di Francesco Costa
A me questa storia dell'election day - l'accorpamento di elezioni diverse in un solo giorno per risparmiare quattrini - non ha mai convinto. E' una cosa per cui vedo molti argomenti contro - rende le operazioni di voto e di spoglio tortuose e complicate aumentando il rischio di errori da parte degli elettori e degli scrutatori, sovrappone temi nazionali e temi locali, crea imprevedibili effetti-traino - e un solo argomento a favore, quello del risparmio di una manciata di milioni di euro.
Ora, con tutto il rispetto per i milioni di euro, il voto dei cittadini è talmente importante e sacro che il 'quanto ci costa' dovrebbe esserci veramente indifferente - il paradossale passo successivo rischierebbe di essere l'annullamento delle elezioni, ché si risparmia una bella cifretta e i bimbi vanno a scuola. A me non interessa proprio quanto costa, fossero anche due miliardi di euro: lo Stato deve garantire che la qualità delle operazioni di voto e di spoglio sia la più alta possibile, e a me sembra che l'election day non lo consenta.
C'è anche un altro argomento a sfavore dell'election day, ed è quell'argomento per cui gli elettori di centrosinistra in questo momento gradirebbero essere altrove o che quantomeno non si parlasse di politica e elezioni per un po' di mesi, e invece la competizione elettorale è tutt'altro che conclusa e serve un ulteriore sforzo per cercare di dar subito quel colpo di reni che possa rimetterci in piedi: il 27 e il 28 aprile si vota per i ballottaggi.
Eccezion fatta per Massa - dove a duellare sono il sindaco uscente per il Pd, Fabrizio Neri, e Roberto Pucci della Sinistra Arcobaleno - gli altri comuni sono piuttosto in bilico e il risultato dei ballottaggi potrebbe determinare dei risultati piuttosto rilevanti, anche sul piano nazionale. C'è Pisa, roccaforte del centrosinistra, contesa dal candidato del Pd Marco Filippeschi e dalla candidata del Pdl Patrizia Paoletti Tangheroni; c'è Viterbo, dove l'ex-tesoriere dei Ds Ugo Sposetti insegue il candidato del Pdl Giulio Marini, in vantaggio nei voti popolari; c'è Sondrio, dove il candidato del centrosinistra Alcide Molteni ha mancato per un pelo la vittoria al primo turno e dovrà vedersela col candidato del Pdl Aldo Faggi.
C'è poi Vicenza, città al centro delle polemiche a causa del raddoppiamento della base Nato del Dal Molin, dove il candidato del Pd Achille Variati cerca di insidiare la candidata del Pdl Amalia Sartori. Sono stato a Vicenza durante la campagna elettorale di Ivan Scalfarotto e il clima in città è molto positivo: la nascita del Pd ha scosso la situazione politica cittadina e l'approdo al ballottaggio - dato per improbabile qualche mese fa - è arrivato e ora si punta al bersaglio grosso.
Inutile sottolineare però che la battaglia più significativa si gioca nella capitale, dove il 27 e il 28 aprile si voterà ai ballottaggi per le cariche di sindaco di Roma e presidente della provincia di Roma. Una sfida dalle molteplici chiavi di lettura: un banco di prova per un territorio governato dal centrosinistra ormai da oltre dieci anni, un'occasione storica per il centrodestra di riprendersi il Campidoglio, la necessità per il Pd di dare un segno di vitalità all'indomani di una pesante sconfitta. Nel 2001, l'elezione di Walter Veltroni a sindaco di Roma - anche quella volta al ballottaggio, anche quella volta all'indomani di una rovinosa sconfitta alle politiche - si rivelò fondamentale per il centrosinistra: oggi siamo chiamati a fare lo stesso.
Sostenere Francesco Rutelli e Nicola Zingaretti è cruciale per dare continuità all'ottimo lavoro svolto da Walter Veltroni ed Enrico Gasbarra, per arginare l'avanzata di una destra che non ci piace e dare a tutto il paese un segnale forte e chiaro: siamo inciampati rovinosamente, "ma siam bravi a raccoglierci" (cit.).
Il blog de iMille ringrazia la tribù di Pennarossa.
[N.d.R.: Su questo stesso sito già un paio di mesi fa il nostro Corrado Truffi aveva sollevato qualche dubbio sull'opportunità degli election-day.]
Commenti (12)
l'election day è una scelta di civiltà e dovrebbero sempre interessarci il tempo e i soldi spesi dai cittadini per votare.
certo che se l'effetto traino è a sfavore...
Inviato da Kerub | April 20, 2008 9:50 AM
Posted on April 20, 2008 09:50
l'election day è una scelta di civiltà e dovrebbero sempre interessarci il tempo e i soldi spesi dai cittadini per votare.
certo che se l'effetto traino è a sfavore...
Inviato da Kerub | April 20, 2008 9:53 AM
Posted on April 20, 2008 09:53
Di inciviltà, vorrai dire: costringere i cittadini a votare male e peggio per risparmiare due lire. Una roba da America latina.
