C’è vita su questo pianeta

milioRID.JPGdi Francesca Pollastrini

C’è vita su questo pianeta. Ebbene sì. Ed è bene gridarle ai quattro venti le novità. Qualche settimana fa, di ritorno dalla Costituente, in forma privata ho scritto una mail a molti di noi de iMille, e ho detto questo:

Roma, 16 febbraio
2008. Piddì, Riunione dei delegati costituenti dell'estero. Si parla
di liste.Il capo (ex DS): Buongiorno, siamo tutti d'accordo che i deputati e i senatori uscenti sono automaticamente ricandidati. Tutti, tranne la sottoscritta, annuiscono. Sorrisi, soprattutto da parte dei deputati e dei senatori. Io dico sottovoce al vicino sconosciuto (temendo di non aver letto una mail fondamentale in cui mi si poneva tale domanda):
"ma perché è automatico e siamo tutti d'accordo?" "eh,
e perché no?" "No, così…mah".

Mi iscrivo a parlare. I 6 che mi precedono iniziano tutti dicendo, e guardando
gli eletti in carica: “è automatico, certo, che i deputati e i senatori siano ricandidati". Sorrisi.

Si parla più
o meno di materiale che manca dai consolati, e io penso ai fogli A4
e alle spillatrici di Sidney e Lima che mi fanno perdere gli interventi
di Bersani e Fassino. Ma questo è il destino della delegata estero.
C'è chi propone primarie on line, ma è tardi; c'è chi denuncia poco
equilibrio fra Germania e Svizzera, ma così è. Quando poi si apprende
che Veltroni in pullman andrà fino a Lugano si scatenano le gelosie
di tutte le altre città svizzere e si termina con l’ordine: o va
ovunque o non va da nessuna parte. E poi a Zurigo ci sono più corsi
di italiano che a Berna (le città svizzere non me le ricordo, ma non
conta, l’importante sono il tono e lo spessore del dibattito). Intanto
immagino un telepass esausto da Lisbona a Mosca. E tutti gli alberi
che il povero Veltroni dovrà piantare dopo il viaggetto.

Mi volto verso due coetanee, cioè poco più che trentenni, italiane residenti in Francia
come me; allibita, chiedo loro se siano d’accordo con tutto questo. Certo che siamo d’accordo. Vabbè, allora io parlo a nome mio, ma parlo. A nome tuo.

Più o meno ho detto questo: “Salve, io non sono d'accordo; secondo me niente
è automatico, tanto meno la ricandidatura dei deputati uscenti. All'estero
abbiamo le preferenze e vi dico con tutta franchezza che 2 anni fa io
le preferenze non le ho date. Ho fatto solo una croce sul simbolo dell'Unione
perché non mi rappresentavate ieri, non mi rappresentate oggi e non
mi rappresenterete domani. Non ne faccio un puro problema generazionale,
sarebbe stupido, ma non capite che all'estero ci sono gli emigrati come
voi, partiti durante la guerra, ci sono i vostri figli e poi ci siamo
noi, quelli che negli anni 90 sono partiti per studiare o per vivere
una passione, un amore. Voi siete tutti esperti di pensioni, mentre
noi vorremmo solamente iniziare a lavorare ed essere autonomi. Prendete
i nostri voti, ma non ci rappresentate, né fate niente per noi. Vorrei
che nelle liste ci fossero anche persone di questo nuovo tipo di generazione
di emigrati: donne e uomini, fra i 25 e i 40 anni, che esprimono il
proprio talento all'estero. Persone che forse un giorno torneranno in
Italia, persone di quella generazione che della precarietà fa anche
una forza: ci si sposta e si vive, un po' ovunque. Avete vinto anche
grazie a noi, poi però non è stato fatto né detto niente. Due anni
fa, dopo le elezioni, volevo tornare in Italia: mi sono state chiuse
tutte le porte. Non mi si riconosce niente di quel che ho fatto. La
nostalgia di casa, di un clima che mi si addica di più mi hanno portato
a chiedere il trasferimento: ora sto a Cannes dove ho la sicurezza di
un lavoro francese e Ventimiglia a un tiro di schioppo. Probabilmente
sarete rieletti, e ve lo auguro se è quello che pensate sia giusto
per l'Italia, ma vorrei che nelle liste ci fossero persone più vicine
alla realtà di chi oggi lascia l'Italia. Poi non vi lamentate se tanti
giovani non si iscrivono all'AIRE, perché dovrebbero farlo? E' meglio
organizzarsi un fine settimana a casa e votare i candidati del collegio
d'origine. (Fra l’altro, io potrei votare il buon Vannino Chiti per
cui voto dalla tenera età di 18 anni. E’ di nuovo capolista in Toscana;
ma questo lo aggiungo oggi che ho le liste sotto gli occhi). Le nuove
candidature avranno pochi voti, ma almeno saranno (sarebbero) una possibilità
per far vivere questo partito e per vedere ben rappresentate tutte le
generazioni di emigrazione. Prendete esempio da Veltroni: lasciate spazio
a chi vorrebbe esprimersi."

Sorrisi da due persone. Poi è ricominciata la trafila di "è automatico che…". Oggi però le liste sono pronte e nella lista del collegio Europa, oltre ai perpetui, c’è una persona che rappresenta tutti noi, elementi del terzo anello
di emigrazione. Siciliana, poco più che trentenne, insegnante in un’università
londinese. Simona Milio. Io la sostengo, faccio campagna elettorale
per lei. E credo valga la pena dare un po’ più di un’occhiata qui.

In bocca al
lupo a Simona e auguri di tutto cuore a coloro che, come noi, ancora
ci credono.

iMille.org – Direttore Raoul Minetti

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6 Commenti

  1. Brava Francesca, e Brava Simona. Da Roma vi sosteniamo virtualmente!

    (nota tecnica: il link sul “qui” manda per qualche motivo a una email e non al sito).

  2. Si tratta sicuramente di un errore nell’html, un mailto invece di un href, ma poi l’indirizzo è giusto: http://www.simonamilio.net

  3. estella

    un grande in bocca al lupo! si può proprio dire che se si mettono in circolo le energie… le cose cambiano…
    estella

  4. Ovidio ci ha insegnato che la goccia alla fine scava la pietra (Gutta cavat lapidem …).
    A forza di mostrare un modo diverso di concepire e fare la politica, chi lo sa che anche noi riusciamo a fare venire il dubbio che “si può fare” diversamente dagli attuali metodi.

  5. totuccio

    è una vergogna la storia della deroga a fassino e signora per la candidatura al PD! si può fare, si può fare…

  6. Totuccio
    hai commentato su un post che promuove una candidata “nuova” (in tutti i sensi) e quindi avrai capito che qui, in questo blog e ne iMille pensiamo che il PD debba promuovere modi nuovi di scegliere dirigenti e candidati.
    Però dobbiamo anche stare attenti a non estremizzare troppo e cercare di essere il più obiettivi possibili. Non entro in merito a Fassino (che comunque é stato uno dei principali artefici del passaggio dai DS al PD)e signora. Su 1000 e passa candidati andrebbe fatta una analisi più completa.
    Però ti dico che mi auguro che le persone possano essere giudicate per quello che sono e che fanno (o che possono fare) e non per il fatto di essere “figli di” o “mogli di”. Rischiamo di essere discriminatori noi stessi.
    Con quel criterio di giudizio (e di esclusione) Paolo Maldini (tanto per fare un esempio … leggero) non sarebbe mai diventato il campione indiscusso che è (io sono romanista).
    Buone feste :-)

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