da Pennarossa
Più che ai tempi supplementari, il ballottaggio romano mi ha fatto subito pensare ad uno “spareggio salvezza”.
Dopo la batosta alle politiche, non perdere a Roma significava salvare almeno il campionato, porre un argine – neanche tanto simbolico – alla straordinaria avanzata di Berlusconi & C.
L’esito finale con Alemanno sindaco ha il sapore di un tracollo, di una disfatta che porterà inevitabilmente ad una stagione di lotte cruente, sia all’interno del neonato PD, sia tra il nuovo partito e la Sinistra Arcobaleno, uscita umiliata dalle elezioni politiche e con il dente avvelenato nei confronti del mancato alleato.
A “botta calda”, credo che le cause della sconfitta di Rutelli siano da ricercare in primo luogo nella generale avanzata della destra, dovuta anche alla esasperazione con cui in molti hanno rappresentato (sicuramente ad arte) il “problema sicurezza”, con eventi sulla cui limpidezza si comincia a insinuare più di un sospetto.
Ma poi c’è anche la dichiarata inaccettabilità del candidato da parte di molti elettori della sinistra e del mondo “laico”, spazientiti dalle continue strizzate d’occhio di Rutelli nei confronti di ambienti clericali (leggi Ruini). Erano evidenti i segnali che provenivano da sinistra e l’insofferenza di dovere per l’ennesima volta votare turandosi il naso. I più benevoli promettevano un “ultimo voto” pur di non portare un fascista al Campidoglio, ma l’onda lunga degli scontenti stava montando e l’aspirante sindaco non ha fatto niente per dare un segnale a costoro.
Un altro motivo della sconfitta è da individuare nel senso di frustrazione che i simpatizzanti della SA hanno subìto dopo le elezioni. Invece di rivolgersi a loro, invece di interessarsi all’anima più di sinistra del PD (e del Paese), Rutelli ha dato l’impressione di interessarsi e ricercare unicamente i voti di Casini.
Il ballottaggio invece ha confermato quello che era già emerso con il voto nazionale: il PD non ha sfondato al centro, l’erosione nei confronti dell’UDC è stata scarsa e sicuramente non a favore del centrosinistra.
Tutta la sinistra e il PD escono dalla tornata elettorale con le ossa rotte. Sicuramente verrà rimesso in discussione tutto: dirigenza, metodi, strutture, alleanze, strategie.
Io spero che, esaurito il momento dello sconforto e della rabbia, si abbia la forza di mettere mano alla moviola e rivedere tutta la partita.
Una cosa è certa: ora non c’è più la scusa dell’emergenza, ora si ha l’obbligo di fare scorrere i fotogrammi degli ultimi mesi e rivedere tutte le azioni di gioco, cercando di isolare i tanti errori senza però ignorare quanto di buono il nuovo partito ha mostrato di potere realizzare.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Ah Roma si é perso! Il risultato delle provinciali, dimostra chiaramente che la scelta di Rutelli candidato non ha aiutato, per niente. Se poi adirittura non é stato l’elemnto che ha fato la differenza. Rutelli era stato un buon sindaco, amato dai cittadini, ma con l’esperienza nazionale la precezione della sua immagine é cambiata. Se c’é stato un’errore é stato quello di candidarlo pensando che tutto sarebbe stato come 15 anni prima. Ma fra il 2001 ed oggi Rutelli ne ha fatte di cose. Direi che ha dilapidato il suo capitale simpatia.
L’immagine che di un Rutelli hanno i romani é assai diversa é da quella di un Cacciari (che ripresentatosi, senza l’appoggio del partito, vinse).
Ora, come si dice, calmo e gessa bisogna evitare rese di conti. E lentamente ripartire.
Date i tempi e le condizioni – pessime è andata più male di quanto doveva andare. Ma – come spesso ho ripetuto in questi spazi – è una lunga strada per Tipperary…
Veltroni deve aver la chance di continuare nel lavoro appena iniziato. MA.
