Un’occasione persa, da non riperdere

pittogramma_bici.JPGdi Roberto Quartullo

Roma sta subendo un discreto sviluppo edilizio. Complice il boom del mercato immobiliare degli ultimi anni che ha reso molto vantaggiosa la costruzione di nuovi immobili stanno sorgendo nuovi quartieri anche all’interno del raccordo anulare. Io vivo a Talenti e sulla Bufalotta, a un paio di chilometri da casa mia e anche a meno, è tutto un fiorire di palazzi nuovi targati Mezzaroma e Caltagirone. Insieme a questi palazzi sono state fatte strade, rotatorie, giardini. Non sono affatto contrario allo sviluppo edilizio, basta che non sia abusivo e caotico e quello che vedo con i miei occhi non lo è.
Mi rammarico però per un fatto: si parla di nuove piste ciclabili, si costruiscono in strade esistenti, in posti scomodi, isolati, ritagliando pezzi di strada, ne ho viste anche di pericolose. L’ideale però sarebbe progettare le nuove strade già con le piste ciclabili al loro interno e tutte le nuove strade che stanno nascendo nei nuovi insediamenti urbani sono dotate di bei marciapiedi, qualche aiuola ma di piste ciclabili non vi è traccia alcuna. È un vero peccato, sopratutto perchè per le casse comunali non ci sarebbero esborsi: credo che le nuove strade vengano realizzate dai costruttori stessi, in modo da poter vendere appartamenti ben serviti e non aspettare l’intervento pubblico per la realizzazione della viabilità.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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2 Commenti

  1. E perché, il fatto che lì non arrivi nemmeno uno straccio di metro e ci siano pochissimi autobus? Evvai! Tutti con la macchina, tanto il parcheggio si trova! Ma per quanto ancora?
    Ps Per non parlare dei palazzi azzurri..

  2. Per fortuna, non è del tutto vero ciò che segnali. A Cinecittà Est, ad esempio, parte delle nuove larghe strade con connesse rotatorie sono state provviste di piste ciclabili al momento della loro costruzione, come è logico aspettarsi.

    Tuttavia, c’è davvero ancora molto da fare in quel senso, e la qualità delle piste è quella che è. Speriamo che il nuovo “piano regolatore” ciclabile messo in piedi dal comune sia rispettato e sviluppato.

    Da ciclista abituale, confermo che parte delle piste esistenti sono davvero impossibili.

    E consiglio chi ha cuore il trasporto a pedali di partecipare alla progettazione collettiva che si svolge qui

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