3. Perche’ la classa dirigente italiana, tutta rigorosamente over60, rappresenta un anomalia per il vecchio continente.
Per rispondere all’ultima domanda: alla scuola sono utili figure giovani e vecchie, ambedue con i loro ruoli, le loro competenze e le loro responsabilita’. Quello che non e’ per nulla utile alla scuola, e’ l’immobilismo della lotte continua dei giovani contro i vecchi, assenteisti contro onesti, bidelli contro professori, genitori contro presidi e via discorrendo.
Secondo me il problema serio non è affatto l’età anagrafica (ben vengano gli insegnanti di un tempo…)ma
1. la loro mancanza di motivazione che deriva da:
a. studenti assolutamente svogliati e menefreghisti che pensano che la scuola sia la succursale di un parco giochi;
b. per alcuni docenti l’insegnamento è un’attività lavorativa come un’altra per poter avere uno stipendio a fine mese e questo va ad inficiare sulla qualità dell’insegnamento…
2. Il precariato(contratti di pochi gg o pochi mesi) è un problema serissimo, sia per i precari, ma anche per gli studenti.
Devo tuttavia spezzare una lancia a favore della scuola italiana, che secondo me sforna ragazzi meno ignoranti rispetto alla media europea, credetemi…
Eleonora, io vivo in Olanda e concordo solo parzialmente con te sull’ultima affermazione.
Noi italiani, usciti dalla scuola sappiamo mediamente molte piu’ cose di un olandese. Qui, gia’ a livello di scuola (media) superiore si focalizzano sul campo di interesse e lasciano perdere il resto, contrariamente a quanto succede in italia.
Pero’ il punto e’ che noi passiamo tanto, tantissimo tempo a studiare cose che ci serviranno poco e nulla. Il punto non e’ solo essere generalmente ignoranti o scuolati. Il punto e’ che ci sono anche materia tecniche che abbisognano di preparazione solida. E li’ spesso cadiamo come pere cotte, pagando il totale scollamento tra scuola e mercato del lavoro che esiste in Italia.
nelle scuole le infornate ci sono state eccome.
non tutti si sono abilitati nelle scuole o per concorso ma ci sono stati anche i corsi abilitanti.
lasciamo perdere i concorsi, poi.
adesso ti devi laureare, fare la SSIS per due anni con numero chiuso in entrata e poi fare l’esame di stato in uscita per poterti iscrivere nelle graduatorie.
è evidente come il setaccio si sia chiuso con le nuove generazioni mentre per le vecchie era molto più aperto.
basterebbe vedere i concorsi del passato per le scuole elementari fatti con torme esibenti il titolo magistrale preso in certe scuole nel sud dell’Italia.
roba da spararsi.
se poi vogliamo calcolare il numero di bidelli per studente o per classi e paragonarlo agli stati esteri sei (FRA e GER sono i benchmark di riferimento) scopriamo che i sindacati hanno preferito spendere in questa catgoria i soldi che dovevano essere destinati agli stipendi dei prof.
@Kerub: in olanda i bidelli non esistono. Credo sia cosi’ anche in Germania e (forse) Francia, ma non ne sono sicuro.
A parte il fatto che secondo me i bidelli sono figure fondamentali della scuola pubblica (ed è vero, purtroppo in Francia non esistono, ma ci sono i sorveglianti e quelli che dopo la scuola puliscono).
Detto questo, la scuola italiana non sforna asinelli, non più delle altre scuole. E vi prego di paragonare solo le scuole pubbliche.
Per esperienza personale e grandissima passione per quel che faccio da ormai quasi 7 anni, non è vero che esistono ragazzini menefreghisti e svogliati (e qui rispondo a Eleonora). Per definizione, l’adolescente deve far capire all’adulto che ha di fronte che si sta veramente facendo due palle così ad ascoltarlo; è un gioco di ruolo, niente di più. L’insegnante ci deve credere, andare avanti per la sua strada ché forse, e insisto sul forse, un giorno il ragazzo si mostrerà meno svogliato del solito. Il mestiere, secondo me, sta quasi tutto qui. E’ un mestiere in cui ci si sente molto spesso soli, ma poi si coglie uno sguardo interessato, un sorriso complice e si risolve tutto.
Gli insegnanti andrebbero aiutati, ma non con le riforme dei programmi o di non so che diavoleria informatica; andrebbero ascoltati, dovremmo dar loro classi di non più di 25 alunni (qui in Francia 35 per classe è la norma ormai). E tante altre cose…
Perdonatemi, non sono assiduo, ma ogni tanto passo e trovo dei discorsi che non capisco sull’età.
Qui leggo:
” Dato che l’età pensionabile si allunga, per saggi motivi che molti continuano a spiegarci, come li “rottamiamo” gli insegnanti over cinquanta?”, e in risposta:
“1. gli insegnanti over50 non vanno rottamati. Semplicemente abbisognano di nuovi stimoli e nuova formazione. Come anche gli under50.”
