Speakers’ Corner
di Gianluca Galletto , Delegato alla costituente del PD per il Nord America, Circolo PD Obama
La notizia di oggi è che tutti i sondaggi registrano una forte crescita della tendenza all’astensionismo che veleggia intorno al 25%. Si badi bene, non sono indecisi, ma persone che voteranno scheda bianca. Cresce l’astensionismo come metodo e con come fisiologia. Se Barack Obama è riuscito ad estendere il perimetro della partecipazione sociale dando nuova speranza ad ampi strati della popolazione, in Italia l’annuncio delle candidature ha raffreddato molti indecisi, sconcertato molti incerti che hanno deciso, pare, che se il nero è sempre di moda, come dimostra il caso Ciarrapico, il bianco sta prepotentemente tornando.
Il bianco è quello della scheda elettorale, dinanzi alla quale un numero sempre più alto esita prima di decidersi a fare una scelta. Delusi dalla sinistra, perplessi dinanzi a un centro presunto, preoccupati dalla destra, gli italiani sono sempre più tentati di trasformare quell’esitazione in una scelta. Il bianco è l’antefatto di tutto. E’ il foglio da riempire di idee, la tela che attende i colori, il silenzio non ancora infranto da parole, la t-shirt che va d’accordo con tutto. Un tempo era anche il simbolo di un’eleganza fatta di sottrazioni, di gesti trattenuti, di dominata vis pugnandi. Lo aveva sintetizzato benissimo Gianni Clerici nel suo romanzo «I gesti bianchi», dove raccontava un tennis che non c’è più, e in quei gesti bianchi leggeva uno stile che andava in profondità strato dopo strato e diventava scelta di vita: il rispetto di se stessi e degli altri, anche e soprattutto degli avversari. Oggi il bianco è purtroppo altra cosa. Assenza, futuro rubato, ansia di decisioni non prese. Voti che restano aggrappati ad un non ancora che finisce per diventare la vera scelta di molti, di un manipolo che rischia diventare esercito. L’apparentemente innocua armata dei disorientati.
Noi del Circolo Barack Obama siamo per una società aperta, per un ricambio profondo che intercetti questo malcontento diffuso che genera frustrazione e ansia anche in spiriti liberi disposti a produrre nuove energie per liberare il Paese delle sabbie immobili. Siamo per chiedere a Walter Veltroni di impegnarsi in una battaglia parlamentare per istituire le primarie ex lege in ogni carica elettiva, qualunque sia il sistema elettorale scelto. E’ una soluzione possibile e praticabile che permetterebbe ad una nuova classe dirigente di farsi spazio. Dobbiamo portare l’esperienza di Barack Obama in ogni forra toscana, in ogni trullo pugliese, nelle baite alpine come nei dammusi esposti al lillibeo. Noi italiani di un altrove abbiamo il dovere morale di aiutare il nostro Paese con proposte, pressioni, contatti personali, campagne usando le potenzialità della rete. Vorrei che i Mille mi aiutassero ad elaborare una decina di proposte di shock innovation, soluzioni creative per la giustizia, il fisco, il Mezzogiorno, l’ambiente, la qualità della vita e la lotta alla mafia. Da dove cominciamo? Innanzitutto dalla legge sulle primarie. E poi, perché non togliere il diritto politico attivo agli evasori fiscali totali?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





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