Coraggio per il Mezzogiorno

di Giuseppe A. Veltri

coraggio.jpgCaro Segretario Walter Veltroni,

ho ascoltato il suo discorso per l’Italia e credo come molti italiani sono rimasto colpito dalla ricerca di una politica ed un linguaggio nuovi. Sono tanti i punti da Lei presentati con cui concordo eppure questo momento di alta politica è stato disturbato da un ombra che non riesco a far svanire.
Le sue parole mi arrivavano come ovattate e distanti, come se la ricezione fosse disturbata da qualche interferenza. Mi sono venute in mente le parole dei profughi albanesi arrivati in Italia negli anni 90 che per giustificare il loro viaggio dicevano di ricevere la televisione italiana dove si rappresentava un Paese ricco al di là della loro immaginazione. Ho compreso che quella distanza che ho sentito è rappresentata dalla mia identità meridionale. Di come le parole sul cambiamento perdessero slancio e vigore una volta entrate nell’etere del Mezzogiorno d’Italia per diventare simili a delle stelle cadenti in una notte di agosto.


Lei merita apprezzamento per il suo coraggio politico nel far correre il Partito Democratico da solo alle elezioni, per cercare si rompere gli schemi della vecchia e cattiva politica italiana, per tentare qualcosa che nessuno sinora ha mai fatto.

Per questa ragione Le chiedo un grande atto di coraggio che varrà più di mille discorsi: abbia il coraggio di candidare gente nuova nel Mezzogiorno d’Italia.

Il potenziale d’innovazione del PD si misurerà nel luogo per eccellenza dove la conservazione del passato soffoca ogni tentativo di nuovo da decenni. Nel luogo dove la vecchia e cattiva politica ha prodotto i danni più devastanti, dove si ancora si emigra per cercare lavoro, dove si muore per malasanità, la corruzione dilaga, le mafie controllano il territorio.
Abbia il coraggio di cercare il voto d’opinione della gente, non dia spazio alle dinastie di politici corrotti ed perpetui che saccheggiano senza pudore le vite dei cittadini onesti meridionali.
La corrente legge elettorale Le concede un potere enorme, quello di spezzare i rapporti clientelari, di dare la possibilità al nuovo di emergere, di proteggere il seme di un cambiamento troppo spesso promesso e mai realizzato. Se il Financial Times ha giudicato la classe politica italiana come la peggiore d’Europa, quella del Mezzogiorno d’Italia non può dirsi nemmeno europea od occidentale.
Candidarsi nel Sud, ad esempio nella mia Calabria, vuol dire sfidare poteri che possano portare a serie minacce per la propria incolumità. L’incredibile paradosso è che esistono persone disposte a prendersi questi rischi, ma non forze politiche.
Un candidato di questo genere non potrà offrirle i pacchetti di voti che i potenti locali offrono nel consueto mercato pre-elettorale, ma possono offrirle l’impegno nel cercare di risvegliare una coscienza civile tra la gente del Sud d’Italia.

Questa sarebbe una vera innovazione, rivoluzionaria. La luce più tenue risplende di più quando circondata dal buio totale.

Un caro saluto,

Giuseppe A. Veltri
iMille.org – Direttore Raoul Minetti

5 Commenti

  1. Chiara

    Grazie per le tue parole, nel mio primo giorno di lavoro come consulente a Milano, dopo anni a lottare invano con il sistema feudale dell’accademia nel Mezzogiorno.

  2. Paolo cambieri

    Vorrei un giorno poter raccontare a mio figlio appena nato che dove una volta c’era il buio ora c’è la luce, grazie a persone come Giuseppe. Ecco, mi consola riuscire a esprimere almeno affetto a chi ama la propria terra.
    Ma da domani, chi di dovere, non può più accontentarsi di fare politica e languidamente(atteggiamento para-romantico strumentale) pensare che tutto non cambierà mai ( o tutto cambia affinchè nulla cambi..)

  3. andros

    L’articolo è sacrosanto, un po’ di pulizia (o anche un minimo di decenza) sarebbe doveroso. Solamente una cosa non mi è chiara: la figura. La scelta dell’ideogramma è dovuta al fatto che l’autore vive nel Regno Unito?

  4. Ammiro e condivido per intero la riflessione ma non riesco a considerare allo stesso modo la speranza. Io l’ho persa da tempo e non chiamatemi pessimisti ma in quell’ottimismo “americano” non ci credo nè ci spero.
    Comunque il problema non è soltanto il sud.

  5. Sergio

    Condivido tutto. Ho speranza e mi sforzo di avere fiducia. Senza un Mezzogiorno seriamente portato su una via “europea” di sviluppo, l’Italia rischia fortemente un declino irreversibile; e questa volta,con il PD che vuole essere portatore di Nuovo, che sia la volta buona!

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