Secondo me dovrebbe porre in tempi brevi ( dopo la sbornia di commenti e recriminazioni ineluttabile, cui suggerirei di NON alimenatre ) chiara e tonda la questione del rinnovamento di persone e di culture e prassi del PD. Dire ai dirigenti che – se non si cambia nei modi – lui passa la mano. Se ottiene appoggio ampio, e le garanzie ( nei fatti, = ampie dimissioni in tempi non immediati ma CERTI ) dovrebbe presentare pubblicamente anche le proprie, disporsi a portare rapidamente il PD al congresso e lì, se vuole, ri cercare la legittimazione a guidare il rinnovato PD.
Se invece Veltroni dovesse verificare che nel PD il rinnovamento di persone e cultura politica NON fosse possibile ( nessuna garanzia di dimissioni ampie, vedi sopra ) dovrebbe dimettersi insidacabilmente, ammettendo che la sua proposta politica è fallita e consegnando alla responsabilità di chi avesse respinto la sua proposta di dimissioni-rinnovamento il futuro del PD.
Se, infine, non farà quanto sopra descritto, beh: l’esito elettorale non avrebbe sconfitto un partito, avrebbe sconfitto le ragioni della sua esistenza.
Se Rutelli o il suo programma erano sbagliati, cosa probabile, bisognava che il messaggio arrivasse alla “stanza dei bottoni” del PD prima del voto, possibilmente con indicazioni su quali cambiamenti si sarebbero dovuti fare, e che fosse compreso da chi si trova là.
Se questo non è successo, vuol dire che non ha funzionato la catena di comunicazione a partire dalla gente fino ai “grandi capi” passando per gli iscritti, i circoli e le componenti locali del PD.
Indipendentemente da quale fosse la soluzione al problema, da chi si sarebbe dovuto candidare e con quale programma, tutti gli elementi di questa catena dovrebbero riflettere e capire come mai siamo andati avanti per la strada sbagliata senza accorgercene.
La sconfitta di rutelli è da addebitarsi in maniera evidentissima alla sua persona (dunque al suo profilo politico). Questo è un caso su cui proprio non ci piove.
1)già al primo turno ebbe meno voti dei voti dati ai partiti che lo sostenevano: segno evidente che la sua persona era un handicap non un atout per la coalizione.
2)al primo turno ebbe 760000 voti ca.; al secondo ne ha avuti 670000 ca.: ha perso per strada cioè oltre ottantamila voti!
L’astensionismo dunque ha colpito solo lui (Alemanno invece ha ottenuto più voti reali di quelli presi al primo turno).
Segno evidente della disaffezione verso la persona di Rutelli: al primo turno c’era il traino delle elezioni nazionali, il martellamento del voto utile, e il popolo della sinistra in parte ancora l’aveva votato, pur turandosi il naso.
Ma al secondo turno, e visti anche gli esiti disastrosi del voto politico, si sono stufati e l’hanno mollato.
La sua candidatura non poteva mobilitare l’elettore di sinistra.
3)la prova del nove: a parità di perimetro (ossia prendendo i soli seggi del comune di roma) Zingaretti ha preso qualcosa come 60000 (!!) voti in più di Rutelli.
Stesso giorno, stessi fatti, stesse condizioni. E confronto di voti reali non di percentuali.
Più eloquente di così! Molti romani sono andati alle urne e hanno votato Zingaretti per la provincia, ma non Rutelli come sindaco: una scelta precisa di rifiuto verso la persona, pur votando centro-sinistra.
Stavolta proprio la sicurezza o altro c’entrano poco. Ha perso Rutelli, punto. Speriamo non faccia più danni e si tolga di mezzo. Del resto non ci voleva molto: bastava parlare con chiunque quando l’hanno candidato, leggere i commenti sui blog, sentire gli amici romani…
Ora perchè mettere una candidatura così evidentemente perdente?
Il fatto è che lo dovevano sistemare: era un ex segretario di partito(fuso) a piedi…Avranno pensato: bè a Roma siamo sicuri, lì possiamo vncere lo stesso nonostante rutelli.
Purtroppo avevano calcolato male l’effetto stanchezza di turarsi il naso degli elettori di sinistra, e poi l’effetto boomerang-delusione dei risultati delle politiche.
