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'font-size:36.0pt'>Forse Tutto quello che avresti sempre voluto sapere |
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Cos’è il PD?
Il Partito Democratico è un partito nuovo, che eredita la
tradizione riformista italiana di partiti socialisti, cristiani,
liberali e ambientalisti.
Ciononostante, non si tratta solo di un restyling di vecchi
partiti, ma di un partito davvero nuovo, con nuove idee, che sa
conservare il suo passato ma guarda con decisione al futuro. Un
partito aperto alla cittadinanza, un partito che crede che insieme
possiamo farcela a far rinascere questo paese. Insieme, si,
perché per farcela abbiamo bisogno anche di te. Vuoi
provarci anche tu?
Non me ne frega nulla.
Aristotele sosteneva che l’uomo è un’animale politico.
Politica è interessarsi di tutto ciò che si ha
attorno, e quell’I CARE (che significa “mi interesso”, appunto)
pronunciato da Don Milani ai suoi ragazzi di Barbiana, da
contrapporre al ME NE FREGO di fattura mussoliniana. Fregarsene,
nella storia, guardare solo al proprio orticello e disinteressarsi
degli altri, ha sempre portato a sanguinose dittature.
Prima vennero per i comunisti/E io non alzai la
voce/Perché non ero un comunista.
Poi vennero per i socialdemocratici/E io non alzai la
voce/Perché non ero un socialdemocratico.
Poi vennero per i sindacalisti/E io non alzai la
voce/Perché non ero un sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei/E io non alzai la
voce/Perché non ero un ebreo.
Poi vennero per me/E allora non era rimasto più
nessuno/Ad alzare la voce.
(Pastore Martin Niemöller, oppositore del regime hitleriano
e per questo rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau)
Sei ancora convinto di voler restare a guardare senza far
nulla?
Ma la politica è uno schifo, sono tutti ladri
Sicuramente lo spettacolo che ha dato e da la politica italiana
non è dei migliori. Mortadella e champagne in Senato portati
dalle destre per brindare alla caduta del precedente governo,
mentre il governatore della Sicilia festeggiava coi cannoli una
condanna, son di certo simbolo di una decadenza, del punto
più basso forse mai raggiunto dal nostro paese da quando
c’è la Repubblica. Una mancanza di morale che si è
estesa fino alle istituzioni. Per questo il PD ha voluto darsi un
Codice Etico
ben definito, che vede nel
rispetto dei principi costituzionali il suo fondamento. Un partito
pluralista, trasparente, che riconosce i meriti di ognuno. Un
partito che non ha paura di pronunciare parole come onestà e
responsabilità, che sembravano scomparse dal vocabolario
della politica. Un partito contrario a privilegi e logiche
clientelari.
Un partito che caccia via i condannati dalle sue file. Un
partito nuovo. Se questi sono i presupposti, perché non
crederci?
Ci sono sempre le stesse facce
La destra presenta lo stesso candidato premier da quasi 15 anni,
il PD si presenta come partito davvero nuovo e con un leader
innovatore. Un partito che vuole riportare l’entusiasmo per la
politica, un partito che per la prima volta include donne e giovani
fra i candidati, e lascia ai cittadini la scelta degli stessi
tramite il meccanismo delle primarie. Un partito tanto nuovo e
innovatore da creare, primo partito al mondo, dei circoli
interamente on-line, sfruttando tutte le possibilità
democratiche del mezzo internet. E al suo interno il nostro gruppo
de iMille, che come i mille garibaldini vogliono cambiare l’italia,
ma con quella piccola i che ne evidenzia le capacità e la
voglia di interazione e interattività, strizzando l’occhio
al futuro. È davvero tutto uguale, o finalmente qualcosa sta
cambiando?
