di Emidio Picariello
Qualcuno dice che sono paranoico. A sostegno di questa teoria, i miei
detrattori, dicono che arrivo troppo presto alla stazione, quando devo
prendere un treno, o all’aeroporto, se devo prendere l’aereo. Dicono
che sono paranoico perché mi piace che la cena sia pronta per tempo
quando ho ospiti, perché arrivo puntuale, se posso, agli appuntamenti.
Loro dicono che sono paranoico, io dico che sono responsabile.
Due
anni fa ho votato Prodi alle primarie. L’ho fatto perché non conoscevo
Scalfarotto. L’avevo sentito parlare su Radio Radicale, l’avevo trovato
gradevole, ma non lo conoscevo abbastanza. Mi convinsi a votare Prodi
perché ritenevo che avesse bisogno di forza per il suo progetto
politico. Scalfarotto non aveva sufficiente visibilità per potere
davvero essere votato come Presidente del Consiglio da una parte
consistente degli italiani.
E’ passato
qualche anno e Scalfarotto ha appoggiato – e votato, suppongo -
Veltroni come segretario del PD. Anche io l’ho appoggiato e votato.
Perché Scalfarotto, abbiamo pensato, non ha la visibilità sufficiente
per essere votato come Segretario del Partito Democratico. Poi sono
state fatte le liste. Io sono toscano e ho votato Scarpetti, Realacci,
Chiti e tutti gli altri. Nelle liste non c’era nessuno che avesse meno
di quaranta anni, almeno non nelle posizioni eleggibili. Veramente non
c’era nessuno che avesse meno di cinquanta anni, a controllare bene.
Ma, d’altronde, non si mettono in lista persone che non hanno
visibilità sufficiente per portare voti al Partito Democratico.
Io
sono paranoico e mi piace arrivare in tempo agli appuntamenti. Per
questo voglio, esigo e pretendo che il Partito Democratico crei
visibilità per una nuova generazione politica da portare in Parlamento,
da candidare alle Primarie, da candidare alla Presidenza del Consiglio.
Abbiamo 5 anni, abbiamo tutto il tempo, per prendere il treno, per
preparare la cena, per non arrivare tardi a questo appuntamento.
Abbiamo tutto il tempo per far emergere figure credibili e preparate,
per far fiorire una nuova classe dirigente per questo Paese.
Abbiamo
perso. Abbiamo perso non per colpa di Veltroni, è troppo facile
prendere un dirigente, fargli governare – questa parola mi ricorda
un’espressione di mio nonno contadino: “vado a governare gli animali” -
un partito per sei mesi e poi dire che è sua la colpa della sconfitta.
La colpa della sconfitta è di una sinistra che non è più tale
abbastanza, che non è abbastanza riformista, che non si rinnova con la
necessaria velocità. La colpa della sconfitta è nostra, di tutti noi,
che accettiamo che sempre le stesse persone ci rappresentino e non
facciamo nulla perché questo cambi. A Roma qualcosa hanno fatto. I
romani hanno dato un segnale preciso e incontrovertibile. Vogliamo una
nuova classe dirigente. La pretendiamo e la meritiamo. Non votiamo il
sindaco che era sindaco negli anni 90. Sono passati vent’anni, il mondo
è cambiato, il Paese è cambiato, che cambino anche i governanti.
Facciamo che da questa sconfitta nasca il fiore di una vera nuova
stagione, fatta di passioni nuove, di facce nuove, di idee nuove.
Quello
che c’è da fare adesso, è di creare visibilità per giovani meritevoli
in modo che alle prossime primarie, fra cinque anni, i democratici
italiani possano davvero scegliere, a ragion veduta, fra il
quarantacinquenne Ivan e il sessantenne Walter.