Però la colpa non è di Veltroni (o lo è in minima parte), ma della ostinazione di questi ormai vecchi arnesi politici che fanno pressione e si oppongono al rinnovamento, sicchè vista la fragilità della creatura pd, il segretario deve muoversi con la logica del promoveatur ut amoveatur: per toglierseli di torno doveva cercargli dei posti di “pensione” eccellenti, se no rischi di divisioni, fronde, spaccature e via dicendo.
Veltroni ha solo cercato di piazzarlo dove poteva sperare facesse meno danno elettorale. Certo ci voleva più coraggio.
hanno perso rutelli, la palombelli, la madia, veltroni, bettini. ha perso soprattutto la romanità del PD, che ha preso durissime boptte sia a roma che al nord ed è spazzata via dal paese. veltroni è spazzato via dal paese, se terrà ancora sarà per qualche mese, poi sparirà anche lui. di fronte a veltroni uno come fassino e le sue telefonate a consorte si staglia come un assoluto gigante della sinistra italiana. e alle politiche hanno perso dolorosissimamente cacciari, che prima delle primarie parlava del PD del nord e non ha avuto il coraggio di farlo, e bersani, che voleva presentarsi alle primarie e anche lui si è mostrato pavido. hanno perso tutti coloro che credevano che veltroni fosse una scelta vincente e si sono accodati, rinunciando a buone idee politiche.
Il punto (già evidenziato) è che Rutelli era poco presentabile.
La sua sconfitta è ancora più bruciante di fronte alla vittoria di Zingaretti.
E’ ora di finirla con con la concezione dei partiti come esercizi commerciali di proprietà! Di partiti in cui sempre gli stessi fanno e disfano, annunciano e ritrattano. Non è possibile che di fronte a disfatte eclatanti sempre gli stessi personaggi si incontrino e si chiedano : “dove abbiamo sbagliato?” E come barman in passivo pensino che basti aggiornare il menù dei cocktail (un goccio di sicurezza in più, un pò meno diritti sociali) per vedere il locale pieno di avventori!
Ci vogliono credibilità personale, preparazione professionale, onestà, coraggio. Non basta predicare il cambiamento e lodare la forza dei “gggiovani”.
Perchè sconfitta dopo sconfitta sono tutti lì??!
Urge un ricambio generazionale nella classe dirigente del centro sinistra.
L’ultimo paragrafo dall’articolo di Fabrizio Rondolino, su LA STAMPA di oggi…
http://baotzebao.tumblr.com/post/33194337
Il vero pericolo è che, di fronte a questa sconfitta, la reazione sia di tornare indietro. Noi dobbiamo far sentire la nostra voce, perché chi tace acconsente. Io suggerirei di organizzarci al grido di “PRIMARIE SEMPRE”: http://pdobama.ning.com/forum/topic/show?id=2003916%3ATopic%3A29284
Fino a quando ci saranno uomini per tutte le stagioni il PD non andrà da nessuna parte. Non so se sia vero ma ora si parla di Rutelli come capo gruppo al senato, se così fosse non ci sarebbe limite allo strapotere della “casta”.
ecco..per vedere il livello di salute, onestà intellettuale e vitalità del PD stiamo a vedere dove finisce il Rutelli Francesco. Eletto per la prima volta alla Camera nel 1983 (= 25 anni fa). Sindaco di Roma per due legislature. Sconfitto da Berlusconi nel 2001 e da Alemanno nel 2008…
Veltroni ha fallito il giorno stesso in cui non è riuscito a tenere fuori Bassolino dal PD. Poi il solito vittimismo della sinistra cerca scuse assurde nei condizionamenti a cui è stato sottoposto. Ricordo a tutti che Berlusconi, dalla sua parte è stato sottoposto a ben altre pressioni, basta ricordare che a dicembre sembrava finito, ammazzato da Fini. I risultati li possiamo vedere oggi. Veltroni invece ha perso l’occasione della sua vita. D’altra parte basta leggersi l’elenco dei deputati e senatori del PD per rendersi conto che Veltroni non ha rinnovato praticamente nulla.
Commenti vari, tutti da tenere nelle dovute considerazioni.
Personalmente insisto su un punto che ho cercato di inserire nel post: basta con la scusa dell’emergenza.