Io non voto, tanto non cambia nulla
Non è vero. In molti sostengono che l’astensionismo possa
in qualche modo mandare un segnale al sistema, ma non è
così. Chi vince purtroppo se ne frega del numero di voti con
cui vince, e in questa tornata elettorale non votare significa
favorire uno schieramento che abbiamo già provato per cinque
anni. Uno schieramento succube degli interessi personali del suo
leader, appena prosciolto dall’ennesimo processo grazie a una legge
fatta da lui stesso mentre era al potere. Uno schieramento che coi
vari condoni non ha fatto che incentivare la parte peggiore del
paese, la furbizia e l’evasione fiscale. Uno schieramento che ha
incentivato la precarietà e aumentato il divario fra ricchi
e poveri del paese, coi primi a fare guadagni mentre gli altri non
arrivavano più alla fine del mese. Uno schieramento il cui
leader ha detto chiaramente che il figlio dell’operaio non
può partire con le stesse condizioni del figlio di un
imprenditore. Uno schieramento che ha distrutto i conti dello
stato, conti che solo grazie al governo Prodi son tornati in
ordine, pur a costo del sacrificio nelle tasche di tutti.
Montanelli sosteneva: “Quando gli italiani avranno fatto
l’esperienza del Berlusconi politico, se ne allontaneranno:
sarà come fare il vaccino, si creeranno gli anticorpi contro
una tal politica”. Vogliamo forse dargli torto?
Almeno la destra è durata 5 anni
La durata non è necessariamente una virtù. Anche
una grave malattia può durare per anni, ma non per questo
è piacevole. E comunque anche Berlusconi ha dovuto fare due
diversi governi e vari rimpasti, per i litigi della sua coalizione.
Alla fine del loro mandato, inoltre, prima che le elezioni
proclamassero vincente la sinistra, quella destra ha prodotto una
legge elettorale che è stata definita una “porcata” dal suo
stesso autore, al solo scopo di rendere ingovernabile il paese e
poter tornare presto al potere. Una legge del genere mostra con
evidenza quanto stia loro a cuore il bene della nazione, e quanto
invece la loro poltrona. Vogliamo che ritornino a sedercisi
sopra?
La sinistra è stata al governo e ha saputo solo
litigare. Perché dovrei votarla?
Questo è in parte vero. A causa della legge elettorale,
la sinistra è stata costretta a costruire una coalizione
tanto eterogenea da risultare, di fatto, ingovernabile. Per questo
il PD, anche a costo di perdere le elezioni, ha deciso di
presentarsi da solo, e di dare così una svolta innovativa
alla politica italiana in senso bipolarista, per far allineare la
nostra democrazia a tutte le maggiori democrazie del mondo,
affinché partitini minuscoli non vengano più a
ricattare col loro piccolo voto e per i loro personalistici
interessi una nazione intera. Votare PD significa credere che anche
il nostro paese possa vedere in un futuro l’alternarsi di due
grandi partiti, uno di stampo riformista e uno di stampo
conservatore, che con idee differenti puntino entrambi al bene del
paese, come succede negli Stati Uniti e nel resto d’Europa.
Vogliamo continuare a vivere nel nostro medioevo di interessi
personali e corporativi?
In ogni caso, in due anni di governo la sinistra ha solo
messo nuove tasse
Nulla di più falso, anche se la propaganda berlusconiana
(non dimentichiamo il suo controllo sulle reti televisive) non ha
fatto che sostenere il contrario.
Tralasciamo il fatto che bisogna sempre ricordare quali servizi
“compriamo” con le nostre tasse (Sanità e Scuola pubblica,
tanto per dirne due, son diritti conquistati col sangue dei nostri
padri, e dovremmo diffidare da chi con la scusa delle tasse vuole
smantellarli; si pagheranno meno tasse, poi, ma molto di più
per aver garantite salute e istruzione, senza per questo migliorare
i servizi, se consideriamo che, ad esempio, nelle statistiche
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il nostro paese
sta al secondo posto, dietro la Francia. Qualche euro in meno di
tasse valgono davvero quanto queste conquiste democratiche?).
