Dopo la pubblicazione delle liste di candidati del Partito Democratico si è scatenato il dibattito sui media e sui blog. Ho letto numerosissimi interventi di persone che, vista la candidatura di un personaggio, si riallontanavano dall’intenzione di votare il Partito Democratico. Leggo di continue critiche a questo o a quel personaggio candidato: troppo giovane, troppo di centro, troppo cattolico, troppo imprenditore, troppo legato, troppo “nuovo”.
Mi vengono in mente le classiche diatribe da bar in concomitanza con Europei e Mondiali di calcio: tutti a fare la formazione dell’Italia sicuri di essere nel giusto, fortuna che alla fine a decidere la formazione sia una persona soltanto.
A differenza di quelli che si interessano di calcio, che danno alternative alle scelte del CT, chi critica la composizione delle liste spesso non dice io avrei messo tizio al posto di caio, ma solo: hanno candidato tizio, io non li voto. E magari qualcuno avrebbe voluto vedere un suo amico o un conoscente, o un compagno di sezione al posto di qualche giovane sconosciuto, di qualche imprenditore, di qualche giurista, senza pensare che poi tale candidato avrebbe ricevuto le stesse critiche da tutti quelli che non lo conoscono, e sono sempre la maggioranza.
Non ho visto quasi nessuno nominare, oltre ai candidati “ostili”, tutti quei candidati che invece meritano la nostra attenzione e il nostro voto, che sono la maggioranza visto che le critiche si concentrano su una decina di nomi contro un numero di candidati totale che supera il migliaio.
A tutti quelli che hanno detto “hanno candidato tizio, io non voto Pd” vorrei fare alcune domande:
- due anni fa per chi avete votato?
- se avete votato per l’Ulivo, l’Italia dei Valori, i Radicali, perché lo avete fatto e non avete intenzione di rifarlo?
- le liste presentate quest’anno sono peggiori di quelle presentate due anni fa con i vari De Mita, Dini, ecc.?
Con il vostro astensionismo, visto che non sento parlare di scelta di voto ad altre formazioni, riuscireste solo a far aumentare il peso specifico di chi vota dall’altra parte. Io penso che il Partito Democratico abbia iniziato una piccola rivoluzione, una certa ventata di rinnovamento, l’afflusso di giovani vergini rispetto alla politica, almeno più vergini di chi è rimasto fuori, e se non otterrà un buon successo elettorale il messaggio che arriverà sarà il contrario di quello auspicato da chi si vuole astenere: il cambiamento non paga, meglio politici ben navigati che lasciano il Parlamento per la tomba, con quelli si ottenevano risultati migliori.
E’ proprio questo quello che vogliamo?
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





Sì, il benaltrismo ( odio i neologismi del genere, ma…) è una sindrome che è ben nota, a sinistra soprattutto. Credo sia lo scotto che debba scontare l’aspettativa alta degli ideali rispetto alla prassi del fare politico quotidiano.
Anche io mi inquieto a sentire o legger certe critiche severe, miglioriste nel senso di perfettiste, MA…
Ma se prese con il giusto sale , se prese come dichiarazioni d’amore…ben vengano: e questa – questa della capacità critica, del controllo diffuso, delle aspettative alte ( purchè LAICHE, non miracolistiche o trascnedentali, però…) questa è una grande ricchezza del popolo del PD e della sinistra in generale, una vera e propria “diversità” da coltivare e far crescere nel segno del metodo, della pratica, del lavoro politico (anche e soprattutto) fuori dalla Politica Politicante, ma dentro la società.
Perfetto!
Era ora che qualcuno lo facesse notare.
Anche perché c’è molta ipocrisia in certe critiche.
Ci sara’ anche dell’ipocrisia ma vi e’ anche della logica.
- due anni fa per chi avete votato?
Ulivo
- se avete votato per l’Ulivo, l’Italia dei Valori, i Radicali, perché lo avete fatto e non avete intenzione di rifarlo?
Perche’ hanno promesso un rinnovamento che non e’ avvenuto ed hanno ignorato il malgoverno regionale da parte di un governatore della stessa coalizione
- le liste presentate quest’anno sono peggiori di quelle presentate due anni fa con i vari De Mita, Dini, ecc.?
Nella mia regione di provenienza, sono esattamente le stesse. Con una differenza: nel frattempo sono spariti svariati miliardi di euro dell’Europa e sono morte alcune persone di malasanita’.
Le liste e le querelle…
La differenza è che ora ci ritroviamo con uno che si chiama e che nella politica italiana non conta nulla così come Adinolfi, La Madia, La figlia di Cardinale, gli operai delle fonderie,etc. Oggi non ci si reca più nelle sezioni di partito, i candidati si rimediano direttamente nelle fabbriche, nei taxi, nelle agenzia di moda, negli studi televisivi.