Ragioniamo questa volta con calma, e soprattutto ascoltiamo la base: i cittadini, i simpatizzanti, gli iscritti.
Non vengano a dirci loro perchè si è perso, vengano loro ad ascoltare noi.
E sono d’accordo con Daniele quando scrive :”PRIMARIE SEMPRE”
Carlo, è giustissimo: basta con l’emergenza come scusa. Ma se vogliamo che ascoltino noi, anziché parlarsi sempre addosso, dobbiamo superare la soglia del silenzio. Internet non basta, questo lo sappiamo… saremo capaci di farci sentire?
Cantiamo tutti insieme I’M PD
Persino la Repubblica e Giannini lo ha ammesso.
Grazie Pd per aver cacciato Prodi, per aver cacciato la sinistra dal parlamento, per aver cacciato il csx dal governo di Roma.
Fate politica e di sinistra se potetete lasciate stare il marketing.
Se volete fare politica ripartite dal basso grazie, dalle periferie e dal disagio sociale.
Fatevi vedere, fatevi sentire.
Questo partito ha un disperato bisogno di trentenni non cooptati. Capaci, competenti, che stanno nei luoghi di studio e di lavoro. Che capiscono questa società molto più di professionisti della politica imprigionati nelle federazioni di partito a parlare solo tra di loro.
E’ il momento di farsi avanti e chiedere di avere il posto che vi spetta nella politica e nella società.
Wiesti sono arrivati a trentanni e non hanno più mollato, collezionando ritardi ed errori ci consegnano un mondo di gran lunga peggiore di quello che hanno ereditato.
Al lavoro ragazzi!!!!
Fatevi vedere, fatevi sentire.
Questo partito ha un disperato bisogno di trentenni non cooptati. Capaci, competenti, che stanno nei luoghi di studio e di lavoro. Che capiscono questa società molto più di professionisti della politica imprigionati nelle federazioni di partito a parlare solo tra di loro.
E’ il momento di farsi avanti e chiedere di avere il posto che vi spetta nella politica e nella società.
Wiesti sono arrivati a trentanni e non hanno più mollato, collezionando ritardi ed errori ci consegnano un mondo di gran lunga peggiore di quello che hanno ereditato.
Al lavoro ragazzi!!!!
Brava Paola!
Di fronte ad una inequivocabile sconfitta chi parla di paese moderno, di democrazia europea e di rinnovamento della politica deve assumersi la responsabilità di lasciare, o almeno di continuare a lottare per la creazione di processi democratici di rinnovamento e attrazione delle forze migliori.
Non ce la faccio più a sentire parlare sempre gli stessi che ripetono: “dovremmo cambiare… avremmo potuto… la prossima volta diremo…i cittadini vogliono”.
Le stesse persone non possono ripetere slogan diversi anno dopo anno.
Ci vorrebbe un bel benchmarking delle classi dirigenti più civili e democratiche in Europa. Così potremmo confrontare titolo di studio, profilo professionale, anzianità politica.
Bisogna continuare a spingere sul processo di riforma del centro sinistra e imparare a lottare in prima persona.
Macchè 30enni e 40enni! Bisogna puntare in alto. Le candidature che hanno perso era perchè erano all’altezza. poi ci sta che al primo turno qualcuno sia stato trascinato per altri motivi ma in linea di massima ma se gli assi non li giochi per tempo…
gli anni (30enni o 40enni…) non contano.
Contano le esigenze della gente, nuovi problemi da affrontare con menti aperte (Es: la sicurezza).
Quindi assunzione di responsabilità per Prodi, Bassolino, Veltroni ecc. e
PRIMARIE SEMPRE.
Con le primarie per le liste elettorali non dico avremmo vinto alle politiche, ma almeno Rutelli non avrebbe preso questa cantonata!
Per ultimo: la voglia di primarie indica che i cittadini hanno voglia di POLITICA, come confermano le migliaia di firme ai referendum di Grillo, e non di antipolitica, come NON capiscono gli analisti dei media.
rr
Eh no, questo no!
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200804articoli/32341girata.asp
Tutta colpa del complotto, “della sicurezza”, degli elelttori, del partito. Capito.