Le tasse, comunque, non sono diminuite per riportare in sesto i
conti pubblici, ma si era già pronti a distribuire il famoso
“tesoretto” recuperato grazie a una incessante lotta all’evasione
fiscale. Pagare tutti avrebbe significato pagare meno, finalmente,
dopo tante promesse berlusconiane mai mantenute, tranne nel dare
vantaggi fiscali alle sue aziende personali. I titoli Mediaset sono
già in rialzo, dopo la caduta del governo Prodi. Vogliamo
che continuino a salire a nostre spese?
Ma in due anni di governo la sinistra cosa ha fatto?
Il Financial Times, uno dei più autorevoli giornali nel
mondo, e di certo non politicamente schierato, sostiene:
“Malgrado l’incubo aritmetico al senato, il governo Prodi si
è comportato in maniera sorprendentemente buona durante i
suoi 20 mesi. L’evasione fiscale è stata drasticamente
ridotta, e un deficit di bilancio pari al 4,4% del pil lasciatogli
dal precedente governo Berlusconi è stato tagliato a circa
il 2%. Il trend ascendente del debito pubblico è stato
invertito. Benché la crescita sia stata fiacca, la
disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 15
anni, sotto l’8%. Benché Berlusconi abbia portato un
benvenuto grado di stabilità restando in carica per l’intera
legislatura, quello è stato l’unico risultato conseguito. Il
suo governo non riuscì a realizzare alcuna rilevante riforma
economica e permise alle finanze pubbliche di deteriorarsi
gravemente. La sua agenda fu dominata dai suoi interessi personali
e sfruttò il controllo del suo impero mediatico. Il suo
comportamento erratico gli alienò la maggior parte dei
partner europei” (23 gennaio 2008)
A tutto questo possiamo aggiungere altre grandi e piccole
manovre:
- le due leggi Finanziarie che pur nelle ristrettezze economiche
han saputo tenere in piedi il paese, introducendo misure a favore
delle imprese e dei lavoratori come la riduzione del cuneo fiscale
o l’abbassamento dell’IRES e dell’IRAP - le liberalizzazioni, come quella farmaceutica, che permettono
un abbassamento dei prezzi dovuto alla concorrenza - i piccoli vantaggi, come l’abbattimento dei costi di ricarica
sui telefonini - gli obblighi di trasparenza e le norme in difesa dei
consumatori, come quella di indicare il prezzo tasse comprese nei
biglietti aerei o l’introduzione della class action, che
permetterà cause collettive contro le aziende al fine di
risparmiare sulle spese legali - la riforma del Welfare, che ha ripreso la strada della
concertazione riuscendo a venire incontro a tutte le parti sociali,
dai sindacati a Confindustria - le misure per i giovani, come quelle per limitare il lavoro
precario o le nuove norme sugli affitti - le misure per gli anziani, come l’adeguamento delle pensioni in
base all’inflazione - il blocco di riforme oscene approvate nel quinquennio passato,
come quella Moratti sulla scuola, e il reintegro del sistema di
merito nelle superiori e nelle Università - le serie politiche sull’immigrazione, che hanno abbandonato la
strada xenofoba intrapresa dal precedente governo riuscendo al
contempo a limitare l’ingresso degli irregolari nel nostro
paese - le politiche ambientali che incentivano, fra le altre cose,
rottamazione (non solo per le auto, anche per frigoriferi e
caldaie), ristrutturazione al fine di risparmio energetico e
pannelli solari - l’impegno per l’abbattimento dei costi della politica, per un
risparmio totale compreso fra il 40% e il 60% rispetto alle spese
attuali - la chiusura di contratti nazionali con categorie, come i
metalmeccanici, che erano in lotta da anni
Non dimentichiamo, inoltre, un prestigio ritrovato dall’Italia a
livello internazionale, dopo anni di politica estera fatta a colpi
di corna e battute razziste. Un ritrovato ruolo dell’Italia nel
campo della mediazione e della Pace, come nei casi dell’intervento
in Libano (di cui detiene il comando), del ritiro dall’Iraq e della
promozione della moratoria contro la Pena di Morte. La crescita
dell’export italiano (+15%), al più alto livello in Europa,
mostra questa ritrovata credibilità del paese.