Qual’è la differenza tra l’elezioni dell’era Ulivo e quelle di ora? esisteva allora, un tentativo di unità del centro sinistra, difficile forse ma non impossibile,che avrebbe portato nel tempo, grande giovamento alla politica. l’Unione nè stato un progetto sbagliato è in ogni caso non è caduta a causa della sinistra ma, a causa dei democristiani cerchio bottisti.
Il PD IL PDL…un agglomerato di identità che si andranno a scontrare nuovamente e peggio di prima,
le divergenze le culture le radici sono diverse e prima o poi emergeranno.
Forse l’Italia ha bisogno di un sistema elettorale proporzionale puro ove ogni espressione è rappresentata, in fondo la nostra carta costituzionale con tale sistema venne approvata, il bipartitismo coatto non appartiene alla nostra cultura politica.
I miei complimenti a chi ha scelto l’immagine
Il mio atto d’amore, votare comunque PD. Il tradimento del PD: candidare Crisafulli, Cusumano, Carra. S’era detto liste pulite. In altri paesi certe scelte non sarebbero nemmeno immaginabili. E’ una pesantissima caduta. Quando la tua metà ti tradisce, puoi decidere di restare lì dove sei, di essere coerente, ma sai gia di aver perso l’entusiasmo. Sai che c’è qualcosa che non va. A me dispiace moltissimo.
Ps al posto di crisafulli candidassero dalla chiesa.
pps
appena letto “il liberismo è di sinistra” di giavazzi e alesina. Una meraviglia
buona serata a tutti
Temo sia sfuggito all’autore un dato fondamentale.
Nel 2006 l’Unione chiedeva il voto contro Berlusconi, niente di più: non sfoggiava con orgoglio ‘liste pulite’, non vantava come rinnovamento la candidatura di Tizio e Caio, non pretendeva di presentarsi agli elettori come una formazione unita e coerente.
Il PD, sì, fa tutto questo.
Parla di ‘liste pulite’ e candida un ‘condannato per false dichiarazioni al Pm’, un ‘collettore di tangenti’ e un signore che si accompagnava ad un boss mafioso discutendo ‘a lungo di appalti, assunzioni, raccomandazioni e favori vari’.
Parla di rinnovamento e, dietro ad una serie di personaggi di dubbio spessore e (in)certo richiamo, riconferma quasi interamente la vecchia dirigenza e candida in seconda schiera segretari e segretarie di, portavoce di, figli e mogli di.
Parla di partito unito e di un programma vincolante, e candida fondamentalisti cattolici e militanti radicali, l’operaio sopravvissuto e l’industriale appassionato di sciopero fiscale.
Candida ‘donna Margherita’ e ‘donna Ds’, a confermare che i due partiti, lungi dall’essersi fusi in una formazione unitaria e rivolta al futuro, giocano ancora secondo le vecchie logiche di spartizione.
No, non è questo quello che voglio. E no, non sono più disposto a cedere al ricatto morale secondo il quale non votando ‘riuscirei solo a far aumentare il peso specifico di chi vota dall’altra parte’.
Parecchi anni fa un tale con i capelli (credo) lunghi disse che la perfezione non é di questo mondo. Molti anni fa un altro tale con i capelli (sono sicuro) lunghi disse che tutto é relativo. Avevano ragione.
Va bene criticare e discutere, va bene lanciare messaggi, anche duri, per migliorare quello che può essere migliorato, ma dire non gioco più ‒ non voto più – perché la mia squadra non é esattamente e perfettamente coma la voglio io, senza preoccuparsi minimamente di guardare cosa c’é dall’altra parte del campo (e quindi abbandonare l’idea perfezionistica e adottarne una relativa) mi sembra una specie di perversione.
In soldoni é come dire: non voto il partito che si avvicina di più alle mie idee perché non mi piace quel candidato, o non mi piace quella cosa mal fatta durante la passata legislatura, cosi dopo le elezioni mi ritrovo un candidato che é cento volte peggio o devo convivere con cento cose mal fatte al posto di una. Che meraviglia!
Non serve reagire alle critiche parlando di ricatto morale, non c’é niente di morale nel non voto, ne di ricatto ne di pensiero, é semplicemente un’auto mutilazione della propria dignità di cittadino.
Sempre molti anni fa, un altro tale (del quale ignoro completamente la lunghezza dei capelli) disse che viviamo nel migliore dei mondi possibili, nel migliore dei modi possibili. Anche lui aveva ragione.
Sarebbe bello partecipare con il migliore dei voti possibili.