A Francé scusa ma farti un’esame di coscienza e pensare che forse qualcosa l’hai sbagliata pure tu in questi 7 anni di politica nazionale. Da radicale, a verde, poi a fare gli occhioni ai DS, poi Margherita, poi a fare gli occhioni alla CEI. La gente s’é scocciata. E sopratutto l’attitudine che hai avuto. In 7 anni hai dilapidato ilcapitale simpatia che avevi a Roma.
Hanno fatto male a presentarti e tu hai fatto male ad accettare dovevi dire no, fare un passo indietro e semmai indicare un’altra persona, non necessariamente “giovane”, ma che incarnasse il ricambio.
Francesco se la gente ha eleltto Zingaretti, ma non ha votato per te, forse pure tu qualche colpa ce l’hai.
Calma calma calma……… la cosa Più semplice nella sconfitta e che tutti sparino su tutto demolendo anche quello che si e costruito ed è rimasto in piedi.Il vero problema strategico del Pd Veltroniano è che non ha sfondato per nulla al centro( tra l’altro da Casini occupato) questa e la tegola caduta in testa che richiede una riflessione approfondita sul progetto iniziale e sulla strategia da seguire.
Poi ce tutto il resto ma Più facilmente risolvibile rispetto a questo problema che rimane il principale.
Radicale radicamento nel territorio, Nuove figure dirigente da costruire perché non si inventano, Primarie Sempre,Categorie sociali di riferimento che dobbiamo tornare a rappresentare anche assumendo la parzialità delle loro rivendicazioni, in primo luogo il mondo del lavoro e precariato ,legge elettorale ecc..Si può continuare l’elenco ma per rinnovare e cambiare si deve partire salvaguardando quello che si e costruito che non è poco, al fine un partito del 33% non molto distante dal concorrente principale.
Ma io qui avevo commentato. Come mai il commento non c’è più?
Quello che secondo me a Rutelli (e ad una parte di chi scrive qui) sfugge è che il comportamento di Rutelli stesso NON HA DELUSO SOLAMENTE gli elettori della Sinistra Arcobaleno!
Rutelli si è trasformato da qualcuno che faceva in qualcuno che chiacchierava e appariva. O per lo meno questa è la percezione.
Se sei baciapile (per sintetizzare) non urti solamente un rifondarolo ma anche un laico conservatore; e lo urti per più motivi:
* la ovvia separazione degli ambiti
* il fatto che se perdi tempo a fare il baciapile non lo usi in maniera “produttiva”
* la percezione che tu abbia pochi altri argomenti se ti riduci a questi mezzi per piacere.
Permettetemi di trascrivere un volantino di Rutelli.
Sezione “Cosa faremo”
* Politica per la casa: 10000 case popolari, 10000 case in affitto agevolato, 6000 alloggi per studenti
* Sicurezza: riorganizzazione dei Commissariati e delle stazioni dei carabinieri, pattuglie miste di Polizia, polizia municipale, guardia di finanza e carabinieri per il controllo del territorio
* Cura e decoro: creazione della Sala Sistema Roma per controllare e organizzare in tempo reale, la cura, il decoro e la pulizia della città
* Pianteremo 500000 alberi in tutta la città
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Ora a me questa è sembrata follia pura. Avrebbe preso più voti risparmiando carta e non scrivendo queste frasi. A parte il primo punto (che puzza di propaganda lontano un miglio), gli altri mi sembrano sideralmente lontani da quella che è la percezione dei cittadini. Riformulando “mi proponi una macchina con vigile, poliziotto, carabiniere e finanziere; anche la Sala Sistema Roma! Ma Vaffanc***“.
So che il commento non è urbano ma rende molto quello che mi è passato per la testa entrando in metro (e dubito di essere stato il solo).
Rutelli (e non solo) non si è allontanato solamente dalle posizioni di chi è ideologicamente fortemente schierato a sinistra. Si è allontanato anche dalle realtà di chi pazientemente prende la metro.
Anelli, dopo il trasferimento del sito stiamo avendo un po’ di casino con i commenti duplicati: potrebbe essere stato cancellato per errore. Nel caso, scusa.