Un’Italia migliore

way.jpg

“Noi democratici abbiamo intrapreso con convinzione un cammino di sintesi alta tra culture diverse. Ciascuno di noi è nel Partito Democratico con il proprio bagaglio di valori, che con il dialogo e l’ascolto reciproco riusciamo ad integrare. C’è molta più sapienza nell’incontrarsi che nello scontrarsi. Noi abbiamo scelto di costruire una strada diversa per affrontare i problemi del Paese: non più da barricate contrapposte, che come dimostra la storia recente di questo paese non producono alcun vantaggio nella vita reale, ma consapevoli che solo la disponibilità al dialogo con chi è portatore di valori diversi possa portare risultati. Nessuno di noi abbandona la sua storia e le sue idee: il Partito Democratico ha un progetto più ampio di società. Una società inclusiva che permetta a tutti di realizzare i propri progetti di vita sentendosi cittadini nel rispetto reciproco. Il nostro programma sui diritti civili e sulle questioni che riguardano la vita delle persone parla chiaro e tutti siamo impegnati ad attuarlo. Il PD non strumentalizza questi temi,che diventeranno atti concreti anche attraverso una coerente iniziativa ed un confronto parlamentare più ampio ed elevato possibile: è questa la sfida che attende tutti i democratici italiani. Noi questa sfida la vogliamo vincere. Perché un’Italia migliore si può fare.”

Emanuela Baio Dossi, Andrea Benedino, Rosy Bindi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Mauro Ceruti, Anna Paola Concia, Gianni Cuperlo, Mauro Del Vecchio, Giuseppe Fioroni, Francesco Saverio Garofani, Paolo Gentiloni, Marianna Madia, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Giulio Santagata, Ivan Scalfarotto, Livia Turco.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

3 Commenti

  1. alessandro tavano

    Primo: speriamo. Secondo: è un bel messaggio.

  2. le parole sono importanti… e se ci sono delle persone che si impegnano nel partito democratico con tali parole dovrebbero spiegare perchè a Roma sostengono grillini. Mi sento un presa in giro per questo.
    Come si fa a dire che si lavora per una società inclusiva se poi non ci si crede, se si pensa, come nella vecchia politica, che le elezioni siano il solito referendum per contarsi e che dalla conta si possa fare blocco comune per le proprie cause, sacrosante certo, ma che significa? Si dichiara di voler lavorare per una società inclusiva ma ci si conta a parte.. scusatemi ma questa è politica vecchia.

  3. Scusate ma c’è qualcuno che si possa definire di sinistra in questa lista di nomi? Non mi pare. Dunque potevate anche correre con Berlusconi.

Lascia un commento

Subscribe without commenting