Sono
paranoico? Sono troppo in anticipo? Può darsi, ma non è un treno che
intendo perdere. Non voterò ancora una volta persone che rappresentano
la vecchia guardia solo perché hanno sufficiente visibilità
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Emidio, io sono talmente paranoico che mi hanno fatto svizzero. Pero’ per l’ appuntamento fra cinque anni sono piuttosto tranquillo. Io vedo che una classe dirigente di persone giovani, preparate e capaci esiste gia’. Si chiamano Mogherini, Martina, Manciulli (tutti con la M? ..ah no, aspetta), De Maria, Zingaretti, Orlando, Mosca, Merloni (..pero’ la M porta bene, bisogna dire), Tonini, Tommasini…
Insomma, tutte persone sotto i quarant’ anni, alcune sotto i trenta, che hanno gia’ lunga e significativa esperienza di amministrazione, di governo o di partito, e che hanno seguito e consenso sul territorio.
E che mi eviterebbero tra cinque anni di votare un vecchissimo 47enne come Scalfarotto, se fossi uno che bada a queste cose.
Caro Emidio, pero’ non possiamo ripeterci all’infinito il problema. E’ ora di passare allo stadio delle proposte, anche sbagliate, ma proposte.
Sono perfettamente d’accordo con Emidio.
L’ho scritto su diversi blog. E’ giunto il momento di affrontare il mare aperto con una candidatura alla segreteria di un esponente non solo più giovane di quelli che oggi guidano perdendo, ma anche che abbia una fisionomia politica precisa.
Il PD cosa diavolo è? Cosa diavolo vuole diventare? Con Veltroni non s’è capito. Avanti un altro, che dica al paese come la pensa lui. E le alleanze: sempre convinti di andare da soli? A me pare che avete fatto un deserto e lo avete chiamato PD. Se non vi date una fisionomia precisa (socialdemocratici? nuova Dc? secondo partito liberale di massa dopo il PDL?) spiegatemi su quale base la gente dovrebbe votarvi.
Non mi sembra che il post parlasse di dimissioni di veltroni. il progetto di veltroni e’ pieno di buone cose anche se c’e’ il problema di rinnovare le persone come dice emidio e di chiarire le idee. il PD puo’ essere un grande partito liberal nei diritti civili e liberista solidale in economia
@gianni: non ne faccio una questione di età, non solo di quella. L’età è un indicatore, il fatto che sono lì da quando ero in culla un altro e più significativo. Ci sono i Martina? Candidiamoli, non candidiamo i Prodi. E poi i Veltroni perché è finalmente il loro turno (mi riferisco a fra 5 anni). Veltroni non avrà solo 60 anni, avrà anche la carriera politica di uno che ha diretto l’unità, fatto il sindaco, il segretario, il capo di una mozione…
@raul: soluzione spicciola: pretendiamo visibilità politica per un gruppo di nuovi ai quali chiediamo di aderire al progetto dei mille. La pretendiamo scrivendo ai giornali, andando sotto le televisioni, facendo guerrilla marketing, facendo tutte quelle cose che possono fare poche persone e non tentando di fare quelle che sono tipiche delle folle (manifestazione etc.)
@anellidifumo: Le dimissioni di Veltroni non servono a nulla. Serve che alle prossime primarie ci sia una scelta vera. Veltroni è stato designato per guidare il partito, lo faccia. Andare da soli è stata la scelta migliore. Al centro non si sfonda, da soli e riformisti di sinistra, così dobbiamo essere.
Perchè invece che fare dei blog dei muri del pianto non si fanno dei muri dei sogni su come si vorrebbe questo benedetto partito?
“Io vorrei un partito … MA NON …”, invece del “MA ANCHE”.
Vanno ridiscusse tante cose, come è organizzato, come vengono scelte le candidature a livello locale, forse c’è da mettere su un laboratorio serio e non un semplice loft.
Qualche giorno fa, tanto per dire, mi è caduto il click su una pagina di wikipedia che parlava di sistemi elettorali moderni. Perchè non applicarli alle prossime primarie? Perchè questo partito non può essere un laboratorio? E se i vertici hanno paura a sperimentare a livello nazionale, perchè non farlo magari in una regione o un ambito per provare a vedere come va questa sperimentazione? Perchè questa timidezza?
Perchè invece che fare dei blog dei muri del pianto non si fanno dei muri dei sogni su come si vorrebbe questo benedetto partito?