Inviato da Francesco Costa | April 20, 2008 11:42 AM
Posted on April 20, 2008 11:42
Beh, non credo che in Italia possiamo più permetterci l'epiteto "Una roba da America latina"...
Inviato da Sergio | April 20, 2008 11:53 AM
Posted on April 20, 2008 11:53
Beh, non credo che in Italia possiamo più permetterci l'epiteto "Una roba da America latina"...
Inviato da Sergio | April 20, 2008 11:59 AM
Posted on April 20, 2008 11:59
Beh, non credo che in Italia possiamo più permetterci l'epiteto "Una roba da America latina"...
Inviato da Sergio | April 20, 2008 11:59 AM
Posted on April 20, 2008 11:59
due lire, Francesco, proprio non sono. Almeno con l'election day si sono accorpate anche le campagne elettorali, che non te le regalano mica (oltre al fatto che tenere il paese in campagna elettorale costante e' cosa mica da ridere).
In piu', l'election day non e' mica stato voluto. E' capito per la caduta del governo Prodi. Se i governi durassero il loro tempo nominale si potrebbe anche organizzare tutto come in america, dove le primarie si fanno quel giorno la' cascasse il mondo.
Inviato da Filippo Zuliani | April 20, 2008 1:34 PM
Posted on April 20, 2008 13:34
io vedo le due cose e resta aperto il dilemma.
Election day: Viva lo Stato che cosi' facendo risparmia soldi ed evita di moltiplicare le scadenze elettorali a go-go, oppure maledetta invenzione che, facendo votare lo stesso giorno per piu' cose, finisce per creare confusione nell'elettore facendogli mescolare politica nazionale e politica locale?
un po' tutte e due. sono per l'economia e per la gestione rigorosa (italia = record di debito pubblico in europa assieme alla grecia = si deve ripartire da ste cose).
pero' é vero che crea casino, vedi illy.
Inviato da filippo l'artro | April 20, 2008 11:29 PM
Posted on April 20, 2008 23:29
Super Off Topic: buon compleanno francesco !
Inviato da valerio fiandra | April 21, 2008 1:43 PM
Posted on April 21, 2008 13:43
Strano che chi si batte per l'ampliamento della democrazia e della partecipazione, veda negativamente l'Election Day e lo giudichi addirittura un meccanismo di inciviltà. Questo corrisponde ad una visione della società che difficilmente si sposa con un allargamento della partecipazione, la quale richiederebbe un cittadino consapevole che sa discriminare tra una scheda e un'altra.
In questo momento poi lo spreco di denaro pubblico è uno dei principali temi che il nostro paese deve affrontare e risolvere (un tema popolare, quelli che alla sinistra non piacciono) e il continuo richiamo del cittadino al voto trasforma le elezioni in un rituale vuoto di significato.
Pensate solo per un attimo al grave disagio provocato dalla chiusura delle scuole...
Comunque il ballottaggio è, secondo la mia opinione, molto più importante di come appare in questi post.
Maurizio
Inviato da maurizio | April 21, 2008 5:14 PM
Posted on April 21, 2008 17:14
anche io non sono molto d'accordo col giudizio negativo sull'election day...e quoto chi mi ha preceduto in tal senso.. soprattutto per il discorso costi e campagne elettorali a ripetizione.
Per il rischio errori da parte degli elettori, se guardo al seggio in cui ho fatto la rappresentante di lista, le schede nulle sono state veramente poche (ed era un seggio con popolazione di età elevata) circa 10 su 600, di cui la metà annullate di proposito quindi una percentuale fisiologica (l'errore rilevante è stato nello scambio delle preferenze tra comune e municipio ma a roma ci sarà sempre la contemporaneità dei due livelli amministrativi). Infine anche sulle operazioni di spoglio, erano divise in due giorni, quindi tutto il tempo per riposarsi, eppoi i veri problemi sono stati conseguenza dall'inadeguatezza e incapacità di presidenti e segretari. Nei seggi dove tali persone erano in grado di comprendere il meccanismo di scrutinio (o dove magari c'era un rappresentante di lista sveglio) le cose sono filate tranquillamente, se dobbiamo costruire un paese normale credo dovremmo farlo anche a partire da questo (e cioè che nei vari ruoli ci devono essere persone capaci e competenti...).
L'unico vero problema, per noi, è stato politico, dovuto all'effetto trascinamento... ma questo credo faccia parte del gioco della democrazia...
Inviato da estella | April 22, 2008 10:46 AM
Posted on April 22, 2008 10:46
1- gli italiani non sono così confusi come quì si vuole far credere: hanno le idee piuttosto chiare e alle ultime elezioni le hanno espresse;
2- se non si faceva l'election day, i romani (e gli altri) andavano a votare 3 volte a primavera. Che percentuali di affluenza pensate ci sarebbero state alla terza? Io dico molto basse, a discapito della democrazia;
3-il lavoro degli scrutatori non è così complicato come sembra, neanche con 5 schede;
@Costa: Illy ha fatto una scelta di inciviltà? Illy lo paragoni ad un dittatore dell'America Latina?
Vabbè
rr
Inviato da riccardo russo | April 22, 2008 3:20 PM
Posted on April 22, 2008 15:20