di Giacomo Pietrogrande
E’ sera, lo scantinato della casa popolare che ospita il circolo è freddo e umido, alle spalle degli oratori campeggia l’opera omnia di Lenin e un neon lampeggia intermittente; se non ci fosse il faccione di Veltroni alle pareti parrebbe d’esser catapultati negli anni ’50, ma basta uno sguardo alla platea per capire che qualcosa è cambiato.
Apre le danze l’entusiasmo di una giovane neo eletta, si emoziona davanti al pubblico, stecca una sfilza di consecutio ma non importa a nessuno: “è la nostra prima eletta!” esclama fiero il mio vicino, “dai su, è ancora giovane” fa la sciura di fronte al marito perplesso, mentre un “brava, brava, è questo che ci vuole” giunge dalle retrovie.
Il rito del dibattito si apre con due interessanti comunicazioni, ma il pubblico è in fermento, ascolta attento e preme per intervenire, e quando si da spazio le domande è un fiorir di mani alzate, dal pauperista “NO SUV” che protesta contro la vicina Villa Santanchè all’ex elettrice di Berlusconi che si dice conquistata dal “sogno Veltroni”; così si sollevano critiche, si pongono domande, si offrono testimonianze e per ogni intervento ne spuntano due nuovi, e proprio i vecchi iscritti rinunciano a parlare per far spazio alle new entries.
Al politico di turno il compito di tirar le fila del dibattito, ma si è fatto ormai troppo tardi e appena pare aver terminato il discorso si alzano tutti in piedi e non c’è verso il arrestare il brusio e chiudere istituzionalmente la serata; e proprio quando ci si aspetterebbe un fuggi fuggi generale nessuno va via e scoppia il caos delle presentazioni perchè c’è il desiderio di confrontarsi ancora e si vuole dare un nome a tutte quei volti visti per la prima volta: facce nuove, facce democratiche.
Lentamente i democratici defluiscono finchè non restano una ventina di persone, ed una di loro annuncia che è il suo compleanno tirando fuori pasticcini e spumante.
E fu così che un gruppo di giovani, l’ex berlusconiana convertita, l’imprenditore con consorte che mai aveva varcato la soglia di una sezione e gli storici attivisti dai tempi di Togliati si trovarono a brindare ad una nuova politica per una nuova Italia.
Insieme si può fare.
iMille.org – Direttore Raoul Minetti





ma dov’è sto posto?
me lo chiedevo anche io!
E’ un’entità astratta, un circolo democratico…
Un (non) luogo ai confini della politica