Dopo averci a lungo pensato, Francesco Costa, noto ai più per essere lo spin doctor di Ivan, ha scritto la sua analisi. Eccola.
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Per la verità mi pare che i due abbiano visioni del tutto diverse sul ruolo della sinistra radicale oggi, o sbaglio?
Mi pare pure a me, un po’. Ma io sto cor sor Costa.
io discordo con l’analisi di Francesco, seppur parzialmente. La simpatica Anna ad esempio – che a molti simpatica non sta neppure – e’ stata catapultata in Sicilia dall’alto, in spregio piu’ totale delle regole del management. Per la bonta’ di tale mossa era infatti necessario : i) connessioni radicate col territorio oppure ii) CV del candidato eccezionale. I due punti sono indispensabile per ogni leader che si rispetti, come voleva essere la Finocchiaro, dato che in mancanza dei tali il leader imposto si rivela essere un generale nel deserto, senza carisma e senza esercito. Peccato che la Finocchiaro radicata in Sicilia non mi pare che fosse e che – parlando di CV – mi pare stia inanellando una serie di trombature mica da ridere.
La sconfitta sonora della Finocchiaro e’ anche lo specchio della sonora sconfitta del PD e della classe dirigente che ha proposto. Come ha fatto giustamente notare Zoro, se escludiamo Scalfarotto e l’ateniese direttismo di Adinolfi, il nuovo PD ha prodotto davvero poco in termini di nuove leve. Tralascio per bonta’ le velleitarie candidature di Madia e similari, che non avrebbe votato nessuno con la preferenza diretta.
Non e’ un “semplice” problema di candidature, come giustamente dice Francesco, e’ un problema di metodo e messaggio. Non si sono fatte le primarie (male), si sono lasciati ai margini o esclusi personaggi come Illy, Soru e lo stesso Scalfarotto (malissimo) per ricorrere alle candidature di immagine (e va beh) sotto alle quali si e’ ripresentato il 90% della stessa classe dirigente che ha trasformato la sinistra in un salotto intellettuale (orrore). La sinistra ha davanti a se’ un lungo, lunghissimo cammino di rinnovamento, ma tale cammino sara’ proficuo solo qualora si scegliera’ di investire davvero nella formazione di in una nuova classe dirigente, attraverso un percorso legittimato e che durera’ anni. Purtroppo a me pare che le premesse siano infauste: dietro ai “vecchi” la classe dirigente di sinistra sta lasciando come eredita’ i peggiori figli di apparato ex-portaborse che ragionano e agiscono con gli stessi schemi ammuffiti dei loro pigmalioni. Tutti che vogliono campare di politica. Cosi’ non si vincono le elezioni a larga maggioranza, cosi’ si perde e si resta all’opposizione per altri 10-15 anni.
Una domanda, perché Illy ha perso? Per via dell’irruzione della campagna delle elezioni nazionali in quelle regionali? O vi sono ragioni piu’ profonde?
Filippo l’artro: qui se ne discute assaie…
http://pdobama.ning.com/forum/topic/show?id=2003916%3ATopic%3A24165&page=7&commentId=2003916%3AComment%3A25806&x=1#2003916Comment25806
e anche qui
http://bora.la/2008/04/16/la-rosa-dei-vinti-il-molo-audace-e-borala/
E la faccenda NON è solo ” settentrionale” …
Secondo me Costa sottovaluta l’elemento negativo rappresentato da una scelta di nomi per le liste non sufficientemente innovativa e coraggiosa (niente primarie); secondo me Veltroni non doveva allearsi neanche con radicali ne IDV, quest’ultimo infatti sta iniziando a pretendere di gestire la strategia d’opposizione (discussione sul governo ombra) e la rappresentanza in parlamento in un gruppo distinto.
Un mio conoscente disse:”se si mette con la Bonino non lo voto”.
RR
no, Riccardo. Francesco non sottovaluta ma da’ alle candidature il giusto peso. Avremmo perso lo stesso anche con SA al posto di IdV o anche da soli e con le candidature “giuste”. C’e’ un problema a monte, e per risolverlo non si puo’ rifarsi all’autocritica degli altri (tiziocaio in Sardegna era sbagliato, colpa di chi l’ha proposto – non io).
Questione di punti di vista. Partivamo per una campagna elettorale enormemente svantaggiati da un governo Prodi litigioso e per molti versi deludente, e l’impressione è che Veltroni abbia fatto una rivoluzione a metà: da soli, ma con IDV; altro rispetto al governo Prodi, ma senza prendere una posizione netta su rifiuti/Bassolino e tutti gli errori di quel governo; primarie, ma non ora… e invece era proprio il momento di coinvolgere gli elettori, sicuri o probabili, nella scelta dei futuri candidati.