‘Io vorrei un partito … MA NON …’, invece del ‘MA ANCHE’.
Vanno ridiscusse tante cose, come è organizzato, come vengono scelte le candidature a livello locale, forse c’è da mettere su un laboratorio serio e non un semplice loft.
Qualche giorno fa, tanto per dire, mi è caduto il click su una pagina di wikipedia che parlava di sistemi elettorali moderni. Perchè non applicarli alle prossime primarie? Perchè questo partito non può essere un laboratorio? E se i vertici hanno paura a sperimentare a livello nazionale, perchè non farlo magari in una regione o un ambito per provare a vedere come va questa sperimentazione? Perchè questa timidezza?
Emidio/admin, allora non riesco a capirti, davvero: nel post biasimi le liste di cinquantenni, io ti argomento che ci sono anche i trentenni (e in posizioni di responsabilita’) e tu mi rispondi che non e’ questione di eta’. E’ questione di cosa, allora?
Poi: il problema non e’ la visibilita’, tu puoi fare tutta la guerilla marketing che ti pare: il problema e’ che tu devi convincere la maggioranza degli aderenti al partito, se vuoi fare andare le cose come vuoi tu. Mezzo milione di persone, piu’ o meno. E da questo obbligo, guerilla o non guerilla, non si scappa. Fortunatamente, aggiungerei.
Emidio, tutto giusto, e la proposta per me è chiara e semplice: “PRIMARIE VERE, PRIMARIE SEMPRE!”. Quando i giovani dirigenti capiranno che il loro destino non p è legato alle scelte dei loro superiori, ma a quelle degli aderenti/elettori, vedrai che cambieranno modo di fare, che si proporranno e troveranno la visibilità che gli serve.
In quanto al non fare manifestazioni, se non hai seguito non le fai, ma se il seguito lo trovi le devi fare. E intanto cominciamo a cercarlo, il seguito…
non so perché mi riconosce come admin, comunque sono Emidio, di nuovo.
Gianni, l’età è un sintomo, come la febbre. Se hai la meningite, farsi passare la febbre aiuta, ma non basta.
Quello che dobbiamo fare è convincere la maggioranza degli aderenti al partito che bisogna sfruttare questo tempo di opposizione per rinnovare la classe dirigente del partito e per presentare candidati “freschi” non solo per età, ma anche per età. Convinciamo mezzo milione di persone di questa esigenza. Vediamo se almeno questo si può fare.
sì! cambio.
congresso o non congresso, soprattutto non permettiamo che si rinchiudano nei caminetti e nelle segreterie.
Ma poche chiacchiere. I democratici romani hanno consentito che i loro vertici gli scegliessero il candidato sindaco senza battere ciglio. Lo sapevamo che era sbagliato ma non abbiamo detto nulla. Se avessimo preteso di essere consultati o di fare le primarie forse oggi non saremmo a piangere così. Ergo le responsabilità, in un’oraganizzazione democratica sono di tutti quelli che partecipano alla decisione o che, potendo partecipare ma rimanendo difatti esclusi, tacciono senza dir niente.
Quella dell’elezione di Alemanno è una lezione magistrale, di sicuro. Meglio trarne gli insegnamenti dovuti.
sì! cambio.
congresso o non congresso, soprattutto non permettiamo che si rinchiudano nei caminetti e nelle segreterie.
Ma poche chiacchiere. I democratici romani hanno consentito che i loro vertici gli scegliessero il candidato sindaco senza battere ciglio. Lo sapevamo che era sbagliato ma non abbiamo detto nulla. Se avessimo preteso di essere consultati o di fare le primarie forse oggi non saremmo a piangere così. Ergo le responsabilità, in un’oraganizzazione democratica sono di tutti quelli che partecipano alla decisione o che, potendo partecipare ma rimanendo difatti esclusi, tacciono senza dir niente.
Quella dell’elezione di Alemanno è una lezione magistrale, di sicuro. Meglio trarne gli insegnamenti dovuti.