Condivido il punto sollevato nel post. Sulla questione delle candidature ideali nel paese ideale ho detto la mia qualche giorno fa qui:
http://democraticoqualunque.blogspot.com/2008/03/veltronis-list.html
@Salazar
Non gioco più ‒ non voto più – perché la mia squadra non é esattamente e perfettamente coma la voglio io.
Il tuo riassunto tende a deformare e ridicolizzare le mie idee oltre il dovuto. La mia posizione è questa: non gioco più perchè la mia squadra non è pulita, non rappresenta il rinnovamento che pretende di incarnare e non mi sembra in grado – per i più disparati motivi – di esprimere una proposta seria e coerente di governo.
Non serve reagire alle critiche parlando di ricatto morale
Il ricatto morale si perfeziona nel momento in cui si chiede di guardare cosa c’é dall’altra parte del campo, attribuendo più o meno esplicitamente al non voto la responsabilità di una eventuale sconfitta.
non c’é niente di morale nel non voto
E’ una affermazione che mi risulta abbastanza oscura.
é semplicemente un’auto mutilazione della propria dignità di cittadino
Se frutto di una scelta informata e consapevole, l’astensione esprime la posizione di chi, non sentendosi adeguatamente rappresentato dalle liste in gara, decide di non manifestare la propria preferenza ad alcuno schieramento.
E’ una decisione che, a mio avviso, non lede la mia dignità di cittadino e che anzi merita lo stesso rispetto che si riconosce a scelte differenti.
@Andrea: nel tuo blog scrivi che nelle liste del PD ‘Non ci sono condannati’. Non corrisponde a verità.
Nicola, un governo ci deve essere, e ci sarà, che tu voti o non voti. A nessun politico (e probabilmente a nessun elettore) fregherà mai niente se un governo é stato eletto con una percentuale di votanti del 90% o del 70%, il governo c’é e governa, punto e basta.
Perciò se reputi la sinistra non pronta e non pulita vota per Berlusconi, perlomeno qualcosa farai. Non serve essere informati e consapevoli per non fare niente, per non fare niente basta semplicemente non fare niente.
A nessun politico (e probabilmente a nessun elettore) fregherà mai niente
Così come a me non fregherà mai niente che a nessun politico e a nessun elettore freghi qualcosa della mia astensione. Ma che discorso è?
Non serve essere informati e consapevoli per non fare niente, per non fare niente basta semplicemente non fare niente.
Potrei risponderti che non serve essere informati e consapevoli neanche per votare PD / PDL / quel che vuoi, basta esprimere il proprio atto di fede e attendere il miracolo.
Non credo però sia opportuno proseguire la discussione su argomenti così deboli. Preferisco chiudere qui, sorry.
Perciò se reputi la sinistra non pronta e non pulita vota per Berlusconi, perlomeno qualcosa farai.
Ecco, una logica talmente stringente che mi ha quasi convinto.
Okkay, okkay, non ci andare a votare. Liberissimo di farlo.
Un immigrato regolare ha tutti i diritti dei cittadini ma non può votare: é per questo diritto agli altri mancante, e soltanto per questo, che i cittadini sono definiti tali, quindi se non vanno a votare tagliano un pezzo della loro identità, rinunciano alla cosa che li definisce.
Un frigorifero che non raffredda potrebbe rendere l’idea: si chiama frigorifero proprio per quello, ma non lo fa; e allora?, dove lo incaselliamo?
Se avesse consapevolezza di se ne sarebbe alquanto avvilito.
Trovata una migliore (e ironica)metafora sul non voto.
Da Zucconi di Repubblica: “Essendo uno che, per lavoro, ha dovuto mangiare anche nei posti più fetidi del mondo (il mio record appartiene a una specie di stalla a Hafr-al Batin, al confine fra l’Arabia Saudita e l’Iraq) ho imparato a trovare qualcosa per tenermi in vita anche nei peggiori menu. Saltare il pasto, dovendo comunque pagare il conto alla fine (leggi: tasse e provvedimenti governativi) per far dispetto all’oste mi pare da fessi.”
per far dispetto all’oste mi pare da fessi
Continui ad interpretare la mia decisione come un tentativo di ‘far dispetto’ a qualcuno.
Tu, per caso, voti il PD per fare un favore a Walter?
BTW, trovo singolare che tu, elettore del pd, invece di obiettare nel merito delle mie considerazioni sul pd, ti affanni a cercare di dimostrare quanto sia poco dignitosa, stupida o inutile la mia scelta.
è per questo diritto agli altri mancante, e soltanto per questo, che i cittadini sono definiti tali
Ehm, no, non è così. Qualunque testo di diritto costituzionale potrà confermartelo.