Un’Ikea di partito ?

ikea.JPGMarta Meo nel suo blog ci racconta perché si deve volantinare al parcheggio dell’Ikea. Come dire, unendo tradizione (il vecchio sano volantinaggio) con l’innovazione (mobili low-cost per la generazione low-cost).
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

2 Commenti

  1. Volantini o non volantini, dal nuovo sito http://www.politiche08.org si evince chiaramente che il voto al Senato potrebbe portare ad un pareggio! La legge elettorale ha un effetto perverso: il PdL potrebbe conquistare 14 regioni su 20 ed ottenere come risultato di avere gli stessi seggi della maggioranza dell’Unione nel 2006, ovvero 158. L’effetto è dato dalle tre distorsioni effettuate dal “porcellum”: per prima cosa tutto è fatto a livello regionale, si tratta in verità di 20 piccole elezioni e non di una elezione nazionale, con ben 8 regioni “in bilico”, ovvero con un distacco minore del 4% tra PdL e PD. E’ chiaro quindi che il guadagno o la perdita di anche una sola regione può essere sufficiente per passare dalla vittoria alla sconfitta per una coalizione. Poi non viene premiato chi vince “molto”: se una coalizione è vicina al 55% non vengono assegnati seggi in premio, questo penalizza il PdL che in alcune regioni non riceve senatori in più. Infine la soglia di sbarramento dell’8% ne mette in forse il superamento da parte dell’UDC (in quasi tutte le regioni) e della Sinistra Arcobaleno (in molte regioni): questi seggi potrebbero andare di volta in volta all’una o all’altra delle coalizioni maggiori, cambiando così radicalmente la composizione del Senato.

  2. E’ vero: raggiungere o meno l’8% condizionerà molto il voto al senato. Oltre a questo, ci sono secondo me altri due elementi che la discostanmo molto dalle precedenti, e che possono condizionare l’esito finale: il possibile alto numero di astensioni (chi penalizzerà di più?) e il c.d. “voto utile”. Ho la percezione che siano molti gli elettori dei partiti minori che sono indecisi se “traferire” il loro voto al PD o al PdL.
    Proprio per questo é chiaro che la campagna elettorale deve prevedere ogni forma che possa convincere gli indecisi.
    Direi che quindi che quella di Marta Meo sia una Bella Ikea.

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