Tanto per non parlare di aria fritta e per rinfrescare la memoria vi inoltro la lista del Coordinamento Nazionale del PD… Sono convinto che molti di noi si aspetterrebbero lì mezzo anche gente diversa. Graditi i commenti
Il Coordinamento Nazionale del PD (http://2007.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=103565)
Abbate Giulia
Agostini Roberta
Armato Teresa
Badolato Clelia
Balestrieri Maria Concetta
Bassanini Franco
Bocci Giampiero
Bossa Maria Luisa
Brutti Massimo
Burtone Giovanni
Cacciari Massimo
Caldarola Giuseppe
Campanella Simona
Capitelli Piera
Cardinale Salvatore
Carloni Annamaria
Carraro Massimo
Castagnetti Pierluigi
Chiamparino Sergio
Cofferati Sergio
Concia Paola
Conte Francesca Grazia
Costa Silvia
Dalla Chiesa Simona
De Franciscis Sandro
Di Liegro Luigina
Falcone Maria
Fassino Piero
Fattorini Emma
Fistarol Maurizio
Follini Marco
Franco Vittoria
Galperti Guido
Garavaglia Maria Pia
Garavini Laura
Garofani Francesco Saverio
Gozi Sandro
Granuzzo Daniela
Gruber Lilly
Iervolino Rosa
Intrieri Marilina
La Forgia Antonio
Leddi Maria
Lusetti Renzo
Magistrelli Marina
Maran Alessandro
Marino Mauro
Martella Andrea
Matterelli Chiara
Mazzuconi Daniela
Meta Michele
Miotto Margherita
Monaco Franco
Montecchi Elena
Morando Enrico
Oliverio Nicodemo
Penati Filippo
Picierno Pina
Pignocchino Patrizia
Pizzetti Luciano
Realacci Ermete
Salomon Marina
Salvati Michele
Servodio Giuseppina
Sinisi Giannicola
Siragusa Alessandra
Storani Daniela
Tarantelli Carol Beebe
Tinagli Irene
Tocci Diomira
Toia Patrizia
Treu Tiziano
Vecchi Luciano
Ventura Michele
Vincenzi Marta
Vita Vincenzo
Zaniboni Antonino
Tanto per non parlare di aria fritta e per rinfrescare la memoria vi inoltro la lista del Coordinamento Nazionale del PD… Sono convinto che molti di noi si aspetterrebbero lì in mezzo anche gente diversa. Graditi i commenti
Il Coordinamento Nazionale del PD (http://2007.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=103565)
Abbate Giulia
Agostini Roberta
Armato Teresa
Badolato Clelia
Balestrieri Maria Concetta
Bassanini Franco
Bocci Giampiero
Bossa Maria Luisa
Brutti Massimo
Burtone Giovanni
Cacciari Massimo
Caldarola Giuseppe
Campanella Simona
Capitelli Piera
Cardinale Salvatore
Carloni Annamaria
Carraro Massimo
Castagnetti Pierluigi
Chiamparino Sergio
Cofferati Sergio
Concia Paola
Conte Francesca Grazia
Costa Silvia
Dalla Chiesa Simona
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Di Liegro Luigina
Falcone Maria
Fassino Piero
Fattorini Emma
Fistarol Maurizio
Follini Marco
Franco Vittoria
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Garavaglia Maria Pia
Garavini Laura
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Lusetti Renzo
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Marino Mauro
Martella Andrea
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Vincenzi Marta
Vita Vincenzo
Zaniboni Antonino
Mah, leggendo questi nomi, non so perchè, mi è venuta in mente la pubblicità delle scarpe geox.
Anna M.
Mah, leggendo questi nomi, non so perchè, mi è venuta in mente la pubblicità delle scarpe geox.
Anna (genova)
Non sono cinque gli anni ma 1, 2009 Parlamento Europeo, sarà meno pubblicizzata e sentita come elezione e sicuramente il PE non ha tutti i poteri del Congresso USA… però non è inesistente…
mi piacerebbe che le liste per quelle elezioni venissero fatte con le primarie e non alla luce di un caminetto in un loft qualunque…