Tutto questo in soli due anni. Certo, si poteva fare di
più, ma si era ostaggio di mille partitini, che han portato
anche alla caduta prematura del governo. Ma la strada intrapresa
era certamente quella giusta, e presentandosi da soli la si
potrà percorrere con ancora maggior decisione. Perché
interromperla?
Mi sono convinto. Cosa posso fare?
Intanto non smettere mai di informarti in modo critico, stando
ben attento a non cadere nella propaganda tanto ben ingegnata dalle
televisioni ma anche da tanti predicatori che promuovendo
astensionismo e liste civiche non faranno che aprire nuovamente la
strada a Berlusconi. Poi, se sei veramente convinto, prova a
convincere anche i tuoi amici, o magari collabora con noi nelle
sedi
di partito o sul sito de iMille. Da soli questa
nostra voglia di cambiamento resterà solo un sogno, ma se
inizieremo a sognare insieme sarà una nuova realtà
che comincia.
INSIEME
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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Sono d’accordo su quanto scritto ma non lo sono sulla scelta di alcune candidature. Innanzitutto contesto che candidati originari e radicati nel proprio territorio siano stati mandati in circoscrizioni molto distanti e altri che sono stati candidati in più circroscrizioni per poi attuare il giochino della rinuncia ad alcune e far rientrare candidati che altrimenti non sarebbero stati mai eletti. Inoltre e, scusatemi se ritorno aull’argomento di sempre, contesto con ancora più forza le candidature al Senato della ns. regione, che di nuovo hanno un bel niente e per alcuni nomi tutto si può dire fuorché abbiano l’intelletto e la cultura per poter operare secondo i principi del P.D. in quanto questa gente è saltata sul carro del sicuro vincitore per poter consolidare il proprio potere. L’ unica cosa positiva è il fatto che, a differenza delle scorse elezioni politiche nelle quali non essendo coinvolti direttamente fecero una campagna elettorale molto soft, questa volta si daranno molto da fare perché sono in ballo i propri ineteressi. Io, pur essendo iscritto al circolo Obama, non ci sarò perché non sono più disposto a votare, otturandomi il naso, per certi personaggi. Mi dispiace che per colpa loro e di chi li ha messi in lista non potrò votare per il partito anche al Senato.
Qualche risposta agli indecisi
Naturalmente non è detto che sia tutto oro colato. Non è detto che non ci sia un pizzico (ma solo un pizzico, eh!) di propaganda. Però può essere utile prendere appunti da queste parti. Riflettere. E divulgare.
Ma che bella idea: é come dire che non compri la macchina perché non ti piace il colore della spia dell’olio, così te ne vai a piedi per cinque (lunghi) anni! Che meraviglia. Quindi, buon Berlusconi a te e a tutti noi.
C’è sempre da turarsi il naso, per qualunque cosa e qualunque decisione nella vita: lavoro, istruzione, vacanze e perfino il sesso. Vuoi dire che non hai mai accettato un compromesso?, che ti sei sempre licenziato dal lavoro (magari ben pagato) perché non sopportavi la convivenza con un collega che ti era antipatico?, che non sei mai stato a letto con una donna meno bella di Naomi Campbell?
Kubitschek, un grande politico degli anni ’50, tuonò rivolgendosi al parlamento: Signori!, io vi mostro il panorama e voi guardate la finestra!
Per quanto impresentabili siano gli eletti a volte penso che gli elettori lo siano di più.
Salazar, la società e la politica si basano sulla fiducia.
Diresti ad una persona che non si fida di te: “Bravo! Che bel fesso che sei a non fidarti di me! Forse non ti sei fidato della tipa con cui sei andato a letto la settimana scorsa?! Kubitshek diceva…”
Non ti sembra una strategia comunicativa un pò arrogante e – come dire? – destinata al fallimento?
Chissà cosa ne avrebbe pensato Kubitschek.