Naturalmente secondo il mio punto di vista, e senza la possibilità della riprova.
@Filippo:
Hai commentato il post sbagliato, questo post linka all’analisi delle politiche, non delle regionali
@Sergio e Marta:
La mia opinione è che la sinistra comunista così come la conosciamo è destinata a rimanere fermarsi a un 4-5% (stavolta hanno preso il 3,1%) da spartirsi tra quel che resterà di Rifondazione, Comunisti Italiani (presto Nuovo Pci), Sinitra Critica, Partito Comunista dei lavoratori, eccetera. Fine della corsa.
Gli scenari possibili – entrambi auspicabili, almeno da parte mia – sono due:
- o il Pd si evolve nella direzione dei grandi partiti europei di centrosinistra (il Labour, il Psoe) e quindi – favorito anche da un adeguato sistema elettorale – riesce a rappresentare al suo interno delle istanze puramente socialiste senza che questo voglia dire litigare ogni giorno e riprodurre il Correntone (vedi la proposta di aprire a Vendola e la parte migliore della sinistra arcobaleno, mi sembra che Ivan la pensi così);
- o il Pd non riesce a fare questo, e allora si apre uno spazio alla sua sinistra per un moderno partito socialista e un altrettanto moderno partito ambientalista. Se questi due soggetti somiglieranno il meno possibile ai Verdi di Pecoraro e ai Socialisti di Boselli, allora potrebbero raccogliere qualche consenso e credibilità, e il Pd potrebbe e dovrebbe fare con loro delle fruttuose alleanze. Altrimenti, non si schioderanno dallo zero virgola cui sono ridotti adesso e noi potremmo e dovremmo lasciarlidove stanno.
Il punto è che essere di sinistra deve tornare a significare essere progressisti e non conservatori, dire più sì che no, lottare per garantire diritti a chi non ne ha piuttosto che per mantenere i privilegi di chi è enormemente tutelato, desiderare di governare e sporcarsi le mani, abbandonare l’odiosa ambiguità ‘di lotta e di governo’. Io mi auguro che questa sinistra – quella che è davvero una sinistra – possa trovare piena cittadinanza dentro il Pd; se così non sarà, mi auguro possa essere un nostro forte alleato. Quando nascerà.
@Riccardo:
Ti posso garantire che Veltroni ha fatto il massimo di quel che poteva fare. D’altra parte, un partito funziona anche secondo regole più o meno democratiche: io vorrei Bassolino fuori dalle scatole quanto te, ma avrà o no un peso il fatto che sia osannatissimo dal partito campano, che faccia i comizi in piazza e nessuno osi fischiarlo e che anzi, scroscino gli applausi? Non ti sto certo dicendo che Bassolino è incolpevole e non credo che quel tipo di consenso sia del tutto spontaneo, ma voglio dirti che non sempre da Roma si può manovrare questo e quello. E Veltroni ha mosso le pedine ben oltre quello che poteva permettersi, tant’è che mezzo partito ce l’ha con lui.
L’alleanza con l’Idv e i Radicali è servita a evitare che potessero nascere delle forze riformiste alternative al Pd che potessero drenargli dei voti e l’esperimento secondo me ha funzionato.
Riguardo le liste, bene, potevano essere fatte molto, molto meglio: ma non ci raccontiamo la balla che abbiamo perso per colpa delle liste. Andate a vedere le liste di chi ci ha battuto, guardate che rinnovamento che c’era lì. Noi non abbiamo ricandidato ben 134 parlamentari uscenti, abbiamo messo in posizione sicura 60 candidati giovani e ne sono entrati parecchi di più, grazie al crollo della sinistra (nel 2006 avevamo eletto un solo deputato sotto i quaranta anni, uno solo). Quindi: le liste erano migliorabili, l’esperimento delle candidature copertina Madia-Colaninno può dirsi parzialmente fallito, ma non pensiamo che siano le liste a farti vincere o perdere le elezioni: a parte il pubblico molto politicizzato (e sono pochi, pochissimi) la grandissima parte degli elettori non aveva la minima idea di come fossero composte le liste.
Sono anch’io d’accordo con l’analisi di Francesco, e mi piace il riferimento penso non casuale al Labour e al Psoe; ci aggiungo anche i Democratici Americani. Onestamente non mi sembra di vedere contraddizione con quello che dice Ivan. Mi sembra che Ivan abbia detto il PD si deve fare carico dei problemi delle categorie piu’ deboli, il che non mi sembra significhi affatto riproporre nessuna delle ricette della SA. Sono due cose ben diverse.
Concordo con Raoul.
A Roma:
Alemanno PDL Sindaco
Zingaretti PD Pres. Provincia
Ancora convinti che le persone in lista sono state ininfluenti?