La “vecchiaia” degli insegnanti indica due cose:
* il sistema non funziona perché ha problemi all’ingresso. Se la media è alta vuol dire che ci sono pochi “giovani”. Questo è un problema di equità generazionale (sintesi rozza)
* l’ambiente di lavoro funziona peggio per inadeguato “mix di competenze”. Io ho 34 anni; da un collega di 28 mi aspetterei idee di rottura, magari da buttare ma stimolanti; da un collega di 50 anni mi aspetterei un apporto di esperienza, magari valutando se è attuale ma comunque stimolante. Se manca l’uno o l’altro apporto il sistema funziona peggio. non si tratta di eliminare gli over 50 ma di garantire una giusta miscela di caratteristiche per sfruttare al meglio le caratteristiche di tutti.
Ergo: c’è un problema.
Supporre che la soluzione sia “buttare i cinquantenni” è una ipersemplificazione non solamente per le ricadute di spesa pensionistica. Secondo me
Perdonatemi, non sono assiduo, ma ogni tanto passo e trovo dei discorsi che non capisco sull’età.
Qui leggo:
” Dato che l’età pensionabile si allunga, per saggi motivi che molti continuano a spiegarci, come li “rottamiamo” gli insegnanti over cinquanta?”, e in risposta:
“1. gli insegnanti over50 non vanno rottamati. Semplicemente abbisognano di nuovi stimoli e nuova formazione. Come anche gli under50.”
La “vecchiaia” degli insegnanti indica due cose:
* il sistema non funziona perché ha problemi all’ingresso. Se la media è alta vuol dire che ci sono pochi “giovani”. Questo è un problema di equità generazionale (sintesi rozza)
* l’ambiente di lavoro funziona peggio per inadeguato “mix di competenze”. Io ho 34 anni; da un collega di 28 mi aspetterei idee di rottura, magari da buttare ma stimolanti; da un collega di 50 anni mi aspetterei un apporto di esperienza, magari valutando se è attuale ma comunque stimolante. Se manca l’uno o l’altro apporto il sistema funziona peggio. non si tratta di eliminare gli over 50 ma di garantire una giusta miscela di caratteristiche per sfruttare al meglio le caratteristiche di tutti.
Ergo: c’è un problema.
Supporre che la soluzione sia “buttare i cinquantenni” è una ipersemplificazione non solamente per le ricadute di spesa pensionistica. Secondo me
Perdonatemi, non sono assiduo, ma ogni tanto passo e trovo dei discorsi che non capisco sull’età.
Qui leggo:
” Dato che l’età pensionabile si allunga, per saggi motivi che molti continuano a spiegarci, come li “rottamiamo” gli insegnanti over cinquanta?”, e in risposta:
“1. gli insegnanti over50 non vanno rottamati. Semplicemente abbisognano di nuovi stimoli e nuova formazione. Come anche gli under50.”
La “vecchiaia” degli insegnanti indica due cose:
* il sistema non funziona perché ha problemi all’ingresso. Se la media è alta vuol dire che ci sono pochi “giovani”. Questo è un problema di equità generazionale (sintesi rozza)
* l’ambiente di lavoro funziona peggio per inadeguato “mix di competenze”. Io ho 34 anni; da un collega di 28 mi aspetterei idee di rottura, magari da buttare ma stimolanti; da un collega di 50 anni mi aspetterei un apporto di esperienza, magari valutando se è attuale ma comunque stimolante. Se manca l’uno o l’altro apporto il sistema funziona peggio. non si tratta di eliminare gli over 50 ma di garantire una giusta miscela di caratteristiche per sfruttare al meglio le caratteristiche di tutti.
Ergo: c’è un problema.
Supporre che la soluzione sia “buttare i cinquantenni” è una ipersemplificazione non solamente per le ricadute di spesa pensionistica. Secondo me
Perdonatemi, non sono assiduo, ma ogni tanto passo e trovo dei discorsi che non capisco sull’età.
Qui leggo:
” Dato che l’età pensionabile si allunga, per saggi motivi che molti continuano a spiegarci, come li “rottamiamo” gli insegnanti over cinquanta?”, e in risposta:
“1. gli insegnanti over50 non vanno rottamati. Semplicemente abbisognano di nuovi stimoli e nuova formazione. Come anche gli under50.”
La “vecchiaia” degli insegnanti indica due cose:
* il sistema non funziona perché ha problemi all’ingresso. Se la media è alta vuol dire che ci sono pochi “giovani”. Questo è un problema di equità generazionale (sintesi rozza)
* l’ambiente di lavoro funziona peggio per inadeguato “mix di competenze”. Io ho 34 anni; da un collega di 28 mi aspetterei idee di rottura, magari da buttare ma stimolanti; da un collega di 50 anni mi aspetterei un apporto di esperienza, magari valutando se è attuale ma comunque stimolante. Se manca l’uno o l’altro apporto il sistema funziona peggio. non si tratta di eliminare gli over 50 ma di garantire una giusta miscela di caratteristiche per sfruttare al meglio le caratteristiche di tutti.
Ergo: c’è un problema.
Supporre che la soluzione sia “buttare i cinquantenni” è una ipersemplificazione non solamente per le ricadute di spesa pensionistica. Secondo me
PERDONATEMI ANCHE PER I POST MULTIPLI, però se potete vedere 4 volte il mio post, io avrò provato ad inviarlo almeno 6 o 7.
Ogni volta CONTROLLANDO se si vedeva e aspettando…
Lento il server?
Ciao